venerdì 25 settembre 2015

What's your name?

E dunque sono arrivata alla fine del famoso viaggio.
Non mi aspettavo molto e non è stato molto, diciamo che il più è venuto dalla periferia dell'esperienza.  La mia autostima ne è uscita bene, nonostante l'evidente barriera linguistica dopo tanti anni in cui non praticavo così intensivamente il mio inglese, ma diciamo che stava bene anche prima.
Ho ascoltato molte cose che sapevo già, ho sentito la teoria di procedure di cui io conosco la pratica (e la evidente differenza tra le due), ho riascoltato tecniche di comunicazione commerciale morte da decenni qui in Italia, ho preparato una presentazione che mi ha portato via l'impegno di una rana stanca e ricevuto eccessivi complimenti ... ma questo è lo stile locale, quindi va bene.
L'azienda certo è incredibile, enorme, con un vero ristorante come mensa, la mega palestra, il supporto psicologico (v. invitante cartello che non ho potuto non fotografare) e tutte quelle cose che ci si aspetta da una multinazionale. Inoltre è integrata nel paesaggio, attenta all'ambiente e tante altre belle cose.

domenica 13 settembre 2015

Pensieri sparsi del viaggiatore forzoso

E dunque eccomi qui in una domenica cupa e piovosa, spersa in una amena cittadina portuale del Massachusetts. Mi pare di essere nel mio adorato telefilm "La signora in giallo" ma a parte quello niente da segnalare. E' tutto tranquillissimo, credo che stanotte non sia passata neppure un'auto sotto l'albergo. Per darmi una botta di vita mi sono banalmente infilata in un ristorante italiano, almeno ho fatto due parole e ho anche mangiato un'ottima pizza, devo dire.