mercoledì 4 novembre 2015

Evoluzione di un blog: cambiare sottotitolo, cambiare pelle.
Saluti e ringraziamenti in attesa della prossima fase.

Sto riflettendo da un po’ circa il destino di questo blog.
Lo trascuro penosamente da molto tempo, non rispondo con l'attenzione che meriterebbe chi dedica tempo a leggermi, sembra non sia mai il momento giusto per scrivere ma è più una questione di energie mentali, come sempre.
L’idea certamente è di lasciarlo qui, senza oscurarlo, perché ci sono argomenti che vengono letti ancora tanto (per i parametri di un minuscolo blog) – come quello della plusdotazione- quindi mi piace l’idea che anche solo un genitore ogni tanto possa trovare tra le mie pagine qualche idea per rispondere ai propri dubbi.

In questi giorni ho riletto vecchi post miei, altri pubblicati su Genitoricrescono che mi ha accolto con affetto nel pieno della mia disperazione.
E ho realizzato ancora di più quanta strada abbiamo fatto io e mio figlio e quanto poco ci assomigli ora l’originale sottotitolo di questo blog “Evoluzione di un bambino molto arrabbiato e della sua mamma che vuole insegnargli ad amare il mondo”. E così l’ho cambiato, d’impulso.


Nell’attesa di capire cosa ne sarà di questo diario virtuale ho deciso quindi di fare un breve riassunto, per coloro che capiteranno di qui, per i genitori che ancora vivono con l’ascia accanto al letto, per le mamme che si sentono sole e incapaci a gestire bambini speciali, per i parenti e gli amici che potranno pensarci un po' prima di esprimere giudizi e consigli.
L’ho detto tante volte, tutti i bambini pongono sfide ma qualcuno di più, è un dato di fatto. Non è una gara a “chi ce l’ha più difficile”, e chi vorrebbe vincerla poi, ma alcuni figli ci costringono ad andare oltre i limiti della nostra esperienza e della nostra competenza. Non servono le regole condivise, non serve il buon senso, non basta amarli, ci vuole molto molto di più. Se vi state chiedendo se vostro figlio risponde al profilo allora state sereni, non avreste bisogno di porvi la domanda.

Io sono diventata madre nel momento esatto in cui l’ho desiderato, ho avuto una gravidanza bellissima, mi sono preparata con libri e informazioni varie ... insomma ero pronta e felice.
Ma accogliere mio figlio è stata la cosa più difficile e dolorosa che io abbia mai fatto. Un viaggio inaspettatamente periglioso, l’esperienza più formativa che potesse accadermi.
Il mio bambino è stato definito in molti modi - amplificato, esplosivo, plusdotato, nello spettro autistico, ecc. - ma soprattutto è un bambino che ha sofferto molto e io ci ho messo tantissimo prima di poterlo comprendere e accettare per la persona meravigliosa che è.

Quando mio figlio aveva 5 anni e mezzo scrivevo questa lettera, ne uscì un post molto bello che mi aiutò ad analizzare la mia sofferenza e insofferenza.

Ci insegnano che l’amore per i figli è naturale, istintivo, atavico, e per molti lo è. Ma talvolta qualcosa si spezza, ci si ritrova a difendersi proprio da quella creatura che avevamo immaginato di amare incondizionatamente, senza se e senza ma. Quando sai che un rumore più forte potrà creare urla incontenibili, che un incontro con un coetaneo si trasformerà in un match di pugilato, che una pizza al ristorante non riuscirai neppure a terminarla, che una parola detta ingenuamente o una zucchina tagliata nel senso sbagliato potrà produrre una crisi di nervi epocale ... ecco, ogni passo diventa pesante, ogni gesto controllato, l'amore imbavagliato dalla stanchezza.

Non è giusto che io riesca a ricordarmi i singoli attimi in cui sono stata bene con Nano, non è giusto che io possa contare i momenti di svago e vacanza definibili come tali, non è giusto che io mi fermi davanti alla porta di casa ogni sera temendo cosa mi attende dall’altra parte. Non è così che voglio viverlo. Io voglio AMARLO! Io voglio essere FELICE di stargli accanto, voglio sentire la FORTUNA di averlo con me.

Riporto qui sotto tre post che amo in maniera particolare, che descrivono quei momenti di dolore, che consiglio a chi vuole uscire dalla logica del giudizio e passare a quello della comprensione della diversità:

Ero una persona assolutamente "nella media" e lo ero sempre stata, l'incontro (o scontro) con la diversità di mio figlio è stato come ripartire da zero e ritrovarmi una madre assolutamente mediocre. Spesso lavorare fuori casa era l'unico modo per riuscire ad affrontare le serate di guerriglia e le notti infinite. Nessuno specialista riusciva a darci risposte sensate, il bambino non collaborava in alcun modo, i nostri tentativi di dare ordine a quel caos erano approssimativi e scoordinati. E poi la scuola, il suo ostinato isolamento, gli insegnanti a chiederci la famosa "diagnosi" che avrebbe sollevato tutti noi dalle nostre responsabilità.

Poi è arrivata quest'ultima estate e qualcosa è cambiato.
I pomeriggi in piscina, le chiacchierate, una vacanza finalmente serena per tutti che ci ha ricaricati nel nostro essere famiglia, veramente famiglia.
E poi l’inizio della scuola, il passaggio alle medie e ad un nuovo metodo di studio. Lo vedo molto più tranquillo, passare meno ore in classe gli giova, lavorare di più (o meglio lavorare, perché fino allo scorso anno poteva fare nulla) sia a scuola sia a casa gli lascia meno spazio all’incertezza e lo rassicura, i professori gli piacciono.
E non solo, ha anche un nuovo compagno con cui riesce persino a giocare a nascondino all’intervallo ... non lo definisce ancora “amico” ma diciamo che è un bel passo avanti rispetto alla totale indifferenza che ha mostrato nei precedenti cinque anni.
Contemporaneamente ha anche iniziato un percorso di supporto psicologico, pare collabori anche se mi chiede ancora “ma a cosa mi serve?”. Il fatto che risponda alle domande della giovane dottoressa è comunque il segno che ha capito di doverci aiutare ad aiutarlo, non a cambiarlo ma a comprendersi nel profondo.

Il tempo trascorso insieme è infinitamente più sereno e piacevole di quanto sia mai stato, la guerriglia è quasi scomparsa, i meccanismi di aggiustamento consolidati.
Mio figlio ci cerca, anche fisicamente, per un abbraccio o una parola di rassicurazione.
Abbiamo riletto un sacco di libretti sdolcinati che negli anni ho raccolto per stimolare la sua empatia e la sua capacità di affrontare i sentimenti.
L’ascia è davvero fuori dall’uscio.

Per me adesso è come vivere un sogno, quella maternità che per anni ho sentito come un peso e non come una benedizione. Avrebbe dovuto accadere molto prima, mi assumo tutte le mie responsabilità e lascio cadere i sensi di colpa solo perché non servono a nulla.
Sono andata sempre avanti, questo è ciò che mi permette di assolvermi in parte, non ho smesso di cercare una via per conoscere mio figlio. Accettarlo è stato il passo più difficile, lui così diverso da me, due caratteri difficili e per nulla complementari.

Per questo non vorrei perdermi nulla, per questo vorrei cambiare la mia vita per plasmarla su di lui ... almeno finché me lo permetterà. So bene che ormai, alla soglia degli 11 anni, il mio bambino sta lasciando il posto ad un ragazzino che in pochi anni si trasformerà in un giovane uomo e io ho una gran voglia di conoscerlo, di condividere con lui il cammino e non solo pochi stralci rubati a lavoro, traffico, impegni.
Ora che le parole hanno trovato un passaggio e che gli abbracci arrivano a sanare vecchie ferite, so che per lui – non solo per me – la condivisione è necessaria, più necessaria di prima.
Abbiamo camminato sulle sabbie mobili per anni e ora stiamo creando insieme una base solida su cui costruire un futuro sereno. Mio figlio sta finalmente consolidando se stesso come persona, come persona che vale, nella sua specificità, nella sua diversità, nella sua coerenza fantastica.
La sua vita è diversa da quella della maggior parte dei suoi coetanei, per tante piccole e grandi cose. Ma sa che va bene così, lo so anch’io.

La diversità viene sbandierata spesso come valore ma – per ora – la società non appare così pronta ad accoglierla ed accettarla senza giudizio. E io ero parte di quella società, non lo nego, quindi so di cosa parlo.
Questo blog è nato con l’intento di raccontare la nostra storia di diversità ed evoluzione, personalissima e infinitamente piccola nel mare del web. So che a qualche genitore è servita per sentirsi meno solo, ho ricevuto lettere bellissime che terrò per sempre nel cuore.

Oggi vorrei che restasse anche come una storia di speranza.
I momenti bui trovano la strada della luce, i dubbi trovano una risposta, l’amore trova il modo di superare le barriere.
A leggermi pare tutto così melenso, quasi che miracolosamente sia arrivata una soluzione dal cielo. In verità è stato un grande impegno quotidiano, una ricerca costante e anche un enorme lavoro interiore per me. Un lavoro che non è finito, anzi riparte con uno spirito nuovo.

Ora sento tutta la felicità e la fortuna di avere avuto in sorte proprio questo bambino.
Ora comprendo le lezioni che mi ha insegnato e che ancora mi insegnerà.
Ora ho una gran voglia di viverlo, di ascoltarlo, di esserci ogni volta che ha voglia di mostrarsi.

E’ arrivato il momento di chiudere, almeno per questa fase.
Magari aggiungerò qualche aggiornamento che possa essere utile a chi capita qui cercando informazioni specifiche. Vorrei davvero che i miei errori potessero essere d’aiuto a qualcuno che ancora si trova all’inizio del cammino, vorrei trasmettere quei messaggi che io avrei voluto ricevere tanti anni fa nel pieno della disperazione. Non so se ci sono riuscita, se il mio intento è stato qualche volta raggiunto, ma ci ho provato.

Grazie a tutti per questi 4 anni di strada condivisa, accidenti quante cose sono successe!

Vi abbraccio tutti con grande affetto,
Marzia


24 commenti:

  1. Marzia ho le lacrime agli occhi...sono per la felicità per il mio amico Ale
    sono per te che mi mancherai tanto... ma tu sai la mia e-mail, sai dove trovarmi
    Non vi dimenticate di me...voi siete nel mio cuore
    un bacio VAleria

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  2. Un abbraccio grande, è sempre stato molto interessante leggerti e continuerò a farlo se aggiornerai :)

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  3. Cara Marzia, sono io che ringrazio te. Perché la condivisione con noi della tua strada, a volte così impervia e dolorosa, mi ha insegnato tanto. Un grande abbraccio!

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  4. un grande in bocca al lupo.
    grazie

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  5. Che belle cose hai scritto, finalmente!!!

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  6. E' un bel post, che racconta il bene che vivi.
    Ti ho sempre letto con grande interesse, per cosa scrivevi, per come scrivevi, per ciò che le tue riflessioni facevano scaturire in me, ti ringrazio per tutto questo.
    Da egoista ti chiedo di non rinunciare del tutto al blog, la crescita di Alex, la soglia dell'adolescenza, sono momenti che ti chiedo di condividere, perchè credo che possa imparare molto da voi. Un bacio-abbraccio e un grande inboccallupo!

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  7. Marzia, che dirti. Credo che un blog non sia per sempre, specialmente se è un vero blog, nel senso di "diario elettronico", e nasce con lo spirito di condivisione della propria esperienza e dei propri pensieri, non come soluzione lavorativa.
    Faccio a Ales, a te e a tutta la tua famiglia i migliori auguri, come ho scritto in altri luoghi, per tutto quello che ti aspetti.
    Un abbraccio

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  8. Marzia...sono commossa da questo post, tu sai che ti sono vicina e ti ho sempre sentito vicina anche quando per lunghi periodi non abbiamo scritto sui nostri blog...
    Ti abbraccio forte, spero di rileggere di te e Alex anche solo per un aggiornamento, con notizie piene di positività!
    In bocca al lupo...e buona continuazione del viaggio :-)

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  9. You have to walk a long way if you want to get to a beautiful place and live there happily ever after.
    Meno male che in questo lungo cammino vi ho incontrati.
    Un abbraccio,
    Monica

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  10. Sono davvero felice per te e per voi Marzia :)

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  11. È bello che siate riusciti a trovare la serenità :)
    Un abbraccio!

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  12. È bello che siate riusciti a trovare la serenità :)
    Un abbraccio!

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  13. Sono davvero tanto tanto felice per voi, che meraviglioso epilogo per questo blog! Mi mancherai nella blogosfera ma sapendoti impegnata finalmente a vivere questa nuova fase ti penserò col sorriso �� Grazie per la generosa condivisione della vostra storia, ha dato tanto ad ogni persona che ti ha letto, ne sono sicura.
    In bocca a mamma lupa, che sei sicuramente tu per A.
    ��

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  14. Non si può non amare questo lieto fine del blog, come tutto il percorso che avete fatto. Ti ammiro molto Marzia, sarete sempre nel mio cuore. Roberta

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  15. Ti abbraccio forte anch'io Marzia.
    Sono così cotnenta che l'ascia sia fuori dall'uscio e voi, dentro, ci sia l'amore ed il piacere di condividere.
    Mi spiace perderti, questo si, molto, perchè non è facile trovare riflessioni così profonde e stimolanti e nemmeno tanta sincerità nel guardarsi e nel guardare.
    PRima o poi però, tornerò a Torino e chissà magari ci berremo un bicerin

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  16. Cara Marzia, sono molto felice per te, voi, ora che le cose hanno preso una strada non più in salita, ma un percorso molto felice.
    Sono certa che ogni cosa per te sarà rischiarata sempre da un raggio di sole, che se ora hai raggiunto un traguardo è per tutto lo studio accurato e l'attenzione al trovare una soluzione.
    Ti ammiro!
    Un abbraccio!

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  17. Cara Marzia, sapere che la tua ascia sia finalmente fuori è un grande dono. Grazie per la condivisione efficace, un abbraccio caloroso a te e alla tua famiglia. La mia stima e il mio affetto sono sinceri. Sandra quella dei libri

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  18. Ciao Marzia,
    sono capitata qui su questo blog leggendo di "spirited child". Io ne sono ancora dentro e quel che peggio ancora non pienamente consapevole della situazione... Mi sono ritrovata nei tuoi post nelle tue descrizioni di tuo figlio, nella stessa incapacità di affrontare, negli errori che quotidianamente commetto... Mi hai fatto riflettere mi hai fatto piangere anche.
    Ti scriverò in privato perché sono davanti ad un grande dilemma e forse tu l'hai già affrontato prima di me
    Ciao
    Silvia

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  19. Dimenticavo....buon compleanno in ritardo di qualche giorno al tuo Alex!
    Flo

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  20. Marzia, come al solito tante frasi che hai scritto in questo post vorrei trascriverle e ricordarle. In molti punti mi rivedo. Il mio bambino è più piccolo del tuo e, quindi, il nostro cammino sin qui è stato più breve. Io credo che lui, con le sue risorse e il suo modo di essere così coerente, ha fatto tanta, tanta strada più di me. Io arranco al suo fianco, ma nel senso buono. In ogni caso: grazie. Grazie perché il tuo blog è stato per me davvero illuminante. Mi hai insegnato davvero tanto. Complimenti per il sottotitolo che avevi dato al tuo blog, degno di uno scrittore alla Carver. Complimenti per il tuo nuovo sottotitolo. E complimenti per il vostro nuovo cammino. Un abbraccio

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  21. Marzia un abbraccio! Non passavo da un po' ed oggi mi sono detta che era il momento di venire a vedere perché non mi arrivavano più notifiche sul mio e.reader. Questo post mi era sfuggito. Sono contenta che tu senta di essere arrivata ad una svolta con il tuo Alex e vi auguro ogni felicità. Ogni tanto però fatti viva! Un abbraccio grande

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  22. Grazie Marzia... Come mamma d,un altro "alieno" volevo ringraziarti per la tua sincera condivisione e per che speso le Tue parole sono stato l,unico scoglio che ho trovato nel oceano delle emozioni... Grazie spero tanto anch'io trovare un giorno la tanto atessa serenita...

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  23. Ciao Marzia. Come e' andato il primo anno di scuola secondaria? Mi piacerebbe avere tuoi aggiornamenti sulla nuova avventura scolastica. Io ho una figlia sul profilo borderline... ma ha appena terminato la seconda elementare. La salita e' ancora molto lunga. Problemi attentivi sono i primi da risolvere... attendiamo tue notizie!

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...