mercoledì 17 giugno 2015

L’attesa paziente

Io sono una persona paziente, fin da piccina.
Mai desiderato vedere prima i regali di Natale o rompere innanzi tempo le uova di Pasqua.
Ho sempre sentito profondamente mia questa famosa frase:
L'attesa del piacere è essa stessa il piacere (cit. Gotthold Ephraim Lessing)

Rivedo me stessa ragazzina, passare il tempo ad immaginare come sarebbe stato questo o quell’evento, a sognare cosa avrei indossato, chi avrei incontrato, cosa avrei detto.
Spesso quella fase risultava più piacevole del momento in sé, vi è mai successo? Credo di sì.

In queste settimane sono di nuovo in attesa (no, non si tratta di quel tipo di “attesa”), solo che non ho margini per immaginare nulla. L’esito è oscuro, non so né il quando né il come nè cosa. E allora non è molto divertente, resta solo la mia innata capacità di pazientare.

Così fisso i pensieri sulla parola attèndere, all’etimologia e a tutti i significati che si trascina dietro. Dal latino ad + tendere, “rivolger l’animo a”, può significare:
  • Ascoltare attentamente, stare attento
  • Dedicarsi, badare a qualcosa
  • Desiderare
  • Aspettare

Questa cosa mi piace, una sola parola riesce a raccontare tutta la storia. Ad esempio quella di quando si “aspetta un bambino”, quando desideri e poi ti prendi cura e poi ti predisponi ad accogliere. Qualcosa che va molto oltre il semplice lasciar scorrere il tempo. Aspettare non è questione di orologio ma di animo che si prepara a ..., di cuore che scalpita e di mente che desidera. L’attesa è creazione, se ci mettiamo dentro gli ingredienti giusti, se non ci limitiamo a subirla ma la usiamo per immaginare.

E già, però aspettare vuol anche dire preoccuparsi, si dice “ci si aspetta il peggio”. E qui il viaggio lo hai già concluso nella tua testa, in realtà attendi solo che la tua profezia si realizzi, anche se ti illudi di essere aperta a qualsiasi risultato. E’ inutile porre domande se si pensa già di avere tutte le risposte, è inutile fare un passo avanti se si crede di non poter proseguire con il secondo: la mente è bravissima ad ascoltare le nostre parole di boicottaggio. L’attesa è creazione, appunto, e come ogni atto creativo necessità di un rigoroso rispetto.

Attesa è anche inganno, forse il più grande di tutti. Perché noi sembriamo sempre in attesa che qualcun altro faccia, aspettiamo una telefonata, una proposta, un esito, un giudizio, un segno che ci permetta di passare oltre e uscire dallo stallo. Eppure - se ci fermassimo un attimo a pensare con calma - in molti casi ci accorgeremmo che l’attesa è una nostra responsabilità, è una nostra azione che dovremmo riprenderci in mano e plasmare con ferma presenza, noi avremmo da “rivolger l’animo a ...” e nessun altro. In questo modo tante attese sarebbero più attive, gioiose, ottimiste, vicine ai nostri desideri. E magari riusciremmo anche ad essere meno impazienti ... ah, la pazienza, che virtù difficile da insegnare.

Eppure perseguire il proprio obiettivo con la giusta attitudine verso l’attesa - con l’azione creativa e con la pazienza di raccogliere i risultati immaginati - sarebbe così utile in questi tempi in cui “tutto e subito e male” pare una legge sociale invalicabile, insieme alla procrastinazione infinita che di sicuro attesa non è ma semplicemente è una resa ingloriosa.

In effetti la parola paziente è sempre stata bistrattata, porta in sé tanti significati ma da una radice negativa (dal latino patiens, participio presente di pati soffrire, sopportare, e ancora dal greco pathein e pathos, dolore corporale e spirituale). Si dice che “la pazienza è la virtù dei forti” ma poi il “paziente” più famoso è quello medicalmente assistito, quello che attende che un medico gli riporti la salute, che la terapia funzioni, che la malattia finisca il suo corso. Pazientemente, appunto, e magari coraggiosamente ma quasi sempre passivamente.
Forse per questo la parola “paziente” non piace alla psicologia umanistica per la quale al centro sta la “persona”, stimolata a valorizzare la autorealizzazione del proprio potenziale e la capacità di scegliere il proprio bene.

Dicevo che sono un tipo paziente e continuerò ad esserlo, spero.
Mi propongo oggi di evolvere in attese piene di immagin-azione (ma che bella è questa parola!) e desiderio.

Che le vostre attese siano piene di cura e i risultati all’altezza dei vostri sogni!



13 commenti:

  1. cara Marzia sono in attesa ...
    attendo la chiamata per un secondo lavoro come cameriera da fare il sabato e la domenica;
    sono in attesa dei risultati del esame di maturità di Andrea, ogni giorno sono in attesa di sapere come è andato;
    sono in attesa di ritirare la pagella di Michelle;
    e sono in attesa di un delicato intervento al seno di una mia amica che subirà domani, siamo in attesa degli esiti e di come andrà l'intervento
    sono in attesa MArzia, tante attese che si sovra pongono e mi rendono nervosa e in ansia
    Non dormo la notte e sono agitata di giorno
    Ma se posso ti sono vicina in questa tua attesa che immagino sia per qualche d'uno della tua famiglia, e il mio pensiero scorre a te, vorrei esserti vicina in questo momento e averti vicina, perchè in due le attese si vivono meglio
    un bacione Valeria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh, quante attese mia cara Valeria! Spero che qualcuna sia diventata una bella certezza, altre arriveranno.
      Ti auguro attese più serene e notti di riposo, nonostante i pensieri, io di certo aspetto con te incrociando le dita per tutti i nostri destini. Ti abbraccio forte!

      Elimina
  2. Mmmmh...ecco se c'è una cosa che non sono è paziente...fai corsi online?!?! :))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahah! Non credo sia facile imparare a pazientare, essere pazienti dalla nascita aiuta! Ma va bene anche non esserlo, basta tenere a bada i pensieri e dirigerli verso i risultati felici.
      E poi tu sei esperta di "attese" ... molto più di me :-)

      Elimina
    2. Sì...bè...per un'impaziente cronica pensa che gioia!!!!!

      Elimina
  3. Per me oggi è stato un giorno speciale. Ho atteso con grandi aspettative un certo resposo (no, nemmeno per me si tratta di *quell'attesa* ;) ) e oggi è arrivato un responso che francamente non osavo sperare, un giudizio positivo su un lavoro fatto da una persona a me molto cara con immenso impegno. Mi sono resa conto che se il giudizio fosse stato negativo avrei sentito un immenso senso di ingiustizia, mentre così invece ho sentito sollievo, al di là della teoria per cui avrei commentato con un "comunque ti sei impegnat* tantissimo, vedrai che i risultati arriveranno", ma ci avrei creduto un po' meno io per prima, perché quell'attesa, lunga due anni, era diventata carica di aspettative e alla fine sono state soddisfatte. E' nel complesso una settimana di chiusure e grandi cambiamenti, sicuramente come si vive le attese fa una differenza immensa. l'augurio che ci fai è bellissimo, lo prendo e me lo metto da parte per una nuova attesa importante, una settiman con la mia adorata nonna, sempre più fragile, che progetto da un po' e spero proprio si concretizzi...

    un abbraccio Marzia cara, mi spiace averti letta solo in silenzio, ma è stato un periodo piuttosto itenso per la mia famiglia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ovviamente i buoni risultati fanno accettare meglio le attese future, ci predispongono al meglio ... spero quindi che anche i prossimi desideri si realizzino e ti diano altro respiro.
      Grazie per il pensiero, so bene quanto sia difficile seguire tutto, infatti io sono sempre in ritardo! Un abbraccio a voi <3

      Elimina
  4. Oh cara, forse è per la salute di tuo papà. Io non sono pazientissima, vado un po' a corrente alternata. Ti auguro un'attesa paziente anche se non ne hai bisogno e il meglio per quando l'attesa finirà. Bacione Sandra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa volta è più per il mio uomo più piccolo, ma anche quello grande è sempre in pista per qualcosa ... altro che pazienza ci vuole! Grazie Sandra!

      Elimina
  5. Io non so aspettare. Mi cruccio, mi tormento, rumino, rumino e non placo l'ansia. La pazienza è davvero una grande virtù! Ed è vero che è una forza in più.
    Ti auguro di essere paziente soddisfatta. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come dicevo, è una cosa che mi viene naturale, non è che mi debba impegnare tanto :) Però ringrazio la sorte, altrimenti sarei già al manicomio :D

      Elimina
  6. "La pazienza è la più eroica delle virtù, giusto perché non ha nessuna apparenza d'eroico."

    Giacomo Leopardi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bellissima citazione, ti ringrazio, una conclusione perfetta per il post.

      Elimina

Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...