mercoledì 6 maggio 2015

La responsabilità fluida del pensiero assoluto

Avvertenza: post ad alto contenuto polemico :-)

In questi giorni ho la famosa carogna sulle spalle, su ogni argomento sento critiche feroci e francamente ne ho le scatole piene.
Expo non va bene, la legge elettorale non va bene, la scuola non va bene, persino Kate non doveva azzardarsi ad uscire sulle sue gambe a poche ore dal parto e pure bella come un fiore. E se non sappiamo con chi prendercela, tranquilli che ci resta sempre l’olio di palma.
E’ tutto un complotto, tutto un mangia-mangia, tutti saprebbero fare meglio di chi governa/decide/gestisce.


Il concetto di responsabilità però resta fluido, perché quando alla fine di tutto c’è il “sistema brutto e cattivo” diventa facile scrollarsela dalle spalle.
E allora partono le incongruenze, i ceffoni alla coerenza che io odio più della peste perché rappresentano la pochezza umana che – a parole – tutti vogliono superare. Ammiro chi sceglie un percorso che ritiene corretto e organizza la propria vita per seguirlo, pur con sacrifici, possibilmente non lanciando anatemi contro chi prende decisioni diverse. Chi sceglie mestieri che siano di supporto alla collettività, chi sceglie di combattere per salvare le balene, chi sceglie un tipo specifico di alimentazione, ecc. ecc. Se si tratta di scelte ponderate e di persone equilibrate, potranno solo essere di esempio e spinta per un miglioramento collettivo.
Diversamente si tratta di un modo per sentirsi migliori degli altri, arrogandosi il diritto di criticare il resto dell’umanità. E quando ciò accade, è una certezza, le incoerenze appaiono come puntini sulla pelle immacolata dei novelli salvatori dell’umanità. Perché sotto la crosta delle belle frasi, dei libri letti e osannati, della partecipazione ad eventi specifici, delle crociate su fb, sì là sotto cova l’incapacità di trasformare il pensiero idealizzato in azione quotidiana.

Ad esempio provo una certa tristezza per alcuni giovani colleghi (alcuni neppure così giovani) che si dichiarano contro le brutture della società  - da No TAV al governo di ladroni, con tutte le declinazioni che si possano trovare nel mezzo -  e partecipano attivamente a molte iniziative di sostegno alle campagne di sollevazione popolare. Gli stessi poi passano una buona percentuale della giornata lavorativa a farsi beatamente i fatti propri, perché tanto il “padrone” è sfruttatore e bastardo per definizione, fingendo di non sapere che le mancanze di uno cadono sul gruppo. E dunque no, non accetto le lacrime di coccodrillo di chi piange per chi muore di fame dall’altra parte del mondo e poi se ne frega di come le sue azioni ricadano sul vicino di scrivania, troppo comodo!

Dello stesso tenore è il Buongiorno di Gramellini su La Stampa, ovviamente è un dettaglio in un mare di informazioni e commenti pro e contro, però rende il senso di questo post. Se non hai la forza della responsabilità e della coerenza, ogni azione si svuota di senso, che sia una protesta violenta o una ragionevole richiesta di giustizia sociale.

E non sopporto neppure il giornalismo sensazionalistico, che spinge verso la critica collettiva spesso dando un solo punto di vista, facendolo passare come l’unico possibile. In questo modo ottime intenzioni rischiano di diventare un boomerang e creano onde di inevitabile contro-critica.
Penso ad alcuni servizi visti su Le Iene, poi smentiti dai fatti (da Stamina/Vannoni in giù) e anche ad alcuni su Report, di cui riporto solo una considerazione sul recente servizio di denuncia contro il famigerato olio di palma.

E’ ovvio che io non sia contraria alla tv di denuncia, che avere idea di ciò che accade “dietro le quinte” di certi affari è utilissimo e sacrosanto. Però il concetto di verità spesso è fluido come quello di responsabilità, nella convinzione di fare bene si finisce per far peggio.
L’oggettività è umanamente impossibile e fare intendere di perseguire l’unica via onesta è comunque una forma di disinformazione.

Io per natura sono flessibile, ho una soglia di indignazione alta, penso soprattutto a come il mio agire quotidiano si riflette sulle persone che ho attorno. Mi preoccupo di fare bene il mio lavoro, di curare la mia famiglia al meglio delle mie possibilità, di pagare le tasse, di parcheggiare in modo da non creare disagio, di rispettare le code, di destinare in beneficenza una quota che posso permettermi, di mangiare ragionevolmente bene seppure ignorando spesso le regole di buona alimentazione che imporrebbe il periodo, di non cercare scorciatoie a scapito del prossimo.
Non riesco proprio ad essere rigorosa ed assoluta in alcunché, tranne che nel mio senso di responsabilità. So che cosa sto facendo e ne assumo il pieno e totale controllo. Qualcosa è buono, qualcosa molto meno, qualcosa è solo umano.
Si potrebbe facilmente pensare che se tutti fossero come me il mondo non andrebbe da nessuna parte, non progredirebbe.
Magari però sarebbe un posto più sereno, se a tutti importasse di agire in modo da rendere la vita altrui più semplice, a partire dalle piccole cose. Anche evitando crociate violente (verbalmente o fisicamente) per difendere posizioni “assolutamente giuste” su mezzi di comunicazione in cui è fin troppo facile fare “massa critica” e sentirsi a posto con la coscienza.

Perché, diciamolo, la vita ti sorprende sempre e ha uno strano senso universale.
Ieri mentre leggevo un po’ di articoli sull’alimentazione, sui prodotti da bandire, sulle controindicazioni di certi ingredienti, mi è finito l’occhio su una notizia di tutt’altro genere, ossia quella della assurda morte del marito di Lady Facebook. E allora ho avuto di nuovo la mia risposta, continuerò ad informarmi e a cercare di mantenere uno stile di vita sensato, sia per il fisico sia per l’anima, ma non chiedetemi di schierarmi in modo assoluto perché amo la Nutella e statisticamente sarà altro ad uccidermi.


Ok, il finale è banale ma che ci posso fare, io sto felicemente nel limbo mediocre* che descrive cosi bene Ero Lucy ...
Anche se poi mediocre ... vabbé ora taccio.


*Nel significato etimologico dell'aurea mediocritas ... lontano dagli estremi. 

21 commenti:

  1. Boh! non lo so.
    A me le crociate non piacciono e lo sai, così come non mi piacciono le, ormai famose, tigri da tastiera, però discutere è una cosa che mi è necessaria..
    Sull'olio di palma sono intransigente, così come un sacco di altre cose, ma cerco di esserlo in privato, di base odio l'idea di mangiare (o fare mangiare) male e quindi mi organizzo di conseguenza. Per dire (e scusa se tocco il tuo confort food) perchè devo mangiare una cosa di base buonissima come una crema di cioccolata e nocciole in cui il primo ingrediente è l'olio di palma usato solo perchè costa infinitamente meno dell'olio prodotto dalle nocciole tritate e dal burro di cacao? no grazie. Compro la Novi.
    Nel merito sono d'accordo con te meglio fare bene nel nostro piccolo che riempirsi la bocca sui massimi sistemi. Anche perchè è il concreto lavoro di ogni giorno che ti fa vivere una vita più serena in tempi rapidi.
    Però non mi piace l'idea della mediocrità come valore, proprio per nulla, e trovo che sia la mediocrità imperante a far sorgere in molti l'idea che le loro opinioni siano le sole giuste, che quindi e loro certezze meritino di essere sempre e solo granitiche e tutti gli altri siano degli sciocchi.
    Più ti informi (o cerchi di), più sai, più rifuggi certe posizioni.
    La semplicità mi piace, le semplificazioni no.
    Non mi paice chi si accomoda nel suo cantuccio e da lì guarda il mondo senza chiedersi mai perchè

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    1. E infatti la mia era una provocazione (come quella del post che ho citato) :-)
      Ho infiniti difetti ma la mediocrità credo di no, almeno non nel senso di ignorante disinteresse, come si può essere responsabili senza approfondire nulla?
      Ma ho bisogno di un cantuccio in cui poter scegliere anche il peggio, senza che qualcuno si senta in dovere di spiegarmi cosa dovrei fare. Ovviamente le mie azioni non devono portare danno ad altri, ma poi basta. Assisto a crociate assurde su questioni che vanno dalle vaccinazioni alle coppette mestruali all’alimentazione vegana, con toni privi di ogni senso civile. Accetto le teorie scientifiche e ne prendo atto, ma la criminalizzazione ad ogni costo mi ha stufata, la discussione è positiva solo se porta ad un arricchimento reciproco ... al momento vedo molto di più la voglia di eliminare ogni voce contraria alla propria. Sarà la natura umana ma che fatica!
      Se non mi facessi domande non starei qui a scriverne, ma inneggio alla pacatezza – forse questo è il termine più esatto, più che mediocrità – e all’esempio positivo più che alla paranoia verbale.
      Comunque il cioccolato Novi piace anche a me (e comprendo benissimo le tue ragioni per sceglierlo)!

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    2. Si ci siamo capite.
      E direi su tutto, compreso il cantuccio.
      Io se vuoi ci aggiungo anche la superficialità ed il menefreghismo perchè ogni tanto, insomma, perchè no?
      Le crociate non sono cosa giustificabile mai, per come la vedo io, sarà che ho un sano terrore degli atti "di fede" che conducano a qualsiasi forma di violenza.
      Le trovo una delle tante espressioni dell'ignoranza.
      La pacatezzo mi piace di più della mediocrità perchè, te lo ripeto, la mediocrità non si fa domande, si ferma al primo scalino, la pacatezza magari si è fatta la scala, ma non trova necessario imporsi

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  2. Con la vecchiaia sto lentamente diventando più flessibile. Vedo molti più grigi di un tempo, il bianco ed il nero non sono più così netti e tendo a valutare più posizioni. Un tempo facevo crociate, forse ancora mi batto spudoratamente per le cose in cui credo, ma cerco di alleggerire i toni. Su una cosa hai estremamente ragione però, sul fatto che il senso di responsabilità è morto, o se non è morto sta molto male. La critica ad ogni costo fa male più di ogni altra cosa, proprio al senso di responsabilità. Visto che tanto tutto va male, se faccio male, nessuno se ne accorge. Proprio oggi concludevo un mio post una frase di Mario Calabresi che scrive: “Chi predica l’entusiasmo viene guardato con sospetto perché rompe il fronte del malumore, ma rischia anche di dare coraggio, e questo è un rischio che vale la pena correre.”Ecco, criticare toglie il coraggio di credere che qualcuno può e deve farcela.
    Un bacio grande come sempre
    Raffaella

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    1. E’ proprio quello che volevo dire, la critica arida toglie energia a tutte le cose belle che possiamo fare. Il senso della misura si perde dentro un falsato diritto di opinione.
      Spendiamo troppo e troppo tempo ad analizzare, spezzare il capello in due, dissentire, opporci, indignarci ... per poi tornare a rintanarci nelle nostre abitudini consolidate. E’ proprio il mio scegliere con accuratezza le battaglie che mi permette di cambiare idea e azione, lo faccio spesso e ne sono felice perché non sono la stessa persona di 5 o 10 anni fa ... e meno male!
      Per evolvere occorre spazio mentale, perché riempirlo di certezze assolute?
      Un abbraccio a te!

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  3. Qualche settimana fa ho avuto un confronto con chi voleva rappresentarmi una realtà molto infiocchettata durante il quale ho detto che per me chi dice che è tutto bello vale quanto chi dice che è tutto da buttare perché non posso non applicare il mio spirito critico. Quindi basta con i complottisti o con i buonisti a tutti i costiPurtroppo la storia dimostra, senza necessità di andare troppo lontano nel tempo, che essere critici, approfondire gli argomenti, non accontentarsi della prima versione ufficiale serve per arrivare il più vicino possibile alla realtà. Anche perché le nostre piccole scelte nel quotidiano potrebbero veramente cambiare le cose se diventassero numeri importanti.Per prendermi in giro mia moglie dice che sì, vabbè ma poi bisogna anche vivere, nel senso che ogni tanto bisogna lasciar perdere. Ha ragione anche lei.Mi riconosco, però, un grande pregio, a parte la modestia :), quello di non rompere le scatole alla gente con le mie convinzioni. Questo perché ognuno ha il diritto di avere la propria opinione.

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    1. Infatti spesso vedo persone infervorarsi per questioni di cui alla fine conoscono poco, ma reagiscono alle crociate altrui trovando una collocazione per puro gusto critico. E' impossibile non avere opinioni, saremmo morti diversamente, ma battagliare per il gusto della battaglia no, mi scoccia.
      Hai ragione che pure l'opposto, ossia farsi andare bene tutto, sia da finti ingenui :)
      Lo stile che descrivi per te, ossia ti informi, pensi, ti fai un'opinione e poi lasci agli altri la propria ... ecco, mi piace assai!

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  4. sai Marzia io ho portato avanti le mie decisioni i miei progetti (fiera) ma in questi giorni mi stanno piovendo addosso tantissime critiche, ci sono persone che sembrano divertirsi a parlare male del lavoro di altre
    anche se ci metto il cuore a volte le critiche fanno male e ti fanno riflettere se stai facendo la cosa giusta o se dovresti abbandonare
    mia mamma mi dice: sei tu che ti scegli tanti fastidi... e ha ragione ma uffa io me li cerco sempre
    Hai ragione anche nel mio piccolo c'è chi vuole rovinare ogni voce contraria alla propria
    hai anche ragione nel sostenere che ultimamente siamo accerchiati da critiche in TV
    Io che sono un amante della famosa cioccolata spalmabile sono rimasta delusa dal discorso del olio di palma, forse perchè nella mia ignoranza avevo sempre dato la precedenza alla golosità, senza andare a leggere l'etichetta
    un bacio MArzia sei sempre nei miei pensieri specialmente in questo periodo, averla un amica come te a fianco zittirei tutti un bacio a Ale
    valeria

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    1. Ecco tu sei una di quelle persone che non riuscirei mai a criticare, perchè ti metti in gioco in prima persona, tu non chiacchieri ma costruisci, in tutti i sensi. Magari uno può non essere d'accordo con alcune scelte (del resto tante teste e tante idee!) ma come è possibile criticare chi lavora con tanta passione?
      Ma tu vai avanti così, che sei perfetta con il tuo gran cuore ... se va tutto bene ci vediamo domenica!

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    2. se riuscite ad arrivare alle 9.30, inizio partese partirà la sfilata che quest'anno è dedicata al centenario della Prima guerra Mondiale oltre Alpini, banda, muli, gruppo storico ci saranno loro i miei 30 bambini del paese vestiti a doc... questa sfilata l'ho preparata con il cuore pensando hai bambini del mio paese ... ho avuto le mie critiche, anche pesanti, anche per questa sfilata ma il sorriso dei bambini riempie ogni cuore e sopratutto il mio
      vi aspetto! ti ho inviato il mio numero di telefono così se non mi trovate mi chiamate
      VI ASPETTO e magari porta anche il tuo papà uomo eccezionale

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  5. Cara Marzia, ogni tanto riemergo! Condivido il senso del tuo post, mi sono anche io stufata di crociate, anatemi, bianco-nero, isterismi del NO a priori. Con l'età credo, spero arrivi un po' di saggezza. Sulla storia dell'olio di palma non sono proprio del tutto convinta, ho chiesto a un mio amico della FAO se mi può girarmi qualche studio super-partes. Comunque, se non ricordo male, la mediocritas di Catullo non era esattamente la mediocrità come la intendiamo noi, ma indicava la via della giusta misura. In questo avremmo tutti bisogno di tanta mediocritas e anzi nobilitarla. Personalmente, oltre a cercare di comportarmi come tu descrivi benissimo, cerco di mantenere sempre vivo il senso critico anche verso me stessa (beh, verso e contro me stessa mi sa che ci riesco ferocemente bene, ma questo è un altro discorso). E' sano e fecondo avere il coraggio di provare a mettersi nei panni di chi la pensa diversamente da te e magari riconoscere che le nostre inoppugnabili granitiche certezze non lo sono poi così tanto. Certo, il rischio del relativismo è dietro l'angolo e questo approccio è un lavoro sfibrante che dà poche certezze, ma alla fine ti fa gustare il sapore dell'onestà intellettuale e anche di aver carpito un po' di libertà (sì, perché credo che noi ci sentiamo liberi, ma non lo siamo affatto, stretti in schemi mentali dai quali non riusciamo o non vogliamo uscire). Scusa il commento forse un po' confuso, ho scritto di getto. Un affettuoso saluto a te e ai tuoi cari

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    1. Bravissima! Io che sono la fanatica dell'etimologia ho dimenticato di specificare questo, si tratta di mediocritas nel senso originale di ottima moderazione e non di pochezza.
      Le granitiche certezze mi annoiano terribilmente, ci rendono incapaci di veicolare le buone idee perché le rendono dolorose da trasportare. La libertà di pensare e di cambiare pensiero è un valore inestimabile che dovremmo coltivare fin da piccoli.
      Grazie dei saluti, ti abbraccio!

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  6. p.s. Sono lieta che tuo papà si sia ripreso, nonostante le ansie che ti provocherà con la sua macchinetta nuova! Auguri a tutti voi e coraggio!

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  7. Ultimamente noto che polemizzare su tutto e su tutti è un'abitudine e questo mi fa sentire un senso di insofferenza, sarà la vecchiaia. C'è chi polemizza e vuole imporre le proprie opiioni a tutti i costi. l NO a prescindere sono pericolosi, dolorosi e creano divisione, incoraggiando le discrepanze e formando gruppi tra esseri umani che altrimenti potrebbero essere concordi tra loro.
    Ce la faremo ad interagire senza necessariamente polemizzare, criticare e senza fraintendimenti?

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    1. Guarda, proprio non lo so! La comunicazione tra esseri umani è sempre stata complessa, dovremmo recuperare un po' di quella coscienza sociale che hanno mantenuto le api o le formiche. Avere la consapevolezza di essere gruppo e avere interessi comuni su cui trovare un confronto sereno, sarebbe una grande conquista.

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  8. ho letto con piacere questo post... mi trovo d'accordo con molte cose che hai detto, se non altro con il senso generale del messaggio. ho letto nei commenti che molti sentono la tua stessa avversione per la polemica generalizzata forse per una questione di età... io ho 25 anni, ma sono stufa ugualmente!!! al giorno d'oggi tutti o quasi hanno la possibilità di dire la propria opinione, e giocano a chi la spara più grossa, a chi si arrabbia di più, a chi fa meglio una cosa... e via discorrendo. apprezzo chi dice la sua per costruire e non per abbattere... a questo dovrebbero servire la libertà e gli strumenti che abbiamo in mano per far sentire il nostro parere!! quindi ti appoggio nella lotta contro la polemica tanto per farla!!! chi ha un problema vero, sentito e che gli cambia il modo di vedere le cose, non ha voglia di fare polemica, ma di trovare una soluzione, o perlomeno di riuscire ad andare avanti.... il più è degli stupidi!!

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    1. Mi fa piacere che queste riflessioni superino il limite dell'età, che in verità sarebbero più i giovani a dover abbandonare l'abitudine al lamento che ci trasciniamo storicamente da troppo tempo. La polemica nuda e cruda è davvero una gran perdita di tempo!
      Benvenuta qui :)

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  9. Eccomi, ognitanto riappaio pure io nel mondo incantato della blogosfera! E mia cara, come mi ritrovo in questo post, e soprattutto nel sopracitato limbo mediocre! SU Kate se ne sono usciti pure con il complotto russo secondo il quale la bambina verrebbe da madre surrogata. A me spesso viene da chiedermi se tutti questi attivisti complottisti che domani diventeranno attivisti complottisti dell'esatto contrario, non abbiano solo bisogno di un bel sacco della box ove riversare ogni amara frustrazione

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    1. Ahahah, bello il sacco da picchiare alla bisogna! Mio figlio ce l'ha nella sua camera e talvolta aiuta ;)
      I complottisti sono fuori come balconi, si inventano problemi inesistenti per evitare di parlare di quelli reali ... come fanno a non essere frustrati se si considerano continuamente sotto attacco?

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  10. Posso mettere la firma sotto il tuo post?
    Anch'io è un periodo che rifletto sulle polemiche e sul fare.
    Ti faccio un esempio che mi ha reso orgogliosa di Milano. I milanesi hanno tanti difetti, sono ruvidi, poco complimentosi, un po' saccenti e a volte hanno la puzza sotto il naso, ma hanno anche tanti pregi, che non ti elenco per non annoiarti. Il pregio più grande è il loro senso pratico. Il primo maggio parte del centro è stato devastato da imbecilli violenti, il giorno dopo i milanesi hanno pulito. Ti assicuro che non è stata solo un'iniziativa comunicativa. I milanesi sono così: di cosa hai bisogno? Toh, ti do una mano, ti aiuto a tirarti su! Senza fronzoli. Un milanese non si piange addosso e non ama te, se ti piangi addosso, una delle espressioni tipiche in milanese è Dèm! Tiressù! (dai! tirati su!)
    Ecco, annuso nell'aria la voglia di tirarsi su, di dire basta a chi si lamenta, perchè si è capito che il lamento da solo non risolve i problemi. Sappiamo quali sono i nostri problemi e le soluzioni sono forse introvabili, ma proviamoci, facciamo qualcosa, tanto di ciò che faremo forse sarà sbagliato, ma è sbagliato anche non fare nulla. Nell'indecisione è meglio provare.
    Rimanere atterriti dalla disonestà, dalla paura, dalla convinzione che niente può migliorare non ci permette di dare risposta a nessuno dei nostri problemi. Chi si lamenta soltanto, il più delle volte, ama la sua condizione, questa convinzione non viene da me sai, ma sempre dal milanese che ha un detto che fa così: dai a chi ride e togli a chi piange, che vuol dire che chi piange di solito non ha veri bisogni (ma è un professionista del lamento) e chi non fa pesare agli altri i suoi problemi, non si lamenta, di solito è colui che ha più bisogno e soprattutto merita l'aiuto.
    Cosa dici? Gli italiani possono essere un po' milanesi? Poco, poco, eh?!;)

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    1. E mi piacerebbe sì che ogni regione riuscisse a trasmettere al resto d'Italia i propri punti di forza! Che ne abbiamo così tanti! Così magari ne uscirebbe una società civile ripulita dalla peggiore italianità e si potrebbe davvero ripartire da zero con più amore per ciò che si costruisce insieme.
      Lo so che sono concetti banali ma la spinta all'assistenzialismo è sempre lì a farci desistere da modelli positivi come quelli che racconti tu. Noi tutti siamo la società, chi è il famoso "Stato" che viene chiamato in ballo ogni volta che le cose non vanno? Se non lo avessimo spolpato per 50 anni (e si continua a farlo!) ora non saremmo su questo barcone traballante.

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