martedì 28 aprile 2015

E lui vuole un'auto

Mio padre vuole un’auto.
La sua è stata venduta qualche mese dopo l’incidente, tanto non avrebbe mai più potuta guidarla con il cambio manuale.
Il suo spacciatore di auto è mio zio, possessore di un concessionario, sebbene si trovi a 3 regioni e molti km di distanza.
E così con astuzia ha convinto sua moglie ad andare a trovare i parenti (lo zio sarebbe marito di una sorella di mia madre) e ora la poveretta – invece di godersi qualche giorno con le sorelle senza i tempi scanditi da medicine/terapie/esami – e là che combatte per evitare che il suo matto marito se ne torni a casa con una Panda con cambio automatico.


Che poi la questione non sarebbe tanto l’auto. Voglio dire, di sicuro sarebbe utile per un tipo indipendente come mio padre avere un mezzo che lo renda autonomo nelle commissioni quotidiane, dal fare la spesa senza centellinarla ad andare a trovare un amico fuori mano.
Ma il suo obiettivo è un altro, lui vuole essere libero di andare in campagna quando vuole.

Campagna è il luogo in cui ancora troneggia la maledetta motozappa, quella che gli ha mangiato un bel pezzo di braccio destro e molte abitudine consolidate.
Campagna è un orto che non viene curato dal luglio scorso e dal quale io e mia madre abbiamo giusto prelevato i frutti che generosamente produceva, nonostante tutto, e con la fatica di chi non l’ha mai fatto (almeno per quanto mi riguarda).
Campagna è una casa mooolto spartana, che necessita di lavoro e manutenzione continua.

Secondo voi quante possibilità ci sono che lui vada nel suo luogo del cuore e poi se ne stia seduto a godersi il fresco, chiamando qualche baldo giovane come aiuto? Poche? Pochissime?
E quante possibilità ci sono che il suo braccio resista a tutto ciò? Poche? Pochissime?
Ho recentemente visionato un CD con le sue radiografie e ci sono più parti di metallo che ossa. La prossima settimana dovranno molto probabilmente togliere uno dei perni che attraversano e sostengono il polso perché sta semplicemente “uscendo” ... insomma si parla di una situazione in costante evoluzione, di tre sessioni di fisioterapia ospedaliera alla settimana e di altre variabili.

Ma lui vuole un’auto.
Ha fatto un giretto di prova con mio zio e ne è uscito trionfante, “ce la faccio”.
Mia madre ieri sera era a pezzi, non le posso dare torto dopo nove mesi di calvario.

Mio marito dice che questa folle testardaggine è fatta della stessa energia che lo ha tenuto in vita, e non solo questa volta.
Che se ha resistito ad un cancro, a mille problemi, a mesi di cure invasive e dolorosissime è perché dice ogni giorno “ce la faccio”.
Che se oggi riesce a stringere la mano di chi incontra (e si è allenato tanto per riuscirci!) è perché non molla, non molla mai.

E io lo amo tanto per questo, per la facilità con cui ci ha permesso di affrontare ogni cosa al suo fianco.
Però ho paura, perché il mio senso dell’autotutela è diverso dal suo, perché l’immagine di quel giorno è fisso nella memoria e non se ne andrà.
Perché basterebbe una caduta o un movimento sbagliato per ripartire da capo e – egoisticamente – vorrei non accadesse.

Eppure so che fermarlo è impossibile, sarebbe come ucciderlo lentamente.
Per lui molto meglio vivere ogni giorno come fosse l’ultimo, senza rimpianti.
Credo accetti tanto bene la sua età matura per questo regalo, perché può permettersi di dire “vivo a modo mio”.
Sebbene in qualche modo lui lo abbia sempre fatto, la libertà alcune persone se la sanno costruire con coraggio e determinazione, indipendentemente dalle carte che il destino offre. E lo sto leggendo in un libro sorprendentemente luminoso scritto da una diciottenne che ha già affrontato l’inferno uscendone non vittoriosa, di più (Beatrice Vio, Mi hanno regalato un sogno, ed. Rizzoli).

Quindi immagino che metterò da parte la mia personale scarsa propensione al rischio e vedrò mio padre riprendere il cammino che così bruscamente si era interrotto in una tiepida giornata di luglio.


P.S. Mi ha appena chiamato ... l’auto l’ha ordinata, due mesi e poi lo rivedremo sfrecciare libero verso le sue colline, aiuto! :D




29 commenti:

  1. Lo ammiro, il tuo papà. Gli (vi) auguro il meglio, che non accada nulla di male e che il bello della campagna prenda il posto dei brutti ricordi.

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    1. Grazie dell'augurio, spero che sarà così, che ci sarà solo pensieri buoni per tutti!

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  2. Tuo padre ha una forza straordinaria. E la sua forza l'ha donata in eredità ad Alex. Dai, lascialo sfrecciare sulla sua panda, però vendete la motozappa. Subito.
    Un abbraccio,
    Monica
    (so che ti devo ancora rispondere, ma prima o poi ce la faccio, eh, abbi fede!) :)

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    1. Oh, ma la motozzappa deve solo essere caricata e buttata :)!
      Ti faccio un breve racconto splatter. Un pezzo della lama della macchina è arrivata in ospedale ancora attaccata al braccio di mio padre perchè sarebbe stato troppo pericoloso rimuoverla. Il giorno dopo, uscito lui dalla terapia intensiva, abbiamo trovato in camera un sacco nero con dentro i pochi vestiti che indossava al momento dell'incidente e sai cosa ha avuto il coraggio di chiedere mio papà ... se nel sacco ci fosse anche il pezzo della motozzappa!! Ma ti pare?! Non sapevo se ridere o prenderlo a botte :D
      Non ti preoccupare di rispondere, il prossimo mese sarà durissimo, lo so <3

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  3. Ha ragione tuo marito, cara Marzia... che questa folle testardaggine è fatta della stessa energia che lo ha tenuto in vita...
    La invidio questa testardaggine, spinge, sprona, ci esalta alla vita, al domani.
    Ciao e a presto!

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    1. Già, lo so, è solo difficile per me controllare la fifa ... ma ci riuscirò!
      Un abbraccio Carla.

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  4. Tanta ammirazione per tuo padre. Capisco le tue paure, ma hai ragione che sarebbe assurdo tarpargli le ali. Quanta forza e coraggio comunque.

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    1. E' pure un gran tesdardo, eh, non è che sia tutto rose e fiori vivere con lui. Però alla fine si fa perdonare :)

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  5. Anche il mio era testardo lo è stato fino alla fine, appoggiatelo ma con attenzione

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    1. Ci proverò Antonella, devo pure tenere a bada l'ansia di mia madre che invece è fin troppo timorosa in tutto ... che coppia! Ma si sopportano da cinquant'anni quindi spero continuino a farlo.

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  6. E non lo fermerai perché, come dice giustamente tuo marito, è la determinazione che gli ha permesso di non mollare mai.
    Ed è anche una gran bella cosa positiva.
    Lasciatelo fare, ma stando sempre vicini a lui, evitandogli situazioni potenzialmente pericolose per lui.

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    1. Vi chiederò consiglio, va bene? :)
      Anche perché lui - quando capisce di essere in "minoranza" - tende a svignarsela. Stavolta è più dura per lui, spero si affiderà un po' più del solito.

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  7. Quanto orgoglio per la sua forza leggo nelle tue parole, quanto sei fiera di tuo padre che combatte e non molla!
    Hai mille ragioni a temere per la sua salute ma ne hai di più per dirgli "papà sei una forza!"

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    1. Hai ragione sono molto orgogliosa di lui e dell'energia che lo accompagna sempre.
      Ho avuto la fortuna di poter passare del buon tempo con lui, anche in mezzo alla tempesta, le cose che volevo dirgli sono state dette e resteranno come funi che ci terranno vicini per sempre.

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  8. Stavo per scriverti di lasciarlo libero, ma vedo che tuo padre, la sua libertà, se l'è presa da solo e ne sono lieta.
    Se è come lo descrivi (e sono certa che lo è) saprà trovare il suo punto limite e no, non si fermerà prima di averlo superato, ma cercherà con attenzione e tenacia a spostarlo solo di un paio di centimetri ogni giorno.
    Per tenersi in allenamento.
    Mio suocero è uguale ed è una persona speciale per questo

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    1. Oh sì, lui è un mago dei limiti spostati ... e dei pensieri indipendenti!
      Per questo vorrei passasse molto più tempo con Ale, ha così tanto da insegnargli, perché a mio figlio i limiti appaiono spesso invalicabili.

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  9. cara Marzia, il tuo racconto di vita vera, mi ha portato alla mente mio nonno, lui dopo problemi di salute ancora giovane, gli era stata tolta la patente, lui che usava la sua cinquecento solo per andare in laboratorio a lavorare
    questo per lui è stato un trauma mai superato, non potendo più andare al lavoro si è chiuso in casa con una depressione tale che non ha più combattuto contro la malattia e si è lasciato morire
    lui che era orgoglioso e fiero si è sentito perso senza la sua cinquecento si è sentito inutile e a poco sono servite le mie amorevoli attenzioni
    Poi a gennaio è toccato a papà, l'operazione alla spalla è andata, ma i risultati dopo un anno di fisioterapie sono quelli che sono, lui non solleva il braccio oltre la spalla
    ma guai a impedirgli di andare nel suo bosco
    l'ho supplicato, l'ho pregato, gli ho messo in faccia i rischi che poteva farsi di nuovo male, ma lui niente non ha resistito
    Ha pure usato la motosega per tagliare le piante cadute dalla neve
    Andava di nascosto da me, non me lo diceva, non voleva l'aiuto di nessuno di noi
    Il suo bosco è la sua vita
    la sua voglia di sentirsi ancora indipendente e bene
    Mi sembra di vedere il mio papà come il tuo, stessa energia, stesso modo di affrontare la vita
    Ma ti capisco MArzia, capisco le tue preoccupazioni
    Ma credimi dopo aver visto mio nonno morire dalla depressione che non gli ha più permesso di affrontare la vita, sono dalla parte del tuo papà
    Forte e deciso un uomo da ammirare tanto, l'ho ammiro anche io pur non conoscendolo se non attraverso i tuoi post
    lo ammiro!!
    un bacio cara MArzia figlia degna di un padre così
    VAleria

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    1. Mi hai raccontato una storia molto bella, anche se triste. Si impara sempre qualcosa da chi amiamo, io imparo ad accettare le persone per quello che sono, mio padre e mio figlio sono insegnanti fantastici :)
      Grazie per i tuoi pensieri!

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  10. Sul binomio auto-libertà avevo parlato qualche post fa raccontando l’esperienza di mio nonno.
    Credo che questa sua tenacia sia una bella cosa e che, in qualche modo, dia messaggi impliciti anche a voi e può essere un bell’esempio anche per Alex.
    Allo stesso modo, credo che occorra capire anche chi sta accanto, penso a tua madre, rispettandone paure e fragilità.

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    1. Nell'ultima frase hai colto uno dei problemi fondamentali, mio padre in alcuni momenti è un vero caterpillar e passa sopra alle paure di mia madre. L'arte di mediare non è tra le doti migliori di mio padre, non si può avere molto carattere e anche molto tatto, temo.

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  11. Mio papà, parkinsoniano, mobilità ridotta. Una domenica mattina si sente in forma, prende la motozappa e la passa su tutto l'orto. Nel pomeriggio doveva andarci mio fatello.
    Chi li ferma????

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    1. Sono fantastici! Un esempio costante di come le carte della vita possano offrire sempre qualche sopresa!

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  12. Marzia, comprendo il tuo stato d'animo così' come comprendo che il tuo papà è un uomo incredibilmente forte e pieno di risorse.
    Certo sarà dura non avere paura per lui, ma come tu dici non c'è modo di fermarlo se non facendolo sentire come morto. Dunque...coraggio e in bocca al lupo!
    Sono certa che la sua gioia e il suo sentirsi più autonomo ti ripagheranno dell'ansia che stai provando adesso!

    Abbraccione!

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    1. Lui adesso è contentissimo, come un bambino a cui abbiano comprato il più bel giocattolo. Mi auguro duri ancora per tanto tanto tempo.
      Abbraccio forte a te!

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  13. Marzia Marzia cara, quando mio papà non ha + guidato è stato molto brutto per lui, che si teneva tutto dentro ma poi l'ha detto verso la fine. Sarete tutti preoccupati, ma come vedi gli incidenti capitano quando meno te l'aspetti, no? Voglio dire la motozappa l'avrà usata mille volte prima di quel maledetto giorno, capisco quindi la vostra ansia certo, ma non si può morire ogni giorno un po' a furia di privazioni. Ti abbraccio Sandra

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    1. So che hai assolutamente ragione, gli incidenti sono stupidi e imprevedibili, quindi ci sono buone possibilità che non ne abbia con l'auto perché la userà con giudizio.
      Vivere deve avere sostanza, altrimenti non ha senso. Grazie del pensiero <3

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  14. Che forza! Vorrei averlo io un carattere così! E: si, credo che Il tuo Alex abbia preso dal nonno qualche tratto!

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    1. Farebbe comodo anche a me! Io sono più tranquilla, non proprio il tipo che come lui si butta nelle cose. Ale gli assomiglia nell'allergia alle regole imposte, manca ancora nella costanza e nella determinazione per un obiettivo. Speriamo per il futuro!

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  15. Se la caverà. Con la volontà tutto è possibile.
    Un sorriso per la giornata.
    ^___^

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