sabato 21 marzo 2015

Lezioni

Proprio quando stavo prendendo un bel ritmo qui sul blog ecco che altri pensieri sono arrivati alla ribalta. Diciamo che questo 2015 stenta a prendere un andamento positivo e ora ci si mettono pure i miei occhi. L’oculista si è un tantino preoccupato quando ha misurato la pressione oculare, doppia rispetto alla norma. Per la prima volta ho sentito parlare di salute del nervo ottico, glaucoma, cecità ... Insomma non è stato un periodo grandioso, per ora queste gocce fastidiose stanno facendo il loro lavoro e la pressione è tornata a posto, tra un mese saprò se ci sono danni e/o se dovrò considerarmi in cura a vita. Mio figlio simpaticamente dice che non gli dispiacerebbe se dovessimo adottare un cane guida, magari un Labrador ...  spero che nessuno si offenda, è il suo modo strambo di sdrammatizzare le situazioni e – in effetti – mi ha fatto ridere molto e ne avevo bisogno.
Poi ci sono un altro paio di cosette storte ma facciamone una per volta.

Tanto per pensare ad altro riprendo da un post che ho lì che langue da un paio di settimane.
Sul blog Ero Lucy ho letto alcuni interessantissimi post su una delle categorie umane che io sopporto di meno ma a cui non ero mai riuscita a dare un nome (Tiziana grazie grazie!): i passivo aggressivi.

Scorrendo il post ci ritroverete senz’altro moltissime persone che conoscete, magari anche un genitore. E’ difficilissimo difendersi dai passivo aggressivi e soprattutto si finisce quasi sempre per sentirsi incavolati neri, anche reagendo nel migliore dei modi e allontanando questo predatore emozionale, perché è chiaro che la relazione è stata univoca. Cito una frase molto significativa:

Essere passivo aggressivi capita a tutti, ma c’e’ chi usa l’aggressivita’ passiva come proprio meccanismo difensivo. L’aggressivita’ passiva non mette mai una relazione alla pari, ma da’ a chi la attua la sensazione onnipotente di deciderla. E’ un meccanismo difensivo non solo poco maturo ma anche poco utile, perche’ la rabbia aggirata in questo modo non si esprime e quindi non svanisce; il risultato e’ che solitamente chi mette in atto un comportamento passivo aggressivo continua a provare rancore (ma non lo ammette) per i secoli dei secoli amen.

E’ probabile che io sia assolutamente OT ma a me tutto questo ha ricordato un paio di situazioni che abbiamo vissuto con degli amici (ora ex-amici), con riferimento ai rapporti instauratasi tra i nostri figli. In entrambi i casi si trattava di mettere in relazione Alessandro con i  loro figli maggiori, praticamente coetanei.
Di mio figlio già è noto che: a) non ama stare in mezzo alla gente, b) meno ancora ama stare con i suoi pari, c) non ha filtri sociali e quando deve dire una cosa la dice, d) quanto detto al punto c vale anche in presenza di genitori/altri adulti in quanto solo a scuola impone a se stesso la disciplina del soldatino compiacente, per il resto è guerra senza confine :-)

All'apparenza ci si confrontava con due famiglie molto diverse. Nel primo caso stile genitoriale vecchio stile, ferrea educazione, controllo e - alla bisogna - imposizione. Nel secondo caso due genitori con elevato senso di colpa per la presenza di un fratellino adorato da tutti perché bello, simpatico e socievole (in netta contrapposizione col maggiore).
Risultato quasi identico: due bambini desiderosi di attirare l'attenzione positiva degli adulti, possibilmente facendo fluire l'attenzione negativa su qualcun altro ... e chi meglio di un coetaneo brontolone, strafottente e disinteressato ad interagire?
I genitori si giravano ed ecco uno spintone, altro momento di distrazione e gli sussurravano parolacce nell'orecchio, e via così. Per un po' Alessandro ha incassato e poi ha reagito, in modo eclatante, mettendosi nei guai come nel suo stile.
Io e mio marito siamo per necessità molto attenti quindi abbiamo capito presto le dinamiche e francamente siamo rimasti molto delusi dai nostri amici, tutti pronti a cadere nella rete dei figli, quindi a sentirsi in diritto di sgridare il mio di bambino.
Abbiamo fatto capire ad Ale che non eravamo arrabbiati ma che avrebbe dovuto imparare a difendersi nel modo più adeguato, che finire nei guai per la furbizia e la cattiveria altrui non vale mai la pena.

Mi è rimasta impressa la scena da navigato attore in cui il bambino col fratellino angelico ha raggiunto me e sua madre per raccontarci con voce lamentosa (e occhioni da vittima) che Alessandro gli aveva detto "brutto e cattivo". Ormai ne avevo abbastanza e non ho lasciato tempo a nessuno di reagire, facendo presente alla creatura che se mio figlio avesse voluto insultarlo certamente avrebbe scelto parole meno delicate di quelle.
Indubbiamente mio figlio ha un caratteraccio, esplode facilmente e riesce a premere tutti i nervi scoperti che scova (e li scova tutti!), però apprezzo la sua sincerità. Lui è quello che è, non farebbe mai una cosa di nascosto per evitare una sgridata e il suo problema è proprio quello ... un tantino di filtri sociali sono indispensabili, altrimenti è un suicidio!

Insomma, non voglio dare una scala di giudizio ai comportamenti, erano tutti bambini con il proprio piccolo mondo di problemi interiori, però mi ha sinceramente rattristato vedere degli esseri umani così giovani e già così scaltri.
Ripensandoci oggi mi chiedo se l'atteggiamento dei genitori possa rendere stabili nel tempo certi comportamenti, voglio dire, se si ottiene il risultato voluto con l'aggressività passiva (o almeno quella di quei bambini così mi sembrava) perché smettere? Certo si cresce e si evolve ma può essere che si ricada nelle stesse dinamiche?

Ovviamente non ho una risposta. Mi illudo che una volta trovato il modo di stare più sereno con gli altri e di controllare la rabbia, mio figlio possa diventare un uomo concreto e sincero, uno di quelli da cui sai cosa aspettarti e da cui non temi una pugnalata alle spalle.
Di passivi aggressivi ne ho piene le tasche, meglio una sana litigata che faccia uscire con pensieri e capelli scompigliati!
E io spero di saperla insegnare questa lezione al mio bambino.

Buona settimana gente, a me e a voi! :-)

23 commenti:

  1. Anch'io potrei portarti ad esempio episodi di quel tipo. Mi ritrovo molto con quello che succede a mio figlio, che è successo,...tocco ferro..., perchè da qualche mese riesce a gestire meglio le situazioni. Perlomeno non si arrabbia più, perlomeno in modo plateale, anche se per compensare, credo, è diventato più strafottente di prima..
    Curiosità: dall'estate scorsa abbiamo in affido un cane, proprio un labrador. Diventerà un cane guida. Tra qualche mese ci lascerà ed entrerà in addestramento. Per mio figlio è stata un'esperienza positiva. Vedremo come riuscirà a gestire il distacco.

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    1. E infatti spero che la gestione della rabbia migliori con il percorso che tentiamo di fare adesso, lui passa dalla repressione selvaggia di se stesso a scuola all'esplosione in casa (o ambienti affini).
      Sul cane ... non dubito sarebbe una bella esperienza ma per ora mi basta la gatta!

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    2. e fai bene!

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  2. Mi spiace per l'ennesimo sgambetto della sfiga con la faccenda della pressione dell'occhio. Dici come al solito bene tu: andare nei guai per la furbizia altrui non ne vale mai la pena, eh no, è una cosa da evitare. Come passivo aggressivo, mi viene in mente di sicuro una persona, tipica, ne conosciamo tutti almeno una, che alla fine però si è ritrovata sola. un bacione sandra ps. d'accordo col labrador!

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    1. Poi, per carità, mio figlio è bravissimo a mettersi nei guai anche senza l'aiuto di nessuno! Però è un bersaglio facile, in questo deve imparare a difendersi senza strabordare :)
      Baci

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  3. Mi spiace per i tuoi problemi di pressione oculare, spero si risolvino presto!

    Sono circondata da aggressivi passivi, la famiglia di mio marito lo è. Suocera in prima linea.
    Cosa faccio? Io che sono impulsiva ? Beh all'inizio scontri, poi ovvio, passo sempre io per l'esagerata.
    Per cui mi adeguo. Sto zitta x quieto vivere e intanto sale la rabbia e mi sfogo con mio marito, perché non sono poi così brava a tenermi tutto dentro. Quindi alla fine lo divento anche io?

    Di situazioni come quelle che hai descritto tu con Ale e altri bambini figli di amici ne ho vissute anche io. E sono arrivata a questa conclusione: anche i genitori sono così con i figli, perché non posso pensare che già da piccoli possano essere così scaltri.
    E che il più delle volte ciò che succede fra le mura domestiche viene poi filtrato attraverso i comportamenti compensativi dati dalle attenzioni per le apparenze. Me lo spiego così. Trovi certi bambini maleducati, sguaiati, scatenati e madri che apparentemente sembrano dolci e attente. In realtà quasi sempre scopri che in casa propria urlano, non danno regole, non riprendono i figli nei momenti in cui compiono atti di maleducazione.
    Per cui, dal fuori sembra tutto fantastico.
    Come gli aggressivi passivi. C'è un po' di falsità in certi atteggiamenti.

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    1. Il collirio per ora funziona, è parecchio fastidioso ma fa il suo lavoro, vedremo tra un mese a che punto sono.
      Immagino tu abbia ragione, ci sono atteggiamenti che si apprendono. Tutto sommato lo capisco un bambino che - temendo le dure reazioni dei genitori - pensi sia meglio agire di nascosto o mentire. Però è triste ...

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  4. Come tio ho già detto, mi dispiace molto per i tuoi occhi e per tutto il resto.
    Spero il collirio faccia il suo dovere ed ogni problema si risolva per il meglio.
    Sui passivi aggressivi: ovviamente ne conosco, davvero bene però, solo una.
    Mi ha fatto molto soffirire, forse perchè non ero abituata a certe interazioni o più probabilmente perchè sono proprio dura di comprendonio.
    Il mio essere dura però mi ha molto aiutato, perchè non ho mai avuto la reazione violenta ed aggressiva che le avrebbe consentito di "vincere" la sua (e solo sua) battaglia. Allora lei ha davvero passato il segno ed io, davanti ad un fatto di una certa gravità, ho fatto la sola cosa che mi veniva spontanea: ho raccolto prove e parlato con "l'oggetto del contendere". Mi sarei più volentieri tagliata un braccio, ma ero così affranta ed incredula che non ho potuto fare altro. Lui sapeva, certo non se lo aspettava, ma una parte di lui sapeva. E' successo un delirio, come puoi immaginare, ho persino una lettera di scuse da qualche parte. Da allora non ho più avuto un problema. Intendiamoci, lei è sempre uguale. Ma io no. Sono libera, e questo mi consente di volerle bene e provare molta compassione per lei che è, e sempre sarà, una persona sola che chi le è caro, rifugge.
    Deve essere terribile potere stare con chi ami, solo se lo ricatti e quindi, poi, dovere toccare con mano che quelli stanno con te solo perchè li ricatti e per il minore tempo possibile.
    Ecco, per quanto sia difficile, mi piacerebbe che i miei figli imparassero a riconoscere certi atteggiamenti e, semplicemente, si allontantanassero da chi li pone in essere o limitassero il più possibile i contatti (anche solo mentalmente) perchè sono persone molto aggressive ed in modo subdolo, il che è un'aggravante.

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    1. Tu sei stata molto brava, hai reagito nel miglior modo possibile e hai mantenuto l'amicizia per il buono che c'è in quella persona. Occorre essere forti e molto consapevoli. Io me ne sono andata e basta, non avevo la forza di fare altro e non potevo neppure chiedere a mio figlio un comportamento che non sarebbe stato pronto a gestire.
      Però siamo cresciuti, tutti e due, non dispero per il futuro ...

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    2. Non sono stata brava, il fatto è che, per come sono fatta io, non avrei mai chiesto ad una terza persona (che c'era) di scegliere tra me e l'altra, perchè era un punto fermo nella sua vita, ineludibile. Non volevo neanche però rinunciare al mio rapporto con quest'ultima, quindi non ho potuto che giocare a carte scoperte. Ho imparato che i passivi aggressivi odiano le carte scoperte se circonstanziate ed esposte con tranquillità. Sia chiaro però, se posso e quando posso, sinceramente li scanso ed è per questo che mi fanno pena: sono soli.

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  5. Una cosa veramente difficile dell’avere figli che non mi sarei aspettato è la gestione degli altri bambini/famiglie. E’ un confronto/scontro continuo, diretto (quando più famiglie sono insieme) o indiretto (per le cose raccontate da mia figlia quando è sola all’asilo con gli altri bambini). Già da bambini si percepisce quello che da grandi si capisce: la difficoltà di fare scelte di minoranza.
    Come diceva Benigni nel film Il mostro, “Accidenti alla maggioranza” :)

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    1. Oh Daniele, che tasto hai toccato! Era piccolissimo mio figlio quando per la prima volta mi ha guardato e mi ha detto "ma la minoranza non decide mai niente?!".
      Per questo combatto ogni giorno, nelle piccole cose, nelle conversazioni e nel cercare di far comprendere che ci sono tanti mondi e vale la pena conoscerli tutti.

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  6. Forza Marzia. Supererai anche questa, me lo sento, e la supererai nel miglior modo. Riguardo ai passivo-aggressivi ne abbiamo viste tante anche noi. Piccoli bambini dal volto angelico che appena giri lo sguardo tirano i capelli o fanno smorfie provocatorie...mi viene una rabbia incontenibile.Ma io sono "adulta" e devo controllarmi. Prendono di mira proprio i bambini più sensibili, quelli che si arrabbiano più facilmente. Dico sempre a mio figlio di non dare loro soddisfazione ma non è facile. Per fortuna finora ci è andata benone, ma ne abbiamo incontrati tanti...Addirittura alla materna, quando D. aveva solo 4 anni e mezzo. Lui ricorda ancora nome e cognome di quei bambini. Io tentavo di denunciare alle maestre ma loro dicevano che era D. a isolarsi e a essere aggressivo nei loro confronti. L'ho levato da quella scuola e oggi credo che sia stata una delle migliori scelte della mia vita. Alla direttrice di quelle maestre ho scritto una lettera dopo 3 anni, dopo aver capito le ragioni dell'aggressività di D. Mi hanno dato ragione e anche le maestre stesse si sono ricredute. Spero che in futuro stiano più attente alle dinamiche della classe. A D. questa esperienza è servita per temprarsi un pò, ma ha sofferto tanto...d'altra parte nella vita gli ricapiterà certamente e lui deve essere pronto a superare l'ostacolo senza il mio aiuto. Baci. Flo

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    1. Ovviamente è importante l'esperienza, non sarebbe giusto eliminare ogni problema dal loro cammino ... e poi non ci riusciremmo mai, neppure volendo!
      Qualche volta però facciamo bene a proteggerli, come nel caso della vostra materna, per dar loro il segno della nostra comprensione.
      Un abbraccio a te e ai tuoi bimbi.

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  7. io non sono madre, ma se lo fossi, di un pargolo così... scaltro l'hai definito, giusto? gli girerei dall'altra parte la faccia... sarà pedagogicamente scorretto, ma piuttosto che crescere un uomo infido, meglio qualche punizione "cattiva"...

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    1. :D Hai ragione, solo che questi genitori non se ne sono proprio resi conto! Presi dalla loro credenza nei confronti di mio figlio, hanno considerato che lui fosse la causa di tutto e basta. Questo mi ha ferito di più, gli amici dovrebbero andare un po' più in là delle apparenze.

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  8. Leggo solo ora!
    Ti mando un super pensiero positivo, spero che tutto si sistemi quanto prima.
    Un abbraccio

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    1. Grazie dei pensieri buoni, li prendo tutti! In questi giorni pare tutto andare storto, persino la gatta ha il raffreddore :-)

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  9. ciao Marzia, mi raccomando fatti curare e tienimi aggiornata del problema che hai agli occhi che non è da sottovalutare... è anche dovuto allo stress?

    Tu sai che in famiglia mio nipote è iper attivo, questo creava un sacco di problemi ogni volta che mia sorella usciva con gli amici i i lori figli....stai lontano da Giuseppe, è colpa di Giuseppe...ha incominciato Giuseppe...
    insomma era sempre colpa di Giuseppe e mia sorella e mio cognato giù a sgridare il figlio e a volte anche qualche scoppaccione
    Poi mia sorella è cambiata, ora non prende in considerazione gli altri bimbi che puntano il dito su Giuseppe, ma tende a zittirli lei
    spesso uscendo in sua compagnia e con amici in comune o famigliari, mi sono sentita mortificata dalle sue parole agressive nei confronti di chi attaccava suo figlio, anche nei confronti degli stessi genitori.... anche nel confronto con le maestre, prima rimaneva sempre ad ascoltare e mortificata da quello che le dicevano, ora si arrabbia con scatti impulsivi e parole dirette
    A volte penso che stia vivendo un periodo di stress quasi da depressione, poi mi esce fuori con la teoria che vorrebbe un altro figlio per vincere questo suo malessere
    Insomma per stringere il mio discorso penso che Giuseppe con la sua iper attività, abbia dei problemi di socializzazione con altri bambini, perchè i genitori di questi bambini lo considerano un bambino cattivo
    MA credo anche che mia sorella abbia dei problemi anche lei a reazionalizzare con gli altri
    e io come posso fare ad aiutarli, visto che giuseppe è mio nipote e lei è mia sorella, non chè socia, e sopratutto io ho un carattere opposto
    bacioni a te e uno al mio AMICO ALE Valeria

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    1. Non lo so se lo stress aiuta i miei problemi agli occhi, forse non ha aiutato nel metterli al primo posto delle mie priorità.
      Capisco tua sorella, si arriva a momenti di grande esasperazione. Io poi ho un carattere tendenzialmente tranquillo, quindi come te tendo a trovare il modo di accettare le persone per quello che sono e non mettermi in contrasto. Ogni tanto controbattere alla cattiveria altrui è però un dovere sacrosanto che abbiamo verso noi stessi.
      Ti abbraccio!

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  10. Capisco la rabbia e la delusione per il comportamento di questi ex. E anche la decisione di farli diventare ex. A volte si perde ogni desiderio di aggiustare le cose. Certe delusioni sono troppo totalizzanti.

    Però riguardo a quella che sembra la definizione del "Passivo Aggressivo" come se fosse una categoria definita, una caratteristica da scrivere sulla carta di identità , sono molto a disagio. Credo che capiti a tutti di trovarsi in situazioni dove ci si trova a disagio (quella minoranza per esempio, quando si è insicuri e sfiduciati ed in difficoltà fa un gran male ritrovarcisi) in cui si fa fatica ad esprimersi. Poi ci son persone che hanno difficoltà più spesso di altre.
    Certo sono di parte, in quanto temo di passare spesso per passivo-agressiva, e probabilmente lo sono e certo è una gran croce non solo per chi mi deve sorbire, ma prima ancora per me che vivo malissimo la mia mancanza di assertività. Sono emotivamente e relazionalmente stupidissima e mi sono messa a rivedere le basi con grande umiltà e buona volontà. Sto raccogliendo dei dolcissimi e coloratissimi frutti e sono molto fiera di me.

    Ancor di più di chi decide di non aggredire, mal tollero chi fa la caccia al passivo aggressivo e sono in tanti e spesso il loro tasso di aggressività è molto ma molto più alto di chi rinuncia allo scontro. Vedo molti attivo-aggressivi andarsele proprio a cercare.

    Per esempio la tua stessa storia non mi pare di parlare di passivo-aggressivi, ma di bimbi con un'aggressività fortemente attiva che vanno cercando il capro espiatorio.

    sempre contorta io, lo so....

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    1. Io credo che la consapevolezza di sè e – almeno – dei propri figli, dovrebbe essere un obiettivo primario. Voglio dire, ognuno di noi può essere vittima o carnefice a seconda dei momenti, delle condizioni, dello stato interiore del momento ... e su questo non si discute, le generalizzazioni cerco sempre di evitarle.
      Però se uno ha uno schema di comportamento ricorrente, prima o dopo dovrà rendersene conto e – se ciò porta ad un disagio interiore o nelle relazioni – dovrà decidere cosa fare. Io ad esempio sono sempre stata troppo remissiva, ho scansato troppo gli scontri, ora ho imparato a difendermi di più. Da quello che dici anche tu hai un’ottima consapevolezza e cerchi di stare meglio attuando delle nuove strategie. Ecco, questo è ciò che per me significa crescere ed evolvere, non per gli altri ma per se stessi.
      Le etichette sono brutte sempre e “la caccia a ...” non mi piace, se qualcuno va a cercare la rissa ovviamente la merita tutta!
      Però non credo che chi ha comportamenti passivo aggressivi sia una persona che cerca di evitare lo scontro, anzi. Semplicemente usa mezzi più sottili.
      Nel caso specifico io non me la prendo certo con i bambini ma con dei genitori troppo presi dai propri sensi di colpa o dalla specifica linea educativa per comprendere le dinamiche messe in atto dai loro figli e dal mio. Questo non ho scusato, io so chi è la persona che sto crescendo, conosco la sua forza e le sue debolezze. Osservo.
      Vorrei solo che questo accadesse di più, sembra banale ma non lo è e le analisi di sè come quelle che tu abitualmente fai sono merce rara.

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    2. Non so se quella a cui penso io è in effetti una realtà diversa, quella di chi evita lo scontro diretto ma poi non riesce a gestirsi la delusione, la soffernza o quel che deriva dalla situazione. Non so se evitare lo scontro diretto significa essere passivo-aggressivi o se invece questa definizione è piuttosto propria a chi semina zizzania quasi per piacere come sembri dire tu (io pensavo più la prima, ma il mondo è vario e ci sono tante possibili sfumature di bruttura e sofferenza, poco importa alla fine la definizione)

      Però sul mio comodino c'è uno dei libri di Gottman (il guru dell'intelligenza emotiva, per così dire), non sono sicura che sia stato tradotto in italiano, non lo trovo. Il titolo in inglese è The relationship cure. E' un testo per me in odore di santità perchè trovo praticamente impossibile riuscire a reagire a certe situazioni come lui auspicherebbe insegnare. Però io ci credo a quando dice che persino un iracondo, arrabbiandosi e sbattendo la porta non sta facendo altro che cercare (implorare direi io) un contatto. "Bids for connection" li chiama lui. Folgorante. Dietro al peggio comportamento "passivo-aggressivo" c'è un disperato bid for connection. E' una roba che a pensarci fa venire le lacrime per la commozione. A me almeno. E allora se mi faccio commuovere da sola c'è speranza, direi, c'è speranza!!

      Però mi sa che come capita spesso ho fatto un mischione di tutto, mettendo tante cose diverse nella stessa pentolona. E i bellissimi complimenti che mi fai me li prendo proiettandoli sul futuro, perchè ora non mi paredi meritarmeli, ma mi prometto di non mollare!! Un abbraccio!!

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