mercoledì 4 febbraio 2015

Scrittura creativa e lingua disonesta


La prossima settimana nella classe di mio figlio inizierà un breve corso di scrittura creativa, tenuto da una professoressa delle medie. Saranno 5/6 incontri durante i quali i bambini saranno accompagnati nel mondo della scrittura. Cosa vuol dire? Lo ignoro.
Mi preoccupa un tantino la parola “creativa” abbinata ad un gruppo si sbarbatelli che ancora ignorano cosa sia mettere in fila i concetti così da dare una struttura fluida e sensata ad un qualsivoglia argomento. Mio figlio non è certo un metro di paragone, lui odia scrivere, soprattutto di se stesso/genitori/nonni/vacanze e ogni possibile variazione di tema libero. Eppure anche le menti più logiche dovrebbero essere messe in condizione di scrivere un testo, magari non esteticamente bello ma corretto dal punto di vista grammaticale e – soprattutto – strutturato secondo standard internazionalmente riconosciuti.

Gli standard sono anglosassoni quindi il demonio? E’ una provocazione, sarà che ci sguazzo ogni giorno tra le pubblicazioni scientifiche e accademiche in genere ma scrivere con logica e precisione è una modalità alla portata di tutti, è tecnica che si apprende, è utile qualsiasi mestiere si finisca per fare. Perché anche a presentare un reclamo si risulta più efficienti se si utilizza un metodo di strutturazione dei concetti, perché una comunicazione via e-mail può avere esiti molto diversi a seconda della modalità di presentare i fatti o le richieste.
Insomma io sono dell’idea che la “creatività” può attendere, almeno tra i banchi di scuola della primaria, o essere complementare ad un uso efficace della lingua scritta. Che poi un bambino che ami la scrittura, così come per il disegno e ogni altra forma artistica, saprà trovare il modo di esercitare la sua passione.
Vado oltre. Anche i vostri figli hanno prove continue sui verbi e pagine di analisi grammaticale di cui spesso ignorano il senso? Magari è solo la mia personale esperienza ma francamente non me ne può importare di meno che Alessandro ignori talune forme verbali o caratteristiche dell’aggettivo qualificativo (che meriterebbero una telefonata al Telefono Azzurro!) ma vorrei vedere più spesso delle belle applicazioni pratiche. Si fa presto a dire che ci siamo fumati i congiuntivi, che il linguaggio da sms ha sostituito il vecchio dialogo epistolare, ma fargli elaborare frasi complesse e non esaminare singoli lemmi tipo scena del crimine, no?
Voi, fanciulli quarantenni o giù di lì, vi siete sentiti aiutati nell’uso efficace del linguaggio dallo studio puntuale della grammatica, così come ci è stata imposta? Mi scuseranno gli insegnanti, è certamente un mio limite, ma io no. Non dico assolutamente che lo studio della grammatica sia inutile, è indispensabile per una lingua complessa come la nostra, ma forse qualche eccesso di zelo andrebbe limato a favore di qualche strategia pratica. La mia competenza linguistica nasce quasi esclusivamente dal fatto di essere sempre stata una lettrice compulsiva, onnivora ed estremamente curiosa. Le parole “difficili” si apprendono così, andando a scovarne il significato, le assonanze tra termini e le forme verbali più corrette vengono naturali dopo averle lette tante e tante volte.

Io adoro l’italiano, la trovo una lingua meravigliosa che permette una precisione di espressione immensa, che consente di plasmare immagini e pensieri in modo unico ... solo che non sappiamo sfruttarla, ma nemmeno il minimo sindacale!
Tutto questo mi è rinvenuto tipo peperonata leggendo questo articolo su Interazionale, Gli italiani hanno perso la lingua.
Non commento il nome del portale VeryBello, sia perché la polemica è nota sia perché mi pare il minore dei mali, però il ritardo del treno "linguistico" dell’Italia dell’Expo è evidente. Sarebbero già necessarie presentazioni in ottimo italiano, tradotte – da subito - in ottimo inglese e ottimo cinese mandarino. Del resto se ti sposti dall’altra parte del mondo (e ci auguriamo lo facciano in tanti) lo decidi con quel tantino di anticipo.


Al fondo di questo articolo ho ritrovato il link ad un altro articolo di Internazionale che sfogliai velocemente prima di Natale e ho riletto con calma ieri in ufficio tentando di soffocare le risate, bellissimo! So che è stato molto commentato ma, se vi fosse sfuggito, leggetelo per voi e per i vostri figli. Cito:
 “La lingua disonesta. In un suo saggio sull’educazione, Neil Postman sosteneva che la cosa davvero importante era insegnare non tanto a essere intelligenti, quanto a non essere stupidi, e che quindi una buona didattica avrebbe dovuto mirare, più che a riempire la testa degli studenti di buone idee e buone abitudini, a togliere dalla testa degli studenti le idee e le abitudini dimostrabilmente sbagliate o sciocche.”

Questo volevo dire! Anche mio figlio tende all'uso del dicolon, pur non sapendo cosa sia, e accade perché la maestra gli dice sempre che i suoi temi sono troppo "brevi" o "scarni". E ha assolutamente ragione ma, perdio, diamo ai ragazzi degli strumenti concreti per lavorarci sopra. Tra pochi anni dovrà essere in grado di scrivere buoni temi di letteratura o storia o attualità ma - dopo quasi 5 anni di scuola - io non ho mai visto la creazione di un testo strutturato. Sarebbe davvero troppo rivoluzionario pensare di unire un piccolo esperimento di scienze con una piccola relazione? Ok, non sarebbe esattamente "un tema" ma permetterebbe di sperimentare la nostra lingua ricca ed eclettica (dicolon, perdonami!) sul campo.
Perché è universalmente accettata l’idea che uno studente possa essere scarsino nel disegno artistico ma in grado di sostenere ottimamente un disegno tecnico, ma non altrettanto quella che la scrittura possa essere – per qualcuno – un mero strumento di comunicazione efficace e non la porta per il Campiello.

Io sono una dilettante, ci mancherebbe, ma credo di saper utilizzare la forma scritta dell’italiano ad un livello che si colloca sopra la media. Mi capita di comunicare per lavoro con molte persone, anche parecchi giovani adulti usciti dal percorso scolastico ben dopo di me, eppure con delle difficoltà oggettive ad esporre i fatti in modo adeguato. L’uso della “lingua disonesta”, fumosa e fintamente erudita, spesso non ottiene lo scopo, rende solo gli interlocutori più diffidenti.
Mi capita di comprendere meglio la richiesta e/o proposta scritta in lingua inglese proprio perché, come racconta l’articolo citato, è una lingua dannatamente onesta usata da persone abituate a scrivere in modo logico. Abituate, perché glielo insegnano.


Magari sbaglierò ma credo fermamente che sia possibile migliorare l’uso più comune della nostra lingua, perché solo una % minima di noi pubblicherà un romanzo ma, ripeto, tutti – prima o dopo – scriveranno la domanda per un impiego o un reclamo formale e tutti abbiamo il diritto/dovere di farlo nel modo più corretto e funzionale possibile.

27 commenti:

  1. Io sono stata fortunata, perchè mi hanno insegnato a scrivere. In prima media avevo una professoressa fissata con gli schemi e l'organizzazione del testo. Devo però dire, ripensandoci, che quello che ha fatto la differenza è stato il latino perchè la costruzione Latina è quella e non si scappa. Del resto i "satanici" standards anglosassoni vengono dalla buona vecchia retorica (così forse li salviamo va'). Il resto del tuo discorso sulla lingua è un po' troppo complesso per me ora, ti lascio solo due rapidissime considerazioni: mio figlio è gravato dall'analisi grammaticale al momento, io la odiavo e il tempo non mi ha reso quegli esercizi più simpatici, ma essendo un mamma terribile voto per il questo e quello e non per il questo o quello, chè ti giuro, si leggono cose in testi scritti da plurilaureati che farebbero inorridire la mia maestra dell'elementari. Quanto al giuridichese/burocratese/nondevicapircinullachese, non infierire ti prego, siamo solo il paese con art.1 comma 369. Anni fa sono stata ad un bel convegno della crusca sulla lingua ed il metodo e ne sono uscita tramortita. Però i miei atti secondo i più sono troppo semplici: si capisce tutto (e c'è li metto i terapia tapioca eh, sia chiaro chè non son Santa io)

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    1. Non infierisco, capisco! E sono assolutamente d'accordo col fatto che la grammatica e le caratteristiche della nostra lingua debbano essere imparate a scuola, con la dovuta attenzione. Solo mi pare si batta molto di più sull'analisi puntuale che sull'apprendere l'applicazione corretta della lingua, ecco. Inclusa la semplicità, io amo la semplicità, abbiamo un mondo già troppo complicato!

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    2. Semplice ma non semplificato. Chiaro ma non piatto, completo, ma non prolisso. Praticamente un sogno.
      :)
      A dire il vero, io trovo che in generale i testi peggiori siano quelli tecnici, perchè in effetti è lì che conta molto la struttura. Scrivere un blog personale, una lettera o un racconto consente una maggiore libertà. Certo anche in questo casi, volendo, ci sono regole da seguire, ma non sempre le regole sono una buona idea. Diciamo che io amo Picasso: occorre sapere per dimenticare.

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  2. cara Marzia, sai che io mi sento una gran ignorante!
    Da quando ho aperto il mio blog, continuo a pubblicare post che spesso peccano di errori grammaticali
    Quando passo da te adoro leggere i tuoi post, perchè sono molto ben scritti e parlano di argomenti, a volte difficili da spiegare, eppure tu riesci nel tuo intento
    Sono ignorante perchè ai tempi della scuola non ho mai avuto dei bravi insegnanti di italiano, docenti che mi insegnassero come scrivere grammaticalmente, come impostare un discorso, i miei temi venivano apprezzati dagli insegnanti per il loro contenuto, ma non certo per la forma
    Adoro invece il percorso scolastico che ha fatto mio figlio, lui scrive decisamente meglio di me, con la scuola ha portato avanti anche progetti di giornalismo e spesso ha scritto articoli sulle testate locali
    Adoro anche il percorso che sta facendo Michelle, lei continua a fare analisi grammaticali, e scrive i suoi primi testi o le sue prime poesie
    Quello che penso manchi a Michelle sono le ricerche
    Anche quelle sarebbero un bellissimo esercizio di scrittura e servirebbero per approfondire le cose che sta studiando... ma no nella sua classe non vengono fatte ricerche a casa o di gruppo
    Sono certa che il mio amico Ale, ti stupirà con un suo tema
    Sono certa che riuscirà, anche se in forma breve, a fare un bellissimo tema
    un bacione a te e uno a Ale
    Ps. segnatevi le date 9 e 10 maggio
    Valeria

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    1. Date segnate! Sarebbe un bel modo per festeggiare il mio anniversario di matrimonio :)
      Cara Valeria, io penso che i tuoi post siano perfettamente strutturati e comprensibili! Poi sulla correttezza formale ... se da qui passasse uno scrittore vero (Sandra, nel caso, sii gentile!) sai quanti errori troverebbe nei miei post! Ma se sono comprensibili e scorrevoli, allora per me è già una vittoria, quella che augurerei a tutti. Perché conosco tante persone di livello culturale alto, che scrivono in forma grammaticalmente corretta ma sono di una prolissità e noia incredibili, perché non comprendono le regole fondamentali della struttura di un messaggio. Ad esempio, soprattutto per lavoro, si abusa ormai di comunicazioni email e spesso la confusione nasce già nella scelta dell’oggetto. Si può apprendere come veicolare un messaggio, ad esempio le lezioni di giornalismo che ha fatto tuo figlio sono certa gli saranno molto utili. Non occorre solo scrivere “bene”, si deve ragiungere l’obiettivo.
      Un abbraccio!

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  3. Tu sai scrivere molto bene, mi metti in soggezione!!!.
    Condivido tutto ciò che hai scritto.

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    1. Ma no, no, no! Per me scrivere è come per mio figlio svolgere operazioni matematiche, mi viene così senza pensarci. E’ sempre stato così, fin da piccola, se ho un foglio davanti io scrivo. Poi, se ho tempo, mi perdo un pochino nella scelta delle parole perché io adoro il suono delle parole italiane. E’ un vezzo, non certo un talento, che per scrivere veramente ce ne vuole tanto.
      Però struttura e sintesi sono alla portata di tutti, ne sono certa, basterebbe avere una parte del programma scolastico dedicato a ciò. Perché l’italiano deve restare una lingua viva e amata ... non solo dagli stranieri! ;)
      Comunque grazie, sei molto carina <3

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  4. Cara Marzia, anch'io sto provando quel misto di inadeguatezza e vergogna se penso alla forma dei testi del mio blog. Anch'io come Valeria ho avuto insegnanti che hanno badato al contenuto ma non mi hanno aiutata nella forma e per questo a volte mi sento di uno scarso che nemmeno puoi immaginare soprattutto leggendo testi così scorrevoli e piacevoli come i tuoi.
    Ti confesso però che a volte vi ritrovo a leggere testi che sfoggiano una forma così antipatica e esageratamente sofisticata nelle espressioni che alla fine perdo il piacere della lettura,anzi mi stancano proprio e mi fanno sentire anche stupida, forse vogliono essere compresi solo da pochi eletti.
    voglio dirti solo questo: passando da te riesco a scorrere i tuoi post Concentrata e serena anche se trattano argomenti seri e profondi. Riesco a capirti e credo che questo significhi anche "sapere".
    Un caro saluto.

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    1. Questo è il miglior complimento che mi si possa fare, grazie Carla! Come si dice nell’articolo citato, spesso scrivere in modo fumoso nasconde la volontà di non dire, di confondere, e la reazione di chi legge è giustamente fastidio e sospetto. Comunicare in modo corretto è comunque salvare la nostra magnifica lingua, anche senza inutili paroloni.
      E anche a me piace molto leggere ciò che scrivi tu, ci trovo dentro sempre tanti spunti di riflessione, mai pesantezza!

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  5. Come sempre all'unisono! Anche Daniele inizierà fra poco un corso di scrittura creativa a scuola! Lui odia scrivere e odia in maniera particolare l'analisi grammaticale, la "cosa più noiosa al mondo". Qualche giorno fa mi ha chiesto perchè si studia la grammatica. Lui ha bisogno sempre di una motivazione. Sono d'accordo con te in tutto, però il corso di scrittura creativa lo trovo utile. Innanzitutto è un'alternativa ai soliti monotoni programmi didattici e per Daniele tutto quello che è fuori dagli schemi è più interessante. Certo avrei preferito che questo laboratorio gli venisse fatto dalla sua insegnante e non come corso esterno a pagamento (paghiamo noi genitori e si svolge in orario scolastico)...ma qui partirebbe una digressione infinita, quindi lasciamo stare. Il secondo motivo per cui credo che sia utile è che "spero" sia uno stimolo per Daniele a tirare fuori la sua creatività. Anche lui scrive testi scarni ed essenziali. E' vero che nella vita forse è più utile saper scrivere un testo "tecnicamente" ben strutturato e corretto ma è altrettanto vero che è uno spreco tenersi dentro tutta la fantasia e la creatività e non condividerla con gli altri. Spero che scopra il piacere di esprimersi, di descrivere le sue emozioni , di esternare agli altri tutto quel meraviglioso mondo che sta dentro di lui. Ma non è detto che il corso di scrittura creativa funzioni in tal senso :-( Flo

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    1. Ti capisco, anch’io vorrei che Ale trovasse il modo di esprimersi e non reprimersi, solo che non credo che per tutti sia la scrittura. Ovviamente non sono contro la creatività, ci mancherebbe! Se un bambino mostra piacere nello scrivere allora deve essere incoraggiato e mai limitato (non come la mia maestra che chiedeva a mia madre se fosse lei a scrivere i miei temi ... le sembravano troppo elaborati!), ma non per tutti è il veicolo giusto.
      Ad esempio per me sarebbe stato impossibile esprimermi col disegno, proprio non riesco a collegare ciò che immagino con ciò che poi metto sul foglio, le linee non mi seguono, le figure sono sempre brutte e neppure riesco a colorare nei margini ;) Invece la parole mi sono sempre venute facili, senza pensare, di getto e con gioia.
      Conosco persone preparatissime che riescono a scrivere buoni testi tecnici e buone comunicazioni email ma non le fare andare oltre, già un biglietto di auguri diventa una tortura. E non c’è corso che tenga, né per il disegno né per la scrittura ... impari le tecniche ma poi la creatività di applicarle è tutta un’altra cosa!
      Allora penso si possa andare per “moduli”, uno per permettere a tutti di scrivere efficacemente e correttamente, uno per la creatività e poi gli approfondimenti per chi li desidera ... ok, fantascienza! Ma se proprio devo sognare lo faccio in grande :)
      Allora buon corso creativo, spero davvero sia piacevole e utile!

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    2. Daniele esprime la sua creatività con i lego. Ha una fantasia incredibile. Solo che i lego sono poco considerati a scuola :-(

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  6. sono totalmente d'accordo con te!

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    1. Grazie! Un abbraccio a te e ai piccoli (sempre meno piccoli) <3

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  7. Mia figlia è ancora fuori, e dico fortunatamente, dalle elementari e si gode, e noi con lei, la sua scuola dell’infanzia. A proposito di parole, ma questo vuol dire che con le elementari finisce l’infanzia? :)
    Mi rendo conto che scrivere costringe a pensare meglio, nel senso che scrivendo si capisce meglio, rispetto al semplice parlare, come sia difficile la comunicazione. Quindi uno sforzo per insegnare a scrivere con le regole grammaticali credo sia utile, non per fare Accademia della Crusca ma per farsi capire meglio. Sono utili a fini lavorativi i brevi corsi su come si scrivono le mail in termini di efficacia della comunicazione (basta leggere quello che arriva ogni tanto). Altro discorso è sulla creatività. Si può insegnare a essere creativi? Sicuramente è più difficile che insegnare delle regole di composizione di un testo ed è comunque un passo successivo.
    Magari a Alex piacerà, questi corsi sono legati a doppio filo con il docente.
    Può far bene leggere che Cappuccetto rosso non necessariamente deve essere “rosso” (come nei libri di Munari) e che le favole che abbiamo sempre conosciuto possono avere uno svolgimento diverso.
    Ultimamente con mia figlia mi diverto a fare questo giochino. Le dico che disegnerò un animale e lei deve indovinare quale. Inizio piano piano con tratti che possono indirizzare a diversi animali e via via che lei ne dice uno io aggiungo altri particolari per cambiare animale. Così un musetto con il collo che si allunga piano piano prima sembra una scontata giraffa, poi senza gambe allude a un serpente per poi finire con la casetta a essere una chiocciolina.

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    1. Penso che non si possa insegnare ad “essere” creativi, si può insegnare ad esprimere al meglio la creatività che c’è ... e non è che tutti la debbano avere!
      Poi concordo sul fatto che un buon docente possa creare un interesse che ignoravamo esistesse.
      E se si partisse dalla lettura alternativa, allora sarebbe perfetto! Mi piace molto l’idea di creare storie e disegni con i bambini, se Mr Spock collaborasse almeno un po’ ... sai quante volte ci ho provato ma dopo qualche battuta si lascia vincere dal “non ha senso”. Ah, se dovessimo vivere solo cose che hanno senso :)

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    2. Puoi fare al tuo Mr Spock la mia seguente proposta: un racconto “a quattro mani”. Ogni venerdì gli arriva un pezzetto (attraverso la casella email della sua mamma), non troppo lungo, e lui deve far evolvere la storia e reinviarlo il venerdì successivo (non è un tema quindi nessuno viene corretto), così per un po’ di settimane fino a che ne ha voglia… :)

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    3. La tua è un'idea bellissima, io ci provo a fare la proposta ... poi ti scrivo. La vedo davvero dura, ma non si sa mai :)
      Grazie Daniele, la tua storia la rileggiamo ancora ogni tanto!

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    4. ...poi me lo passi al telefono che gli chiedo di tradurre la storia a quattro mani in inglese!! ;)
      Scherzi a parte, dopo il tuo articolo ho proposto *dicolon* come parola del mese sia in salotto, sia in sala professori;)
      Un abbraccio,
      Monica

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    5. Brava, prendi in giro :D
      Comunque dicolon è una gran bella parola, che non ricordavo assolutamente! A quanto pare a voi professori serve molto per comprendere ciò che vi scrive il ministero ;)

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  8. Oddio. Pare un po' prestino. Voglio dire non c'è scrittura creativa che tenga quando l'amore per la scrittura c'è a quell'età si sa benissimo come coltivarlo, come lasciare che la fantasia si espanda. Personalmente ho lacune tremende perché mai fatta un'analisi logica/grammaticale, tutto un metodo moderno alle elementari (e eterna gratitudine per la mia maestra!), eppure direi che so scrivere e al massimo controllo in internet qualcosa che mi sfugge. Io questi bimbi li vedo troppo compressi tra compiti e giornate molto più lunghe delle nostre, non vorrei che fosse un carico in più. Poi va be' occorrerà vedere come viene trattata la materia. Facci sapere. Bacione Sandra

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    1. Già, chissà cosa ne verrà fuori. Oggi ha portato a casa un riassunto dei 6 incontri, si inizia con "disegno il sogno, sogno il disegno" ... ecco mio figlio parte col peggio! Prima disegnano e poi raccontano, le due cose che lui odia di più ;)
      Vi racconterò (ammesso che lui racconti a me)!

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    2. ecco, sogno il disegno, se disegnare mi fa pietà, mica lo sogno!! :D Sandra

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  9. Non posso che essere d'accordo con te su tutto.
    Anche sul fatto che scrivi bene ed io adoro leggere un pezzo ben scritto.

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    1. Grazie! Ci scambiamo belle immagini e parole da un bel po' :)

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...