lunedì 26 gennaio 2015

Facciamo finta di ...

La scorsa settimana avevo scritto un post lamentosissimo sui miei guai familiari sia come figlia sia come madre.
Ancora. Sempre lì e sempre ciclicamente identici.
Ma non avevo voglia di pubblicarlo, lho messo da un lato e ho aspettato che i soliti rancori scivolassero via.

Poi sono successe cose, mio figlio è stato male a scuola, è svenuto, poi a casa con mia suocera ha avuto una crisi di nervi fortissima che lo ha lasciato sconcertato.
Finalmente. Dopo tante discussioni e tanti confronti forse è pronto per affrontare la sua rabbia, quella brutta che lo trasforma nel peggior nemico di se stesso.
Credo si sia spaventato davvero, ha sentito tutta la forza del suo odio immotivato e ha capito che da solo può essere difficile affrontarlo.
E allora possiamo pensare di riprendere il filo di un supporto mai realmente accettato, di una condivisione sincera del disagio di vivere con un carattere oppositivo.


Ecome se qualcosa dentro di lui avesse fatto click, non so se durerà ma lho visto molto impressionato.
Al punto che la sera è riuscito a guardare un intero film (di avventura per ragazzi, ndr) con me sul divano. Sembra unattività banale ma non per lui, Alessandro non guarda MAI un film, è qualcosa di emotivamente impegnativo che lo costringe ad aspettare eventi su cui non può avere alcun controllo.
Legge molti libri e, in teoria, sarebbe la stessa cosa ma no, non lo è. Il libro scorre alla velocità che vuoi tu, puoi anche saltare una pagina che ti impressiona troppo o puoi andare a sbirciare al fondo per vedere se – dopo tutto – andrà a finire bene.
Il libro è limmaginazione dello scrittore che si fonde con la tua, è interattivo, quindi puoi sentire di avere la situazione in mano ... letteralmente!

Con un film no, quello scorre rapido e senza tregua. Ti propone scene già decise e costruite, con immagini, colori, suoni, rumori che ti colpiscono allimprovviso, non scappi. E le emozioni poi ... oh, che roba terribile! Quelle sì che ti salgono sulle spalle e non ti mollano, anche se guardi altrove, anche se vai a bere un bicchiere dacqua.
E per la maggior parte di noi è proprio lì che sta il bello, amiamo essere sorpresi e catturati, amiamo le lacrime della commozione quando una storia tocca i nostri tasti più delicati, amiamo persino quella lieve paura che ti fa socchiudere gli occhi. Fin da piccoli ci siamo appassionati ai racconti della TV o del cinema fino al punto di volerci "trasformare" in un dato personaggio, travestendoci e giocando ad essere questo o quell'altro.
Io sono stata ogni genere di eroina, dalla classica principessa all'esploratrice dello spazio su magiche navi spaziali a forma di ... tappeto della camera della mamma! Sono figlia unica ma nelle mie avventure casalinghe non ero mai sola, non mi annoiavo mai, potevo essere e fare ciò che volevo.

Ma mio figlio non è così, lui non ha mai voluto giocare a "fare finta di", non ama travestirsi, ovviamente non apprezza il carnevale. Il suo problema più grande è gestire le novità, i cambiamenti, le sorprese, le emozioni. Ha una sensibilità enorme e questo lo espone a sentire tutto in modo esagerato, dunque lo costringe anche a difendersi in modo esagerato.

Ma l'altra sera - dopo tantissimo tempo - è riuscito a godersi un'avventura, l'ha commentata nel suo modo dissacrante e divertente, ha sorriso (parecchio) e alla fine mi ha detto "allora ho visto tutto un film, mi è piaciuto, posso metterlo nel barattolo delle cose belle, che dici?".
Il cuore mi si è fatto stretto stretto, dopo il click doloroso del pomeriggio qualcosa di bello riusciva ad entrargli dentro, la felicità semplice di aver affrontato i suoi limiti.

Per un attimo si è mostrato nudo ed è stato, come sempre, un onore e un dolore immenso.
Ieri avevo questa immagine in testa mentre con mio marito ci godevamo un rarissimo e velocissimo pranzo da soli, al centro commerciale dopo la spesa. I tavolini disposti in uno spazio aperto consentivano l'aggregazione dei piccoli avventori e si era formato un gruppetto di nanetti dai 2 ai 5 anni. Correvano, urlavano, si abbracciavano e si spingevano, un attimo avevano la gioia più pura negli occhi e l'attimo dopo piangevano per un qualsiasi motivo. In quei giochi approssimati e disorganizzati c'era tutta la potenza della vita che cresce, impara, evolve. C'era la base dell'apprendimento delle competenze sociali indispensabili per il resto della vita.
E io pensavo che mio figlio non ha mai vissuto niente del genere, non ha mai desiderato unirsi agli altri bambini, anzi, è sempre scappato da qualsiasi gioco di gruppo, specialmente se corredato da urla, risate e spintoni. In questo modo ha perso il modo più naturale, efficiente, funzionale e divertente di apprendere la socialità. E niente potrà sostituire la curiosa allegria che ho visto in quei piccoli occhi, niente.
Lo dico senza giudizio, come un dato di fatto che spesso dimentico. Io ho dovuto per forza uscire dagli schemi educativi che conoscevo e che mi suggerivano "gli altri" ma - nonostante sia mia esperienza diretta - ancora adesso spesso chiedo a mio figlio comportamenti e azioni che sarebbero perfettamente compatibili con la sua età ma non con la sua personalità.

Alessandro mi insegna quotidianamente la relatività del punto di vista e mai come in questi giorni lo apprezzo. Perché c'è così tanta voglia di condividere opinioni, giudizi, pensieri ma questa frenesia si ferma davanti alla necessità di approfondimento.
Voglio dire, perché riusciamo ad immedesimarci con personaggi fittizi, perché amiamo fiction e attori (e ancor prima cartoni animati) ma poi non facciamo lo stesso con i vicini di casa o i protagonisti di un fatto di cronaca?
E' ovvio che ci sono azioni oggettivamente giuste e sbagliate, ci sono crimini e azioni eroiche e su questo non dovrebbero esserci né dubbi né polemiche. Ma nel mezzo - nella vita di ogni giorno - ci sono infinite sfumature e molte dipendono dal personale modo di sentire e reagire, dalle personali esperienze e dai personali limiti, nel bene e nel male.
Alle mamme della scuola che non perdono occasione di dirmi quanto per noi sia facile con un figlio che è sempre il primo della classe ... ecco, cosa dovrei rispondere? Che rinunceremmo facilmente a qualche dieci in cambio di un briciolo di serenità? Che abbiamo pagato caro ogni compito in classe perfetto? Che la punta dell'iceberg che vedono (l'unica cosa che vogliono vedere, in verità) non è altro che quello, un piccolo pezzo di un quadro enormemente più vasto?
E la stessa cosa si può applicare alle vite di tutti.

Immagino sia più facile essere aperto al dubbio e alla sospensione del giudizio quando sbatti ogni giorno il muso contro il muro della peculiarità.
Allora - come faccio ciclicamente - invito tutti a provarci. Utilizziamo più spesso il gioco di "facciamo finta di essere XXX", ascoltiamo tutta la storia e non solo il pezzo che ci piace, lasciamo che la sorpresa sostituisca il rifiuto. Noi che siamo abbastanza forti, che abbiamo imparato a gestire le emozioni fin da bambini, che abbiamo raggiunto una sufficiente intelligenza sociale, utilizziamo le nostre competenze per aiutare chi non le ha o le ha perse per una buona ragione.
Magari non capiamo e non approviamo ma basta allentare un po’ i contorni della “normalità” per farci stare tanta più gente, tante più storie.

Perché è dura nuotare soli controcorrente, soprattutto quando è l'unica cosa che ti riesca di fare.



39 commenti:

  1. Ho riscritto questo commento circa 10 volte.
    Mi limito a dirti che in un momento di calma dopo l'ennesima battaglia con mia figlia, questo post mi ha fatto riflettere.
    Un abbraccio!

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    1. So che qui non ci sono mai grandi conclusioni solo viaggi strambi ma spero che qualche pezzetto di strada possa essere utile. Grazie!

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  2. Tu scrivi ed io capsico, capisco cose di me, di noi, che non ha mai compreso appieno.
    Casa tua è un posto dove riesco a comprendere, ed a dire, cose che altrove non saprei e non so se sia un bene.
    Comunque, sono felice che Alex, sebbene in modo difficile e doloroso, sia stato spinto fuori da se stesso e dalla sua gabbia di protezione.
    Non è raro che si proceda per strappi e non importa.
    E' bellissimo che la sua "uscita" sia passata anche attraverso la visione di un film, perchè mi sembra vero ciò che dici: guardarne uno significa anche affidarsi a ciò che altri hanno deciso di metterci davanti, concedere loro, sebbene in parte, il potere di influenzare le nostre emozioni, cioè ciò su cui in genre si esercita il massimo del controllo, fino alla crisi di nervi ed al disagio fisico.
    Stupendo poi che, questo, sia finito nel barattolo delle cose belle.
    Un processo completo direi.
    Quanto alla relatività del punto di vista, eh amica mia, è una cosa così semplice, così evidente, da assurgere quasi all'impossibile.
    Bisognerebbe essere capaci di uscire fuori da se stessi e dal proprio, piccolo o vasto, angolino.
    Sono molti quelli che non sono capaci, mi sembra, a prescindere dagli studi intrapresi e dall'uso di mondo.
    Quindi non me ne preoccuperei.
    Ancora meno me la prenderei con quelle mamme che volevano solo essere gentili o dare un tono colloquiale all'invidia (se devo essere velenosa).
    Banalità, cortesie, piccoli accorgimenti per stare al mondo.
    Del resto, mi sembra di ricordare che non avete molto in comune no?

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    1. A me le tue riflessioni fanno bene, spero che non ti dispiaccia condividerle.
      Credo che chi si confronta con certi specifici aspetti della vita si riconosca nelle miei parole, magari non serve a niente ma a me trovare anime affini serve tanto!
      Hai ragione sul punto di vista, banale e mai davvero compreso. Poi l'esempio delle "mamme di scuola" è sciocco, ormai rispondo con un sorriso standard, però la diversità di mio figlio è molto evidente e dopo tanti anni insieme mi pare assurdo fingere che sia solo "carattere". Ma magari sbaglio io ...
      In effetti se mi trovo stranita io davanti a certe persone, che ho (credo) una buona competenza sociale, immaginiamo mio figlio cosa può pensare!
      Mi raccomando, continua a dire quello che ti viene, insieme si cammina meglio :)

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  3. Ciao Marzia! Bello rileggerti, sono contenta che sei tornata (me ne accorgo solo oggi...).
    La relatività del punto di vista che impari quotidianamente grazie a tuo figlio è un bagaglio prezioso che ognuno dovrebbe imparare...difficile...spigoloso...doloroso ma prezioso!
    Leggo sempre con partecipazione ciò che scrivi perchè nelle tue esperienze trovo percorsi nuovi e vitali, di certo mai scontati, quello che tu chiami andare controcorrente sono strade non battute ma conquistate attimo per attimo. Ti ammiro molto per questo!!
    Un abbraccio <3 <3 <3

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    1. Bentrovata, sono io che sono terribilmente incostante in questo periodo e mi mostro poco :)
      Già ci sono lezioni importanti che diversamente non avrei mai imparato, qualche volta ne farei a meno ma questo è ciò che ho e provo a dargli un senso e un valore.

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  4. Il fatto positivo c'è: ha visto un film, ha vissuto momenti di felicità.
    Non sono brava a commentare ciò che scrivi di te, di tuo figlio, delle difficoltà e delle vittorie.
    Mi verrebbe da dirti che per ogni dono c'è uno scotto da pagare.
    La sensibilità di Ale e alcune sue reazioni ricordano molto mia figlia piccola, che sente tutto enormemente (proprio ora si è avvicinata a farmi leggere una frase che l'ha emozionata di un libro)
    Io credo proprio che alcuni bambini siano 'tanti' in tutto, così come nel loro non riuscire a contenere tutte le emozioni della vita, sentono di più, i sentimenti sono amplificati, così come tante altre cose.
    Ma io trovo Ale bellissimo così com'e. Anche il suo commento alla sua visione completa del film, bellissimo e poetico.

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    1. E' così, questi bambini sono davvero "tanto" sotto ogni aspetto, bene e male, gioia e fatica. La sensibilità estrema li porta sia a chiudersi sia ad esplodere, ed è così dura stare in equilibrio con questi due aspetti tanto opposti da dare le vertigini. Vorrei comprendere di più, ma io sono solo uno spettatore, provo solo ad offrire una stampella di tanto in tanto al mio piccolo viaggiatore solitario.

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  5. Innanzitutto è bello rileggerti. I tuoi post sono sempre PIENI da spingere alle riflessioni. In questo periodo ho conosciuto NU Burg.....nei hai sentito parlare? ti lascio il suo sito internet www.nuburg.it Ti abbraccio Marzia e.....spero possiate riempire quel barattolo

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    1. Ciao! Grazie per la segnalazione, sono andata a dare un'occhiata veloce ma tornerò di socuro, è un tema che mi interessa molto.
      Ricambio l'abbraccio forte forte.

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  6. vi auguro di mettere tantissime cose in quel barattolo Marzia, davvero. I tuoi posto sono una sassata ma bella. Sandra quella dei libri

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    1. Ci proveremo con il massimo impegno Sandra, grazie del pensiero! "Sassata bella" mi piace un sacco :)

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  7. cara Marzia, la cosa che mi ha colpito è il momento di rabbia che ha avuto Ale, forse perchè ha passato momenti molto duri e li ha vissuti internamente senza far trapelare le sue emozioni...il suo sfogo forse era un modo per comunicarvi che non ce la faceva più
    un caro bambino Ale, che ha raggiunto un suo traguardo quello di guardare un film e ha scelto di averti accanto, lui stesso è consapevole di aver fatto qualcosa di diverso e importante, tanto è vero che ti ha chiesto di metterlo nel barattolo
    sei una grande mamma e Ale è un grande figlio
    un bacio ad entrambi valeria

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    1. Chissà Valeria, le sue esplosioni hanno spesso buone motivazioni solo che non le sappiamo, qui sta il problema! Diciamo che accade quando ha un quadro nella testa e poi non va come se l'aspettava, questo è un vero dolore per lui che sfoga in rabbia.
      Ci abbiamo lavorato tanto e qualche risultato c'è ... andiamo avanti, giusto?
      Un abbraccio grande e grazie per esserci.

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    2. comunque sappi, e te lo ripeterò ancora tante, tante volte che tu sei proprio una brava mamma!!!

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  8. Oggi la maestra della materna del Tigre, quando sono andata a prenderlo a scuola, mi ha raccontato tutta orgogliosa che aceva parlato del giorno della memoria ai bambini. Aveva parlato di campi di concentramento, di come dividessero le famiglie, delle camere a gas e di Anna Frank. E mentre lei mi parlava, il Tigre mi tirava. Poi è scappato. Quando l'ho ripreso dietro l'angolo del corridoio, lui piangeva a dirotto. "Ho sbattuto! Ho sbattuto" diceva. La sua sensibilità aveva sbattuto con quelle immagini orrende che gli ha rappresentato la maestra davanti agli occhi. In macchina gli ho raccontato di nuovo la storia in una maniera che so più accettabile per lui. E mi toccherà acquistare un libro in cui si spiega la shoah ai bambini piccoli. Cara Marzia hanno una sensibilità abnorme, diversa. Stare con loro significa allenarsi alla tolleranza. P.s. Hai già letto il ludico che delude di Giovanni galli?

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    1. Capisco bene cosa dici, è bello che il Tigre ti abbia fatto capire il suo disagio e che tu lo abbia saputo confortare, questo vi porterà a comunicare sempre meglio e aiuterà lui ad essere sempre più sereno, siete molto bravi!
      Sì, ho letto Galli, molto interessante come sempre.

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  9. Oggi mi hai fatto pensare a quanti bambini vivono le loro caratteristiche e le loro diversità senza avere accanto una mamma intelligente che sa osservare e ascoltare. Una mamma che ha la grandezza di mettersi in dubbio e di porsi ogni volta domande per migliorare e crescere insieme al proprio figlio. Una mamma che va oltre e prova a comprendere, una mamma che raccoglie i dispiaceri e li trasforma in lezioni di vita. Una mamma "speciale" come te.

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    1. Sei gentile Giorgia, non so se me lo merito. Mi faccio certamente tante domande ma sui risultati ... diciamo che almeno non fingo vada tutto bene e non mi arrendo. Qualcosina in effetti nel tempo si muove ...
      Grazie <3

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  10. Mi sono fatta tre domande, leggendo questo post: 1) motivo che ha fatto scattare la crisi di nervi? 2) Reazione della nonna? 3) Che film era?? ;)
    Magari le risposte servono a capire meglio cosa ha fatto attivare il *click*. Non sei certo obbligata a rispondermi, però (anche se sul titolo del film stiamo morendo di curiosità io e Marito)!
    PS: di mamme brave a fare le mamme brave con i figli altrui è pieno il mondo, te l'ho già detto. ;)
    Un abbraccio,
    Monica

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    1. Urca, aspetta che provo a rispondere sinteticamente.
      1) Si aspettava neve e Ale aveva deciso che – in caso di nevicata – sarebbe uscito a fare un giro per godersela un po’. Poi è stato male, quindi era a casa fuori forma. Arrivati due fiocchi di neve (perché solo due ne sono venuti alla fine!) voleva a tutti i costi uscire e la nonna gli ha fatto notare che non era proprio il caso. Le spettative infrante hanno innescato la reazione violenta, verbalmente e con il solito lancio di giochi per la stanza.
      2) Mia suocera è calma di natura, di solito lo lascia sfogare senza intervenire troppo (tanto non saprebbe contenerlo). Ultimamente le fasi esplosive sono abbastanza brevi, poi riprende il controllo sebbene la rabbia ci metta un po’ ad abbandonarlo. Questa volta credo abbia compreso – a furia di parlargliene qualcosa entra – lo scollamento tra causa e reazione, l’eccesso di rabbia rispetto all’evento.
      3) Un filmetto trovato in TV "Viaggio nell'isola misteriosa”, un libro che diventa realtà fantastica, avventure carine e anche un po’ di “tensione” per arrivare al finale positivo (scontato ma non per il mio ometto).

      Sull’essere bravi con le vite altrui ... un amico toscano me lo dice sempre in un altro modo ... ma non si può ripetere! :D
      Un abbraccio mia strega :)

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    2. No non si può Marzia. Non siamo bravi col politically correct vero? però a rendere bene un'idea siamo quasi imbattibili

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    3. Da toscano sorrido :) diciamo che l'espressione rendo molto bene l'idea :P

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    4. Ecco, subito sgamata! Io adoro il modo sintetico e dissacrante con cui riuscite a rendere concetti complessi :)
      Dobbiamo organizzare un incontro nella vostra meravigliosa regione!

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    5. Ma non è che volete condividere il politically incorrct, magari??? Servirebbe anche a me il detto toscano che tanto bene rende l'idea... ;)
      Un abbraccio anche ai toscani.
      Monica

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    6. @marzia, bisognerebbe proprio organizzare, una volta ci siamo andati vicini... :)

      @monica, certi detti bisogna sentirli, scritti fanno un altro effetto :)

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    7. @Daniele, mi è giunta voce: ora so. Mi ha fatto molto ridere, anche se pronunciato con accento torinese (si sentiva l'accento anche via sms!!) ;)

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  11. Io posso dirti che mi avete insegnato tanto, che leggendo voi sto cercando di comprendere di più noi, sto sviscerando i sentimenti che lui prova e che non sono mai facili e scontati. Non esistono risposte a quello che spesso si vive e devo smetterla di cercare soluzioni, perché forse a non esistere è il problema. Scusa questo commento un pò confusionario ma sono certa che hai compreso benissimo. Grazie.

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    1. Mi fa piacere quando un pensiero condiviso accende riflessioni utili, poi ovviamente ognuno prende ciò che gli serve. Talvolta un problema c'è e in altre si tratta solo di riconoscere una personalità complessa. Quando si tratta dei figli tutto questo è un po' più difficile, vero? ;)

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  12. Sarebbe bello riuscire a "mettersi nei panni dell'altro". Siamo così centrati in noi stessi. Poi qualcuno non lo fa neanche per quello, è perché apre bocca e dice la prima cosa che gli passa per la testa.
    Ho ribattezzato "chiacchiere da bar" con "chiacchiere da fuori asilo/scuola".
    Ogni tanto farebbe bene trovare qualcosa su cui appoggiarsi per riposarsi e riprendere le forze per poi riprendere a nuotare contro corrente.

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    1. Bravissimo, ci vorrebbe proprio un gancio che ogni tanto ci sollevasse dalla fatica di essere ciò che siamo .... se riusciamo a esserlo, ovviamente!

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  13. Marzia tutte le volte imparo qualcosa, e credo di scriverlo tutte le volte...
    D. è molto diverso da Ale, ma hanno in comune una grande sensibilità!

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    1. Grazie che hai voglia di dirmelo, anch'io apprendo tanto da chi condivide con me questa avventura ... ancora non ci credo che sono tre anni, quante cose sono successe da quando ho aperto il blog!

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  14. Ciao cara Marzia, sono finalmente rientrata in questo mondo di blogger dopo un periodo di pausa. Durante le feste "comandate" io mi... chiudo, non sarò fatta bene ma son fatta così ed ora riprendo questo viaggio, vengo qui da te perchè imparo sempre, imparo molto e voglio continuare a farlo, voglio migliorare nell'osservare gli altri. voglio conoscere i veri eroi che stanno intorno a noi ed anche questo post mi aiuta a scoprirli.
    Un caro saluto cara Marzia

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    1. Grazie Carla, bentornata anche da qui! Un abbraccio.

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    2. (dimenticavo: anche io come Carla, ho staccato a lungo. Anche ora non sono veramente rientrata ancora, ma ci sto provando...)

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  15. ops: si è perso il mio primo commento!
    Avevo, appunto, scritto che per motivi tecnici col cellulare non commento più da nessuna parte perché spesso i commenti si perdono chissà dove e a fine giornata se anche recupero un computer sono io ad esser poco a fuoco.
    Bastano degli abbracci, un grazie per la tua preziosa condivisione e un *credo di capirti*?
    E' durissima esser voci fuori dal coro.
    Baci

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    1. Bastano e avanzano! Grazie per essere passata e per condividere questi pensieri, capisco che anche tu hai messaggi importanti che spesso non vogliono essere recepiti ... speriamo per il futuro!

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...