mercoledì 26 marzo 2014

Io e l’ascia: una storia di redenzione?

Quando ho letto il tema del mese di genitoricrescono “Opposizione e conflitti” ho pensato che avrei dovuto partecipare al mitico blogstorming.
Insomma se decidi di chiamarti “L’ascia sull’uscio” e non “Mamma che delizia” una certa esperienza nei conflitti la dovrai pure avere. Non è che fai tutta sta manfrina per un paio di capriccetti e qualche mese di terrible two, vi pare?
E chi legge queste pagine da un po’ avrà ben donde di sospirare, ok si è capito che qui l’opposizione di mangia a pranzo e il conflitto si consuma a cena, ok che il bambino si mostra decisamente più determinato di altri a fare a pezzi l’armonia familiare.

sabato 22 marzo 2014

La solida solidarietà delle donne

Ieri sera riflettevo su una cosa, in questi ultimi mesi mi è capitato di parlare profondamente di me e del mio rapporto con mio figlio con cinque donne. Sono persone molto diverse ma hanno due cose in comune: sono straordinarie e non sono madri.

C’è un’amica d’infanzia (ora lontana ma vicina la mio cuore), una collega (la sorella che avrei desiderato avere), un’erborista molto “maga” (che appare nella mia vita da 15 anni sempre quando serve), la maestra di mio figlio (che la fortuna ha messo sul nostro cammino) e una consulente professionista (di cui accennavo qui).

Ovviamente si tratta di momenti di confronto molto diversi, si va dalle fondamentali chiacchiere quotidiane all’ora di consulenza concentratissima e piena di spunti, si spazia dai ricordi dei sogni condivisi in gioventù ai discorsi su spiritualità e rimedi naturali.
Con tutte loro ho parlato di me, spesso del peggio di me sia come donna sia come madre. Qualcuna mi ha visto piangere, mi ha visto disperata e mi ha lasciato sfogare rabbia e frustrazione. Mi sono sentita ascoltata e non giudicata, qualche volta persino gratificata dal riconoscimento del mio impegno per garantire a mio figlio una vita più serena.

venerdì 14 marzo 2014

#liberalapaura
Qualche volta ti guardo e tremo


Mi capita di chiedermi cosa mi faccia tanto arrabbiare del tuo essere impermeabile a me e al mondo.
Ti guardo seguire una linea precisa tracciata nella tua mente e nel tuo cuore e tento di mettere qualche piccolo ostacolo, per vedere se vacilli.
Eppure niente, una veloce scrollata di spalle e riprendi da dove ti avevo interrotto.

Allora scopro la mia paura.
Ho paura che tu rimanga per sempre chiuso nel recinto che ti sei costruito.
Ma ho ancora più paura di convincerti ad uscirne alle mie regole.
Ho paura della tua estrema coerenza.
Ma ho ancora più paura che tu ci possa rinunciare, come ho fatto io tanto tempo fa.