mercoledì 26 marzo 2014

Io e l’ascia: una storia di redenzione?

Quando ho letto il tema del mese di genitoricrescono “Opposizione e conflitti” ho pensato che avrei dovuto partecipare al mitico blogstorming.
Insomma se decidi di chiamarti “L’ascia sull’uscio” e non “Mamma che delizia” una certa esperienza nei conflitti la dovrai pure avere. Non è che fai tutta sta manfrina per un paio di capriccetti e qualche mese di terrible two, vi pare?
E chi legge queste pagine da un po’ avrà ben donde di sospirare, ok si è capito che qui l’opposizione di mangia a pranzo e il conflitto si consuma a cena, ok che il bambino si mostra decisamente più determinato di altri a fare a pezzi l’armonia familiare.

Ma alla fine, sono davvero in grado di dare una definizione della mia ascia? So davvero perché ora riposa più spesso che in passato?
Se sono arrivata fino alla fine del mese per scrivere questo post, probabilmente no. Ho un sacco di emozioni contrastanti quando penso ai nostri specifici conflitti, quando penso a quanto dolore, incomprensione e fatica abbiamo accumulato in tanti anni. E contemporaneamente a quanta meraviglia, cambiamento e gioia inattesa ha portato il medesimo viaggio.
 
Allora qual è il miglior antidoto al caos mentale? La lista!
E questa è la lista che risponde alla domanda: “Cosa rappresenta per te il conflitto con tuo figlio?”
 
1)      E’ prima di tutto conflitto con me stessa. Tutto parte da dentro e l’opposizione di mio figlio è stata una bastonata dolorosissima alla mia autostima genitoriale. Diamine avevo una conoscenza teorica vastissima, avevo tutto sotto controllo, la gravidanza era stata spettacolare ... e poi è arrivato questo bambino indomabile. Io non potevo davvero accettare un simile fallimento, perché ero io al centro, il comportamento di mio figlio solo la cusa scatenante ma il pensiero vero, quello che spezzava il fiato era la mia reazione interiore. La mia pessima reazione interiore. Una volta elimitati gli inutili sensi di colpa anche il conflitto con me stessa ha assunto toni più pacati, mi voglio molto più bene di pochi anni fa.
 
2)    E’ imparare a gestire il disagio e a vivere il conflitto come opportunità per evolvere. La vita ci aveva già provato nella mia infanzia, dandomi in sorte due genitori altamente conflittuali. Loro da sempre o si amano tantissimo o si odiano a morte, mai mezze misure. Un giorno li vedevi in un angolo a baciarsi, il giorno dopo si affrontavano a male parole o ad oggetti lanciati. Inutile dire quanto presto imparai a stare in un angolo, il più trasparente possibile così da non aggiungere alcuna causa di scontro. E altrettanto inutile dire che ho scelto un compagno con cui vivere in modo diametralmente opposto, non avrei mai potuto avere una relazione di quella intensità sia nel bene sia nel male.
Ritrovarmi con un figlio oppositivo immagino sia stato un modo per ricordarmi che non avevo gestito per niente bene la prima parte della mia vita, mi ero lasciata sopraffare da tutto; ora è il momento di diventare consapevole del mio ruolo, non per combattere ma per tirare fuori il meglio di me.
 
3)    E’ socialmente inaccettabile, e questo è davvero strano. In un mondo costantemente in lotta, dove si uccide sia per la religione sia per un parcheggio, in cui i nuovi gladiatori si affrontano negli stadi, in cui gli uomini misurano ancora l’amore con il possesso, perché si considera inopportuna ogni opposizione di un bambino? Perché questo conflitto dev’essere sintomo di cattiva educazione o di cattive lotte generazionali? Non è che, come dicevo al punto 1, odiamo così tanto confrontarci con le nostre paure interiori da attribuire al conflitto valenze assolutamente prive di legami col bambino in questione? Ho capito dal confronto con alcuni ex-amici che per loro era molto più facile pensare “a noi non capiterebbe mai perché sappiamo come educare i figli” piuttosto che immaginare una diversità accettabile, priva di giudizi.
 
4)    E’ sinonimo di fiducia. Diversi anni fa una giovane psicologa mi disse che finché nostro figlio continuava ad opporsi significava che non aveva perso la fiducia nella nostra capacità di comprenderlo. Spesso i bambini più sfortunati non combattono più, non hanno più speranza di ottenere ciò di cui hanno bisogno. E io ho voluto crederci, ci credo ancora e per questo faccio attenzione ai luoghi in cui mio figlio è più silenzioso, dopo i tre anni di mutismo selettivo alla materna per me è fondamentale che si esprima, che esploda piuttosto ma mai imploda.
     So bene che qualcosa nel suo sviluppo della prima infanzia si è inceppato, non siamo stati capaci di rispondere alle sue esigenze (per noi assolutamente speciali ma per lui ovviamente naturali), per questo ha rallentato alcuni aspetti del suo crescere emozionale così che fossimo in grado di colmare quelle mancanze. Maldestramente ci stiamo provando e lui lo comprende.
 
5)    E’ creazione di qualcosa di nuovo. Per molto tempo ho pensato che mio figlio fosse un’anima antica, riportata in questo mondo controvoglia e arrabbiata per dover ricominciare. Ora credo sia il contrario. Lui, come molti bambini di oggi, porta una visione estremamente nuova della vita e delle relazioni, non può stupire quindi l’opposizione alle regole classiche dell’educazione. Spesso hanno un punto di vista così differente dal nostro da non poter far altro che dire un chiaro e secco “no”. E non sto parlando dei no della crescita, del naturale e auspicabile distacco da mamma e papà, si tratta di un disegno preciso portato avanti con coerenza e determinazione unici.
Per questo sono tanto curiosa di vedere mio figlio crescere, accettando di dargli fiducia sono certa che ne avremo in cambio la grandiosa occasione di conoscere una bella persona.
 
6)      E’ un pezzo della personalità. Al punto precedente ho dato un’interpretazione vagamente metafisica (e sono stata moderata, eh, che ho letto cose che voi umani ...) ma è un dato di fatto che ci siano bambini per cui l’opposizione è uno stile di vita, fa parte della loro personalità in modo decisamente più radicato che nella media della popolazione. Mio figlio è indubbiamente fra loro.. Sto iniziando a comprendere meglio il perché e le modalità di reazione che – colmando le carenze di cui sopra – vanno a ridurne gli effetti ma una descrizione perfetta la trovate proprio su genitoricrescono, nel post “Il bambino oppositivo” di Supermambanana.
(si parla qui di personalità oppositiva e non entro nel merito di problemi clinici, quali il disturbo oppositivo provocatorio, per il quale è necessaria una diagnosi precisa e protocolli di terapia).
 
7)    E’ “L’ascia sull’uscio”. Mio figlio e la nostra vita costellata di opposizioni e conflitti è quello che mi ha portato qui, è quello che mi ha permesso di conoscere realtà diverse, amici nuovi, risposte imprevite, aiuti inattesi. C’è molto più del conflitto dentro l’uscio di casa mia, per fortuna, ma questo è un posto dove si può ammettere di stare in trincea senza la paura di perdere la guerra da soli.
 

Concludo con una citazione di Socrate che ho letto per caso e mi pare adatta all’argomento e al mio bambino logico-conflittuale:
“Io invece credo, o carissimo, che sarebbe meglio che la mia lira fosse scordata e stonata, e che lo fosse il coro che io dirigessi, e che la maggior parte della gente non fosse d'accordo con me e mi contraddicesse, piuttosto che sia io, anche se sono uno solo, ad essere in disaccordo con me stesso e a contraddirmi.”
 

Questo post partecipa al blogstorming di genitoricrescono.com
 

25 commenti:

  1. C'è molto di più del conflitto in casa tua. C'è così tanta roba che è impossibile definirla. Ma si può definire la ricchezza? Si può comprendere la bellezza senza il suo opposto, godere della pace senza il conflitto? Probabilmente no. Avremmo scelto, forse, guerre diverse e ci saremmo di certo risparmiate lotte logorante. Ma non credo che molte madri possano dire di aver intrapreso lo stesso viaggio verso il proprio figlio di quello da te fatto. Sono convinta che alla fine tra di voi ci sarà una vicinanza ed una comprensione fuori dal comune anche e attraverso i conflitti.
    Raffaella

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    1. Sai Raffaella, quello che dici è ciò che mi sostiene in mattine come questa, dove uscire di casa è stato più duro del solito, dove la fatica pizzica di più e mi domando se davvero il viaggio ci porterà a comprenderci fino in fondo.
      Poi per fortuna passa, adesso passa sufficientemente in fretta e resta tutto il resto, quella ricchezza che con gli occhi calmi riesco a vedere.
      Grazie!

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  2. Come sempre mi dai mille spunti di riflessione. Una cosa la riconosco, da qualche emse i conflitti della routine del mattino per fare tutto e non uscire tardi si sono molto, ma molto attenuati e la psicologa mi ha chiesto: come mai? Cosa fate di diverso? Non lo so, credo di essermene fatta io una ragione che non serve sclerare e che non mi devo illudere di potergli far fare una cosa autonomamente mentre io faccio una cosa mia. Devo rinunciare a me e al mio tempo nei momenti di routine e loro se ne accorgono e collaborano.

    (comunque sulla deriva metafisica, se mi vuoi mandare cose da leggere, di corsa, guarda)

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    1. Quanto ti capisco! Stamattina che ero più nervosa di mio, i pessimi risultati si sono visti. Certo sapere che MAI mio figlio riesce a svegliarsi con un sorriso o di buon umore mi trita l'anima ma ormai so che non ci posso fare niente, meglio rimandare qualsiasi discorso emozionale dopo le 18 ... sarà questione di pressione sanguigna ;)!
      Sui libri strambi lasciami fare una lista e te la mando, ci vuole un po' di sano distacco ma qualche spunto io l'ho trovato.

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  3. Non ti si può leggere tutta di un fiato a te. Bisogna fermarsi, lentamente, a leggere e a rileggere, per cogliere i tanti significati, le emozioni e il loro evolversi. Non so più da quanti anni è che vengo a leggere la vostra vita, ma so che mi rende felice vedere il cambiamento, anche sofferto, che sei riuscita a ottenere e la perseveranza e la grinta e la lucidità di non trasformarti in mamma che delizia :)
    Se è redenzione, per me passa dal primo punto della tua lista. Che nella mia esperienza ė centrale e fonte di indefesso lavoro.

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    1. Grazie Barbara, sul fronte dell'indefesso lavoro su noi stesse so che il nostro percorso è simile. E' sempre fare tanti passi avanti e qualcuno indietro, perché riusciamo a fare cose grandiose (tu poi grandiosissime) ma poi la stanchezza torna a farsi sentire e occorre riprendere il filo ...
      E ok, lasciamo stare mamma delizia :D

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  4. Non ti ringrazierò mai abbastanza per aver condiviso il vostro viaggio con noi: ora e in passato soprattutto i punti 3 e 4 mi hanno dato molto da riflettere e hanno cambiato il mio atteggiamento verso D e verso gli altri.

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    1. Il mio obiettivo era quello di dare un punto di vista "interno" al problema ma solo chi ha il cuore e gli occhi disponibili sa coglierne il senso, per fortuna siete tantissimi ed è per me una gioia sapere che qualche mia parola può essere stata utile per squarciare i giudizi su tanti bambini considerati solo "difficili" o "mal educati".
      Quindi grazie a te!

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  5. Opposizione e conflitto...comprendere e consapevolizzare come si traducono nella nostra realtà di mamme queste due paroline (e di figlie...anche...guarda caso) e beh! Compito difficile...
    Dal post la tua mente a riguardo mi sembra chiara e consapevole. Un grande traguardo.
    Il punto 4 è quello che raccolgo contenta di portarmelo a casa e farlo anche mio.
    Grazie per tutte le tue riflessioni ad "alta voce" !
    Un abbraccio :-)

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    1. Il punto 4 è uno dei miei preferiti, ha un senso e allegerisce molto la tensione. Poi certo non è una scusa per perseverare in pessimi comportamenti ma tanto riempirsi di sensi di colpa non serve a niente.
      Un abbraccio a te :)

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  6. Grazie a tutte perché mi sento meno sola e meno imperfetta. È un burrascoso periodo di conflitti con mio figlio settenne che di fronte alle routine familiari non collabora mai e sembra sempre la prima volta che ci dobbiamo lavare i denti o vestirsi prima di uscire al mattino. Vorrei renderlo piu autonomo, vorrei non doverlo chiamare duecimilavolte per fare una cosa banale....Non so dove sbaglio, non so perché non riesco a farmi ascoltare. Devo trovare una rassegnazione da qualche parte, qualcosa che mi faccia capire come approcciarmi a lui e come reagire al suo muro. Un saluto a tutte!

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    1. Questo è il posto giusto, torna quando vuoi che di certo non ti sentirai mai sola.
      Per ora ti mando abbraccio di solidarietà.

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  7. Bellissimo post come sempre. Sono brasata, oggi come non mai, e fatico a tenere gli occhi aperti, ma una cosa volevo dirtela: che bello leggerti e vedere che oltre all’“ascia” ora vedi anche l’“uscio”, la via d’uscita.
    Le mamme delizia si annoiano e sono noiose. Tu invece sei meravigliosa. Il punto 5 è illuminante.
    Ma davvero ancora il mio Alex preferito non legge qui?
    Un abbraccio,
    Monica

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    1. Sì, c'è anche l'uscio ... e non solo per scappare!
      Bello il punto 5, vero? Ne dobbiamo proprio parlare che ho bisogno di pareri della mia strega preferita <3
      Non so se Alex legge il mio blog, sinceramente non credo, me lo rinfaccerebbe ogni giorno :)

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  8. Mi piace segnalare cio' che leggo e mi colpisce, mi tocca, mi fa pensare.
    Sono riflessioni da leggere con calma, quelle di questa mamma, e che mi hanno profondamente colpita.

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    1. Talvolta la mia tendenza alla sintesi crea un ingorgo di concetti e mi spiace che poi ci voglia pazienza per districarsi, grazie per aver avuto voglia di farlo!

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  9. Marza quanta lucidità, ricchezza e spunti importanti. I punti 3 e 4 mi hanno davvero toccato. Grazie davvero. Leggerti non è solo bello è importante.

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    1. Sono proprio i punti che mi hanno impegnato di più nella "diffusione del verbo" ... scherzo ma è per indurre le persone a pensare che talvolta davanti non abbiamo un pessimo genitore ma solo uno che davvero non sa che pesci prendere.
      Grazie per le tue parole :)

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  10. Che dire...mi riconosco così tanto in quasi tutti i punti, che potrei averli scritti io! E tu hai come sempre una capacità di analisi così lucida da far sembrare più semplice ed accettabile quello che non lo è affatto.

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    1. Lo so che sai bene di cosa parlo, a me capita la stessa cosa leggendo i tuoi post.
      E non è nè sempice nè accettabile, solo che organizzare i pensieri mi sostiene e mi aiuta a non perdere di vista le priorità.
      Vi abbraccio!

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  11. Cara Marzia, come ti hanno detto le altre (ma mi fa piacere ridirtelo) questo bellissimo e lucidissimo post ci aiuta. Volevo solo aggiungere una cosa: il mio Tigre ha compiuto pochi giorni fa quattro anni. Somiglia molto a tuo figlio. Lui però fa un sacco di lavoro su se stesso. E quando lo vedo così (addirittura) cambiato e lontano da se stesso, da quel se stesso di pochi anni fa, mi fa una tenerezza da strapparmi il cuore. Lui così piccolo che cerca di avere un equilibrio per fare piacere a noi adulti di riferimento. Io non sono brava come te, per niente. Però, guarda anche a questo: non piegamoli troppo: sono bambini eccezionali.

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    1. Hai detto una cosa importantatissima: dobbiamo cercare di non cambiarli, di permettergli di essere ciò che di bello sono.
      Mio figlio non si piega, lui non ha nessuna intenzione di farci piacere e per questo lo ammiro, ho solo tanta paura che si spezzi sotto il peso di una responsabilità troppo grande.
      E' così difficile trovare equilibrio, se il tuo Tigre trova nel vostro amore un perno su cui avvolgere la sua serenità vuol dire che state facendo il percorso giusto. Qui per ora vince il conflitto ma non dispero.

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    2. Che belle parole, grazie. Sono commossa, cara Marzia. Ti abbraccio con affetto

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  12. Ciao non mi conosci. Ho anche io un figlio molto oppositivo e poco socievole, e ti ringrazio per questo post; il blog lo devo seguire a piccoli assaggi perchè mi fa molta paura (noi siamo molto più piccoli e spero sempre che cambi ... purtroppo al momento se guardo dentro di me vorrei solo che fosse capace di essere come gli altri, perchè sono del tutto incapace io di trovare la sua diversità arricchente).
    Volevo solo dirti che odio il punto numero tre, che non sopporto il modo in cui ti guarda la gente quando tuo figlio fa un capriccio, che purtroppo anche gli amici - quelli che ti conoscono - pensano che non stai facendo un buon lavoro. Quelli che pensano che i bambini siano tutti uguali! Ma il problema più grande è quando lo pensi anche tu dentro di te.
    ciao
    francesca

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    1. Ciao Francesca e benvenuta. Capisco esattamente quello che dici, fino a 5 anni fa ero semplicemente a pezzi, non accettavo mio figlio e avrei voluto che tutto fosse diverso ... uguale agli altri!
      Mio figlio non è cambiato, nel senso che il suo temperamento resta il medesimo (coerente e irriverente verso qualsiasi "media"), ma io mi sono ricostruita e ho tirato fuori tante cose buone.
      Oggi è più facile? No, ma io sto infinitamente meglio come persona.
      Se ti ritrovi in qualche brutta giornata e hai voglia di scambiare due chiacchiere, scrivimi senza problemi, questo blog è nato proprio con l'obiettivo di condividere.

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