mercoledì 19 febbraio 2014

La pioggia scompiglia

In queste due settimane ho iniziato a scrivere tante volte e altrettante volte la bozza incompiuta è rimasta lì a guardarmi da uno schermo bianco in cui il formato delle lettere aumenta proporzionalmente al crescere dell’età. Oggi ne è uscito un puzzle di fatti e pensieri senza capo né coda ma tant’é.

Sono stata di nuovo molto antipatica, nervosa e irritabile.
La pioggia incessante non aiuta l’umore e l’ottimismo.
Soprattutto quando apre inattese voragini nell’asfalto e ti massacra due pneumatici da neve semi-nuovi.

Neppure le conversazioni tra genitori da cappannello in attesa del ritiro della pagella non aiutano.
Soprattutto se ti riaprono attese voragini nel cuore e ti massacrano la voglia di accettazione incondizionata.

Per parecchi giorni non mi sono piaciuta per niente, perché nel difendermi continuo a trasformarmi nella copia noiosa di mia madre e mai come adesso capisco quanto sia complesso allontanarci dai modelli della nostra infanzia.
Mia madre che sta di nuovo male, che sarà presto di nuovo in ospedale a farsi togliere l’ennesimo pezzo che non funziona a dovere, e che per una volta si fa vedere fragile e chiede un abbraccio invece di combattere. Lei che accoglie ogni minimo gesto di mio figlio come un regalo anche se so che tutte le stranezze che vede le bucano il cuore, come a me del resto. Lei che mi ama di un amore solido, come vorrei avesse fatto venticinque anni fa ma non ne era pronta, come me del resto.

Veramente non lo so perché mi sia venuta voglia di parlare di mia madre, forse perché ho bisogno di credere che il mio percorso mi porterà ben prima di lei e in modo più completo ad amare me stessa e mio figlio, ho bisogno di credere che sarò un ricordo buono nella mente del mio bambino ormai adulto.

Sono stata a scuola due volte, per la consegna della famigerata pagella e per la chiacchierata periodica con la maestra.
Dai “genitori del parco” ho sentito di nuovo un sacco di “ogni bambino ha i suoi tempi”, “ma adesso Ale parla molto di più a scuola”, “tutti i bambini hanno i loro problemi, chi più chi meno” ... e mi sono sentita così sciocca a pensare di poter chiacchierare con altre mamme fuori da scuola, senza incazzarmi. Perché dopo cinque minuti stavano tutti parlando del week end in montagna, la scuola di sci, il corso di nuoto, la tal festa di compleanno ... è vero tutti i bambini hanno i loro problemi e un mondo complesso dentro il cuore, solo che qualcuno un po’ di più. E mi ha fatto ancora male, molto più di quanto mi aspettassi, sapere che nessuna di quelle chiacchiere riguardava noi.

Poi ho consegnato nelle mani della maestra una lettera scritta da mio figlio in cui le chiedeva aiuto per risolvere una situazione di disagio creatasi con una compagna. Lei è il suo opposto, in un leggero ritardo cognitivo ma molto espansiva e chiacchierona. Lui schivo e silenzioso, lei spesso oltre la soglia dell’invadenza. Sono i due “esclusi” della classe, fuori dai gruppi per ragioni appunto molto diverse ma che li hanno inevitabilmente avvicinati. Per la maestra era una cosa positiva, lei lo spingeva a comunicare e lui le faceva da supporto per tutta la parte scolastica. Il problema è che la relazione si è traformata nel tempo tutta a svantaggio di Alex. Poiché lui non riesce nel contesto scolastico a parlare serenamente con la maestra che pure adora, gli ho chiesto di scriverle e lui lo ha fatto. La maestra ha preso atto del disagio, ha fatto qualche spostamento strategico, ha parlato con uno e con l’altra e poi ha anche risposto per iscritto alla missiva di mio figlio. E’ una grande persona e ha ottenuto il risultato sperato, ossia i due bambini – aiutati a rimettersi nel giusto rapporto nelle ore in classe – hanno ricominciato a stare più insieme nel momento della ricreazione. Il potere della comunicazione!

Poi sono stata ad un incontro che mi è piaciuto tantissimo. Il titolo era un po’ così “La formula per la crescita felice” e si basava su un libro dal titolo ancora meno allettante “Smettila di reprimere tuo figlio”.
E invece mi sono trovata davanti due ragazzi trentenni preparati, con un curriculum di esperienza notevole e una incredibile capacità di tenere altissima l’attenzione di una platea eterogenea di 200 persone per 6-7 ore. Assisto spesso per lavoro a presentazioni noiose e prive di qualsiasi attenzione a chi dovrebbere essere il “cliente” di tali performance – chi ascolta – per questo sono rimasta piacevolmente colpita. E poi ho sentito tante cose che riguardavano prima di tutto me come persona, che crescendo come tale può anche diventare un buon genitore.
Ne racconterò ancora, alcuni punti sono stati proprio illuminanti, oltre che divertenti.

E in tutto questo turbinare di pensieri e di umori altalenanti ci sono state anche serate a tu per tu con mio figlio, finalmente disposto ad esternare a parole certi suoi eterni disagi.
Da circa un mese usiamo i fiori di Bach e – come successe a me tanto tempo fa – gli effetti si sono visti subito. So che per alcuni si tratta di inutili placebo ma io mica ho spiegato ad Alex per cosa si deve sorbire le misteriose goccine, per lui è un integratore come tanti altri. Eppure l’apertura – sebbene rabbiosa – è avvenuta.

E lui come sempre ha risposto non alle mie domande ma ai miei pensieri, senza rendersene conto. Lui sente ciò che provo e si arrabbia, con tutte le ragioni del mondo.

Ha detto frasi quali:
Io sono un normale bambino di 9 anni, con più problemi degli altri, che sa solo prendere 10 a scuola
Non mi vuole nessuno, nè a scuola nè qui perché io porto solo problemi
Sei tu che mi hai chiamato e allora hai sbagliato. Dovevi prenderti una bambina – si sa che le bambine sono più brave – che stava bene con gli altri, che faceva le cose di tutti e così saresti stata più felice

Ha tutto il diritto di sentirsi dire che sì, io non desideravo un bambino diverso da lui. Che non mi importa niente di fare una vita “diversa” dalla maggior parte delle mamme che conosco.
Ha il diritto di vedere rimarginata la ferita che gli fa pensare di non essere amato, perché “difficile”.
Ha ragione a sbattermi in faccia questo bisogno, perché dentro di me – oltre ad un amore immenso per lui – c’è chiara la consapevolezza della fatica che ci sto mettendo ad accettare tutto della nostra vita insieme.

La mia anima è dentro di lui e non posso nascondergli niente, sono stata sciocca a provarci.
Vorrei davvero essere una persona migliore e saper trovare le parole giuste per lenire le sue insicurezze. Ma oggi – chiacchierando con una cara amica – ho capito che quelle parole non le ho quindi mi accontenterò per un po’ di stare in silenzio.
Forse il mio esserci nudo e crudo, quale risposta alle necessità ancestrali di amore di Alex, colmerà qualche crepa.

E intanto vado al gradino successivo e aggiungo pezzi al puzzle ...

 

38 commenti:

  1. E' un post così denso che in questo particolare momento della mia vita riesco a dirti solo che vi abbraccio entrambi forte forte e che mi piaci sempre più. Sandra frollini

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    1. Ho fatto un bel calderone emotivo, in efftti, grazie per i tuoi abbracci che mi fanno sempre tanto piacere <3

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  2. sospiro, ti leggo e sospiro.

    un abbraccio..

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    1. Sempre con un sorriso, mi raccomando, che qui è tornato un po' di sole sia fuori che dentro :)

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  3. Questo post è pieno di spunti interessanti.
    Intanto il riferimento a tua madre, al tuo caratteraccio, mi ricorda molto me anche se io più che antipatica divento aggressiva, il che è peggio.
    E poi non avevo mai sentito parlare di bimbiveri e del libro, oggi è successo ben due volte. Ho visto il sito, non lo so, non mi convincono, la fanno tutta troppo facile, però seguire l'incontro dev'essere interessante.
    Infine i fiori di Bach, voglio provarli anche io, ma me li devo studiare bene...

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    1. Sai anch'io, dopo aver letto il libro, ho partecipato alla giornata più per voglia di discutere certi punti e invece poi ne sono uscita entusiasta, non tanto come madre ma proprio dal punto di vista dell'analisi personale.

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  4. Sono giunto qui qualche giorno fa. Sono il papà di un bambino/ragazzo di 12 anni. La situazione è simile: grande intelligenza e grande difficoltà di rapporti.
    Intanto ti ringrazio di questo blog. Mi ha dato tante informazioni che non conoscevo e che sto approfondendo. Gianpietro

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    1. Grazie a te Gianpietro, bucare la solitudine era l'obiettivo del mio scrivere, perché la condivisione di certe problematiche aiuta a dargli una dimensione più leggera.

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  5. Posso solo immaginare, provando a riflettere da genitore, cosa voglia dire sentire quelle frasi da tuo figlio. Credo che vorresti avere dei superpoteri per poter risolvere tutti.
    Credo che esserci siamo importante più delle parole che potresti trovare.

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    1. In verità per me è stato un sollievo, perché è molto più dura vederlo soffrire in silenzio. Solo buttando fuori i suoi pensieri più duri Alex può riuscire a riportarli ad una dimensione reale. Se stanno dentro diventano mostri impossibili da sconfiggere. E il cambiamento è stato quasi immediato, ora abbiamo il terreno giusto da coltivare insieme.

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  6. Capisco che i bambini con una mente troppo logico-matematica apprezzino molto di più il darwinianico pensiero che i figli se li vanno a cercare i genitori, ma mi sembra che il mio Alex preferito insista troppo sul fatto che TU lo abbia cercato e TU lo abbia messo nella condizione di non stare bene e TU sia pentita di non avere tirato fuori qualcun altro dal cilindro della maternità. E’ un pensiero comodo, che dà conforto a lui che cerca (e trova) i tuoi punti deboli per nascondere i suoi.
    I fiori di Bach stanno funzionando alla grande su Alex. Dovresti usarli anche tu, però.
    E ribaltare la prospettiva della visione delle cose: e tu, figlio, dall’alto della nuvoletta dove ti trovavi prima di venire quaggiù dove noi ti aspettavamo, perché tra miliardi di persone hai scelto proprio noi? Cosa c’era di così interessante in noi da attirare il tuo interesse e la tua voglia di diventare nostro? E quali erano le alternative a noi alle quali ti sei sottratto? La nascita è un gioco a tre e vedere il figlio come parte attiva del venire al mondo (è lui che ci sceglie) è cambiare il punto di vista comune.
    A volte funziona.
    Un abbraccio,
    Monica

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    1. Sai che invece me lo ha detto per la prima volta? La storiella che ci portiamo dietro fin da piccino era in realtà proprio la più tradizionale, lui sulla nuvoletta che guardava sotto e poi ha sentito me che chiamavo e ha pensato che potessimo andare bene come genitori.
      Per il mio iperlogico bambino è più facile sentire di avere il controllo, il fatto di essere "oggetto" di scelta o non scelta lo manda in crisi.
      Però sicuramente attribuire la responsabilità di ciò che non va agli altri è il suo atteggiamento classico, nascondere le debolezze pure, non potevi esprimerlo meglio. Per fortuna ho fatto pace con i sensi di colpa ormai da qualche anno e le sue frasi davvero mi hanno sollevata e non turbata.
      Il mattino dopo aveva una luce diversa negli occhi e spero continui così.
      Ti abbraccio forte forte.

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    2. Il mio ha detto che lui dalla nuvoletta si è guardato intorno e ha scelto noi perché gli altri che ha visto gli piacevano poco...;) Speriamo bene...!
      Ti abbraccio fortissimo anch'io.
      Baci,
      Monica

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  7. Non so se le nostre situazioni siano la stessa cosa, non lo so perche e' tutto cosi complesso che far rientrare dei comportamenti, dentro a delle definizioni per me e' impossibile. Pero so che i tuoi stati d'animo assomigliano molto ai miei e che la sensibilita che ha Leonardo e' vicina di molto a quella di Alex, paradossalmente e' una sensibilita' che non li aiuta ma li ostacola ed a volte impedisce loro di aprirsi. Per noi che siamo vicine, e' dura, tanto ed a volte io mi sento impotente ma so che devo accettare di stare "distante" che non posso valicare le barriere che a volte lui mette, se lo faccio non lo ridpetterei e questo per lui non sarebbe un aiuto.

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    1. E' così, trovare la giusta distanza è la cosa più difficile.
      Ogni tanto probabilmente dovrai provare ad entrare, anche forzandolo un po', per fargli superare la paura di provare certi sentimenti.
      La loro sensibilità è davvero un dono pesante da portare, specialmente da così piccoli.

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  8. Come sempre i tuoi post sono davvero pieni di spunti molto interessantie come sempre noto una grande lucidità e una grande umiltà da parte tua. Mi piace la sua insegnante, credo si meriti davvero i complimenti.

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    1. Quando guardo le cose da lontano riesco a vederle meglio, purtroppo quando tutto è vicino è più difficile restare lucidi.
      La maestra è proprio una donna e un'insegnante speciale.

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  9. Ah, no, non commento mica, sai... scuote però, ammazza se scuote. Questo volevo dirtelo.

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    1. Ahahahah! Sei sempre unico nel dire senza dire :)
      Ogni tanto mi chiedo se faccio bene a raccontare la nostra vita, è tutto vero ma lo so che scuote. Poi arrivano qui alcuni genitori con storie simili e allora realizzo che anche un luogo sperduto nel web come questo può servire a condividere emozioni che non vorremmo confessare neppure a noi stessi.

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  10. ho poche certezze ma una sì: il tuo esserci nudo e crudo colmerà le crepe.
    un abbraccio grande

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    1. Lo spero tanto, ogni tanto ci credo anch'io, ogni tanto davvero è dura.
      Grazie dell'abbraccio!

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  11. Come ti capisco cara Maria, spesso i figli ci mettono davanti ad ostacoli difficili da superare, ma come ha scritto su Cecilia possiedi lucidità ed umiltà e queste caratteristiche ti permetteranno di esserci sempre. A modo tuo, certo. Ma quale altro altrimenti?
    Leggerti mi rapisce sempre, ti mando un grosso abbraccio.

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    1. Siamo forse la prima generazione di genitori che gestisce la cura dei figli come opportunità di crescita di tutta la famiglia. Certo accade che si pensi troppo, che si cerchino mediazioni al limite dell'equilibrio ... ma credo ne valga la pena!
      Tu poi stai facendo un così buon "lavoro" :)

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  12. Ma i bambini sono anche bravissimi a scavare dove noi siamo più fragili, fra i nostri sensi di colpa.
    Fra tutti i pensieri e le emozioni che ho provato leggendo questo post credo che la più reale sia che tu hai un vasto mondo, ricco, bello, intenso e che coltivi ogni giorno, riuscirai a chiudere le crepe che incontrerai, ne sono certa.

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    1. Eccome, Alex poi è bravissimo a scovare i punti deboli di tutti!
      Grazie della fiducia, oggi me ne serve tanta.

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  13. Come sempre mi immergo in queste letture e mi ritrovo sempre a complimentarmi mentalmente come figlia e come madre. E' spettacolare il modo che hai di osservare intorno a te come vivendo al di là di ogni esperienza ma nello stesso tempo esserne totalmente immersa. Come fai?
    Mi lascio prendere da ciò che scrivi, a volte mi ci ritrovo, a volte comprendo me stessa o gli altri. A volte scopro cose nuove e questo mi arricchisce.
    Ciao e a presto!

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    1. Ciao Carla, come stai? Mi sono resa conto che non ricevo più le notifiche dei tuoi post ... devo assolutamente venire ad aggiornarmi un pò, le tue immagini sono sempre speciali perché arrivano da luoghi davvero speciali.
      Un abbraccio a te!

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  14. Ciao Marzia, ho letto e riletto il tuo post diverse volte...e non sono riuscita a commentare nulla...vivi un'esperienza unica, difficile da condividere, difficile da raccontare (ma in questo tu riesci strabenissimo).
    Ti ammiro molto per quel poco che conosco di te credo che tu sia una persona davvero fantastica e il tuo ometto non poteva meritare madre migliore di te.
    Questo l'ho scritto anche sul mio ultimo post...un piccolo riconoscimento per dirti che sei speciale!

    Ciao

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    1. Vorrei che fosse così, per me è più facile ammaestrare le parole che il mio carattere che spesso si ribella :)
      Grazie per i pensieri gentili, mi fanno molto piacere!

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  15. Quante cose Marzia! quante cose!!! :)))
    Avrei tante considerazioni da fare, ma ti dico solo che vorrei...una tonnellata di fiori di Bach!!!! Tutta per me!!!! ;D

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    1. Già, a tonnellate ce ne vuole ... la prossima volta mi faccio dare quelli per la pazienza, infinita pazienza ... prendo anche per te? ;)

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  16. Non so cosa commentare, come spesso accade, sei proprio in gamba.

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  17. Ti ammiro riesci a rimanete lucida e positiva anche davanti a certi frasi di Alex che hanno l odore dell'esplosivo.....un turbinio di emozioni contrastanti trasudano da ogni tua parola.

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    1. Lucida di solito sì, positiva non sempre ... è proprio un bambino esplosivo il mio, rimanere calmi e reagire come sarebbe opportuno è davvero difficile.
      Quando lo scrivo riesco a pensarci meglio :)

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  18. Quanto, quanto, quanto. Quanta sostanza, quanta sofferenza, quanto amore,quanto lavoro per capire, comprendere. Siete tanta roba. Di qualità. Di quella che fa pensare, che scuote, che non ti inchioda a pensare a riflettere. Stai smontando pezzo per pezzo e rimontandoti come puoi. Ti metti in discussione, lavori su di te, su di voi, sulla vostra famiglia. Cerchi di crescere nelle difficoltà. Non potresti fare di meglio. Nessuno potrebbe.
    Raffaella

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    1. In realtà penso ogni giorno che si potrebbe fare di meglio, vado a cercare cose nuove fuori e dentro, dico cose nuove a me e a lui. Qualcosa funziona, altro decisamente no ... diciamo che ciò di cui mi ringrazio è la volontà di non fermarmi e dire "dobbiamo prendere le cose così come sono", me lo sento ripetere spesso ma sono certa che non sia la strada giusta.
      Grazie per i bei pensieri, aiutano.

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