venerdì 28 febbraio 2014

Futuro, talenti e felicità ... pensieri di una donna insonne!

Dormo poco, da sempre. In alcuni momenti un po’ meno e non significa necessariamente che io sia preoccupata o stressata o svegliata da bambini e/o gatti.
Certo trovarsi alle 5 del mattino in quattro nel lettone - con un novenne che si spaparanza senza ritegno dopo essersi introdotto furtivamente sotto le lenzuola (rigorosamente dalla mia parte) e un gatto sui 7 kg che vuole assssolutamente stare il più vicino possibile al suddetto novenne – porta una madre tendente-insonne a stare sveglia definitivamente.
Nel buio cerco allora di sfruttare questa mia alternativa frontiera di “silenzio e solitudine”, per una sorta di meditazione. Pulisco qualche pensiero e faccio strane associazioni di cose lette e sentite. Oh, lo so che meditare è altro ma io proprio non ci riesco a svuotare del tutto la mente.
Da una parte pare funzionare, mio marito è preoccupato perché dice che essere così gentile non è nella mia natura e sono quindi destinata a sbottare tipo esplosione nucleare ... ma è noto quanto i mariti dopo un quarto di secolo di vita di coppia sappiano essere acidi :-)
 
Dunque riflettevo sconclusionatamente sul corrente atteggiamento da “siamo in crisi, tutto va male” che sento ovunque. Se qualcuno si sbaglia a tirar fuori una buona notizia diventa oggetto se va bene di critiche, altrimenti proprio di invidia spietata.
Perché troppa gente soffre quindi che senso ha organizzare feste o spettacoli.
Perché nel mondo ci sono guerre e disastri naturali quindi non è giusto occuparci del tempo in modo leggero. La lista è infinita. E solitamente riguarda ciò che dovrebbero o non dovrebbero fare “gli altri”, quelli brutti e cattivi (che di solito sono i belli, ricchi e famosi).
 
Mentre scrivevo questo mi sono a ritrovata a leggere questo post molto bello di Raffaella, dove si parla di futuro e di speranze e di persone nuove che devono poter crescere al meglio delle loro possibilità umane, anche e soprattutto in tempi di crisi.
Persone uniche e speciali che hanno talenti unici e speciali e noi le dovremmo aiutare a valorizzarli e a crederci con tutte le forze, sfruttando la fantasia e l’originalità di cui i ragazzi sono capaci.
 
La scorsa settimana chiacchieravo con la maestra di Alex sulla decisione di far fare di nuovo ai bambini qualche incontro con l’insegnante di teatro che era già stata con loro nei primi due anni di scuola. Organizzeranno uno spettacolo sui miti greci che coronerà lo studio di quel periodo storico. La maestra mi diceva che sentiva la necessità di canalizzare una certa quota di velleità artistiche mostrate dai bambini sull’onda dei vari talent show. Insomma pare che all’intervallo ci siano amatoriali riproduzioni di “Amici” e affini, con un livello di competizione davvero esagerato che ha portato litigi fuoriosi e pure qualche azzuffata tra i piccoli partecipanti.
Ecco, io capisco che a nove-dieci anni i mestieri più gettonati siano il calciatore e la ballerina, ci mancherebbe. Sognare è bellissimo e utilissimo ma poi – e neppure dopo troppi anni – dovranno trasformare quei sogni in un percorso ben definito e spesso non trovano in noi adulti un vero aiuto.
 
Chiediamo loro “cosa vuoi fare da grande?”, ma a me piacerebbe chiedergli soltanto “qual’è la cosa che ti rende più felice?”. E’ una domanda difficilissima a qualsiasi età ma quanti di noi, se ci avessimo davvero riflettuto sopra a 13-14 anni, avrebbero preso strade diverse? Se ci avessero detto che lavorare è soprattutto passione e che le passioni possono spesso essere trasformate in lavoro, se ci avessero detto che potevamo scegliere senza essere giudicati, se ci avessero convinto che potevamo trovarla davvero dentro di noi la felicità (ed esattamente in quel momento) ... sarebbe stato tutto uguale nelle nostre vite? Nella mia certamente no. 
 
Fino a qualche tempo fa avrei usato parole più miti, come “serenità”. Ma adesso mi va proprio di parlare di felicità perché è importante imparare ad esserlo, dentro, il prima possibile. Sarebbe naturale ma noi esseri umani ce lo dimentichiamo presto e così occorre impararlo di nuovo. Ed è difficilissimo quando hai alle spalle una valanga di esperienze, ricordi, giudizi e tante tante ferite.
Ma da piccoli si può ancora imparare a tenere la mente su di noi e sul presente, perchè non esiste alcuna ossessione per il futuro. Si può sperimentare la felicità che nasce esclusivamente dall’interno, indipendentemente da tutto il resto.
 
Leggendo come sempre Focus, ho trovato anche una sorta di spiegazione scientifica a quello che sto dicendo.
Pare che durante le ore di veglia l’essere umano vada continuamente col pensiero al futuro, appena lasciamo vagare la mente essa balza in avanti a creare scenari che non hanno a che fare col qui e ora. Si tratta del “pensiero episodico futuro” in cui facciamo una sorta di pre-esperienza di eventi che non abbiamo ancora vissuto e che forse non vivremo mai. Si tratta di immagini precise, vivide, in cui disperdiamo molta più energia di quando ricordiamo il passato.
E come riusciamo a costruire il futuro in maniera tanto precisa? Utilizzando il passato! Il nostro cervello riesce a prendere pezzi di ricordi per strutturare scenari credibili. Lo dimostra il fatto che chi soffre di amnesia non è neppure in grado di fare piani per il futuro. Lo stesso accade nei bambini fino a 3-4 anni: hanno troppo pochi ricordi per immaginare il futuro, quindi non sanno porsi in avanti e ciò che vivono è assoluto, come se dovesse durare per sempre(ecco perché piangono disperatamente anche per una piccola botta, non “ricordano” che il dolore passerà presto).
 
Ora, l’argomento è molto complesso ma a quanto pare più ci allontaniamo con la mente dal presente più tendiamo ad essere ottimisti. Fare pianificazione a lungo termine è difficile per il nostro cervello, che è portato a dare risultati migliori di ciò che realisticamente dovremmo aspettarci sulla base dell’esperienza. Quindi più ci allontaniamo dal qui e ora più “vediamo” male.
 
E allora? Cosa ne faccio di questo pasticcio di pensieri?
Sono sempre più convinta nella necessità di fare due cose:
·         pulire il passato e le esperienze che vincolano
·         pensare al futuro con parsimonia, cercando quanto possibile di stare bene adesso
 
E tutto questo vale anche per ciò che dicevo per aiutare i nostri ragazzi a credere di più nei propri talenti e nella possibilità di svilupparli.
E’ giusto che sognino e desiderino e sperimentino quanto più possibile, poi verrà il momento in cui (spero!) ci permetteranno di star loro vicino mentre decidono sul loro futuro. Quello sarà il momento in cui dovremo dimenticare sia il nostro passato (soprattutto la parte più pesante) sia la nostra immagine miope del loro lontano domani. Tanto hanno dimostrato che entrambe le cose sono fallaci, no? :-)
 
In quel momento saranno nel periodo più difficile, rabbioso e caotico della loro vita e probabilmente ogni nostra parola sarà di troppo. Quindi iniziare a raccontargli con un po’ di anticipo che la botta passa e non dura per sempre, ma essere felici nel qui e ora, indipendentente da tutto e tutti, serve fino all’ultimo respiro ... forse aiuterà.
E forse li aiuterà a fare la scelta più vicina al loro cuore.
 
Io sono una sciocca e ci provo, eh! 

14 commenti:

  1. Sono piuttosto ottimista, non posso farci niente. Un'anti-Murphy, per così dire.
    Se qualcosa può andar bene lo farà, di questo sono convinta!
    P.S. Elisa è una perfetta filosofa dell'hic et nunc :)

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    1. Siete due filosofe di prim'ordine! Essere ottimisti di certo è come avere un'arma in più :)

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  2. Di frettissima, però intanto volevo dirti che comunque ti leggo, a volte poi non riesco a commentare...ma ti seguo con affetto. E sì: hai ragione, è così difficile parlare di felicità, son pronti ad impallinarti se lo fai a voce alta, ma è necessario cercarne. Sul resto dovrei tornare e rileggere ocn più calma. Intanto ci rifletto. Baci

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    1. Ti ringrazio, anch'io ti leggo sempre e imparo tantissime cose sull'alimentazione e sul vivere in modo più sano ... qualcosina la applico anche, sono una pessima cuoca ma talvolta basta proprio poco. Anche mangiare bene è felicità!

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  3. Interessante la teoria dei pensieri futuri/passati etc...e interessanti le tue considerazioni. Proprio ieri ho postato di un libro che ho trovato straordinario nella sua semplicità. E su di esso ho trovato molti suggerimenti, ai quali aderisco completamente, sull'argomento "come preparare le nostre eccezioni (figli) ad un futuro e ad una vita che sia la loro opera d'arte". Interessante anche il post di Raffaella. Sono diventata una sua follower. Baci, a presto :-)

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    1. Un gran bel libro, mi piace pensare alla nostra vita come ad un'opera d'arte, in effetti lo è solo che spesso ce lo dimentichiamo

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  4. Ciao carissima, quanto sarebbe bello chiedere ad un bimbo "qual'è la cosa che ti rende più felice?" Immagina le risposte, credo che ne impareremmo delle belle.
    E' vero che il modellamento della vita è fatto del nostro passato, credo però che ogni brutto ricordo non si potrà dimenticare e in un certo qual modo interferisce con il presente ed il futuro, a volte ne va di mezzo la felicità nonostante i tanti sforzi. Credo anche che le brutte abitudini di una vita che ci ha resi infelici possano essere considerate catene che vanno spezzate per non tramandarle ai nostri figli. Il passato non si può cambiare, il presente è il luogo da dove possiamo proiettare il nostro futuro a medio raggio, non dev'essere a lungo raggio altrimenti diventerebbe frustrante, qualche obiettivo anche piccolo lo dobbiamo per forza raggiungere, purchè siano obiettivi realistici, credo che questo sia un po' il succo del rompere le catene col passato che non ci è piaciuto e che ha lasciato i segni.
    E' sempre molto bello leggerti cara Marzia.
    Con affetto!

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    1. Sono riflessioni importanti Carla, le condivido. Abbiamo catene da spezzare e obiettivi da realizzare un passo alla volta, con un pizzico di fiducia in più di quella che leggiamo sui giornali di questi anni. Ti abbraccio.

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  5. Credo che la famosa "ricerca della felicità" vada sempre seguita.
    Penso che l'uomo sia fatto per immaginare il proprio futuro, per questo sono convinto che i bambini dovrebbero coltivare la propria fantasia e immaginazione.
    Se non fosse per quella non ci sarebbero state tutte le scoperte e tutti i viaggi.

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    1. Infatti, è importante che lo facciano, con tutta la libertà possibile e senza i nostri condizionamenti. Possono fare cose incredibili, veramente anche noi lo possiamo, lasciando andare un po' di zavorra :-)

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  6. In questo momento di crisi lavorativa (anche personale) cerco sempre di trasmettere a D la felicità delle piccole e grandi cose. Questo post è molto interessante, soprattutto sul fare pulizia :)

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    1. Proprio così, ogni giorno scovare almeno un piccolo motivo per ringraziare e provare felicità! E intanto pulire :)

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  7. piu volte mi e capitato di essere guardata con occhi straniti quando ho parlato di felicita quasi a volermi chiedere come fosse possibile. E difficile da spiegare che se ci si ferma ad osservare il qui e ora puo diventare possibile e poi sai una cosa? A volte penso che la gente abbia paura a dirlo e a credere di poterlo essere forse per il timore di vedersi sgretolare un sogno...Chissa' ti abbraccio Marzia..Si lo so manco per un po e poi mi faccio una bella scorpacciata dei tuoi post

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    1. Hai ragione, la felicità spaventa perché così effimera se la consideriamo proveniente dall'esterno. Ma se riusciamo a crearcela noi forse è più facile.
      Anch'io ti abbraccio forte, sai che ti seguo sempre anche se costantemente in ritardo <3

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