domenica 17 novembre 2013

Quando la vita mette un righello

Negli ultimi mesi ho fissato tanti momenti nella mia mente, come delle fotografie indelebili.
Mi capita di riguardarle e di ammirare i mille volti di me e di noi quasi sorpresa dei progressi.
L’estate ha mantenuto ogni promessa e per la prima volta dopo tanti anni mi succede di averne nostalgia.

L’autunno è decisamente più duro. Sono stanca in un modo che non ricordavo esistesse.

Mi pare di non avere altra scelta, in fondo ho recuperato quello che è da sempre il mio lavoro, solo che questi ritmi non sono sostenibili nel lungo periodo. Trovo inaccettabile dover utilizzare la maggioranza delle mie migliori energie in ufficio e non averne quasi più per ciò che conta. Quindi DEVO credere di avere una scelta e poi agire in tal senso. Ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta (abbiate pietà, sono quasi alla fine de La Storia Infinta :D).

Mio figlio va avanti e osserva se stesso con sempre maggiore consapevolezza.
Mi piace parlare con lui, mi piace stare in silenzio accanto a lui.
Tra qualche settimana inizierà il mese più bello dell’anno per noi, dove c’è il suo compleanno e tante feste da condividere, dove avrò anche un’intera settimana di vacanza (wow!).

Poi succede una cosa apparentemente insignificante e all’improvviso nelle mie foto compare un righello. Quando si fotografa qualcosa di molto grande o molto piccolo è necessario un termine di paragone, per comprenderne le dimensioni. Guardare un’immagine priva di confronto può sfalsare la realtà e spesso la tecnica è utile per creare percezioni ingannevoli.
La mia percezione riguarda i rapporti tra Alex e il mondo, nelle mie immagini vanno meglio, si affrontano nuove sfide e piano piano si evolve.
A scuola ha sempre un ottimo rendimento, racconta di più e quindi è attento a ciò che gli accade attorno, continua ad affrontare le ore di ginnastica, ecc. ecc.
Ignora per gran parte del tempo i suoi compagni, come sempre, ma le nonne che attendono con mia suocera l’uscita dei pargoli lo conoscono tutte e lo adorano, perché lui sorride e si fa abbracciare e fa anche due chiacchiere. Perché lui all’uscita è felice come un fringuello.

Poi succede che il quaderno di inglese stia finendo e io da settimane gli chiedo di portare a casa quello nuovo che sta nell’armadietto della classe. E lui mi dice sempre sì ma il quaderno non si vede sebbene sia giunto all’ultima pagina. Arriva a dirmi che il quaderno nuovo a scuola non c’è, e poi confessa che in verità non l’ha mai chiesto. E così sullo sfondo appare il mio personale righello, quello che ha riportato le mie immagini alla nuda e cruda verità: mio figlio in classe non è abbastanza sereno neppure per chiedere un quaderno senza sentirsi in imbarazzo.
Ho avuto un paio di giorni di buio assoluto, di nuovo dentro il tunnel dell’incomprensione. Io non riesco a capire cosa significhi sentirsi così, non lo so davvero e mi fa soffrire tanto. Si tratta di una fetta importante della sua giornata, non di un problema che si può ignorare. Ha una maestra affettuosa e attenta, molti altri bravi insegnanti … che poi davvero comprendano cosa ci sia in lui, questo non lo credo ma è molto meglio di ciò che abbiamo vissuto prima.
La scorsa settimana sono stata a colloquio anche con la psicologa della scuola e le ho parlato di tutto, della nostra storia, della plusdotazione, dei problemi di socializzazione e di ciò che ci servirebbe per fare un passo avanti, un aiuto concreto nel farlo sentire “al sicuro” tra i coetanei. La situazione di educazione fisica è un paletto ma ce ne sarebbero altri. Le ho detto chiaramente che mio figlio ha impatto zero sugli insegnanti dal punto di vista dell’apprendimento: esegue perfettamente ciò che gli viene chiesto, non necessità di doppie spiegazioni, non disturba e non si distrae. Insomma la sua presenza in classe può essere per gran parte ignorata da chi deve intervenire su bisogni didattici più pressanti.
Ovviamente c’è l’altra faccia della medaglia. Lui avrebbe molto bisogno di sostegno nella sua area emotiva, nel farlo aprire alla conversazione, nel creargli un canale preferenziale per la condivisione di sé. Lo so che è difficile ma non impossibile, non posso pensare che Alex sia un caso unico. E noi possiamo anche dannarci ma non siamo là, giustamente, noi siamo la sua arca casalinga.

Poi la vita va avanti e ieri sera per la prima volta – pur molto combattuto – è uscito “da solo”. In realtà è stato a cena con la sua madrina (nostra cara amica) dai genitori di lei, ma era una casa nuova e una situazione nuova ed era molto indeciso se affrontarla senza di noi.
Poi ha vinto la curiosità … e il fatto che là lo aspettasse un cagnolone affettuoso già suo amico.
E’ stata una conquista, per lui e anche per me che ho vinto le mie più nascoste paure e ho lasciato che provasse a mostrare il suo lato buono senza interferenze. Ed è stato così, ha mangiato, ha chiacchierato, ha curiosato, ha coccolato il cane e il responso della mia amica è stato “tutto benissimo”. Stamattina mi ha raccontato di cyclette e schiaccianoci a forma di drago ed era tutto felice nonostante sia salita di nuovo un po’ la febbre, che in questi giorni è malaticcio - come tutti noi del resto. Ma ne valeva la pena, ne aveva bisogno lui e anch’io, tanto.
Alex non è timido ma fortemente selettivo. E non è maleducato ma tremendamente sincero – come tutti i bambini del resto – ma essendo in grado di esprimersi come un ragazzo ben più grande spesso tendiamo a confonderci e ad attribuirgli malizie che non possiede. Occorrerebbero più occasioni come questa, per rinforzarci nella convinzione di essere sulla strada giusta. Se qualcuno volesse un piccolo ospite originale e curioso come un gatto … sappiate che entrerà in ogni stanza e vi farà mille domande su ogni oggetto e suppellettile di casa che attiri la sua attenzione e forse vi indurrà a regalargli qualcosa con il suo musetto da gatto con gli stivali :)

Resta quel senso sottile di disagio pensando alla scuola. Perché a scuola ci sono tanti bambini e Alex non sa cosa fare con loro, non riesce a parlare la loro lingua e non riesce a divertirsi con i loro giochi. E’ un’anima antica, ne sono sempre più convinta, e sono stanca di sentirmi dire che “è stato troppo con gli adulti”. Lo voglio urlare pubblicamente: non c’entra nulla!
Per i primi cinque anni di vita io sono stata praticamente solo con adulti, ero figlia unica, i miei cugini stavano a 900 km e avevo solo vecchietti per vicini di casa, che mi viziavano un sacco. La mia giornata prevedeva tante ore di gioco in perfetta solitudine e io compensavo con una fantasia inesauribile. La scuola per me è stata la scoperta del meraviglioso mondo dei bambini ed è stato bellissimo inserirmi in un ambiente che sentivo solo mio, senza mamma e papà. Adoravo stare in mezzo al caos, fare cose e vedere persone, finalmente potevo condividere le mie fantasie.
Mio figlio era in una situazione di partenza simile ma da subito ci siamo preoccupati di portarlo ad acquaticità, al parco, in ludoteca … un disastro! Sempre e comunque! Non c’è stato un solo momento, neppure da piccolissimo, in cui abbia mostrato un qualche interesse verso un coetaneo.
All’inizio erano addirittura scontri poi semplicemente indifferenza. Questo è ciò che è, senza cercare colpe e colpevoli.

Dunque permettetemi di cancellare quel dannato righello dalle mie immagini. Perché – appunto – è il mio e rende la misura delle mie gioie e dei miei dolori, non di quelli di Alex.
Se potessi fare un regalo magico a mio figlio sceglierei di dargli la sua infanzia mai sbocciata.
Posso solo lasciargli vivere il presente nel modo più leggero possibile, così che possa stare nel suo guscio quando il mondo fa troppo rumore e che possa uscire fuori quando lo desidera. Io fornirò idee ed occasioni quanto più potrò, lui sceglierà di cogliere l’opportunità o rimandare. Lo sa fare, meglio di me sicuramente.
E francamente me ne frego delle mille strade alternative possibili, dei mille righelli sociali. Mi godo le mie percezioni sfalsate e il viaggio speciale che vivo con mio figlio, nonostante i miei limiti.

E perdonatemi la noia di questi infiniti passi avanti e indietro, ma è la mia danza e io sto facendo esercizio tra queste righe. Il tunnel nero questa volta se ne andato in pochi giorni e oggi spunta di nuovo il sole. Vado a fare due foto, eh!

Buona settimana!

36 commenti:

  1. Ho letto con grande emozione il tuo post. La verità, i confronti, i righelli ci mettono a dura prova.
    Ma ciò che conta è la fine del tuo diiscorso e cioè quel: "oggi spunta di nuovo il sole".
    Finchè spunta il sole c'è sempre da sperare, continuare ad andare avanti, darsi da fare...insomma, vivere.
    Buone foto, carissima. E un abbraccio forte.

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    1. Le settimane passano troppo veloci e in questo periodo ogni giorno riserva sorprese alcune belle e altre meno belle. Al momento sono parecchio arrabbiata, l'ignoranza e la cattiveria mi feriscono tanto quando ci va di mezzo mio figlio ... ma ho imparato a reagire e così farò anche questa volta.
      Prendo esempio da te e dalla tua forza, eh!

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  2. Cara Marzia, ognuno di noi, più o meno inconsciamente, misura il proprio figlio... Grazie per le tue preziose riflessioni!

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    1. Odio le etichette ma è difficile uscire da quelli che sono stati i miei parametri di giudizio per tutta la vita ... ci provo!

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  3. Leggo sempre con molto interesse quello che scrivi riguardo alla vostra vita, davvero molto diversa rispetto alla mia e mi chiedo cosa avrei fatto al posto tuo. Non lo so, non mi sono mai risposta, però credo che tu faccia davvero tante riflessioni sensate e vedrai che andrà sempre meglio ;)

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    1. Anche tu le fai per quello che è la vostra esperienza, vivere all'estero e dover insegnare tante lingue diverse. Alla fine leggere delle sfide altrui aiuta comunque nelle proprie, giusto?

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  4. Leggendoti, penso sempre che tu sia da ammirare per il grande lavoro che fai su te stessa, per cercare di affrontare le situazione al meglio.

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    1. Questa sera proprio non riesco a volermi bene quindi grazie, rileggo queste parole e mi sento già meglio <3

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  5. Io ti leggo e mi vedo allo specchio....a volte cerco di ignorare i segnali diversi che lui lancia, mi sembra più facile pensare che trattasi di atteggiamenti di tutti, che costituiscono una fase e che passeranno, ma so che no e ' così, lo sento. Capisco perfettamente ogni parola che dici, e posso percire i tuoi stati d'animo da qui...mi manca la tua consapevolezza, mi manca dire "ok, e' così ma e' meraviglioso".,. Non so come spiegarlo, ma so che tu mi hai capito.

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    1. La mia credo si chiami paura...eppure lo amo così tanto!

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    2. Sai Piky io ho solo tanta consapevolezza ma davvero no, non riesco sempre a dire "è meraviglioso" ... E' dura, a volte durissima, soprattutto per mio figlio e vederlo star male mi rende insicura di tutto. Poi facciamo un passino avanti e mi sento un leone. Insomma questa è la mia vita e non l'avrei mai immaginata così, però credo che ce la faremo con i nostri specialissimi bambini. Vi abbraccio forte.

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  6. Anch'io sono nata a dicembre. Quanta tristezza m'è salita agli occhi leggendo "sceglierei di dargli la sua infanzia mai sbocciata"... Disfati di tutti i righelli, i disegni migliori son sempre quelli a mano libera!
    Un abbraccio,
    T.

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    1. Ci provo, ci provo. Anch'io sono molto trieste ogni volta che penso a tutta la magia che si è perso mio figlio. Spero che la vita lo ricompensi in futuro.
      Grazie!

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  7. Io penso che, una volta fatte sparire le paure che lui sia inadeguato, e di conseguenza lo siate [stati] voi come genitori, tutto possa esser vissuto con minore ansia [da prestazione, da perfetto -???- bambino doc, e sappiamo bene gli effetti dell'omologazione a cosa portano - e da perfetto genitore che dota correttamente i figli]. E mi pare tu da tempo vada in questa direzione.
    Esser molto impegnata sul lavoro è sicuramente un'emorragia di energie che ti affatica, ma io ti leggo sempre più consapevole.

    Personalmente mi convinco sempre di più che la cosa più importante di cui posso *dotare* mia filgia è la libertà di esser se stessa, tanto diversa da me a volte, ed è anche un bene, soprattutto dove io ho avuto problemi. Ammetto che quando la vedo in difficoltà vado un po' in risonanza, pesco nel mio passato, metto il righello accanto a lei, pensando a come ero io, cosa avrei fatto io, ma appena me ne accorgo so che questo è tossico e smetto, perchè loro sentono anche le sfumature nei nostri atteggiamenti. Io pure mi sento meglio se mi limito ad osservare, e a volte cambiare, ancora, io. Ogni vita poi è diversa. :)

    Un abbraccio

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    1. Quanto vorrei poter pescare qualcosa in me e nella mia storia che possa essere di aiuto a lui, solo che non ho proprio nulla che gli possa servire perché la sua storia è così diversa!
      E che iniziamo a scontrarci con il mondo, perché l'atteggiamento verso la sua diversità è spesso ottuso e io ho deciso di non voltarmi più ma di affrontare tutto.
      Proverò a scriverne, magari mi chiarisco i pensieri.

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  8. oh come vorrei abitare vicino a Alex anch'io sono nata in dicembre e lui potrebbe venire qui curiosare e chiedere, noi siamo instancabili da questo punto di vista e sono sicura che alla fine anch'io direi "tutto benissimo!!" Ti abbraccio

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    1. Piacerebbe tanto anche a me! Sono certa che trovereste tanti spunti di conversazione e che vi fareste tormentare dal mio instancabile questionatore ;)

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  9. misuriamo senza renderci conto di farlo. E il tuo modo di raccontare, di confrontarti, di metterti in discussione mi serve sempre. State camminando e so che tu non gli lascerai mai la mano. Un abbraccio

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    1. Qualche volta temo di non stringerla abbastanza forte ... ma poi per fortuna la riagguanto! Un abbraccio a te!

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  10. Marzia, come ti ho scritto in altre occasioni, quando verrete a Roma sarò felicissima di invitare l'ospite curioso ed originale e di rispondere alle sue domande! Un saluto affettuoso Roberta

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    1. Roma è in cima alla nostra wish list, spero presto! Ho davvero tanta voglia di rivedere da turista la tua magica città insieme a mio figlio.

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    2. Allora avvertimi perchè anche noi vogliamo vedervi :-) Flo

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  11. Quante energie buone Marzia...Alex le sente e le usa, senza dubbio. Buona settimana.

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    1. Oggi non sento tante energie buone ma provo a recuperare. E' un periodo faticoso e di grande riflessione, però credo ne uscirà qualcosa di buono.

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  12. Cara Marzia, se fossimo più vicine la mia porta sarebbe spalancata sempre per accogliere Alex...
    Anch'io ho sempre cercato mille ragioni per giustificare com'è mio figlio, così diverso da noi genitori, ma ho capito che lui è così indipendentemente da quella che è stata la sua educazione e la sua vita fino ad oggi. Sono stanca di chi punta il dito contro la famiglia con troppa facilità. Proprio perché siamo in difficoltà abbiamo più bisogno di altri di conforto e, soprattutto, incoraggiamento. I bambini sono profondamente diversi l'uno dall'altro, ma ognuno ha il suo essere speciale e va valorizzato per questo. Purtroppo credo che nella scuola pubblica manchino le risorse per seguire meglio ogni bambino. Tutto sta nella fortuna di trovare insegnanti sensibili, responsabili e preparati. Molto è nelle loro mani...
    Io "ascolto" sempre molto volentieri la tua danza!

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    1. E' quello che dico sempre, basta con questa "caccia alle streghe" contro i genitori. Più vado avanti e meno vedo comprensione, se poi si tira in ballo la plusdotazione si diventa preda di ogni genere di stupida reazione. Ma se qualcosa non si capisce perché non si chiede invece di attaccare? Non ho risposte purtroppo.
      Sono certa che i nostri figli si piacerebbero ... a modo loro ;)!

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  13. Vi aspetto, tu e il musetto da gatto con gli stivali

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    1. Arriviamo, eh! Attenta che tu sei "a portata" di auto :)

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  14. Avevo iniziato a scrivere dicendo che le unità di misura sono convenzionali, che c'è chi ragiona in yard e chi in metri. Poi mi è sembrata una stupidaggine perché poi tutti dobbiamo confrontarci con un metro ufficiale/convenzionale. Anche chi, a ragione, sosteneva che la Terra non è al centro dell'Universo ha dovuto abiurare per non finire al rogo perché per quel tempo il "metro" era quello.
    Mi capita di usare il mio metro per misurare cose che mi sembrano avere misure gigantesche quando per gli altri sono solo millimetri o centimetri.

    Offro un divano letto in una stanza-gioco-studio :)

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    1. Mi metto in coda alle prenotazioni... :-)

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    2. Ma voi ci viziate, organizzeremo presto un tour nazionale e butteremo via tutti gli stupidi metri che questa settimana ci hanno scombinato la vita.
      Grazie amici!

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  15. Te l'ho già detto che credo che un incontro col chercheur sarebbe una cosa speciale. Però io sono troppo timida e insicura e il chercheur orso.
    È sempre un piacere leggerti!

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    1. Eppure davvero io non riesco ad immaginarti timida e insicura ... con noi poi, siamo la famiglia super-orsetti :)

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    2. Si vede che il blog dipinge (soprattutto) la mia parte guerriera. Che non mi dispiace mica, ma....

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  16. Mannaggia, mi rendo conto ora che il mio messaggio si è perso nella rete e nemmeno mi ricordo cosa di avevo scritto. Avevo scritto di getto come sempre e ora riscrivo di getto dopo aver riletto il post. Tuo figlio cresce ed è molto bello leggere fra le righe che tra difficoltà e successi lui stia veramente crescendo. Io non conosco la situazione, ovviamente, ma percepisco un processo di maturazione. Magari non avrà avuto l'infanzia classica, ma poi chi può dire cosa è la normalità? Io da piccola riportavo su un diario le poesie di Etvuchenko (o come si scrive) lamentando la mancanza di libertà. Ci si lamenta sempre, da piccoli perché i genitori sbagliano sempre, ricordiamolo per domani. Ahinoi!
    Un abbraccio, cara Marzia, non posso che apprezzare il lavoro che fai su di te e per tuo figlio.

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    1. Già, cresce eccome e oggi anche un po' di più del solito :)
      Scusa per le risposte lente, è un momento così.

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