domenica 15 settembre 2013

Riflessioni dentro l’imbuto

Gli effetti della strategia dell'imbuto si fanno già sentire.
Perché gli incontri talvolta esaltano e talvolta deprimono, ma sempre insegnano.
Perché sono umanamente vittima dei filtri con cui tutti noi valutiamo ciò che viviamo, sebbene io abbia sofferto parecchio per quei filtri tanto da chiudere quasi ermeticamente il nostro triangolo.
E me sono resa conto proprio osservando da vicino altri genitori, alle prese con decisioni e affermazioni lontane dalle mie.

Oh, quali facili prede del giudizio siamo! Mi compiaccio solo della competenza acquisita nel sospendere la critica, nel comprendere che essere distantissimi sia a pelle sia a mente può essere un motivo per evitare la reciproca frequentazione ma non per giudicare.
Metto in pratica ciò che ho desiderato per tanto tempo per me, il beneficio del dubbio.

Immaginate una scena potenzialmente neutra.
Una grande città, una strada pedonale e un paio di ragazzi impegnati in uno spettacolino di break dance tanto per raccogliere qualche spicciolo.
Gruppetto di genitori e bambini osservano con ammirazione e stupore certi virtuosismi fisici che solo a pensarci mi si spezza la schiena.
Finisce, ci allontaniamo e sento una mamma che dice in tono solenne al suo figlio settenne "Mi raccomando, queste cose non si fanno!" (intendendo il ballo). Tempo zero e non faccio in tempo a bloccare Alex-lingualunga che se ne esce con un "E perchè? Ballano mica hanno rapinato una banca". Ops. La mamma in questione non si scompone e spiega che può essere pericoloso senza cuscini o protezioni. Ineccepibile il contenuto, il tono del divieto un po’ meno.

A posteriori io e mio marito ne abbiamo parlato e ne ho ricavato alcune riflessioni, che immagino siano pure banali ma avendo scarne frequentazioni non avevo ancora chiaramente esplicitato.

1. I nostri filtri ci dicono che abbiamo un figlio dallo scarso entusiasmo quindi - in questa circostanza come in mille altre - tendiamo quasi ad esaltare l'attività svolta nella speranza che prima o poi lui ci dica le fatidiche parole "ci voglio provare". Inoltre ha un livello di autotutela altissimo e mai si sognerebbe di mettersi in pericolo con gesti incontrollati.

2. Sebbene in apparenza quel bambino sembri molto tranquillo, non ho idea di come possa comportarsi nell'intimità delle mura di casa. I filtri della sua mamma potrebbero essere che se non lo blocca subito se lo potrebbe ritrovare con l'osso del collo spezzato nel tentativo di roteare sulla testa.

3. Mio marito mi ha fatto notare che noi non parliamo mai ad Alessandro come fosse un bambino "piccolo", mentre lo facciamo con gli altri bambini. Questo significa che distinguiamo i registri di comunicazione, sappiamo rapportarci e modellare il dialogo tenendo conto dell'età, solo che con nostro figlio abbiamo saltato parecchie tappe. Sbagliando? Forse ma è stato un processo, non una decisione a priori, non un progetto.

4. I filtri con cui guardiamo l'esterno già di per sé lo modificano, i pensieri creano, le parole definiscono una realtà che si concretizza. Sempre la solita profezia che si autoadempie, declinata adesso nella mia mente in modo molto più preciso dopo sei mesi passati a leggere libri adatti alle mie domande. Quindi posso passeggiare un'intera giornata con mio figlio tra le infinite e allettanti offerte della grande città di cui sopra, uscendone con un libro (già in preventivo) e un sacchettino di caramelle. E sentendomi dire da un'amica attenta ed empatica che in fondo siamo fortunate ad avere due figli facilmente "accontentabili", mentre conosce genitori spesso in difficoltà davanti alle continue pretese dei bambini.
A distanza di un paio di giorni parlo con mia madre e lei mi dice che non porta volentieri a spasso Alex perché lui la costringe a continue brutte figure, specialmente se non lo accontenta in ogni richiesta. E che quindi noi dobbiamo essere più rigidi ed insegnargli la buona educazione. Che dobbiamo dargli più amore e meno cose materiali.

Ci sarebbe di che essere confusi.
Ma in verità no, è talmente evidente che finiamo per non notarlo.
Il contesto fissa la musica che balliamo, ne definisce il ritmo. Anche se non ci piace.
Siamo raramente “noi stessi”, concentrati sui nostri pensieri più profondi e il linea con i nostri desideri.
Ci sappiamo adattare, mutiamo mille volte in un giorno. Usiamo i nostri filtri e reagiamo a quelli altrui.
La madre, la suocera, il capo, la collega, il giornalaio, il vigile, il medico ... anche il marito/moglie.
La propria casa, la casa altrui, l’ufficio, la strada, il tram, il supermercato, l’albergo.
L’incrocio tra persone e luoghi schiaccia i nostri tasti interni e ne sortisce output potenzialmente diversi. Stessa domanda, risposte e toni diversi.
Non significa che questa risposta sia la migliore possibile o quella socialmente adatta, intendiamoci. Perché ci sono anche i tasti emotivi, quelli che ti fanno comportare esattamente come chi è di fronte si aspetta, nel bene e nel male.

I bambini sarebbero per natura più coerenti, hanno meno vincoli sociali e conoscono molto meglio di noi ciò che desiderano. Ma noi ci mettiamo anni a far loro capire come ci si comporti, cosa ci si aspetti, sta nel ruolo di educatori.

Per fortuna ci sono falle in questo. Tutti noi siamo in grado di dire e fare esattamente ciò che ci va, abbandonando filtri e condizionamenti. Senza paura di violare qualche regola, scritta o meno che sia.
Possiamo lasciare da parte la rabbia e il duro bagaglio pregresso per creare la nostra realtà. E quando siamo noi stessi quasi mai agiamo “male”, quasi mai la serenità interiore si ottiene togliendola a chi ci circonda, altrimenti non si tratta di libertà ma di un’altra forma di prigionia. Almeno mi piace pensarlo.

E allora vorrei far uscire dall’imbuto questo primo succo di vita prima di dimenticarmene:
       * filtri e pregiudizi sono compagni ingannevoli
* il rispetto è fondamentale, prima di tutto per noi stessi
* l’empatia si può e si deve apprendere, come regalo per la comunità
* la felicità è un lusso accessibile
* gli amici veri sono un tesoro raro ma da ogni relazione si può apprendere
  
E poi concludo con una frase che ho sentito qualche tempo fa alla radio pronunciata da Don Mazzi su RTL (nella sua mini striscia mattutina in cui “dà i numeri”):

“Genitori giocate di più con i vostri figli e date meno regole”

Vorrei estendere questo concetto a tutti, non solo alle relazioni genitori-figli: in un periodo come questo, quando dire che la vita è gioia pare un’eresia da relegare nei reparti maternità, prendiamoci meno sul serio, mettiamoci meno paletti e proviamo ogni giorno a divertirci un po’.
Sempre se vi va, eh! Che io le lezioni sgureggianti non le voglio proprio dare, come ha egregiamente spiegato El_Gae nel suo ultimo fantastico post, così universalmente valido.

Buona settimana!

29 commenti:

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    1. Perché non ci conosci :D
      Vabbè, sappiamo anche essere un simpatico trio ... e tu sei carina come sempre!

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    2. Io vi conosco. E vi adoro. Siete proprio un simpatico trio! ;)
      Monica

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  2. "ci sono anche i tasti emotivi, quelli che ti fanno comportare esattamente come chi è di fronte si aspetta, nel bene e nel male. "
    Quanto è vero!
    Buona settimana a te!!!

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    1. Già, a me capita proprio com mia madre, nel tentativo di liberarmi dai suoi giudizi ci finisco dentro con tutte le scarpe!

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  3. Cioè: tu rovini un post così bello infilandoci il mio nome in fondo? ;)
    Scherzi a parte, grazie sia del tuo bel post che della citazione.

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    1. Grazie a te, qui al lavoro ho un bel gruppo di sgureggianti che sanno sempre tutto e comunque sanno e fanno sempre meglio di tutti gli altri. Una fatica!

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  4. qui ancora vi si cita. no, così, per dire... love&peace

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    1. Ahahah! Hai ragione a prendermi in giro ma fammi godere della fase "vogliamoci bene" ancora un pochino ... poi smetto!
      Sulle citazioni ... spero che la Bionda non ci vada giù troppo pesante, anche se ne avrebbe motivo:D!

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  5. Ti leggo da molto ma non avevo ancora avuto il coraggio di commentare. Hai raccolto la sfida di un figlio insolito con una grinta e un'intelligenza fuori da comune. Sei un esempio!

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    1. Ciao Agres, benvenuta! Grazie per il tuo messaggio, mi serve sempre tanto un'iniezione di stima il lunedì ... magari è immeritata ma mi fa tanto piacere.

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    2. Non sono granché come padrona di casa, ho anche sbagliato il nome. Scusa Agnes :)

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  6. Ecco, io cerco di essere senza filtro, forse perché figlia di mamma "giudicante". Proponi sempre bellissime riflessioni.
    Un abbraccio e buona settimana!

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    1. Anch'io sono figlia di mamma mooolto giudicante, però talvolta faccio fatica a frenare il giudizio a caldo. Poi me lo tengo per me e ci rifletto, almeno quello ho imparato a farlo. E' che non sono tanto sensibile ai contenuti quanto ai toni, quelli dell'adulto saccente mi innervosiscono da matti ... forse proprio perché mi ricordano le imposizioni che subivo io.

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  7. Come sempre bel post :) e come sempre ottimi spunti di riflessione.

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    1. Scrivo poco ultimamente, concetro spesso più concetti insieme e sono già contenta se si capisce qualcosa. Buona settimana!

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  8. Ho letto, come sempre incuriosita dai tuoi approfondimenti. Ma, ho in mente un commento e spero di non risultare brusca. Te lo scrivo così come mi è venuto. Sai che a volte con i figli la spontaneità e gli slanci aiutano? Capisco che tu voglia approfondire ogni cosa, è giusto, lo faccio anche io, ma a volte con i figli è bello essere senza filtri, se stessi e giocarci, scherzando anche sulle esperienze di vita. Quando tutto è troppo serio è pesante ed ingombrante anche per loro.
    Va bè spero di non essere stata troppo forte in questo commento, che non è una critica, ma un commento spontaneo subito dopo la lettura.

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    1. Mi interessa molto il tuo punto di vista, ti stimo molto e mi piacciono le tue riflessioni, lo sai. Poi non ci vedo niente di forte, anzi. Solo che mi pare che stiamo dicendo la stessa cosa, ma forse mi sbaglio.
      L'analisi di ciò che accade quando siamo in mezzo alle persone mi piace perché mi restituisce fiducia nelle nostre capacità di relazione, perse negli anni proprio perché troppo stanchi e arrabbiati. Prima pensavo di dover controllare e pianificare tutto, ora accetto le cose come vanno prendendone possibilmente solo il buono.
      Con nostro figlio siamo molto "easy", anche troppo forse, infatti lui di filtri ne ha pochissimi (chi ci conosce ha avuto modo di testarlo :D) e qualche volta occorre ricordargli che mettersi nei panni dell'altro può essere utile. Però magari l'immagine che esce dai miei racconti è diversa ... questo mi interesserebbe molto saperlo.

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  9. Ehm....mi sa che anche io avrei risposto così alla signora...anzi mi sa che l'avrei detto sottovoce a mio marito pure adesso che ho 30 anni...mi devo preoccupare???

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    1. Direi di no, il primo istinto è stato quello anche per noi. Poi ci ho pensato sopra e deciso che forse aveva le sue ragioni ...

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  10. Come la lettrice che ha commentato prima di me, stavo anch'io per scrivere che avrei detto la stessa cosa! Si sa, io sono una fan di Alex della prima ora! ;)
    Altra cosa sarebbe la mia reazione, alla vista di un eventuale libera esercitazione di Bambino in "rudimenti di break dance sul tavolo della sala", ad esempio...
    Per ciò che riguarda le shopping sessions, i bambini sanno fiutare il fiume, come dicono gli Anglosassoni, e si comportano in modo diverso a seconda dell'adulto con cui si trovano. Un po' come i gatti. Solo le nonne sembrano non capirlo. ;)
    Un abbraccio,
    Monica

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    1. Già fiutano alla grande, Alex è anche piuttosto bravo a trovare alleati parlando a uno male dell'altro ... poi si pente ma certe volte lo strozzerei!

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  11. Meraviglioso post. Non sapendo cosa aggiungere alle tue riflessioni, carissima Marzia, vado a linkarlo nella mia pagina dei post che vale la pena lòeggere. E spero che lo verranno a leggere in tanti, servirebbe a molti genitori.
    Un bacio!

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    1. Oh, Maris, che gioia! Il tuo elenco lo spulcio di quando in quando e ne scovo sempre spunti interessanti.

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  12. Quante riflessioni mi verrebbe da fare, hai toccato tanti temi interessanti.
    In tema di "brutte figure" che fanno fare i bambini. Al di là del caso specifico, credo che sia solo un problema degli adulti nei confronti degli altri adulti.
    Ben venga la mancanza di filtri dei bambini. L'altro giorno eravamo in auto con mia figlia e mia moglie. Passiamo di fronte a casa di un'amica e mia figlia dice "Il babbo di ... ha la pancia grossa". Noi ci guardiamo e resistiamo dal fare una risata. Non me la sono sentita di dirle di non dire queste cose. In fondo è vero, era solo un'osservazione oggettiva senza valutazioni particolari.
    Concordo pienamente con la frase "+giochi -regole". Le regole sono un po' come i muri portanti di una casa, ce ne vogliono poche ma solide, non per tutto. E quello che fa una casa, nel senso di dimora, è come la decoriamo e l'arrediamo, quello che ci mettiamo di nostro.

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    1. Infatti se tutti fossimo più disposti ad ascoltare le verità altrui, consapevoli che non si tratta di verità assolute ma punti di vista soggettivi, allora la comunicazione potrebbe svolgersi in modo più fluido. Ma a me pare che ci stiamo complicando sempre di più ...

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