mercoledì 3 luglio 2013

Al cor gentil rempaira sempre amore ...

Foto da qui
Tranquilli, non sto per fare un trattato su Guido Guinizzelli e stilnovismo, che tanto non ne sarei capace.
Ma come sempre si attirano le informazioni di cui si parla e si pensa, quindi in questi giorni io attiro la parola gentilezza.
La uso tipo mantra con mio figlio, essere umano sensibilissimo ma dalla capacità empatica di un tirannosauro.
Soffre per le reazioni che suscita intorno a sé ma non arriva a capire che esse sono generate dal suo modo di comunicare, spesso percepito come un vero e proprio attacco. Cerco di fargli capire che se lui attacca, il mondo si difende. Solo che lui non sa che sta attaccando, gli pare anzi di essere l'incompreso e il tradito.

Insomma un circolo vizioso comunicativo di proporzioni bibliche.
E sta peggiorando vertiginosamente.
Perché la sua evoluzione cognitiva è impressionante, non compensata da quella emozionale. Ieri sera mio marito mi faceva notare che ormai anch'io - l'ultimo baluardo alla conversazione paritaria con Alessandro - sto per essere scavalcata. Capiamoci, mio figlio non è un genio, non crea nulla e non discute di filosofia o di fisica quantistica. Semplicemente pare un 80enne sgamato che parla di vita già con la disillusione dell'esperienza. Ma non è la SUA esperienza, almeno non della vita che io ho trascorso con lui.
Difficile controbattere, difficile essere più rapidi nei collegamenti logici, difficile mantenere linea educativa e serenità.

Allora ho provato a cambiare rotta e sto chiedendo quotidianamente ad Alessandro di concentrarsi sul COME veicola i messaggi. Le stesse frasi possono essere riformulate in modo da risultare più gentili o almeno non un'aperta aggressione.
Ieri sera gli ho fatto leggere un articolo presente nell'ultimo numero di Focus (vabbè questo giornale segue le mie linee riflessive, che posso farci?!) "Il virus della gentilezza".
Se ne parla, in modo scientifico, come di una dote razionale che risponde a specifiche esigenze sociali. Essere gentili aiuta ad abbassare i livelli di stress, ad essere più soddisfatti di sé, ad avere maggior seguito, ad avere successo sul lavoro. Pare molto dipenda dai "neuroni specchio" che costringono l'interlocutore del "gentile" a rispondere nello stesso modo, smorzando gli eventuali scontri. Insomma la gentilezza è contagiosa e produce solo effetti positivi a livello del singolo e del gruppo.
Esiste anche un Movimento Italiano Per La Gentilezza che si propone - come le organizzazioni omonime presenti in moltissimi Paesi - di diffondere la gentilezza e il senso civico. Questo merita una ola di approvazione, vi pare?

Occorre però distinguere tra gentilezza, quale qualità umana di attenzione sincera all'altro e al comune, dalla cortesia - atteggiamento più superficiale che si propone di guadagnare consenso sociale pur senza provare reale attitudine o desiderio di condivisione.
E qui si apre un mondo.
Quanto siamo in realtà gentili e quanto solo cortesi? Cosa sto chiedendo dunque a mio figlio?
Di provare sincero trasporto per i suoi simili al punto di non desiderare di umiliarli o indisporli con frasi troppo dirette e giudizi sibillini (ricordate la storia degli "insetti")?
Oppure di nascondere i suoi pensieri dietro una forma edulcorata, così da smorzare gli effetti negativi dei suoi contenuti e vivere socialmente in pace?
Da notare che queste domande le pongo proprio io, che nacqui nella terra il cui proverbio più famoso recita "piemontesi falsi e cortesi" ...

Ecco ... la risposta è che per ora mi sono fermata alla seconda opzione, quella più facile.
Perché il modo giusto per aiutare mio figlio a creare il ponte tra la sua testa grande e il suo cuore piccino ancora non l'ho trovato. Perché in lui il "neurone specchio" deve aver preso ferie - concedetemi la battutaccia - visto che pur essendo sempre stato circondato da persone gentili (alcune cortesi, ma va bene uguale), gli effetti del contagio non si sono mai palesati. La personalità di Alex è sempre stata così ingombrante da annullare le buone intenzioni e ci stiamo tutti trasformando in "cortesi per forza", talvolta pure "maleducati per sfinimento".

La prossima settimana abbiamo un nuovo incontro con lo psicologo e mi sto preparando un bel discorso, perché vanno bene le chiavi di lettura e vanno bene i consigli da "verificare sul campo" ma - a dirla tutta - questa terapia concentrata solo su noi genitori non ci basta più. Io e mio marito siamo forse persone troppo semplici, emozionalmente troppo risolte, anelanti svaghi leggeri e serate giocose ... e gentili ... dunque ci occorre un supporto! Ci occorre qualcuno che si metta davanti a nostro figlio e gli faccia tirare fuori tutta la rabbia, tutta la frustrazione, tutta la fatica del suo vivere quotidiano.
Perché è difficile insegnare ad un bambino la gentilezza mentre senti l'istinto naturale a difenderti da lui, anche se lo ami più di qualsiasi altra cosa al mondo.
Il nostro esempio - in questo contesto - non basta. Ora è chiaro.

A tal proposito mi è tornata in mente una frase di uno dei miei film preferiti "Gli intoccabili", pronunciata da Al Capone (Robert De Niro):
Puoi fare molta più strada con una parola gentile e una pistola che con una parola gentile e basta.

Cercansi pistola.

:-)

55 commenti:

  1. Consiglio terra terra:
    hai provato con un sacco da pugilato?
    Con mio figlio grande funziona alla stragrande.
    Lo massacra, si sfoga e per un po' la smette di maltrattare me e suo fratello piccolo che siamo le sue vittime designate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche con PdC ha funzionato alla grande il sacco da boxe. Bastava non chiedersi chi avrebbe dovuto esserci al posto del sacco;-)

      Elimina
    2. Per ora il sacco da boxe non ha sortito alcun interesse. Un po' funziona il tappeto elastico, saltare lo aiuta molto a sfogarsi.
      Solo che ormai non si tratta tanto di picchi di rabbia quanto di un brontolio di sottofondo continuo ...

      Elimina
  2. La citazione da "The Untouchables" è la ciliegina sulla torta di un post come sempre bellissimo per profondità, importanza, sensibilità.
    (Detto tra parentesi: quello è un film che considero un capolavoro)

    Hai scritto tutto tu, Marzia. Hai sviscerato tutto lo sviscerabile.
    Secondo me fai bene a fare il discorso che hai in mente allo psicologo: dovete fare altri passi avanti, se no poi perdete anche quello che di buono avete fatto finora.

    Forza, coraggio...e gentilezza (con pistola in dotazione!), mia cara!
    Un bacio :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per carità, tranquilla che non gli sparo ... sebbene la tentazione a volte :D
      E' proprio per non perdere quanto fatto e andare avanti che vorrei un aiuto più mirato, speriamo arrivi!

      Elimina
  3. La pistola cui ho pensato è "Le parole sono finestre oppure muri", uno dei miei libri preferiti di sempre. Tieni conto che l'autore è un ex bimbo ebreo nella Boston anni '50 che ha deciso che non voleva reagire violentemente alle minacce e provacazioni dei compagni di scuola bulli e, diventato psicologo si è inventato un modo di comunicare - una sorta di trattanto sull'empatia - partendo da emozioni e bisogni. Questo libro in particolare è l'ABC e c'è un intero capitolo dedicato ad elencare, uno per uno, i sentimenti. Forse te l'ho già suggerito, ma ora mi pare potresti leggerlo tu e poi decidere se darlo in mano a lui.
    Dulcis in fundo ti segnalo il sito di una pagina che seguo su FB ;) http://www.randomactsofkindness.org/kindness-ideas/533-stop-negative-conversations

    So che in questi casi un libro sembra molto poco, ma questo secondo me offre ottimi spunti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quel libro è già sul mio comodino, infatti me lo avevi già giustamente consigliato, solo che lo sto trascurando da un po' e direi sia proprio venuto il momento di finirlo e vedere cosa poter passare ad Alex. Io credo fermamente nel potere delle parole, ce ne siamo dimenticati ma da sempre "in principio era il verbo" ...
      Bello il sito, ma questa gentilezza mi attira davvero :)

      Elimina
    2. Due o tre anni fa avevo dato ai miei studenti questo compito a casa: compiere un random act of kindness e poi scrivere sul quaderno (in inglese) quale atto avevano compiuto. Grande successo tra studenti e genitori. Grazie per avermelo ricordato, lo riproporrò il prossimo anno!
      Monica

      Elimina
    3. @Marzia, lo penso anche io, e mi stupisco ogni volta che sfoglio il capitolo 5 (con l'elenco di tutti i sentimenti).

      @Monica sono contenta, è un bellissimo compito, complimenti. :)

      Elimina
  4. Marzia che cosa difficile è la comunicazione. Con questo tuo post mi hai "teletrasportato" fra qualche anno in cui le difficoltà del mio bambino saranno più evidenti dal punto di vista della comunicazione. Sentiì parlare una logopedista qualche mattina fa in un programma tv la quale diceva che quando questa viene a mancare è più difficile che i bambini socializzino e quindi perchè non capiti tendono ad isolarsi a non cercare il suo simile per giocare. E questo è un un macigno tanto pesante per il nostro cuore

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' proprio così, la competenza comunicativa non è così banale come potrebbe sembrare a chi non ha mai dovuto affrontarne i limiti.
      Vi auguro di superare ogni ostacolo alla grande, con la stessa determinazione che vi ha accompagnati fino ad oggi. Un bacio al tuo cucciolo.

      Elimina
  5. Oddio, se la trovi magari prestamela (la pistola) che c'avrei bisogno di rafforzare il mio linguaggio gentile!
    Gentilezza e cortesia, non avevo mai pensato alla differenza fra le due, alla celata falsita insinuata dietro la cortesia.
    Sono sempre stupita dalla cura e dall'attenzione che dai al rapporto con tuo figlio, a come riesci a sviscerare i diversi aspetti della sua personalita'.
    Alex non potrebbe sperare in un supporto migliore, e quando crescera', e quando anche la sua parte emotiva riuscira' a maturare completamente (che poi succede mai ad ognuno di noi? Probabilmente no), finalmente si rendera' conto della madre specialissima che ha!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E speriamo, che adesso sono soprattutto una gran rompiscatole!
      Però è difficile crescere un bambino come il mio senza avere voglia di andare più a fondo ... anche perché diversamente sarebbe un macello! O magari il macello lo faccio io pensando così tanto, staremo a vedere ;)

      Elimina
  6. Veramente un compito arduo perché c'è il rischio di sfociare in un elogio del buonismo o della parafrasi di concetti che vogliono dire la stessa cosa ma si percepiscono come "furbi" perché vorrebbero "intortare" chi li ascolta.
    Sarà che in diverse occasioni, es. in corsi, ci vorrebbero proponare delle ricette per cucinare dei messaggi di cui io sento già l'odore senza entrare neanche in cucina e vorrei che mi dicessero subito cosa c'è da mangiare piuttosto che descrivermi la tavola apparecchiata. Se è pane e acqua, pane e acqua rimane anche con un servizio d'argento.
    Qualcuno vorrebbe insegnare che per dire una cosa "sgradita" ma vera all'interlocutore bisogna prenderla alla larga o iniziare con un elogio, della serie sei sempre stato bravo ma stavolta hai toppato. Il risultato è lo stesso. Sarà che quando uno inizia a parlare, io mentalmente cerco già di arrivare a quello che vuole dire e vorrei spronarlo a arrivare al sodo, se è solo una tattica, perché così risparmiamo tempo in due.
    Ovviamente mi è difficile capire senza un'esperienza diretta di quello che stai dicendo.
    In diverse occasioni ho detto che sono toscano e l'ironia, la battuta "cattiva" (diciamo "la stoccata") mi hanno accompagnato per tutta la vita. E' stata una palestra sia per saper rispondere a tono, una cosa che mi porto dietro anche con alcuni svantaggi relazionali, che per avere anche una certa "pelle dura" di fronte a quello che mi viene detto.
    Hai provato a rispondere a tono? Forse vi sta sfidando proprio in questo. E rispondere cercando di cambiare il suo modo di rapportarsi può creare una reazione di contrapposizione. Potreste tentare di rispondere al suo stesso modo.
    Ovviamente sono solo riflessioni a caldo dopo aver letto il tuo post (sempre interessanti) vedendo dall'orologio che sono già al giorno dopo.
    Un abbraccio a Alex (che ispira tutta la mia simpatia e affetto).
    P.S. Sicuramente il suo cuore sembra piccolo perché confrontato con il cervello.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E vedi che capisci al volo? :) Lui ti sgama subito se gli propini sermoni su come si comporta il "bravo bambino" e ti ribalta la frittata meglio di uno chef.
      Certamente gli rispondiamo al meglio delle nostre possibilità, spesso la migliore soluzione è una sana risata, non per denigrare ma per condividere un momento tutto sommato ironico. Il problema è che spesso non siamo predisposti alla risposta più adatta, perché ci portiamo un pregresso di frustrazione e arrabbiatura.
      Questo è il flusso da ricreare, da soli è difficile.
      Sul cuore piccolo ... non so se si capiva ma intendevo di età e non di qualità :)

      Elimina
    2. Ma lo sai che mi è capitato di ripensare a questo post stanotte tra una richiesta e l’altra di mia figlia di acqua da bere (neanche avesse cenato con le acciughe sotto sale) e trovo solo il tempo per scriverti.
      Premetto sempre, quindi non lo scriverò più, che non ho né esperienza di quello che racconti, quindi vado in base a quello che mi posso immaginare, né competenze specifiche, quindi il mio è il pensiero “dell’uomo della strada”.
      Ho sempre pensato che si debba cercare, ad esempio nella scuola, di far arrivare tutti ad un certo livello, utilizzare risorse per aiutare chi ha problemi (e in questi anni si stanno moltiplicando le casistiche) perché c’è una grande sofferenza da parte di questi bambini. Arriva un momento nella crescita a partire dal quale i bambini si accorgono di avere “qualcosa in meno”rispetto agli altri o comunque vedono situazione che loro non potranno vivere, interamente o in parte.
      Non bisogna, però, dimenticare anche la sofferenza di chi da bambino si sente diverso perché “ha una marcia in più” rispetto agli altri. Questo crea molti problemi: di integrazione, di motivazione per fare quello che gli viene proposto.
      Secondo me è inutile dire quanto sia bello stare in mezzo agli altri, usare la metafora che è bello camminare insieme agli altri piuttosto che correre da soli , se uno ha le gambe che lo portano a correre. Ogni tanto si deve fare, sia stare con gli altri che correre da soli, se questo è quello che si sente. Pensate a dover fare per forza parole crociate facilitate per bambini quando vi divertite solo con quello difficile alla Bartezzaghi (per chi frequenta la Settimana enigmistica), che frustrazione, che noia… E quali sentimenti svilupperesti nei confronti dei componenti del gruppo a causa del quale vi propinano, e loro si divertono anche, quelle facilitate? Secondo me arrivereste a detestarli o comunque li vedreste come “pesi”. Non si dovrebbe vedere gli altri come “pesi” alla propria realizzazione/felicità ma può succedere, diciamocelo. Specialmente se dobbiamo sempre noi adeguarci agli altri e mai il contrario.
      Ultima cosa poi lascio, sento una sirena e non vorrei che Marzia avesse chiamato la polizia postale (visto che siamo in inernet). Recentemente mi è capitato di confrontarmi con una collega, che stranamente la pensava come me, sembra che non si possa dire che ogni tanto si preferisce starsene a leggere qualcosa, vedersi un film o fare altro da soli piuttosto che andarsi a mangiare qualcosa in compagnia. Si può dire che dipende dalla compagnia? Si può dire che alcune volte la compagnia è di minor stimolo di leggersi un articolo di una rivista? Non so se si possa dire, ma sicuramente lo penso.
      Poi il modo di spiegarlo a un bambino è tutta un’altra cosa.
      L’auto con la sirena è andata oltre casa mia, non era per me.

      P.S. Mi sa che una "terapia" di soggiorni toscani, magari qualche paesino nel fiorentino o nel livornese, potrebbe servirvi :)))

      Elimina
    3. Io non chiamerei mai nessuno per farti smettere di scrivere, anzi!
      E comunque a fine mese io e Alex saremo 5 giorni proprio in Toscana, insieme al gruppo di plusdotazione di Pavia e faremo tantissime cose fuori dall'ordinario ... vedremo, sono proprio curiosa ...

      Elimina
    4. Che bello! Immagino che sarà un'esperienza molto stimolante. Poi ci devi raccontare ;)
      Ho letto nel sito del summer camp, se è quello saremo abbastanza vicini. La zona è veramente molto bella, in mezzo al verde, con scenari bellissimi e caratteristici.
      Se vi faranno visitare i dintorni, non credo che potrebbero non farlo, magari ci scappa un caffè ;)

      Elimina
  7. Anche io per prima cosa ho pensato ad uno sport, magari di squadra, ma forse ne avevamo gia' parlato in un vecchio post, scusa non ricordo. Invece vorrei segnalarti due libri. Il primo e' questo http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=37031 molto bello, per me ha funzionato con tutti in terapia, da bambini ad adulti. Accanto ad ogni scheda c'e' la descrizione di come va proposto al bambino, e non e' un testo per addetti ai lavori :) e in generale la Erikson e' una casa editrice che pubblica per insegnanti e psicologi, ma molti testi sono divulgativi http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Elenco-Libri.aspx?arg=642&tid=181&tvid=642
    E no, cavoli, l'altro non lo trovo in rete e non ricordo il titolo, e ovviamente qui non ce l'ho. Devo chiedere ad una collega. Pensavo fosse piu' utile perche' si basava sulle attivita' piu' che sull'espressione grafica, che Alex gradisce fino ad un certo punto. Ti aggiorno. Bacio grande.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco!! Qui c'e' un pdf sempre di erikson, dagli un occhiata, e' un libro con attivita' per le emozioni http://shop.erickson.it/front4/Image/Products%5CLIBRO_978-88-6137-002-9_T32_Giochi-e-attivita-sulle-emozioni%5CPdf%5CSFO_978-88-6137-002-9_Giochi-e-attivita-sulle-emozioni.pdf
      tratto da questo libro http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=37724
      Io lo avevo e lo usavo a scuola primaria e secondaria. I piu' grandi amavano tantissimo le carte da gioco con le situazioni, credo che la razionalita' di Alex vada in quella direzione.
      Trovato anche l'altro di cui ti scrivevo prima: http://books.google.com/books?id=UD9_PQAACAAJ&source=gbs_similarbooks Qui ci sono tante attivita' di qualsiasi tipo, sara' facile proporgli qualche gioco. Fammi sapere.

      Elimina
    2. Grazie Tiziana, sono tutti libri molto belli! Nel "corso" sulle emozioni che Alex frequentò l'anno scorso utilizzarono alcuni di questi giochi, soprattutto il barometro delle emozioni, e lui partecipò in parte. Ma è quasi impossibile farlo disegnare e appena sente di doversi mettere in gioco sul piano emotivo scappa nella sua tana.
      Io ci provo con la cassettina degli eventi belli (in cui infiliamo bigliettini con le cose belle che succedono) o altri piccoli gesti ma non sono mai riuscita a coinvolgerlo più di tanto ... sono un tipo determinato ma capisco che per lui sarebbe più facile essere guidato in questi giochi da un estraneo e non da me. Ha senso questo o me la sto raccontando?

      Elimina
    3. Concordo. Ma secondo me si puo' provare, partendo anche dal distinguere emozioni dalle sensazioni - se guardi quel pdf ci sono degli esempi.

      Elimina
    4. Marzia, secondo me ha molto senso invece.
      Arriva un momento in cui noi genitori non bastiamo più. Possiamo cambiare rotta, lavorare su altre cose e ottenere anche bei risultati, ma accadrà ancora; ad un certo punto ci vuole quel qualcosa in più.
      Quello che voglio dire è che un bravo terapista, in grado di mettere in atto la terapia più adatta per tuo figlio, potrebbe fare la differenza.
      Nessun miracolo. Si continuerà sempre a lottare e lavorare, ma con il conforto di aver fatto un piccolo passo avanti.
      A occhio e croce, più che esercizi per distinguere le emozioni i bambini con queste reazioni hanno bisogno di trovare comportamenti alternativi e sperimentare il successo che questi portano con sé...spero di aver espresso bene il mio punto di vista (da prendere con le pinze perché in fondo io sono a casa mia... :D )

      Elimina
    5. Grazie ai tuoi commenti sono andata indietro nel tempo a rileggere vecchi post e mi sono davvero resa conto di quanto queste vacanze abbiamo portato nuove modalità di comunicazione e nuove opportunità.
      Alle volte abbiamo sotto gli occhi le risposte ma ignoriamo come usarle.
      Ne scriverò presto.

      Elimina
  8. Interessante. La gentilezza è sempre piacevole sentirla su di se, darne agli altri.
    La cortesia in certi casi, se non puramente formali, è atto forse educato ma freddo e a lungo andare il tuo interlocutore se ne rende conto.
    Più descrivi Alex, più sembra simile alla mia seconda, ultimamente tira fuori espressioni e frasi ironiche di tagliente significato che disarmano proprio.
    Alex però sembra così risoluto, così sincero e senza sovrastrutture che tanti bambini della sua età già hanno, vuoi per l'esempio dei grandi intorno a lui, vuoi per furbizia.
    È un bambino che ti porterà a a scavare dentro te e a sorprenderti, sempre.
    Ma se intravedi ancora di dover fare un lavoro potresti chiedere aiuto a una psicologa di quelle che abbiano una specializzazione nella pratica e nel comportamento, un po' alla piaget. O semplicemente per un colloquio per capire come riuscire a far combaciare questi aspetti in Ale.
    Che poi, a dirla tutta, lui ha in sé caratteristiche così speciali che forse vanno a compensare quel suo essere spigoloso nel rapporto con gli altri. E crescendo, credendo di più in sé stesso potrebbe naturalmente maturare anche in questo ambito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, alla fine non riesci a non essere affascinato da lui, nel bene e nel male. I belli e dannati funzionano sempre, no?!
      E anche per la mancanza di sovrastrutture, spesso i problemi con i coetanei nascono proprio dal fatto che lui ne intuisce una "furbizia" che non gli appartiene e che considera fondamentalmente scorretta. Su questo non posso dargli torto ma vorrei si fornisse delle necessarie difese.

      Elimina
  9. La cosa che mi piace di più in questo post (ma in generale su ciò che scrivi) è la possibilità di riflettere per tutti, anche in situazioni diversi, senza magari le difficoltà specifiche di Alessandro. Non voglio naturalmente dire che tutti hanno problemi e consolarti così: io mi considero molto più che fortunato, almeno fino ad ora, e ammiro la forza con cui andate avanti.
    Ma volevo dire che il bello di leggerti non è solo la forza che trasmetti ma anche gli spunti di riflessione che dai... ecco. NOn so se mi sono spiegato... ma io credo di essermi capito. È già qualcosa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco ... grazie! Questo è il senso del mio scrivere, quello di partire dal particolare per andare oltre, per capire come conciliare le nostre personali esigenze con quelle del mondo.
      E voi mi aiutate tutti così tanto, che non so mai come ringraziare :)

      Elimina
    2. Scrivi ancora, non saprei trovare un modo migliore per sentirmi "ringraziato" ;)

      Elimina
    3. concordo con la botta e la risposta del Gae. Leggerti arricchisce!
      :)

      Elimina
  10. Ecco, ora mi hai messo in crisi...sarò cortese o gentile?? Mi sa che qualcuno mi direbbe nè l'una nè l'altra...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siamo tutti un po' tutte e due le cose ... e a volte nessuna! Ma finché ci sopportano va bene :)

      Elimina
  11. In linea di massima, io trovo che sia meglio la cruda verità, piuttosto che una dolce bugia. E’ strano, ma io preferisco le persone senza filtro. Lo hai detto anche tu in un commento sul blog di Jessica: i pensieri senza filtri aiutano a diventare più saggi. Se devo scegliere tra la saggezza e la cortesia diplomatica (che a volte diventa ipocrisia), io scelgo la saggezza. Ciò che infastidisce, a mio parere, non è la mancanza di filtri, ma la non accettazione della mancanza di filtri. Siamo troppo abituati all’ipocrisia di finte cortesie e finte gentilezze. Il cuore grande del tuo bambino non va al passo coi tempi, ma forse a sbagliare siamo noi, non lui. Lui è un genio saggio. Senza filtri. Ma a me piace tantissimo. Anche se non mi saluta al telefono! E' meraviglioso lo stesso ;)
    A presto,
    Monica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' vero che quando gli diciamo di fare attenzione alle reazioni altrui in qualche modo gli diamo l'impressione di avere più a cuore i sentimenti "degli altri" rispetto ai suoi. Però esiste la mediazione e anche la collaborazione, sempre da soli è difficile e non tutti sono nostre anime gemelle.
      Certo Alex è uno specchio che riflette con spudorata sincerità, è proprio difficile dargli torto, a volte (diciamo spesso ...).

      Elimina
  12. come sempre scrivi cose che spalancano voragini di discussioni. non so dare consigli, a parte un'attività fisica capace di scaricare, cosa che consiglierei all'universo mondo. ma non posso non riflettere a quanto sia comunque difficle il rapporto genitore figlio, in questo periodo che il mio primogenito è particolarmente capriccioso. a come sia complicato accettare, non temere i giudizi nei confronti dei nostri figli. ad amare sospendendo il giudizio.
    tu secondo me lo sai fare benissimo, comunque. comprensione e pazienza non ti mancano.
    un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo sport sarebbe perfetto ma a parte qualche sessione di tiro con l'arco al momento non riusciamo a coinvolgerlo in nulla.
      Sospendere il giudizio è la cosa più difficile che mi sia ritrovata a fare, perché comprensione e pazienza le ho conquistate sul campo, mi sono mancate per fin troppo tempo purtroppo.

      Elimina
  13. Ti dirò la cosa che mi è venuta in mente leggendo il tuo post, e non so se la troverai pertinente.
    La gentilezza è un accomodamento, è una modalità con cui si ottiene qualcosa da un altro. E' un metodo che comprende il mettersi
    ad un livello più basso, è un modo per aggraziarci le persone.
    Perchè essere gentili? Perchè, senza traumi si ottiene il massimo guadagno con la minima fatica (perchè anche usare la pistola è faticoso!), ma non è solo questo.
    Si impara, come tante cose, si diventa gentili, non lo si è naturalmente. Quando una persona scopre che essere gentili fa bene a chi lo è e agli altri, userà la gentilezza come componente formativa della propria personalità. In breve, da comportamento, che può essere considerato opportunista e un tantino ipocrita, diventa elemento di equilibrio del proprio essere. E' importante che Alex scopra quanto sia bello per lui essere gentile (e non fare il gentile), si amerà di più e di conseguenza amerà di più gli altri, si troverà gradevole, cogliendo la gradevolezza che scaturisce negli altri. Insomma il solito gioco di specchi che la vita ci sbatte in faccia!!! ;)
    Penso che sia vero quando tu dici che è difficile insegnare una cosa che si fa fatica a vivere, ma in questo caso credo che intervenga l'autoeducazione: provando la strada indicata, la si percorre e si scopre che ci appartiene. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Me lo auguro davvero, sai! E hai ragione, la gentilezza è la migliore scelta possibile anche per un iper-razionale come mio figlio. Perché crea vantaggi per tutti e spero davvero possa sperimentarlo presto, che un gesto vale più di mille discorsi.

      Elimina
  14. Il modo per aiutare mio figlio a creare il ponte lo sto cercando anch'io e spero che crescendo la distanza fra il cuore piccino e la testa grande si accorci.
    La sincerità senza filtri è una bella dote per un verso ma anch'io sono dell'idea che un pò di "sana ipocrisia" o semplicemente di sana gentilezza, può aiutarci a vivere meglio con gli altri. E' un compromesso a cui spesso io sono portata a scendere per carattere, per il quieto vivere o soltanto perchè mi immedesimo nell'altro e cerco di non ferirlo. Io non sono capace di dire che un regalo non mi piace perchè se qualcuno lo dicesse a me ci rimarrei malissimo. Ma mio figlio è differente...Ai compleanni era sempre un problema quando apriva i pacchi e candidamente diceva che il regalo non era di suo gusto.Gli ho fatto notare che non era gentile, così lui è cambiato. Ora dice "non voglio offenderti e ti ringrazio molto per il regalo ma non mi piace per niente! :-) E' più forte di lui....
    Credo che imparerà a mediare solo quando quella distanza tra la testa e il cuore si accorcerà, quando con la testa frenerà il cuore e immedesimandosi nell'altro comunicherà con più "empatia" e "simpatia". E' un processo di crescita che prima o poi avverrà, vedrai...
    Flo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chissà forse avverrà o forse Alex riuscirà a farsi accettare in qualche modo anche senza empatia ... continuo a pensare al Dott. House ... è proprio lui, c'è poco da fare. Speriamo gli si sviluppi anche la stessa competenza professionale ;)

      Elimina
  15. Concordo con elgae, mi piace sempre quello che scrivi ci sono sempre degli spunti di riflessione per tutti, grazie :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Queste belle riflessioni tutti insieme mi piacciono davvero tanto! Grazie a te :)

      Elimina
  16. "..mentre senti l'istinto naturale a difenderti da lui, anche se lo ami più di qualsiasi altra cosa al mondo"

    Mi colpiscono queste parole perché purtroppo spesso mi capita di provare lo stesso istinto e di averne anche un po' paura. Amo mio figlio profondamente eppure a volte sento il bisogno impellente di stargli lontano per smettere di provare a capire, per allontanarmi dalle sue complicazioni, per rilassare un po' la mia mente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo succeda a tutte le madri, prima o poi. Per qualcuna accade più spesso e con una forza che non ti aspetteresti ... fa paura, hai ragione, ma occorre venirne a patti. Vedrai che col passare del tempo andrà meglio, almeno verso gli inevitabili sensi di colpa.

      Elimina
  17. Ai miei figli dico sempre come un mantra nella speranza che si ricordino prima o poi: "siate gentili, con la gentilezza si ottiene tutto"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sai quante volte ho pronunciato quella frase! Anch'io spero che prima o poi dia i suoi frutti.

      Elimina
  18. Chisa' Marzia, forse far propria la distinzione tra gentilezza e cortesia e' troppo anche per un adulto, figurar si un ragazzino che non sa. Come rapportar si agli altri. Potrebbe andar bene anche la cortesia, no? Io credo che stiate seminando benissimo e che non tardi Alex ti sorprenderà.
    Ti Abraccio e ti leggo sempre anche se spesso non commento.
    Raffaella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certamente la cortesia andrebbe benissimo, significherebbe già avere una consapevolezza di ciò che è "altro" che Alex ha ma non apprezza.
      Sui pochi commenti ... ultimamente io sono davvero latitante, spero oggi di fermarmi e mettermi un po' in pari. Un abbraccio a te.

      Elimina
  19. Arrivo tardi perche' devo sempre pensare prima di esprimermi perche' io sulle cose cosi' importanti sono impulsiva e quindi risulto poco gentile. Cerco sempre di immedesimarmi in Alex quando ne parli e mi sono chiesta: mi piacerebbe incontrarmi con i bambini di Scake che sono tutti cosi' diversi uno dall'altro? Course si, possiamo provare quest estate?
    Puoi dirmi di no. Ti capiro' comunque.
    Ciaociao




    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusa ma 'sto tablet ha il correttore in inglese.... Intendevo forse non course!!!!!

      Elimina
    2. A me piacerebbe tantissimo e, se riesco già oggi, ti scriverò col dettaglio della nostra vacanza mooolto vicino a voi.
      Per Alex sarebbe un'esperienza unica, tanti fratelli tutti diversi e speciali, tutti molto più abituati di lui a dover mediare carattere e bisogni.
      Magari ce la facciamo :)

      Elimina
  20. Quando passo di qui riesci sempre a farmi ragionare. .. e non è poco. Grazie!

    RispondiElimina

Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...