giovedì 6 giugno 2013

L'elemento neutro

Quando ho letto il tema del mese di giugno di Genitoricrescono - "Fare gruppo. Appartenere" - ho avuto un sussulto.
Non lo posso negare, questo argomento mi tocca sul vivo, è ciò che più spesso mi fa soffrire o almeno pensare.

Io ho sempre amato appartenere e mi riusciva proprio bene.
Non è mai stato faticoso. Ricordo la mia infanzia come fluida nei rapporti e nelle amicizie.
Avevo il gruppetto di compagne/i a scuola, avevo il gruppetto alla scuola di danza, avevo il gruppetto dei fine settimana in campagna.
Poi c'è stato il gruppo più fluttuante delle scuole sueriori e quello fantastico dell'inizio dell'università.
Poi amici raccolti nelle varie attività, dai corsi di spacializzazione ai colleghi di ufficio.
Mai una massa. Sempre gruppetti.
Mi ci sentivo bene, senza forzature, senza menzogne.
Mi piaceva stare più fuori che in famiglia e così sceglievo e mi facevo scegliere dai miei simili.

Sapevo che ogni gruppetto aveva la sua funzione e la sua ragione di esistere.
Non ho mai preteso "fedeltà" assoluta e mai l'ho data. Sincerità sempre però. E sostegno, alla bisogna.
Ho giudicato poco e amato tanto. Sono stata felice della mia socialità, anche quando era meno evidente perchè avevo bisogno di star sola.
Nel tempo i gruppetti si sono sciolti, ma di ognuno almeno un amico speciale è rimasto, nel cuore e nella vita che si espandeva.

Date le premesse, mi sarei aspettata che nuovi gruppetti mi avrebbero vista protagonista una volta diventata madre.
E pregustavo pomeriggi ai giardini e caffè fumanti da sorseggiare in compagnia di nuove amiche mamme.
Eh ... già sapete che non è andata proprio così.

La mia maternità ha rapprentato la non-appartenenza assoluta.
In verità è stato il rifiuto assoluto di appartenenza di Alessandro che ha influito pesantemente su di me.
Solo qualche esempio di ciò che non ha mai vissuto mio figlio:
- stare ai giardini a giocare con altri bambini (senza scappare o innescare battaglie)
- stare in ludoteca senza necessità di essere placcato ogni 2 minuti (v. sopra)
- stare con gli animatori di un baby club in vacanza
- giocare allo Småland dell'Ikea (questo mi fa tanto soffrire!)
- avere un amico del cuore (davvero tale)
- invitare compagni di scuola a casa (tranne rarissime eccezioni)
- partecipare a feste di compleanno (v. sopra)
- svolgere sport di squadra o altre attività aggregative (ora c'è l'arco ma ...)
- varie ed eventuali che riguardino una qualche forma di spontanea socializzazione

Talvolta ho provato a sostituirmi a lui ma l'effetto sperato non si è realizzato, ovvio.
Perché appartenere per interposta persona non funziona. Assolutamente.
E per ora Alessandro non ama appartenere, lui attraversa la vita in punta di piedi e senza compromessi.

Era qualche giorno che pensavo a come descrivere tutto questo e come sempre la risposta mi è arrivata da lui.
Ieri sera gli ho domandato se avesse sempre lo stesso compagno di banco.
Mi ha risposto di no, erano stati spostati e lui era di nuovo nel banco a tre (sono in 29, quindi ci dev'essere sempre un trio). Quindi come spesso gli è accaduto, si è ritrovato con un compagno a destra e uno a sinistra.
"Sai, io sono come lo zero, l'elemento neutro", mi dice con tono consapevole
"Te lo ha detto la maestra?"
"No, me lo dico da solo".

Ecco.
Nel complicato universo dell'appartenenza e dell'aggregazione mio figlio è l'elemento neutro.
Ha iniziato con la contrapposizione violenta e il rifiuto.
E' passato al silenzio più assoluto in pubblico e alle violente esplosioni con noi.
Per arrivare all'osservazione distaccata.
Non so cosa darei per capire quanto è vera la sua neutralità e quanto è semplice paura.
Perché appartenere ti costringe ad un'analisi brutale di te stesso, dei tuoi punti di forza e dei tuoi limiti.
Perché appartenere è mediazione, flessibilità, gioco d'azzardo.
Perché nel gruppo - quello vero - sei nudo, con l'anima e il cuore esposti.
E devi avere fiducia.

Mio figlio non si fida.
Lui annusa e scruta, come un gatto.
Poi ti gira attorno e tu pensi di essertelo fatto amico ma poi basta un gesto più scomposto e il gatto scappa.
Poi torna e il balletto ricomincia senza trovare mai un vero finale.

Questo è il lavoro che cerchiamo di fare adesso con lui.
Fargli sentire che lui può fare la differenza.
Come lo Zero che trionfa nella bellissima filastrocca di Gianni Rodari.
L'abbiamo ricordata ieri sera e lui ha riso pensando all'importanza che lo zero assume in compagnia degli altri numeri.
Gli ho detto che ognuno di noi aiuta il gruppo ad essere migliore, contribuisce con i propri talenti. Se il gruppo ti impoverisce, ti toglie, allora non vale la pena starci (e questo lo ha spiegato proprio bene La Staccata qui).
Ma ci si può provare, darsi l'opportunità di accogliere l'altro e tirare fuori una ricetta vincente.


Ecco.
La sfida è farlo sentire al sicuro, anche se esposto.
Perché da soli - sempre da soli - non si riesce ad esplorare tutte le declinazioni della felicità umana.
Perché siamo la tessera unica e speciale di un puzzle immenso, fatto di integrazione e condivisione.
Io ci credo molto.

E sono certa che il mio neutrale figlio farà la differenza per qualcuno.
Lui è tutto meno che un elemento neutro.
E da quando faccio gruppo con lui ho imparato molto più che in tutta la mia vita precedente.
Devo ricordarmi di dirglielo, tutti i giorni.


Questo post partecipa al Blogstorming di Genitoricrescono, il cui tema del mese è appunto “Fare gruppo. Appartenere”.

47 commenti:

  1. quanto scrivi mi scuote. devo rileggerlo e metabolizzarlo.
    Auguri per voi, ciao!

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    1. Grazie! Ho visto che il tema smuove tante belle riflessioni perché non possiamo esimerci da essere animali sociali, con tutti i dubbi che ciò comporta.

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  2. Hai esposto alcuni concetti e riflessioni che ne mio piccolo ho provato ad affrontare anch'io. Ma tu lo fai meglio. Tu sei Marzia. Splendido post.

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    1. Lo sai che ho tolto il link al tuo post un secondo prima di pubblicare perché ho pensato potesse pure scocciarti di avermi come stalker?! Tu hai spiegato benissimo la differenza tra gruppo e branco e le implicazioni emotive.
      Se mi dici che non ti spiace, rimetto il link ...

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    2. Tu una stalker???? La prossima volta che ti incontro te la do una botta in testa, così ti resetti ragazza mia :-)
      Ne sarei onorata. E onorata, sappilo, non è un lemma figlio delle mie consuete iperboli. Grazie...

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    3. Sempre io (e poi saresti tu la stalker? :-D )
      Io linko il tuo post nel mio. E' probabilmente uno dei tuoi post migliori, anche se è difficile scegliere.

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  3. Che comunque l'elemento neutro potrebbe essere quel bambino che sta bene con tutti, anche.
    Ma gruppo se ti fa piacere farne parte. Se è una forzatura meglio starne fuori e avere anche solo un amico del cuore.
    Io sono libera in questo senso. Mi sento di essere così anche come mamma che educa le proprie figlie. Vedo la più piccola che sta bene in gruppo, anche grande. Invece la mia prima figlia ha sempre prediletto una o due amiche per volta. Ad essere sincera l'ho spinta ad aprirsi, perché è sempre positivo afferire possibilità alla vita, alle esperienze, conoscenze, situazioni.
    Ma non puoi obbligare una persona a fare qualcosa che per lei è lontana dal suo modo di essere, vuoi per fortuna (trovare amici giusti è anche essere fortunati di averli incontrati) vuoi per indole.
    Forse mi sbaglio, forse bisognerebbe lasciare aperti più spiragli e possibilità ai bambini di formarsi avendo esempi di strade da percorrere. Ma gli amici se li scelgono loro, le modalità di gioco e interazione si modificano a seconda dei bambini con cui giocano.
    Ma forse ho scritto troppo di getto a questo post così profondo e ricco di molteplici riflessioni.....

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    1. In effetti potrebbe, ma nel suo caso è fingere una parvenza di star bene per evitare ulteriori rotture di scatole :)
      Poi succedono cose inattese. Mentre oggi io mi dilettavo in ospedale con mia madre, mio figlio è stato 4 ore al campo di tiro con l'arco e suo padre mi raccontava al telefono che ha persino giocato a palla con un altro bambino ... noi siamo estasiati!

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  4. Mi hai fatto rabbrividere, con le tue parole e soprattutto le sue parole...

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    1. Io ormai sorrido, perché butta lì le frasi con una consapevolezza incredibile e quasi stonano con quel corpicino gracile di bambino. Però mi piace un sacco!

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  5. sorrido. Io mi consideravo un elemento neutro. La svizzera mi chiamavo. Sarà la condanna della figlia di mezzo, unica femmina e nel mezzo, appunto.
    Poi invece ho cominciato a disperare di appartenere
    <>
    Purtroppo non è sempre evidente (nè perpetrato in malafede) quell'impoverimento.

    Tuo figlio è un ometto spettacolare. Mi piacerebbe davvero conoscerlo.

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    1. "Se il gruppo ti impoverisce, ti toglie, allora non vale la pena starci."
      questa la frase su cui riflettevo.

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    2. La cosa strana è che lui non è mai neutrale, ha sempre posizioni precise ed estreme. Ma in pubblico si nasconde e non mostrare idee è il miglior modo per apparire invisibile.
      Pare sia un buon modo per difendersi, certo è complesso capire come farlo andare felicemente oltre.
      Allora aspetto le tue riflessioni ...

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  6. Le tue analisi lucide mi fanno sempre riflettere, perché sicuramente Alessandro è un ragazzo che ti costringe a rimetterti sempre in discussione ed a trovare strade diverse.
    E' incredibile, ma non tanto, la sua consapevolezza e la sua intelligenza emotiva.
    Il suo guardare e guardarsi.
    L'appartenenza è difficile in generale, non solo per chi fa fatica ad avvicinarsi.
    Ma anch'io condivido il tuo approccio, in ogni situazione mi sono sempre "portata via" qualche relazione speciale ed importante ed anch'io prediligo i gruppetti al gruppone.
    Sarà anche per queste comunanze che mi piaci tanto?

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    1. Sarà e anche tu mi piaci tanto! Poi sei una madre spettacolare e io cerco sempre di assorbire il più possibile :)

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  7. Mi hai fatto venire i brividi!
    L'amore per tuo figlio è pari alla lucidità con cui lo comprendi, è questo è bellissimo e importante per lui.
    Troverà il suo posto nel mondo anche e soprattutto grazie a te (e a tuo marito, s'intende), stanne certa.
    Anche i gatti diffidenti prima o poi fanno le fusa.

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    1. Già, lo penso anch'io :) Per questo le ho trovato una gatta super affettuosa ... magari da lei apprende più facilmente!

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  8. Cara Marzia non vedo l'ora di conoscere il tuo Alex! Leggendo i tuoi post faccio sempre dei paralleli con mio figlio e non posso fare a meno di pensare che nonostante la loro diversità hanno delle caratteristiche di fondo comuni. Daniele è sempre stato un bambino socievolissimo ma non ama "adeguarsi" al gruppo, gli piace distinguersi. E' un anticonformista di natura! Questo gli ha creato tante volte problemi di integrazione ma, nonostante la sua sofferenza, è sempre stato coerente con se stesso, non si è comunque adeguato. A lui PIACE essere diverso, me l'ha detto esplicitamente. E' per questo che a scuola per 2 anni consecutivi non ha voluto partecipare allo spettacolo di ballo per Natale ma ha preferito fare il presentatore e recitare la poesia. Per questo neanche lui ama gli sport di squadra, odia il calcio, e neanche lui ha mai partecipato agli spettacoli di animazione dei babyclub in vacanza.Credo che siano due i fattori che influiscono su questo comportamento: il desiderio di distinguersi dagli altri dovuto alla sua forte personalità, ma anche la paura di confrontarsi e di mettersi in gioco. Non so se pensi che questo possa valere anche per Alex. Però voglio lasciarti con un messaggio positivo. Negli ultimi mesi è successo un miracolo, non saprei come altro definirlo. Finalmente il mio bambino si comporta da bambino, si è lasciato andare. A febbraio ha partecipato a uno scatenato balletto per lo spettacolo di Carnevale. Ieri ha cantato nel coro della scuola con tutti i suoi compagni e, cosa ancora più strabiliante, due giorni fa alla festa di compleanno di un suo amichetto in una ludoteca ha partecipato alla baby dance con la musica di "Gangam style"!!!
    :-)
    Flo

    P.S.Sono certa che anche il tuo elemento neutro quanto prima si aggregherà ad altri elementi. Deve solo trovare quelli giusti e più affini a lui!

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    1. Sono assolutamente certa che Alex abbia una grande paura di mostrarsi e di lasciar avvicinare davvero qualcuno. Ha paura di soffrire, ha paura di deludere e deludersi.
      Ma occorre mettere anche questo nel proprio bagaglio per poter affrontare l'età adulta nel modo più sereno possibile, giusto?
      Attendo che gli elementi affini si palesino ... magari a luglio?!

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  9. Tuo figlio evolve, l'ha sempre fatto. Ti ha fatto scoprire cose nuove, mai provate, nel bene e nel male. Ha saputo insegnarti al massimo come la diversità possa comunque fare gruppo, perchè per quanto abbiate approcci diversi alle cose voi siete gruppo. Il suo. Il vostro. E sono certa che riuscirete a farlo sentire sempre più sicuro.
    Come un gatto: sempre all'erta ma che poi ogni tanto molla la presa e si concede alle fusa più intense.

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    1. Sì, per fortuna stiamo evolvendo tutti, il nostro gruppo sta funzionando meglio e forse per questo lui piano piano si muove verso l'esterno. In giornate come oggi mi sento tanto fiduciosa e voglio mantenere il pensiero al bello.

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  10. Adoro tuo figlio! Ha un sempre punto di vista originale e brillante! Immagino che i suoi compagni gli debbano apparire piuttosto ottusi, come si trova con i più grandi? Un abbraccio forte, bellissimo post
    Roberta

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    1. Di solito con i ragazzini più grandi va meglio, lui non sopporta il normale e fisiologico caos dei suoi compagni ... non si diverte ma si chiude. Un po' lo capisco, solo mi dispiace che si perda la leggerezza della sua età ... ma non può diventare ciò che non è.
      Grazie Roberta!

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  11. Cara Marzia mi perdo sempre dentro ai tuoi bellissimi post. E' come se mi prendessero per meano e mi mettero davanti ad uno specchio e mi facessero tuffare dentro. Dentro giù giù, in profondità, nei noccioli delle questioni. Ti leggo e come mi accade qaundo leggo Barabara di Pdc, vorrei essere come voi, migliorare, cercare di capire sempre, scovare strade diverse, riuscire a metetrmi in discussione e ritrovare chi amo lungo luoghi impossibili alla vista, ma non al cuore. Mi trovo in un m omento in cui non solo non appartengo ad un gruppo, ma faccio anche fatica a ricercare me stessa. Sento di non appartenermi. Passerà lo so. Ma legegerti mi da tanta forza. Sempre. E di qesto ti ringrazio.
    Raffaella

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    1. Io sono stata per anni decisamente giù nel baratro dell'infelicità del dubbio, mi odiavo come madre e avrei voluto tornare indietro e fare tutto diverso. Poi ho detto basta, basta sensi di colpa e basta cercare in mio figlio un bambino che non era mai nato. Lui era così, punto.
      Non è stato facile arrivare all'accettazione, qualche volta vacillo ancora, ma più spesso voglio bene a me e a lui. Oggi mi ha chiesto perché avessi scelto di fare nascere proprio lui, forse perché eravamo due un po' strani ... gli ho risposto che è stato lui a scegliere me perché aveva capito che io da sola non avrei potuto farcela :)
      Coraggio Raffaella, tuo figlio ha fatto un lungo viaggio per arrivare proprio dalla mamma giusta. Ti abbraccio.

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  12. davvero un bel post. bella l'analisi e mi ha colpito la frase di tuo figlio. Io da sempre ho amato e fatto gruppo. Però nello stesso tempo ammiro chi è capace di avere la sua strada. Di osservare e nn farsi condizionare. Probabilmente un figlio così ti mette un pò più in difficoltà, ma nello stesso tempo ho l'impressione che lui farà strada e pian piano troverà il suo gruppo.

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    1. Hai fatto un quadro perfetto e spero che anche la conclusione sia quella giusta, grazie!

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  13. Alex mi spiazza, come una poesia che esprime tutto in poche ma intense parole. Un ragazzino speciale.

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    1. Alcune persone hanno il dono della sintesi e lui certamente è tra queste. Spero mantenga il buono della sua mente e dilati un po' la sfera emozionale, allora sarebbe perfetto.
      Ogni tanto invidio il tuo avere sotto gli occhi così tanti caratteri e personalità, hai davvero un mondo eterogeneo che cresce con te ... ma non potrei farcela :)

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  14. Ho sempre pensato che prima di poter stare bene con gli altri, sia necessario stare bene con noi stessi. Quindi, dovremmo prima imparare a "appartenerci".

    Attraverso le tue parole mi sembra di riconoscermi un po' in quello che dici di tuo figlio. L'annusarsi, il fidarsi poco, l'aprirsi ma poi richiudersi.
    Stare con gli altri ci serve perhcé nessuno può bastare a se stesso.
    Ci sarebbe da scrivere... ma io mi fermo.

    Grazie per questi tuoi pensieri.

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    1. Perché non partecipi anche tu al blogstorming? Mi piacerebbe leggere anche l'altra fetta delle tue riflessioni ...

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  15. Credo, Marzia, che Alessandro renda estremo ciò che tanti vivono.
    Ha un livello di consapevolezza molto alto, è granitico, come la verità. Le cose che hai sognato come prolungamento del tuo modo di essere si sono schiantate contro il suo. Rimango ammirata di fronte alla sua umanità, al suo dirsi serenamente "essere l'elemento neutro": quanti anni bisogna passare prima di capire il proprio posto all'interno di un gruppo? Quanti prima di capire cosa davvero ci appartiene e cosa ci viene indotto dagli altri? Sembra che lui già lo sappia, sembra che conosca già le piccolezze umane e le delusioni a cui andrà incontro, si difende preventivamente, non vuole soffrire.
    Quanta sapienza c'è in questo!
    Tuttavia la sua vita non è più semplice, ma credo che sia per questo che ci sia tu (tu Marzia intendo, non una madre in generale) di fianco a lui, per rendere questo suo percorso, così originale, più leggero, perchè possa andare incontro a se stesso e agli altri, senza paura. La tua sensibilità, guiderà le sue paure, fino a superarle, nel tempo, con pazienza.
    Nel frattempo ti rassicuro:
    io detesto i babyclub, detesto le palline dell'Ikea e i miei figli fanno sport individuali: possiamo farci compagnia!!! :D

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    1. Meno male che non siamo soli! Mi fai coraggio, la tua è una gran bella famiglia.
      In effetti Alex ha già avuto modo di riflettere su molti aspetti, è inevitabile quando ti confronti con un mondo che senti diverso da te. Io ci provo a stargli dietro, non è facile per chi ha avuto un percorso così diverso ma l'impegno e l'amore sono grandi quindi incrocio le dita!

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  16. Sai che mi riconosco molto in tuo figlio? Mai fatto parte di un gruppo, mi piace selezionare le amicizie. In passato mi hanno dato della Snob, non lo sono ma di certo non mi faccio andare bene tutti. Scelgo, ecco...

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    1. Scegliere va benissimo e anche selezionare, basta che sia espressione della propria personalità e non paura di aprirsi. Vorrei che Alex almeno provasse a mttersi in gioco, poi potrà scegliere davvero ...

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  17. Alex sta sempre un po' sul bordo perchè ha paura di gettarsi in acqua ma quando riesce a farlo batte tutti. Questo per me è lui!
    un bacio sandra frollini anzi abbraccione pieno di tenerezza dai che ce lo scambiamo.

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  18. Bella l'immagine di fare gruppo con il proprio figlio! Anche io non ho mai fatto gruppo fino alle superiori, dove ho trovato i compagni giusti in parrocchia. Si cambia...
    Un bacione

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    1. Certamente è così, siamo tutti in evoluzione per fortuna :)

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  19. le tue parole toccano sempre, trovano una strada e là si insinuano.
    per esempio: lui vive una vita senza compromessi.
    ma tu pensa cosa deve essere...
    vi abbraccio, bellissimo gruppo da due

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    1. I compromessi sono parte della vita e spesso la semplificano, questo vorrei che mio figlio lo imparasse. Capisco la sua esigenza di nascondersi per evitare conflitti, ma una limatina ogni tanto ... Grazie dell'abbraccio!

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  20. Ciao Marzia. La risposta di Alex mi ha lasciato lo zero, come immagine e come etimo, uno spazio vuoto e chiuso. E forse vuoto perchè chiuso, senza poter condividere. Quale numero vorrebbe invece essere?

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    1. Lui non vorrebbe essere altro che uno zero ... ti risponderò meglio col prossimo post, comunque grazie per la bellissima domanda :)

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  21. Non era come ce l'avevo in testa ma è venuto così:
    http://www.babbonline.blogspot.it/2013/06/il-gruppo-ovvero-il-lato-oscuro-della.html

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...