giovedì 13 giugno 2013

In medio stat virtus ... davvero e sempre?

Ieri è finito anche questo terzo anno scolastico e nel pomeriggio sono andata al colloquio conclusivo che la maestra dedica alla consegna delle pagelle.
Non avevamo molto da dirci, per ora mio figlio raggiunge gli obiettivi scolastici con facilità, "in scioltezza" come dice la maestra. In effetti se conto le ore di studio a casa arrivo ad un numero ridicolo, impensabile per me alla stessa età, complice anche uno stile di insegnamento che impegna i bambini molto in classe e molto meno in termini di compiti a casa. E questa è stata una grande fortuna, che probabilmente subirà variazioni nei prossimi due anni, in preparazione delle medie (o come si chiamano adesso ...).


Abbiamo come al solito parlato molto più dell'aspetto sociale, che risulta sempre da migliorare ma con un netto passo avanti rispetto al passato.
La maestra in realtà non conosce Alessandro, lui si mostra pochissimo a scuola, e quando le cito qualche sua osservazione tanto per farle capire il punto di vista del mio bambino, lei rimane sempre stupita. Stupita della sua capacità di analisi e di espressione, stupita di quel ricco mondo interiore che Alex tiene chiuso in sé.
Però mi ha detto una frase che mi ha lasciato stranita.
Ad un certo punto lei mi dice che si rende conto di quanto ad Alessandro possano sembrare piccoli i suoi compagni e che talvolta li guarda come fossero ... insetti ... Insetti?!
Non ho avuto una immediata reazione, c'erano ancora tanti genitori dopo di me e il colloquio non poteva protrarsi oltre. Poi però ci ho riflettuto tornando a casa.
Mio figlio non vincerebbe certo il premio di simpaticone dell'anno. Non lo è, oggettivamente.
Non si tratta solo del silenzio ossessivo e del non esternare il suo punto di vista davanti ai compagni. Si tratta del suo sguardo penetrante e del suo sembrare sempre in un mondo a parte, tendenzialmente incomprensibile ai più (me compresa).
Il suo modo di comunicare è spesso ai limiti dell'ironia (o del sarcasmo), sia che descriva se stesso sia gli altri. E' un grande conoscitore dei propri limiti, quindi sa prendersi in giro in modo sottile, come per la storia dell'elemento neutro.
Suo padre canta e lui mi dice "vedi, lui crede di fare arte".
Io sorrido ad una sua battuta e lui "ecco, adesso mi fa la sentimentale".
La nonna gli risponde in modo non competente e lui la smentisce dicendo "ma è così, è logico".

Insomma sta a metà tra il saputello e il figo. Quello che poi in fondo è.
Non ha avuto modelli in questo, io e mio marito siamo persone intelligenti - mi pare di poter dire - ma privi di qualsiasi spinta a metterci in mostra.
Nella nostra lotta di farlo aprire al mondo è sempre chiaro che il rispetto deve stare al primo posto, quello che lui deve agli altri e quello che deve pretendere per sé.

Quindi arriviamo al punto.
Nell'immagine della maestra che lo vede "giudicante", anche se solo col pensiero, quanto pesa la nostra interpretazione di adulti?
E ammesso che mio figlio consideri i suoi compagni "più piccoli" (diamine, insetti no!) - cosa altamente probabile - dobbiamo correggerlo?

Alessandro ha sempre avuto forti problemi con l'autostima, solo in quest'ultimo anno ha iniziato a rendersi conto di avere anche dei doni, di avere qualche peculiarità che lo rende a suo modo speciale. Prima era solo quello "diverso" e non era una posizione divertente.
Eppure non ha mai detto di voler essere altro. Lui sta bene con se stesso, i problemi gli arrivano dal confronto.
Nel post precedente Jessica mi ha fatto una domanda molto interessante, se lo zero è uno spazio vuoto e chiuso allora quale numero vorrebbe essere Alex? Lui non vorrebbe essere altro che uno zero, quello della filastrocca che per tanto tempo viene maltrattato e poi si scopre che ha una bella importanza se lo si tiene vicino ... lui desidera condividere solo non è ancora bravo a farlo, non si sente abbastanza sicuro.

Allora ritorniamo al principio: ma se lui adesso ha una certa capacità di pensiero, dobbiamo trattarlo solo come un censurabile spocchioso?
Ci si può sentire offesi davanti all'acume di un bambino, seppure mal espresso?
Facciamo lo stesso fra adulti?

Sono sincera, io una risposta assoluta non ce l'ho.
Quello che so è che per tanto tempo abbiamo lasciato l'aspetto cognitivo di nostro figlio al fondo della lista.
Perché doveva imparare a socializzare.
Perché doveva imparare a comportarsi in pubblico.
Perché doveva imparare a giocare.
Perché doveva accettare l’autorità.
Perché doveva mostrare le emozioni.
Perché doveva imparare a godersi l’infanzia.
E tanti altri doveri.
Ed è ancora tutto valido, nessuno lo dimentica.

Però la sua testa va veloce, tanto. Non c’è alcuna sana via di mezzo in lui.
Quindi?
Non desidero cambiarlo, è mio figlio ed è ovvio che io cerchi di vedere il meglio. Eppure non credo di aver mai addolcito la pillola, di essermi nascosta la verità. Anzi.
In lui c’è molto, moltissimo. E questo molto lo paga con un prezzo incredibilmente alto.
L’avrei augurato a mio figlio? No, non penso affatto.
Gli avrei augurato gioia e serenità, urla gioiose e giochi condivisi, amici sinceri e carattere allegro.
Ma Alessandro è la persona che è.
Ok, non è un simpaticone ma fa nascere tanti pensieri unici e meravigliosi.

Non gli permetterò mai di pensare di essere circondato da insetti.
Per questo non gli chiederò di essere diverso da quello che è.
Lui ha diritto di essere rispettato, altrimenti come imparerà il vero rispetto?

Hanno un senso tutte queste domande?


44 commenti:

  1. Cara Marzia, partirei dalle tue ultime osservazioni, ovvero l'essenza: il rispetto.
    Giusto darlo ma altrettanto giusto riceverlo, anche per le proprie inclinazioni, il proprio modo di essere, la propria natura.
    Leggendoti mi sono fatta l'idea di Alex come di un ragazzo molto (troppo?) intelligente. Viviamo in un mondo in cui (tralasciando pure la tua lunga lista di priorità legate alla sua socializzazione) sembra ci si debba vergognare dell'eccellenza.
    Alex non ha solo capacità cognitive. E' ironico (capacità sconosciuta a molti suoi coetanei) emotivamente intelligente, acuto ed apprende perché osserva con capacità di assorbire ed elaborare.
    Se invece di una riga di 10 (by the way, complimenti) segnasse tutti i gol su punizione, la maestra avrebbe detto che guarda tutti come insetti?
    Secondo me ci sta che una ragazzino intelligente come lui percepisca la distanza dai suoi coetanei. Probabilmente anche la maestra non sa come approcciarsi, e questa osservazione infelice ne è la prova.
    A me Alex piace da morire, quanto mi piacerebbe conoscerlo (ed anche stringerlo, ma sicuramente mi guarderebbe come un insetto :D).

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    1. E' questo il punto, va bene se il gruppo "eroi del calcio" maltratta tutto il resto della classe perché non sanno giocare ma se si tratta di dire che un bambino ha un particolare potenziale cognitivo apriti cielo. Ma non è una gara e neppure una classifica, però ci deve essere posto per tutti. Solo questo.
      Comunque ad Ale piace essere stropicciato ... solo che non lo ammetterebbe mai :)

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    2. Non avrei saputo esprimere meglio di PdC il mio pensiero.
      Un bacio!

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    3. Succede spesso anche a me :)

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  2. Ma certo che hanno un senso! tu sei una mamma che scava a fondo ogni questione, sopratutto rispetto a ciò che riguarda tuo figlio!
    Ti sento molto simile a me in questo, devo sempre andare alla radice dei problemi, capirli, trovare soluzioni adatte.
    E' un bambino molto intelligente, oserei dire con qualche genialità, la sua ironia sottile (in questo somiglia molto a mia figlia piccola), il suo essere bravissimo a scuola senza sforzi.
    Devi sicuramente imparare ad accettarlo così com'è. Con i suoi lati eccellenti e quelli su cui si deve ancora fare un passo avanti.
    Che poi, a dirla tutta, è stata la maestra a dire che lui vede gli altri come se fossero insetti. Indaga con lui, perchè è un semplice parere di un'insegnante che lo conosce molto poco o sulla base di elementi superficiali.
    Comunque sia è una personcina in divenire, che ha già gettato basi importanti e il suo carattere sta venendo fuori. Tu sei una mamma attenta e intelligente che sa comprendere le sfumature, i lati deboli ma anche di grande forza di tuo figlio.
    Secondo me farai un gran lavoro. Promette bene tuo figlio e la sua ironia mi piace davvero.
    E comunque complimenti anche a lui, una pagella eccellente!!

    comunque sia a me piacciono molto quelle persone che sono una sorpresa, che hanno un mondo da raccontare, piuttosto che i super gasati che si credono chissà chi, questo vale per ogni età.

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    1. In effetti i nostri bambini del 2004 hanno tante cose in comune!
      Sai io ascolto spesso Ale che parla dei suoi compagni, a lui piacciono quelli con cui riesce ad avere un dialogo, anche se stringato. Ha dei compagni tutto sommato tranquilli, la maestra stessa li ha descritti a noi genitori come una classe ancora "piccola", con molte lacune a livello verbale e privi di malizia. E questo mi piace, permette a lui di avere i suoi spazi di tranquillità ... solo che non trova molto da condividere, per questo preferisce tacere.
      E' molto complicato e la maestra lo sa, quello che non accetto è che passi lui per l'unico "responsabile" di una comunicazione carente.

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  3. Cara Marzia, a leggerti sembra che un folletto dispettoso ti abbia gettato una buccia di banana mentre andavi incontro alle meritate vacanze, giusto per fartele sudare un po' ancora! A istinto tu l'hai fiutata quella buccia di banana, e non ci stai scivolando sopra, la stai osservando però perplessa e ti chiedi "perchè?"
    Quoto in toto PdC, è la esatta cosa che ho pensato leggendoti: qui esce un limite della maestra. E' lei che è giudicante!!! E accidenti un buon educatore non dovrebbe proprio giudicare i suoi alunni, semmai i loro comportamenti e condividere strategie e strumenti con i genitori..

    Aiuta Alessandro giudicandolo così? No.
    Aiuta te [ad aiutare tuo figlio]? No

    Quindi, certo che hanno senso le tue domande, ma per confermare che per una volta il problema è CERTAMENTE degli altri.

    Che poi infastidisca è realtà, ma avete passato ben altro.

    A margine, ma non troppo: è bellissimo leggere questo amore per tuo figlio intenso, il tuo supporto, il percorso che avete fatto. Siete una grande squadra. :)

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    1. In questi tre anni ho cercato di creare un rapporto saldo con la maestra, che comunque ritengo una persona deliziosa e un'insegnante piena di volontà. Ci ha aiutato molto nel periodo di inserimento e non forza Alessandro ad aprirsi se lui non ci riesce. Eppure con una frase mi ha fatto venire il dubbio di non aver passato le informazioni giuste su mio figlio, che lei veda il Alex solo gli aspetti limitanti della sua personalità e non i punti di forza.
      Comunque sì, adesso siamo una bella squadra, ora so dove voglio arrivare ... e anche lui inizia a vederlo. Grazie Cì!

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  4. E se con insetti la maestra non intendesse dire cose piccole schifose di nullo interesse ma, al contrario, come i bambini guardano gli insetti piccoli esseri impegnati in attività affascinanti, a noi ignote e incomprensibili? Non avrebbe più senso la sua frase e meno effetto fastidioso...? Puoi saperlo solo tu Marzia, ma che Alex possa percepire i suoi coetanei come esserini curiosi e incomprensibili potrebbe forse corrispondere un po' alla sua magica personalità...? E' solo una riflessione che butto lì, perché lo so come è brutto raccogliere dalle maestre stimoli che non ci piacciono poi fino in fondo...
    Ti abbraccio, con tutte le tue domande

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    1. Sarebbe un punto di vista più simpatico ma no, intendeva proprio dire che li guarda come "esseri inferiori" della catena umana ...
      Che poi Alex non li comprenda, è un dato di fatto che lo accompagna da sempre. Ma se si prova a guardare le cose dal suo punto di vista, allora il quadro prende una forma più chiara, se hai pensieri grandi chiusi in un corpo piccolo e hai emozioni che non sei capace a gestire perché ti manca l'esperienza ... ecco è un bel casino! E capire di essere solo in questo (o quasi) non aiuta per niente ...

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  5. Sicuramente l'insegnante ha usato parole non appropriate per cercare di spiegare quello che aveva percepito. Forse nel senso di guardare le persone quasi studiandole, un osservatore della realtà che lo circonda più che un attore (nel senso di agire).

    Leggendo quello che dice tuo figlio mi viene da sorridere (ovviamente con affetto) perché non "salva" nessuno e dice cose veramente taglienti.
    Credo che ognuno di noi usi le parole per creare anche una certa barriera o difesa nei confronti degli altri. A me è sempre stato rimproverato di "buttare tutto sulla battuta". Forse è il mio modo di reagire, come per dire che niente riuscirà a non farmi fare un sorriso, ancorché amaro. Come quando chiamando a casa parlando con mia madre le chiedo come va "il tu' marito" o "la tu' figliola" (in realtà mio padre e mia sorella), come se questo mi permettesse di non esprimere a fondo tutto l'affetto di una richiesta del genere.

    Sono convinto che ognuno di noi abbia delle proprie caratteristiche e che sia giusto cercare di portarle avanti con un "sano egoismo" nei confronti dell'ambiente esterno. E' giusto che voi come genitori cerchiate di dare delle regole di comportamento e di rispetto nei confronti degli altri.

    P.S. Mi rendo conto che commentando i tuoi post, scrivo un po' di me.

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    1. Bravissimo! E infatti Alex usa sia il silenzio sia le parole come scudo, lui ha bisogno di difendersi. E' noto che in momenti di stress tendiamo a ridere, non è certo per allegria ma perchè dobbiamo allentare la tensione. Così fa lui, solo che spesso colpisce più duro di quello che vorrebbe, la sua capacità di trovare il punto debole degli altri è impressionante.
      Il tuo esempio di come smorzi l'emozione con una battuta descrive perfettamente anche mio figlio, lui teme i sentimenti perché ti lasciano scoperto, quindi usa le parole per costruirsi i muri dietro cui ripararsi.
      Grazie come sempre, i tuoi pensieri completano sempre i miei.

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    2. Ogni tanto ho delle remore quando scrivo commenti ai tuoi post perché rispetto ad altri blog quando racconti di tuo figlio (già “grande” rispetto alla mia e ad altri figli di cui leggo che sono ancora allo spannolinamento), lo dico con tutto il rispetto per una situazione che non conosco e non volendo assolutamente banalizzare, sento una certa affinità con un po’ del mio passato e con certe mie caratteristiche.
      Posso “capire” quanto sia difficile “avere per casa” qualcuno che non riesci a capire bene “cosa abbia in testa”, che in alcuni casi ci sia anche un certo timore per lui. Che da un certo punto di vista sembra “un piccolo adulto”, nel senso di testa, ma ovviamente non lo è, e forse lui ci si sente.
      Alcune volte penso a come sarebbe difficile, specialmente nella fase più critica per tutti dell’adolescenza, se mia figlia avesse “ereditato” alcune mie caratteristiche.
      Dovrò scrivere qualcosa su questo, come avevi suggerito tu sarebbe stato in linea con il blogstorming di questo mese ma non riuscirò a breve.

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    3. E non sai quanto per me sia utile provare a vedere oltre, più avanti nel tempo per tenere a freno certe ansie che talvolta mi prendono. Io sono stata una bambina completamente diversa da mio figlio e non potrei mai dire di sapere cosa si prova ad essere lui ... Quindi grazie per i tuoi commenti e i tuoi eventuali post.

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  6. Se non fosse spocchioso, se non si sentisse affatto superiore, ma estremamente selettivo? In un post dicesti di quanto tuo figlio fosse estremamente sensibile nei confronti delle ingiustizie e dei soprusi. Un animo cosi sottile e profondo, dubito che guardi gli altri, come esseri i inferiori. Io, li temo gli insetti. Ne ho così paura che mi paralizzano. Mi fanno piu paura che schifo. Spero di aver reso l'idea.
    Raffaella

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    1. Come dicevo sopra, in realtà si tratta di un vedere le cose in modo verticale "io sono superiore a te". E questo non lo credo.
      Da sempre Alex dice a chi lo circonda "tu non capisci", e adesso so che ha ragione. Non lo sappiamo cosa vuol dire stare nei suoi panni scomodi di "bambino non bambino", ne ha già passate tante e noi gli abbiamo solo buttato addosso tutta la responsabilità, la necessità di cambiare.
      Ora occorre pensare alla sua crescita in senso più ampio, dobbiamo tenere conto di tutto altrimenti la sua rabbia non potrà mai lasciarlo del tutto.

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  7. Condivido tutto quello che hanno scritto gli altri e tutte le tue domande, anch'io mi sarei posta le stesse. Credo che Alex sia un bambino straordinario per quello che pensa, per il modo che ha di vedere la realtà e perché nel mondo, grazie a Dio, siamo tutti diversi con il nostro bagaglio culturale, umano e anche sociale. Se lui sente i suoi compagni come più piccoli è normale, credo, perché lui è diverso e si vede bene nel confronto con gli altri, ma attribuirgli un atteggiamento del genere (pensare che lui li definisca insetti) scusami ma mi sembra scorretto da parte della maestra proprio nei confronti di tuo figlio, fare delle inferenze di questo tipo e connotare negativamente in questo modo attribuendo un pensiero non vero o reale mi sembra davvero "cattivo" da parte della maestra. Il cammino che state facendo è davvero impegnativo e bellissimo. È giusto che tu insegni a tuo figlio a rispettare gli altri e ad esigere rispetto, in primis dalla maestra.

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    1. Mi ha colpito il tono e mi è venuto da collegarlo a quanto ci eravamo dette nell'incontro precedente circa la plusdotazione e i test fatti da Alessandro. Non le ho mai chiesto nulla, né di trattare Alex in modo speciale né di modificare qualcosa nel suo programma, però c'è sempre il rischio di essere fraintesi su certi argomenti. Non so ...

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  8. La maestra si è espressa in maniera elementare, sarà stata l'abitudine, ;)
    Espressione infelice, ma efficace, vista la tua reazione. Avrebbe potuto dire che il suo sguardo su di loro è da superiore, formula più elegante, ma Marzia, il senso è comunque che Alex lo è, è più maturo e intelligente dei suoi compagni e non può fingere di non esserne consapevole. Risulta antipatico? Ok, deve smussare gli spigoli, ma è profondamente onesto.
    Mi sembra di capire che ciò che ti preoccupa sia il fatto che gli educatori con cui ha a che fare non riescano a cogliere la sua umanità e il suo aspetto razionale diventi preponderante in tutti i suoi rapporti interpersonali. Credo che le tue preoccupazioni siano assolutamente comprensibili, perchè tu sai quanto il mondo emotivo di tuo figlio sia invece profondo e complesso. Non credo sinceramente che le insegnanti siano in grado di nutrire questo suo mondo, e non per scarsa volontà, credo proprio che essere insegnante non sia sufficiente, ci vuole una buona dose di coinvolgimento personale e umanità (e non è compreso nel contratto, purtroppo!).
    Mi viene però in mente un suggerimento per voi, mamma e papà: è il sorriso benevolo verso chi sbaglia, chi è inadeguato, chi appare "sfigato", quel sorriso che è comprensione e vicinanza, l'attenzione verso chi è poco dotato, che sia compagno o conoscente, in una parola adulta, direi misericordia. Sono sicura che già la pratichiate, ma farlo notare ad Alex con insistenza, magari provocando in lui una reazione anche di disapprovazione (visto la sua acuta razionalità), potrebbe essere un metodo per innescare un dubbio che alla lunga modifica il cuore e lo sguardo, senza tradire la propria unicità.
    Un bacio.

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    1. Hai ragione e tutto ciò che dici lo facciamo già anche perché riguarda anche lui, in tutti quegli aspetti che ancora deve sviluppare. Non gli diciamo mai "sei più intelligente" e basta, non avrebbe senso. Lui ha una certa intelligenza e sa che attorno a lui ce ne sono di tanti altri tipi.
      Rivendico solo il diritto di vedere accettata e valorizzata anche la sua, e non è banale.

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  9. Tuo figlio si sente diverso gli altri perché in effetti lo è, quanto a maturità, intelligenza, sensibilità.
    E capisco benissimo che tu dica "gli avrei augurato meno intelligenza e più allegria", perché è più facile essere una bambino "normale" che un bambino "speciale".
    Però lui è così, e questo lo fa soffrire ma è giusto - giustissimo, stragiusto - riconoscere che ha dei doni particolari, che tutti quei dieci presi in scioltezza (e tutto il resto) sono ugualmente preziosi.
    Non è giusto tentare di appiattirlo per renderlo come gli altri (ma so che tu non lo fai), anzi, è bene che sia orgoglioso delle sue doti e le sappia ben gestire....e se in questo periodo si sente più grande dei suoi compagni non mi sembra una tragedia, certo forse questo creerà qualche difficoltà nella socializzazione, ma non mi sembra tragico, imparerà crescendo a gestire questa sensazione e si ammorbidirà, si adatterà.
    Tu devi essere orgogliosa di lui (ma lo sei, lo sei1!!)

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    1. Ci ho messo tanto tempo ma adesso sì, sono orgogliosa di lui in tutti gli aspetti.
      Per il futuro direi che in effetti le differenze sono destinate a sbiadirsi.

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  10. Io non so cosa dire di preciso, ma ammiro molto la tua capacità di analisi e la forza che ti permette di incoraggiare Alex ed il mondo ad andare d'accordo.

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    1. Ogni piccolo passo avanti è una gran vittoria e finalmente mi sento di dire che siamo stati bravi a non mollare, almeno quello ce lo dobbiamo :)

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  11. Sono d'accordo con Daniele. Anche secondo me c'e' stato un misunderstanding, sicuramente in parte dovuto al peso che tu hai dato a quelle parole un po' troppo asciutte. Ma mi hanno fatto pensare ad un bambino che osserva tenendosi a distanza, non ad un bambino che giudica. Certo, "insetti" e' una metafora orrenda, ma se ci pensi rende l'idea di una persona che appunto interagisce poco ma ha un mondo interno chiarissimo e razionale. Vi abbraccio.

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    1. Chissà ... può essere una buona interpretazione ... solo che qualcosa è scattato in me e io non sono il tipo che vede il peggio degli altri, anzi. Io cerco sempre giustificazione a tutto perché so che una parola maldestra può capitare, a me succede eccome! Comunque è stato utile per far nascere belle riflessioni, non inciderà sui nostri rapporti futuri, almeno credo.

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  12. Mah, forse la maestra ha un po' proiettato un suo modo di leggere le cose, no?
    Secondo me tu conosci tuo figlio meglio di chiunque altro (a parte lui stesso!) e sai riconoscere molte sue sfumature e inclinazioni; ciò che ci dicono gli altri può essere utile ed interessante per "vedere come veniamo visti", ma è sempre solo un punto di vista.

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    1. Sì, è un punto di vista che va a toccare nervi scoperti. Userò le vostre osservazioni per avere anch'io diversi punti di vista, mi avete quasi convinto :)

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  13. Io voglio dire solo una cosa, tuo figlio è una perla rara e chi non lo comprende peggio per lui. Lui imparerà a difendersi da chi non lo comprende e troverà il suo modo di essere tra gli altri. A me piace molto!!

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    1. Grazie Giorgia! Mi interessa solo che trovi un modo di difendersi che non sia il silenzio e basta.
      Mi tengo ottimista ;)

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  14. le tue domande mi paiono di un senso totale e profondo. COm'è nobile che tu te le faccia.
    Le risposte non sono facili da trovare e probabilmente non sono neanche univoche.

    Avevo pensato di dirti che più che correggerlo forse vale la pena invitarlo a pensare che ci sono tanti piani (come dire tante intelligenze) e che non tutte le persone, così come i bambini, sono forti/grandi/competenti in tutte.
    Ma da quel che dici lui lo sa bene tutto questo e forse da lì nascono i suoi problemi di autostima. E allora forse farglielo notare servirebbe solo a ferirlo.

    Io comunque, proprio come te, non posso credere in quello sguardo che dice la maestra.

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    1. Come dicevo sopra ovviamente ne abbiamo già parlato con Alex, la parola intelligenza non può essere usata senza contesto o si creano falsi presupposti. Lui conosce bene se stesso, solo che non riesce a fare altrettanto con i suoi compagni con i quali non riesce a condividere quasi nulla. So che crescendo le differenze di smorzeranno, vorrei che fosse pronto a ricevere ciò che gli altri possono dargli.

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  15. Sto leggendo dall'i-phone dunque non vedo bene ma percepisco tutti 10 tra un 9! Ma caspiterina tu hai un genio in casa! Un genio! Voglio assolutamente conoscere alex e soprattutto farlo conoscere a mio figlio che genio non è ma che ha taante affinità con il tuo. L'uso dell'ironia in primis!!

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    1. Già, il famoso 9 di disegno, la sua bestia nera ;) Bé la maestra è generosa, non solo con lui!
      Riusciremo ad incontrarci dai, in fondo non siamo così lontane e mi piacerebbe davvero tanto!

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  16. Avevo scritto un lunghissimo commento e si è cancellato!! Non ce la posso fare a riscriverlo adesso.. :'(
    Un buon primo commento direi. :)
    E' un po' che ti seguo, mi piace molto il tuo blog.

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    1. Mi dispiace, non è stato un bel benvenuto dal mio blog! A me piacciono i lunghi commenti e ti ringrazio comunque per il pensiero. A presto, spero :)

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  17. Fermo restando che la frase degli “insetti” è della maestra (pietà per le maestre a fine anno scolastico, per favore…), così come la visione della circostanza (ma Alex, cosa dice?), faccio una riflessione.
    Capovolgiamo la situazione e mettiamo che la maestra avesse detto: “Gli altri bambini guardano A. come fosse una mosca bianca”: la reazione a questa frase quale sarebbe stata? La stessa? O forse, considerato il comportamento di A., la giustificheremmo? Eppure anche la “mosca bianca” è un insetto.
    La normalità sta nel punto di vista. Se per quello dei compagni di A. è quello di vedere A. spesso come una mosca bianca, allora permettiamo anche ad A. di avere un SUO punto di vista, dandogli facoltà di vedere i suoi compagni come insetti. Ammesso (e non concesso) che questo sia effettivamente il suo punto di vista. Lo può sapere solo lui.
    Approfitto di questo spazio per lasciare un brevissimo commento al post precedente e precisamente alla frase:
    “Solo qualche esempio di ciò che non ha mai vissuto mio figlio: giocare allo Småland dell'Ikea (questo mi fa tanto soffrire!)". Prima di avere Bambino, quando ancora guardavo la TV, vedevo una serie televisiva chiamata CSI. Un episodio mi ha traumatizzata al punto che ogni volta che vado all’Ikea e vedo lo spazio bambini con le palle mi viene la pelle d’oca e ho giurato che non avrei mai e poi mai lasciato mio figlio lì dentro. A costo di trascinarlo urlante per i corridoi del negozio (e così è andata!!). ;)

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    1. Ma io comprendo benissimo, le ho portato un regalino accompagnato dalla stessa immagine che ho mandato a te ;)!
      Così come comprendo Alex quando mi dice che lui i suoi compagni non li capisce, che sono infantili (e meno male!), che non riesce ad avere una conversazione. Lui tace perché spesso lascia i suoi giovani interlocutori interdetti, se non infastiditi. Perché non conosce nulla di ciò che loro invece condividono (sport, cartoni animati, giocattoli ...) e neppure gli interessa.
      Ovvio che tutto sta nel punto di vista ma quando il tuo è fortissimamente minoritario, occorre una grande apertura mentale. Quella di certo ancora manca a mio figlio, perchè comunque è un bambino e la sua "zona emozionale" deve ancora svilupparsi. E in questo che vorrei la certezza di avere un aiuto da chi passa con lui così tanto tempo, per evitare di attribuirgli delle competenze relazionali che in realtà non ha, sia nel bene sia nel male.
      Sulla questione Ikea ... mai guardare CSI se ci sono bambini coinvolti! Che poi le immagini alimentano i peggiori incubi genitoriali :D

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  18. Mi e' venuto in mente, dopo aver letto il tuo post, quel libro di cui avevo scritto nel blog su Amos Perbacco, l'uomo dello zoo che ha tanti amici animali. Dopo aver letto degli "insetti", l'ho rivisto sotto una luce nuova, perche' Amos nei suoi amici sostiene proprio i lati deboli, il raffreddore, le paure, la timidezza... Non ci avevo fatto caso in un primo momento e mi sono chiesta se, pur essendo un libro per piccoli, ma un libro molto poetico e denso, non potrebbe essere interessante sentire che cosa ne pensa Alex... sempre che non l'abbia gia' letto!

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    1. E sì, me lo ricordo questo libro che in effetti non abbiamo ancora letto.
      Sai Jessica, non saprei cosa dire, Alex non ha un buon rapporto con i "lati deboli" delle persone. Spesso ne viene spaventato e quindi cerca di evitarli o di allontanarli anche in malo modo. Oppure, se proprio sente di doversi difendere, li usa come arma di attacco e gli riesce pure bene.
      Mio figlio non è di natura un altruista, nonostante gli sforzi e gli esempi che trova in noi. Io fin da piccolissima mi preoccupavo di non fare cose o dire cose che ferissero chi mi circondava, persino troppo, lui invece frena le emozioni tanto da apparire disinteressato.
      Non lo è ma capisco che si possa facilmente attribuirgli una durezza che in fondo non c'è.
      E' davvero complicato ... alcuni giorni anche di più ...

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  19. Cara Marzia mi permetto di spezzare una lancia in favore della maestra. Forse non ha usato un termine felice parlando di "insetti" ma secondo me ha colto un aspetto importante su cui vale la pena riflettere. E' un aspetto su cui tante volte mi sono fatta anch'io mille domande. Ti parlo come al solito di D. poi sta a te valutare quanto queste riflessioni valgano anche per Alex. Come ti dicevo anche nel post precedente "l'elemento neutro" il non mettersi in gioco secondo me è determinato da 2 fattori: la paura della competizione e del fallimento da un lato e il volersi "distinguere" dagli altri. Mi hai detto che il primo fattore vale anche per Alex, ma cosa mi dici del secondo? D. ha poca autostima, si demoralizza facilmente di fronte al fallimento ma paradossalmente ha secondo me consapevolezza della sua "superiorità" intellettiva e non vuole adeguarsi alle regole dettate dai suoi coetanei, non vuole uniformarsi a quello che fanno tutti. D. ha problemi di socializzazione con i bambini più piccoli di lui perchè "si sente superiore" e forse non si sente capito. E' dura ammetterlo perchè anche noi, come te e tuo marito,siamo delle persone molto modeste, anche troppo a volte. Anche noi abbiamo sempre trascurato il lato cognitivo di D., non abbiamo mai cercato di metterlo in evidenza, quasi ci "vergognavamo" della sua spudorata intelligenza. Alex mi sembra molto più avanti di D. e credo che anche in lui ci possa essere questa forte consapevolezza. Azzardo un'ipotesi: Alex non comunica con i suoi coetanei perchè ha pensieri molto elevati, sa di averli e sa che se li esprimesse non verrebbe capito. I suoi compagni sono molto più piccoli rispetto a lui, non solo ai suoi occhi ma nella realtà dei fatti. Forse la maestra voleva dirti solo questo...Che devi fare? Nessuno può dirtelo. L'unica cosa che non devi farti sono i sensi di colpa! Sarebbe interessante scrivere un post su questo argomento sul forum di StepNet per un confronto. Ti auguro buona giornata.
    Flo

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    1. Oh, mamma mia quante belle riflessioni ... Hai ragione quando dici che la distanza attuale (e ancora di più negli anni precedenti) tra Alessandro e i suoi coetanei è davvero notevole, lui possiede un mondo interiore complicatissimo che io stessa solo intravedo e solo quando lo stimolo a mostrarmelo. La sua competenza verbale e la sua velocità di elaborare risposte è nettamente superiore alla media della sua età, questo è un dato di fatto. Ma è solo un aspetto, dall'altra parte c'è tutta la zona emozionale e di socializzazione in cui invece lo sviluppo è parecchio inferiore rispetto ai compagni. Possiamo anche attribuirlo alla sua volontà di mantenere il controllo razionale su tutto, per paura di non essere in grado di gestire l'imponderabile che ogni relazione porta con sè.
      Ma l'intelligenza è tutto questo, tutto insieme. Ed è una cosa di cui io e Alex abbiamo parlato più di una volta. Lui deve sapere che i suoi talenti sono importanti tanto quanto i talenti degli altri, non si tratta di "migliore" e "peggiore" ma di diverso livello di sviluppo. E mi pare che sia un concetto chiaro per lui.
      Poi è ovvio, chi si trova nella fascia di minoranza deve confrontarsi con molti più problemi ed affrontare molte più sfide, ma è la vita.
      Quindi non voglio dire che la maestra abbia detto una cosa sbagliata, solo che detta in quel modo a me, sapendo quanta fatica faccio per attutire gli spigoli di mio figlio ... ecco mi ha colpito. Poi passa, è già passato :)

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    2. A mio avviso la sfera cognitiva, emozionale e sociale sono collegate.L'impressione che ho è che i bambini che hanno il lato cognitivo molto sviluppato provano delle emozioni molto più intense e per questo hanno difficoltà a gestirle. Non è che la sfera emozionale è meno sviluppata rispetto ai loro coetanei. Il problema sta nel fatto che non ha avuto uno sviluppo parallelo alla sfera cognitiva.I problemi di socializzazione sono legati sempre allo stesso problema, lo sviluppo cognitivo accelerato. Questi bambini sono diversi, hanno un diverso modo di pensare, pensano come degli adulti. Loro sono consapevoli della loro diversità e può capitare che si autoescludano dal gruppo proprio per questo. Tu secondo me stai seguendo un giusto percorso. Mettere in evidenza i talenti degli altri e smussare gli spigoli è la strada che sto seguendo anch'io con D. per aiutarlo ad integrarsi e a condividere.Tutti siamo diversi gli uni dagli altri, ognuno ha i suoi talenti, ognuno contribuisce a suo modo al miglioramento della società civile. Tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri per crescere e migliorare. Non mi stancherò mai di ripeterglielo.
      Scusa, mi sono persa nelle mie elucubrazioni mentali e sono stata prolissa come sempre...

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