venerdì 31 maggio 2013

4° regola: consentire

Ogni mese la rivista Focus mi regala qualche riflessione che pare essere messa lì appositamente per me.
Il titolo di questo articolo è particolarmente esplicito: "Coraggio, salta! Ecco come e perché conviene cambiare".
Si parte da una premessa forte "cambiare in peggio è facilissimo: basta restare immobili e lasciare che la vita faccia il resto".
Cambiare in meglio invece è difficilissimo, occorre trovare davvero la propria strada e perseguirla a livello emotivo, cognitivo e fisico. Anche i nostri neuroni trovano nuove connessioni durante un vero cambiamento.

La fatica di cambiare viene giustificata dal fatto che "dopo" diventiamo più efficaci nella nostra realtà e decisamente più felici.
Tutti siamo strutturati per il cambiamento, è nella nostra natura, però spesso ci sabotiamo. Non vogliamo vedere, diventiamo passivi, non pensiamo di meritare di meglio. Oppure fuggiamo, senza un cambiamento profondo e consapevole, così finiamo per ritrovarci presto in una condizione molto simile a quella da cui siamo scappati.
Allora occorre fermarci e osservare. Occorre porci tutte le domande scomode, sviscerare il dolore, organizzarci e lasciare che il mutamento inizi con una nuova consapevolezza. Consapevoli e accettanti anche del tempo che ci occorrerà.

Tutto questo ho deciso di condensarlo in una parola: CONSENTIRE.
L'etimologia è chiara, dal latino consentìre (con=cum) insieme e (sentìre) pensare, ritenere. Si tratta di un concedere che nasce da un sentire comune, da una stessa opinione, dalla coerenza con i propri pensieri e dal trovarlo giusto per sé.

Bene, voi vi consentite di cambiare?
E' una domanda secca che ho rivolto a me stessa, per uscire dal meccanismo radicato di raccontarmi cosa non mi piace ed entrare in quello di circondarmi dall'immagine di ciò che desidero.
Consentirci di scegliere è una svolta rivoluzionaria, alla quale normalmente rispondiamo con una lista di contro:
- non sono capace
- ho altre priorità
- non ho tempo
- non ho denaro
- prima c'è la famiglia
- non posso buttare via il poco che ho
- in fondo sono fortunato
...
Qualcuna di queste affermazioni vi pare familiare? A me tutte.

Dunque parto con l'osservazione.
La mia giornata mi assomiglia?
Mi comporto al meglio delle mie possibilità?
Riesco ad apprezzare il bello che mi circonda?
Ni. Quindi l'opzione cambiamento è quella da preferire. Emotivamente e razionalmente.

Ma cosa mi è così affine da consentirmi di farne la mia nuova strada?
Ecco qualche idea mi sta venendo. Trovo alleati che non avevo considerato, idee dimenticate che tornano, amore per me stessa in aumento.
Secondo Focus farsi domande e spostare il punto di vista è già l'inizio del movimento interiore che porterà al fatidico cambiamento, significa acconsentire.
Bene.

A tal proposito l'amica Fioly mi ha giusto ricordato oggi le mie promesse di primavera. Lei ne ha fatto un magnifico collage per spingerci ad un primo step di controllo.
Sono certa di aver fatto piccoli passi avanti su ogni punto (i più carenti sono le uscite con le amiche e la dieta ... ops ...).  Per il resto direi che l'ultimo mese e mezzo non è stato affatto male.
Certo il migliore resta sempre il punto 10, l'imprevisto. E' arrivato con l'aspetto di libri nuovi, di amici antichi, di doti ereditate e mai considerate. 
Ovvio che da qui a riuscire a dare al tutto una forma concreta, il passo è lungo. 
Però me ne consento l'esplorazione e per me è già molto.

E dunque come non chiudere con il mio adorato Lewis Carrol (di "Alice nel paese delle meraviglie"):
"Ora...ecco, vedi, ci vuole tutta la velocità di cui sei capace per restare nello stesso posto.
Se vuoi arrivare in qualche altro posto, invece, devi correre almeno due volte di più".

Accelero ... buon fine settimana!
Wrooooom!

38 commenti:

  1. senti, ma tu ci credi che ho comperato focus, questo mese, proprio per quell'articolo?...
    ogni altro commento mi pare superfluo.
    solo una citazione: salta, e la rete apparirà.

    buon we!

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    1. E ci credo sì, abbiamo i pensieri allineati e non sai quanto le tue riflessioni mi siano di sostegno.
      Allora saltiamo, eh?!

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  2. Marziaaaaaaa ma perchè questo post proprio oggi? Bellissimo per carità ma per me molto introspettivo. Io vorrei guardare ai cambiamenti però ogni volta c'è sempre qlc che me lo impedisce o forse che mi fa dire ora no, magari dopo. Però credo davvero di non farcela a volte e quasi tutte quele affermazioni mi appartengono :(

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    1. E forse era proprio il giorno giusto, chi può dirlo? :)
      Io l'ho scritto per non scordare le buone idee e le buone intenzioni, sono spesso assalita dai tuoi stessi dubbi.

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  3. In sostanza: comunque dovremmo cambiare, cerchiamo almeno di essere timonieri del nostro cambiamento? Me piasce, me piasce assaie! ;)

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    1. Piasce assaie pure a me! Non avevo mai capito di avere il "potere" di scegliere, è un consenso a cui sono arrivata molto di recente. E ci sto prendendo gusto!

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  4. Cara, grazie delle tue riflessioni, sei sempre così lucida e profonda!!!
    E poi siamo in risonanza, sai? Sto vivendo qualcosa di simile: ho iniziato da qualche giorno un processo di cambiamento, che mi chiede di ascoltarmi e di conoscermi come mai prima d'ora.
    E' dura in certi attimi, guardarsi con sincerità per dirsi dove si vuole andare, ma è così importante! Ora per me è (come diceva una persona che stimo moltissimo) "come chi affoga desidera l'aria".

    Buon cambiamento,
    e a presto!

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    1. Allora siamo tante compagne di cammino ... dopo l'estate proviamo a fare il punto, va bene?
      Buon cambiamento! :)

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    2. Si, ci sto!
      Fare il punto nave è davvero importante e potersi confrontare nel farlo permette davvero di vedersi con occhi nuovi!

      grazie :)

      p.s.
      se passi da me c'è un premio per te, non potevo non pensarti!

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  5. Bellissimo quel l'articolo, carico dell'energia che spesso ci manca per il cambiamento. Aggiungo solo una cosa: per cambiare occorre coraggio.

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  6. Bellissimo! Io sono sulla strada come te e mi faccio le stesse domande tutti i giorni ma proprio il farsele che porta a cambiare e voler apprezzare sempre più quello che siamo e che potremo diventare, la mia canzone di battaglia ultimamente è 'il viaggiatore di Branduardi", questa è la tua ora parti viaggiatore che ancora molto per te deve accadere :)

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    1. Devo ascoltarla questa canzone, mi pare proprio adatta.
      Che bello questo gruppo di "mutanti", mi aiutate nella motivazione :)

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  7. Io so che c'e' qualcosa che non va e che devo cambiare, il problema e' che non ho ancora individuato cosa cambiare e da dove incominciare.

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    1. La consapevolezza è il primo passo, senz'altro.
      Poi non è detto che il cambiamento sia sempre qualcosa di eclatante, talvolta bastano piccoli aggiustamenti nel punto di vista.

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  8. Le tue riflessioni le faccio mie, se me lo consenti, e le custodisco impegnandomi a non dimenticare e anzi a farle fruttare!
    Il tuo blog è uno di quelli che più mi lasciano qualcosa ogni volta che passo, Marzia...grazie!
    E buon fine settimana!

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    1. Che bello Maris, mi piace l'idea che i nostri pensieri congiunti creino onde positive su cui poggiare buone azioni. Buon fine settimana a te!

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  9. azz che bel post Marzia, dalla prima all'ultima riga. In effetti se non cambi la vita lo fa per te, ti travolge coi suoi cambiamenti (es. invecchiare, se non ti prepari ti arriva addosso la vecchiaia e ti frega col suo carico di acciacchi e altro, non che invecchiare sia bello, ma lo si può fare in molti modi credo, anzi ne sono certa guardando chi mi sta intorno!) Sulle osservazioni alle quali tu hai risposto NI, io rispondo QUASI SEMPRE per cui devo lavorare su quel quasi, il che dai mi pare un buon punto di partenza verso il cambiamento serio. Ti ringrazio per avermi fatto ragionare su queste cose.
    Un abbraccio forte

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    1. Il "quasi sempre" è un'ottima risposta! Sei certamente sulla strada giusta, tu hai già tradotto i desideri in azioni, ormai manca poco al "sempre"!
      In bocca al lupo per domani!

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  10. Cara Marzia sempre stimolante..!
    Mi sarebbe servito l'altra sera quache stimolo di questo post, mentre tentavo di consolare un'inconsolabile che mi spiegava il suo odio per tutti i cambiamenti. Ma a 5 anni è concesso, credo...

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    1. Io parlo solo per me, per carità, pensa dovessi convincere mio figlio! Per me il cambiamento è sempre stato un bene solo che mi aspettavo arrivasse dall'esterno mentre adesso sto partendo da me, da ciò che desidero davvero.
      Alex invece vede il cambiamento come il demonio ... ci stiamo lavorando ma che fatica!

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  11. A me piace il cambiamento ma non fine a se stesso, nel senso di nuove sfide e nuovi stimoli.
    In una conversazione notturna via skype con un mio amico lontano (meglio non parlare o scrivere di notte, di solito io lo faccio così si spiegano tanti miei post ;) gli ho detto che di fronte a tanti che vogliono che tutto rimanga fermo io pur di cambiare accetto anche il fallimento. Anzi, in alcuni casi ben venga. Serve per ridare un senso al nostro pensare a noi stessi. Purtroppo la paura di fallire molte volte ci ferma.

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    1. Già, tentare è meglio di non provare proprio ma quella dannata paura è durissima da eliminare.
      Occorre molta forza e determinazione, quelle che sto cercando di ritirare fuori, so di averle nascoste da qualche parte.

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  12. il mio modo di sentire quelle domandine che paiono innocue che riporti è a dir poco tormentato. Io sono in continua tensione con una me stessa ideale e per quanto mi riguarda un grande traguardo sarebbe dirmi che va bene così, che posso rilassarmi, che sono già arrivata in un bel posto. E godermelo. Ci riesco raramente. IL mio cucciolo mi insegna molto perchè non c'è niente che amo di più che l'ora e adesso con lui. COn lui non importa dove siamo, cosa facciamo. Lui è il divenire puro che riempie l'esistenza e soddisfa il desiderio di cambiamento.
    Quel vado, non so dove, ma sto andando che mi accompagna, è stata la mia benedizione e maledizione al contempo. 4 espatri in 10 anni, con tutte le possibilità che si riapriavano ogni volta. Ogni volta una chance per ricominciare daccapo. Non serve a niente se non cambio io. Stavolta resto, fermo lo scenario e mi muovo io nella quarta dimensione. Quella dell'io.

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    1. Ovviamente solo tu puoi dire dove e come stia il tuo io, dal poco che conosco di te però mi pare che il cambiamento faccia ben parte della tua strada e che tu lo abbia gestito molto bene.
      Io ancora sto mille esperienze indietro ...

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    2. non avevo mai avuto paura di cambiare, ma in principio era solo fuga. Non era coraggio il mio, ma puro istinto di sopravvivenza. Poi sono stata felice e allora quando ho dovuto andare via non è stato niente facile.
      Ma cambiare non è solo emigrare o cambiare lavoro, per cui in quanto a stare avanti o indietro, non lo so, io "cambiare lo scenario" lo trovo relativamente facile. Cambiare l'io è un'altra cosa. Lì mi lascio ispirare da te. E sai che funziona?

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    3. Assolutamente d'accordo! Io sono cambiata tantissimo nell'ultimo anno, sebbene in apparenza sia tutto uguale a prima. Ma se non ricostruisco prima me mi ritroverei altrove con gli stessi guai, quindi avanti così!

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  13. passo di qui e trovo sempre la carica che mi serviva.
    un bacio

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    1. Siamo un bel gruppo di persone determinate ad arrivare ad una meta, per tutte diversa ma in fondo anche simile. E' bello sapere che questa corda invisibile la tiriamo in qualche modo insieme ...

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  14. Mi sono ritrovate in tutte le domande. Io ho sempre troppa paura del cambiamento, a volte bisogna rischiare per avere il meglio della vita, lo so, ma ho sempre troppa paura.....

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    1. La paura è grande, la mia riguarda soprattutto il non valere abbastanza, mi sono svalutata nei gesti e nelle parole per troppo tempo. Per questo rincomincio dal volermi bene, dal dirmi cose buone. Inizio a crederci ed è una vera scoperta.

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  15. davvero questo post arriva all'anima.
    parla di quelle cose che costano fatica ma che aiutano a non rimanere fossilizzati entro i soliti parametri.
    mi viene in mente il film "l'attimo fuggente" in un certo senso, quando si parla della prospettiva da cui si guarda la vita, le cose.
    Insomma se migliorare vuol dire anche cambiamento, e allora che avvenga, che sia, muoviamo i neuroni, i nostri cuori, le nostre vite.
    ma quanto difficile è metterlo in pratica quando non si hanno 20 anni e c'è tutta una vita strutturata e impegnativa intorno a te, però bisogna mettersi in gioco, almeno provarci.
    da stasera comincio a pormi quelle domande....

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    1. Potrebbe anche accadere che alla fine di questo viaggio interiore non troverò qualcosa di davvero nuovo se non un migliore punto di vista. Andrebbe bene comunque, è il mio cuore che è mediamente più sereno di qualche tempo fa, ed è un traguardo pazzesco per me.
      Quando avrai una risposta a quelle domande mi piacerebbe leggerla, i tuoi pensieri mi assomigliano lo sai, o magari ascoltarla da uno dei panorami che sai così bene scegliere.

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  16. Io mi metto spesso in gioco, sono favorevole al cambiamento, adesso pero' sto attraversando un periodo di leggerezza. Ogni tanto, serve... ;-)

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    1. Ma la leggerezza è favolosa, sembra strano ma sono molto più leggera adesso che mi ascolto piuttosto di quando andavo avanti senza farmi troppe domande. E poi non tutte le fasi della vita richiedono cambiamenti, quando si è soddisfatti è giusto sedersi ed assaporare il momento :)

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  17. anche qui urge consentire! grazie!!!!!!!!

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...