martedì 26 marzo 2013

Ferite e appelli

Oggi una serie di eventi - uniti dallo stesso filo conduttore - mi ha scatenato una piccola tempesta interiore. Sono anche un tantino arrabbiata, a dirla tutta, e meno politically correct di quanto io non sia abituata ad essere.
Ho un gran rispetto di tutte le opinioni, anche delle non opinioni. Ho imparato a giudicare poco e ad osservare tanto, non ci sono nata ma l'esperienza mi ha costretto a prendere consapevolezza del fatto che le cose accadono.
Punto.
Contare fino a tre prima di prendere posizione.

Ore 7.30 all'ASL in coda per l'esame del sangue. Tanta gente, come sempre, poca calma generale. Nella fila di sedie davanti a me c'è una giovane mamma con in braccio un bambino di 3 anni (ci sono le vie preferenziali per i piccoli ma qui era la mamma a dover fare le analisi). Il bambino è insofferente, si dimena, le tira i capelli, si toglie la felpa per il caldo (che noi non sentiamo), corre lungo il corridoio, mangia mezza merendina ... il tutto in 15 minuti. La madre chiama almeno trenta volte "Edo" ma lui è sordo ad ogni lusinga.
Accanto alla mamma l'immancabile coppia di nonne sorridenti ma risolute.
La prima: "Signora, ci vuole un fratellino, vedrà come si calma quando non è più il cocco di casa".
La seconda rincara: "Mia nuora ha preso un libro, non so il titolo ma è per dire no ai bambini ed educarli bene, con i miei nipoti ha funzionato, sa!".
Uno, due, tre.
Mi sporgo, tocco la spalla all'imbarazzata mamma, sorrido e dico qualcosa tipo "Ci sono tanti buoni libri ma non buoni per tutti i bambini ... qualche bimbo richiede un po' di più, è più faticoso e non dipende sempre e solo dalla mamma, vero?".
Lei sorride e poi rincorre di nuovo Edo per qualche metro.
Chiacchieriamo per dieci minuti e, mentre si scusa con tutti quelli intorno a lei per il caos, le segno su un foglietto il sito di Genitoricrescono* e le dico di cercare "bambini amplificati".
Il tutto si conclude in pochi minuti ma mi lascia un grande senso di frustrazione. Non so niente di quella donna, ho solo riconosciuto la tristezza negli occhi e la stanchezza nei gesti.

Poi leggo il bel post odierno di Mamma Piky, con la quale mi scuso per aver scritto un commento-comizio, su bambini e definizioni.
E una delle sue lettrici mi porta ad un altro post, di quando ancora il web non era (purtroppo) tra le mie fonti di informazione, di Mamma Imperfetta dove si parla di bambini e "normalità".

Ed eccomi giunta al punto cruciale.
Alla presa di posizione, anche antipatica.

Ci sono figli che richiedono di più, che fanno fare più fatica, che portano più dubbi e che fanno a pezzi i manuali del "buon genitore".

Questa affermazione è ovvia per chi ha più figli e uno risulta più impegnativo di tutti gli altri insieme.
Ed è ovvia per chi è alla ricerca della sua "giusta" definizione, come me.
Ma sono sicura che non è facile per tutti comprenderlo, non per cattiva volontà ma per mancata esperienza.
Ed è a questi genitori, nonni, insegnanti, vicini di casa, ecc. che oggi rivolgo un accorato appello.

Ci sono bambini che tirano fuori contemporaneamente il meglio e il peggio di noi.
Ci sono genitori che reagiscono per sopravvivenza e per autotutela, non perché quello sia il miglior stile educativo.
Ci sono bambini che stanno sempre oltre, sia nel fare sia nel distruggere, per i quali la normalità assume significati imprevisti.
Ci sono genitori che lottano per un equilibrio diverso per il quale non sono stati preparati.

Ci sono famiglie - come la mia - dove la quotidianità è fatta più di lotte che di pace, più di scontri che di incontri.
Famiglie forti, sane, piene di volontà e di amore. Come molte altre.
Famiglie attente, presenti, informate, unite. Come molte altre.
Solo che talvolta ci sentiamo illuminati e non sono i riflettori della ribalta ma della censura.
Lo so che siamo l'elemento disturbante delle riunioni familiari.
Lo so che siamo i meno attesi alle riunioni scolastiche.
Lo so che non è facile averci come amici.
Lo so che non siamo i più desiderati avventori al ristorante.
Lo so che incontrarci al supermercato o in coda alla posta può innervosire.
Però ...
ABBIAMO BISOGNO DI VOI!

Sforzatevi di non giudicare, di non pensare "a me non sarebbe mai successo", di non attribuire colpe. Davanti a voi spesso c’è un genitore che non sa davvero cosa sia meglio fare, che le ha provate tutte, che è consapevole di non essere il miglior educatore di suo figlio perché non ci capisce niente. Ci sono famiglie dove l’amore, l’istinto e il buon senso non bastano. Non bastano davvero, l'ho già detto altre volte.

Con un semplice “Tu come stai?” farete stare immensamente meglio una madre.
Con un abbraccio solleverete un amico.
Con un invito a cena (consapevole) rasserenerete una famiglia.

Scusate i toni.
Mi si sono smossi alcuni brutti ricordi.
Oggi voglio leccarmi le cicatrici e abbracciare tutti quelli che ne sentono il bisogno.


* Un ringraziamento speciale al gruppo di Genitoricrescono che, condividendo questo post su Facebook, ha creato un abbraccio grandissimo e un movimento di pensieri buoni.
So che tanti genitori (io per prima) si sentono meno solo oggi, grazie!

86 commenti:

  1. Mi unisco anche io, posso?
    Questo post è stupendo, meraviglioso, da stampare e far leggere a tutte le mamme e le nonne del mondo. Perchè io sono mamma di due ma con la seconda mi si è spaccato il mondo a metà, perchè niente è come sembra, perchè le stesse cose che ho fatto con la prima con la seconda sono state tutte un salto nel buio. E a volte ha reso (e rende) difficoltoso anche un piccolo gesto.
    E così mi ha fatto comprendere come il carattere e l'indole siano già parte di un bambino come imprescindibili. Certo tante sfumature si correggono, l'educazione e l'esempio possono tante cose, ma più di tutto esistono loro, i bambini amplificati. Quando scopri quella realtà sai che puoi farcela, ma devi saperlo come mamma che c'è un perché.

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    1. Sono rimasta stupita per l'accoglienza, e ne sono davvero felice, pensavo di aver buttato fuori il mio veleno senza davvero spiegare cosa pensavo.
      L'indole e il carattere sono la base di tutto, si può essere un valido supporto per i nostri figli ma non li possiamo plasmare ed è molto importante conoscere cosa accade dentro di loro, per evitare di dare il supporto sbagliato.

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    2. Grazie grazie grazie.....

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  2. Ok. Questo tuo non è uno sfogo, ma una riflessione utilissima.
    Ergo prendo questo tuo post e lo linko immediatamente tra quelli che secondo me "vale la pena leggere" dove già ce ne sono altri tuoi che ho molto ammirato in precedenza.

    Grazie. Grazie per aver dato ancora una volta voce ad un sentire che è molto simile al mio.

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    1. Grazie Maris! E' un'onore stare nella tua rubrica, lo sai.
      La mia è la voce della disperazione, talvolta, non posso farne a meno. Perché nel mio mondo un minuto sto facendo le capriole con mio figlio e ridiamo e il minuto dopo riappaiono le nuvole, senza che io mi sia resa conto del vento che le ha portate ... e non una volta ogni tanto ma tutti i giorni ... per questo le critiche fanno così male, per questo è così difficile spiegare la fatica.

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  3. è così che dovrebbe essere...non giudicare.....perchè non sai.......ma è più facile salire sui piedistalli e fare i sapientoni mentre io sui piedistalli metterei gli altri.....forse è una invidia inconscia per lchi è FORTE
    un bacione....ma grosso grosso eh!!

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    1. Era proprio forte perché l'ho sentito ;) Grazie!
      Invidia non credo ma certo una buona componente di paura, e quale miglior modo di esorcizzarla della facile critica?

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  4. Come ti ho già scritto, il tuo blog mi piace in tutto e per tutto! Un abbraccio Roberta

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    1. Sei sempre carina, so che capisci cosa ho scritto anche meglio di me avendo proprio sotto gli occhi due bambini che sono già due persone diverse, grazie e te e nonostante te.

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  5. Che bello questo post... lo salvo nel mi personale elenco dei post che credo meritino di essere letti. Hai ragione su tutto. Troppo spesso tendiamo a giudicare e fare confronti. Da quando sono mamma lo faccio meno rispetto a prima ma ci sono volte in cui cado in questo errore.
    Un grande abbraccio! Claudia

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    1. Sai Claudia anche a me capita di giudicare, è umano, quello che cerco di fare e di non pesare sulla persona che sto osservando. Perché conosco la differenza tra l'osservare un momento nella vita di qualcuno ed esserci dentro sempre. Se mi vedeste in alcuni momenti pensereste certamente che sono una pessima madre - a me capita quotidianamente - quello che non si può vedere è la nostra storia fatta di 8 anni di piccole grandi battaglie e di tanta tanta fatica.
      Poi i consigli estemporanei si digeriscono, peggio si sta per la lontananza di famiglia e amici, coloro che dovrebbero riuscire a superare le apparenze.

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    2. Hai ragione su tutto. Spero che molte delle persone che talvolta giudicano passino di qui a leggere questo tuo bellissimo post

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  6. ... leggo ora che anche Maris ha scritto che questo post merita di far parte dell'elenco di post da leggere!

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  7. "e tu come stai?"....
    se uno non ci è dentro in una particolare situazione fa fatica a comprendere e a capire quello che si prova, a volte basta essere vicini, senza dispensare consigli inutili. ti abbraccio.

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    1. Questo è il senso, stare vicini e basta. Un poco di empatia e anche di pazienza, credo non sia troppo da chiedere a chi ti è caro. Purtroppo non è scontato ...

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  8. Non ci trovo niente di politically incorrect, ma solo tanto dolore e frustrazione. La mia bimba sicuramente non è amplificata, ma di una vivacità innaudita e testarda come un mulo, alle volte è così difficile, soprattutto guardare le altre mamme e le altre bimbe e dover crescere anche il fratello piccolo...un po' di aiutp esterno ci vorrebbe eccome!

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    1. Certo ogni bambino è diverso e possiamo soffrire per ragioni diverse, però i confronti sono terribili e anche per noi sono evidenti, mica si finge di non vedere! Ma una parola o un sorriso possono cambiare una giornata, quindi chi si sta godendo i propri figli con maggiore serenità può fare molto per chi invece non sta vivendo la stessa gioia.

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  9. Faccio anch'io il mio piccolo appello.
    Care signore e cari signori che in merito a come si educano i bambini (altrui) ne sapete sempre una più delle tate lucie di turno, non sforzatevi a sproloquiare quando le situazioni (e/o i bambini!) sfuggono al controllo dalle mamme; non date consigli, non vomitate giudizi; fate invece la cosa giusta: lasciate che le mamme possano uscire dai luoghi in cui i bambini (amplificati o meno) provano insofferenza (come biasimarli?) il più in fretta possibile. Cedete loro il vostro posto in fila.
    Monica

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    1. Magnifico appello! Purtroppo ieri eravamo tutte dopo la povera mamma che per fortuna è stata aiutata dalle infermiere a saltare un po' di coda.
      Comunque non è che mi sia capitato di vedere spesso solidarietà in questi contesti, ci siamo disabituati al senso civico anche dove costerebbe proprio poco.

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  10. Questo post e' magnifico, vero, attuale e lo condivido in pieno.

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    1. Grazie Kike, non si può continuare a crescere i figli da soli, occorre ritrovare la solidarietà della comunità come in passato. Tante cose sarebbero immensamente più sopportabili.

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  11. Mi hai fatto venire i brividi...Non perché io mi identifichi, ma perché capisco questa ribellione al desiderio di omologazione imperante. E trovo bellissimo quel tuo suggerimento "tu come stai?". Tante volte, in situazioni disparate e anche assai diverse dalla tua e da quella che descrivi, manca l'empatia. Magari c'è la buona volontà, ma è solo superficiale e forse anche un po' beghina e ipocrita. "tu come stai?" alle volte è quel balsamo che vorremmo un po' tutti sentirci dire, invece di ricevere consigli e giudizi non voluti. Della serie: quel bambino è maleducato (e quindi tu sei una pessima mamma). Ma vale anche per situazioni diverse. Interroghiamoci più spesso: "ma tu, tu, dico tu, come stai?"
    Brava Marzia!

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    1. Hai ragione, vale per tantissime situazioni. E poi ci vuole così poco, chi sta soffrendo non chiede gesti eroici - lo dico sempre - un sorriso sincero (ma sincero!) funziona più di mille parole e mille consigli.

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  12. Marzia, mi dispiace molto che la situazione sia andata a graffiare le tue ferite. D'altra parte credo che per quella mamma possa essere stato importante incrociarti sul suo cammino.
    Penso che questo tuo post debba essere messo in evidenza (accanto a home page e Perchè qui?).
    Intanto come hanno detto Ktml e maris
    e prendendo spunto da loro innauguro una nuova sezione da me e la chiamo 'cose che bisogna leggere'. A te bisogna che io ti legga sempre, ma questo vorrei lo leggessero tutti.

    Essere arrabbiati non è politically incorrect. E' un tuo sacrosanto bisogno e diritto. Prenditelo senza alcun senso di colpa.

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    1. Ecco, mi hai fatto ridere, io amo l'entusiasmo e in te ne trovo sempre tanto! Oggi mi prendo tutta la vostra partecipazione e anche i sensi di colpa stanno buoni in un angolo :)

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  13. Da quando sono diventata mamma non mi permetto più di giudicare gli altri genitori. Però è difficilissimo non sentirsi feriti dai grilli parlanti che ci circondano. Post stupendo!

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    1. Soprattutto quando ti trovano in un momento di particolare debolezza o imbarazzo. Lì fanno un sacco male e non si dimenticano. Per questo mi permetto di spronare alla pazienza!

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  14. Ma quali toni! Sei fin troppo corretta! Io sbotto per molto meno! ;)
    In ogni caso, vorrei dirti una cosa che qualche nonna mi ha detto a più riprese, nonne che parlano seriamente e non solo per scambiare qualche parola superficiale: "meno male che non ho figli da crescere". Tradotto: " meno male che quando ho avuto i figli io, le cose erano più semplici, perchè non sarei all'altezza di educare oggi, in questa società". E' una grande verità, oggi le cose sono maledettamente complicate per tutti e ancora di più per i bambini "che non seguono il copione stabilito" e i loro genitori. Hai ragione a chiedere attenzione e solidarietà, i figli degli altri, sono anche nostri figli.
    E...quando passerete da Milano, sappiate che avete un invito a cena prenotato...da me! ;D

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    1. Bravissima, è quello che dicevo poco sopra, dobbiamo riprenderci il "paese" e farci crescere i nostri figli in comunità.
      Grazie per l'invito, attenta che prima o poi arriviamo ;)

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  15. Quante intense riflessioni.
    Sei riuscita a rendere quanto ferisca il giudizio degli altri, quella voglia di dire sempre la loro, magari non interrogandosi più di tanto.
    Hai usato toni molto soft, secondo me :)
    Basterebbe poco, basterebbe il buonsenso di mettersi in ascolto e il desiderio di essere d'aiuto e non di criticare. Basterebbe il rispetto dell'altro.
    Sembra facile, ma serve applicazione :))))) (a me non riesce sempre ad esempio)
    Un abbraccio

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    1. Ciao Barbara, tu hai un sacco di buonsenso e insegni a tantissimi di noi cosa significa mettersi davvero in ascolto.
      Il rispetto ... questo sarebbe il più grande regalo, perché sai meglio di me che bastiamo noi genitori a darci addosso da soli, che se fossimo perfetti staremo qui a scrivere gran manuali mica a chiedere aiuto!

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  16. Quante cose si risolverebbero e quanti magoni ci risparmieremo se si potesse fucilare, lì, seduta stante, le nonnine zelanti.
    (dai scherzo, era per sdrammatizzare... mi prendo, e rendo, l'abbraccio di buon grado) ;)

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    1. Ahahah! Ammetto che la voglia di annientare all'istante il "commentatore" di turno è sempre alta! Io personalmente ho sbattuto parecchie porte anche a casa dei miei genitori, molto zelanti di natura, tanto che alla fine qualcosa sono riuscita a cambiarla. Un passetto per volta ...
      Grazie dell'abbraccio.

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    2. Sbattitrice di porte, sei la mia eroa :-D

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  17. i tuoi toni sono quelli giusti, Marzia. io sono stufa, in modo forse poco originale, di chi ha bisogno di giudicare sempre, comunque e a ogni costo. che sia un bambino, un paio di scarpe o una capigliatura. non credo di esserne esente, per carità. ma per lo meno non ne ho mai fatto la mia attività primaria.
    così sai che ti dico? lasciamo che si parlino addosso, evidentemente hanno ben poco altro di cui occuparsi (pensa che vite tristi, la loro punzione è già lì)
    ti/vi abbraccio

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    1. In fondo io li capisco, la relazione "cattivo comportamento=cattivo genitore" è la più facile da immaginare, quella che sotto sotto ci fa stare meglio. Ma se tu quella persona non la conosci (ma ancora di più se ne sei amica) allora dovresti riuscire a tacere o ad aiutare.
      Come dici giustamente tu, parlare addosso è uno spreco di energia e di intelligenza, vuol dire aver poco da dare.

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  18. Ti trovo anzi molto pacata.
    Purtroppo tutti sanno come si fa. Soprattutto con i figli altrui.
    Io a volte fatico a trovare la mia strada con il mio.
    E' che la competizione impera anche a livello educativo ed è pieno di bambini che a 3 mesi parlavano, a 5 camminavano, che dormono nel lettino 24 ore da neonati, prendono sempre 10 a scuola. E solo perché le loro mamme sono brave, beate loro!
    Purtroppo è pieno di io, io, io e nessuno si guarda più attorno.

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    1. Già, tutti sanno come fare ... con i figlio degli altri!
      Sul fronte della competizione poi, lasciamo stare, io con tutta la mia valigia di dubbi sai quante volte mi sono sentita dire che forse ho "forzato" troppo mio figlio cognitivamente ... in realtà temo di aver fatto proprio il contrario perchè non sono stata in grado di capirlo. All'asilo pensavano che io passassi i pomeriggi ad insegnargli a leggere e contare (immagino per poter avere un bambino precoce, boh?!), dovevo essere per forza io "la causa". E invece noi avremmo solo voluto vederlo giocare sereno ... quanto è strana l'apparenza!

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  19. Io questo post devo farlo leggere a una mia amica. Lo siamo diventate perché ero l'unica a non giudicare il comportamento di suo figlio. Lo facevo perché era del tutto simile a quello del mio. Oggi suo figlio continua ad essere amplificato, il mio no. Io continuo a volere a entrambi un bene dell'anima, lei di tanto in tanto mi chiede "come ho fatto a far calmare mio figlio." Nulla, amica mia, non ho fatto nulla. E'stato il tempo, è stata la fortuna, è stato Dio. Non lo so chi sia stato, certamente non io. Io abbraccio con le parole, i fatti, i gesti come il tuo tutti i genitori che si trovano in difficoltà. Io invito volentieri questo bambino "scomodo" a casa mia, me ne frego se mi devasta casa, stringo forte le mani della mia amica quando si sente in imbarazzo, le accarezzo i capelli, le dico di stare tranquilla.
    Non scrivo questo commento non per farmi dire" uuuuuuuuh! Ma quanto sei bravaaaaa!", lo scrivo semplicemente per dire che provo empatia per tutti i genitori di bimbi amplificati perché questa "tolleranza" e questa capacità di comprendere l'ho appresa sul campo. Ho fatto la stessa esperienza, ecco perchè "ci arrivo". Ci arrivo perché fino a poco tempo fa c'ero dentro fino al collo, altri non ci riescono non per cattiveria, ma per assoluta inesperienza. Questo post è bellissimo, non è scomodo, non è antipatico, non è una presa di posizione. E' semplicemente un fatto: tangibile, reale, concreto. Abbraccio forte te e abbraccio tutti i papà e le mamme che oggi, ieri e purtroppo anche domani, per molti difficili domani, dovranno subìre commenti gratuiti e risolini di commiserazione.
    Facciamo che basta, porca di quella miseria!

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    1. Grazie e ancora grazie. Hai sintetizzato perfettamente il mio pensiero, quella carezza nei capelli ha tutto il senso dell'empatia di cui parlavo, è un gancio a cui tutta una famiglia può aggrapparsi. Non è retorica, è la verità.
      Abbiamo bambini "scomodi", prima di tutto per noi stessi, non è facile amarli solo perchè li abbiamo generati. Li amiamo infinitamente ma ci sono giorni che vorremmo solo scappare lontano. E in quei momenti una critica o un commento fuori luogo possono fare un male enorme, ma un sorriso o una mano che ti rassicura possono salvare.
      E allora mi unisco a te: facciamo che basta!

      P.s. Certo mi piacerebbe abitare più vicino a voi :)

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    2. A chi lo dici Marzia! Poi ti scrivo un messaggio in privato, chissà che non si riesca a incontrarci ;-)

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  20. carissima..ti abbraccio e abbraccio virtualmente quella mamma.
    Mi è capitato di vedere una scena simile a quella descritta da te..con facce strane accanto prontea giudicare. Io ho fatto un sorriso a quella mamma..un semplice sorriso come per mandarle un messaggio: dai, ci siamo passate tutte, resisti.
    A volte basta questo. Lo dobbiamo ricordare spesso. Grazie.

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    1. Grazie Silvia per le parole e l'abbraccio. E' proprio così, ci sono momenti in cui un sorriso solleva il mondo di una mamma e quindi quello di un bambino, è molto importante esserne consapevoli.

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  21. A me è capitato di dire a mia madre: non so più che fare con la piccola a volte tira fuori il peggio di me e mi sono sentita incapace. Grazie per questo post

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    1. Mia madre ha disapprovato praticamente tutto ciò che ho fatto con Alex, adesso accetta per quieto vivere ma ad ogni intemperanza del nipote la vedo che muore dalla voglia di ripropormi il trito repertorio delle "regole". Chissà se capirà mai fino in fondo ... io continuo a provarci.

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  22. Un post profondo, sincero e molto educativo. Il facile giudizio è uno dei mali della nostra società, l'ho capito quando sono diventata mamma. Non ho una bambina amplificata, ma ho una bambina che alle feste di compleanno sta in un angolo e vuole giocare solo con me, è una bimba che in quei capannoni pieni di giochi per bambini vuole stare seduta al tavolino a mangiare la merendina invece che buttarsi nella vasca delle palline, al parco passa interi quarti d'ora seduta sulla panchina a guardarsi intorno.
    E' una bambina cerebrale e un po' timorosa, ma non timida.
    Noto gli sguardi degli altri genitori alle feste, noto il tono che usano quando mi dicono "eh no, la mia si lancia, si butta, è una forza". E la mia non lo è? A volte mi arrabbio e vorrei rispondere male, ma poi mi fermo per non cadere nello stesso errore loro.

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    1. Mio figlio assomiglia molto alla tua descrizione, lui non ama la folla e i giochi rumorosi dei compagni. A scuola è molto silenzioso e spesso sta per conto suo, poi compensa quando è in famiglia esagerando all'opposto ...
      Capisco la voglia di non entrare in discussioni sterili però è tremendamente ingiusto che si rimanga ancorati ad immagini "vincenti" stereotipate. Grazie per aver raccontato la tua esperienza, aggiunge un aspetto molto importante.

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  23. Mio figlio è ancora piccino (10 mesi) ma in lui riconosco molti tratti dei bimbi amplificati, quando mia suocera lo guarda allucinata (xè i suoi 2 figli non erano così) o mia madre rassegnata (xè io ero esattamente così!).
    È il primo figlio e spesso ho pensato di essere io quella sbagliata, post come il tuo mi hanno fatta capire di non essere sola né sbagliata. Poi ho conosciuto una bis-mamma di un bimbo uguale al mio, l'empatia è stata immediata e lei mi ha detto con semplicità:"lui è diverso, con l'altra era tutto semplice!"
    Fa bene non sentirsi sola!quindi grazie x il tuo post!:)
    Un abbraccio
    Fra
    PS in tema di politically incorrect qualche tempo fa io x strada con bimbo in sklero, mi si avvicina una nonna che dice:"cosa ti ha fatto la tua mamma?è cattiva?"
    E io sbotto d istinto:"certo infatti adesso la licenziamo e vediamo se ne troviamo un'altra!"
    Sono stata scortese lo so ma mi ha fatto tanto bene!!;)

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    1. Hai fatto benissimo! L'empatia non si può pretendere, ma che le persone si facciano i fatti loro sì! Un saluto Roberta

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    2. Concordo, occorre anche sapersi difendere, avere fiducia nel proprio lavoro anche quando tutto sembra remare contro. Poi noi genitori dobbiamo avere la forza di chiedere aiuto quando ne sentiamo la necessità ...
      Coraggio Francesca, vedrai che andrà bene questo vostro viaggio!

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  24. Con due figli ormai adolescenti (e che da piccoli erano gestibilissimi) sono un po' fuori dal giro (le questioni ormai sono altre e di diversa difficoltà O.o)ma mi permetto di dire che a volte basta un po' di buona volontà da parte di chi condivide l'attesa: un estraneo che cattura l'attenzione del bambino anche per soli 5 minuti riesce a dare un po' di respiro alla madre. Purtroppo, come in tutte le cose, è più facile giudicare e pontificare piuttosto che dare una mano.
    In bocca al lupo, mamme e tenetevi forte che tra qualche anno comincerete a ballare sul serio :/

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    1. Grazie Daniela, ma non dire così! Devo poter pensare che l'adolescenza andrà meglio :)
      Ok, mi illudo ;) Ma se ci diamo tutti una mano sarà più facile.

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  25. Leggerti per me e' un aiuto prezioso, solcare la strada che forse e' stata battuta da altri, e' più semplice, ti da coraggio e consapevolezza di non essere sola. Noi siamo all'inizio di questo che, considero un percorso di crescita a tutti gli effetti. Non è facile, per niente, soprattutto perché NON SO e vicino a me, ci sono altrettante persone che NON SANNO e per questo non capiscono. A volte nei loro sguardi vedo la mia colpa, colpa di non essere in grado, di non saper educare e gestire, mentre invece io so quanta fatica faccio e quanto impegno metto ogni giorno anche nell'azione più banale. Mi rendo conto che quello che per molti e' normale, non lo è per noi...spesso e' lotta, spesso e' andare oltre, nel bene e nel male, spostare i miei limiti (che sono tanti) e vivere nel caos. Tra tanti dubbi, la certezza di amare incondizionatamente mio figlio, mi fa andare avanti.

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    1. E' così, dobbiamo andare oltre e riassestare gli equilibri continuamente. Tu stai già facendo tante riflessioni importanti, sei molto più avanti di quanto non fossi io e per questo sono certa che tu e Cestino troverete il modo più efficace per comunicare. La sensazione di "non sapere" è la peggiore ... è ancora dentro di me ma inizio ad avere più fiducia soprattutto grazie a tutti voi e a queste riflessioni mischiate.

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  26. Ciao Marzia.
    ... non ho saputo resitere: quanto hai scritto mi ha colpito molto. Lo condivido in pieno e quindi mi sono permesso di rilanciarlo anche da me (http://ilmiosuperpapa.blogspot.it/2013/03/lappello-di-marzia-per-tutti.html).
    Grazie per l'opportunità.
    Buona Pasqua!

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    1. Grazie a te per aver avuto voglia di portare avanti i pensieri, ogni persona che passa di qui regala nuovi spunti e sono tutti importanti. Buona Pasqua anche a voi!

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  27. Ciao Marzia,
    sono capitata qui proprio dal post de ilmiosuperpapa e non posso che essere d'accordo con te.

    Devo confessarti che, leggendo le tue parole ho provato inizialmente un leggero imbarazzo per aver appena scritto un post (forse un po' troppo "scanzonato") per il blogstorming di questo mese parlando della ricetta del genitore "quasi perfetto"...

    Poi però leggendo riflettendo sul tuo "Ci sono figli che richiedono di più, che fanno fare più fatica, che portano più dubbi e che fanno a pezzi i manuali del "buon genitore"" ho capito che alla nostra "ricetta" mancava un ingrediente: SOLO CONOSCENDO E ACCETTANDO COMPLETAMENTE NOSTRO FIGLIO POSSIAMO RAGGIUNGERE LA CONSAPEVOLEZZA CHE NOI SIAMO IL GENITORE MIGLIORE PER LUI e che i giudizi o i commenti di altri non potranno e non dovranno mai offuscare questa certezza.

    Se poi si incontrano sulla strada mamme come te, non si può che migliorare anche come genitori..

    Scusa se sono stata un po' prolissa..

    Grazie per aver condiviso ad "alta voce" questo tuo pensiero.

    Giusy

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    1. Benvenuta anche a te Giusy. Io sono stata per tanto tempo una pessima madre proprio perché non riuscivo ad accettare e a comprendere mio figlio. Poi ho trovato una prima chiave di lettura, mi sono perdonata e ho iniziato da capo.
      Verrò certamente a leggere anche il tuo post, oggi sono in ritardo su tutto ma mi aspettano tre giorni di quiete (insomma, quiete è una parola grossa!) e potrò leggere tutti voi.

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    2. Grazie!
      Dopo il primo imbarazzo, ho riflettuto molto sulle tue parole e siccome scriverti della mia riflessione qui, in un altro commento, sarebbe stato troppo lungo, ho deciso di scrivere un post:

      http://genitorimeglioconinternet.blogspot.it/2013/03/genitori-e-persone-migliori-con.html

      Se ti va e se avrai tempo mi piacerebbe passassi un giorno dal nostro blog a leggerlo.

      Grazie ancora

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  28. Naturalmente ognuno proietta nel tuo racconto il proprio vissuto.
    E per me è il "ci vorrebbe il fratellino" eh come no? che cosa ne sanno che non ci stia provando e non arriva!!!? MAI tirare in ballo gravidanze risolutive, che poi risolutive voglio vedere se lo sono davvero, però non si fa.
    Il tuo post mi sembra molto corretto, come hanno detto altri prima di me, anche pacato. Io una volta ho visto una bambina stesa sul marcipiede in preda a lacrime che, dall'esterno, sembravano capricci fastidiosi per i passanti. Nonna e mamma intorno a lei, inermi, tentavano di calmarla. Ho pensato "ma io sarei in grado di risollevarla?" Non lo so. Davvero penso che spesso sia solo mancanza di esperienza, però quando sei in mezzo alla marea vorresti un appiglio, non gente che, da fuori, trova sempre soluzioni spicce e sparano frasette del cavolo per farti sentire come minimo inadueguata.
    un bacio sandra frollini

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    1. Certo hai ragione, ci possiamo mettere dentro un po' tutto nella mia richiesta di aiuto e di supporto. Ognuno ha i suoi nervi scoperti e non si possono prendere alla leggera, occorre pensare prima di dire ma con un sorriso non si sbaglia mai.
      Baci a te, Sandra.

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  29. La me mamma di primogenita difficile si è commossa e ti ringrazia e si sente meno sola.
    La me psicologa e psicoterapeuta che lavora con i genitori ti ringrazia, ti ha linkata sulla sua pagina FB (https://www.facebook.com/pages/dottssa-Elena-Sardo-Psicologa-e-Psicoterapeuta/141705675978377) ed è contenta di lavorare come lavora, senza risposte pronte e istruzioni per l'uso (se non in senso provatorio)
    Elena

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    1. Elena, grazie a tutte e due! La tua esperienza di madre certo potrà aiutare tanto i genitori che segui. E sei anche di Torino, giusto? Bene, mi piacciono gli specialisti che non hanno "istruzioni per l'uso" che è proprio la peculiarità della relazione a dover essere considerata, o sbaglio?

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  30. Spesso non apprezzo i giudizi non richiesti, però gesti di solidarietà come quello che hai condiviso con quella mamma e ora qui, riscaldano il cuore e fanno sentire meno soli. A me è successo un giorno che mia figlia non voleva mettersi il cappotto in pieno inverno fuori da un negozio e due mamme si sono avvicinate e intessendo un discorso pieno di simpatia per mamma e bimba sono riuscite con discrezione e esperienza in un'impresa che sembrava impossibile :)

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    1. "Un'impresa che sembrava impossibile", questo è il potere dell'empatia e della sincera volontà di aiutare. La solidarietà non è certo scomparsa solo che spesso non si tende a provarla verso un bambino in crisi di nervi e un genitore a pezzi ... ma basta poco, in fondo :)

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  31. La mia pupa non è amplificata, ma sfodera capricci terribili che mi sfiniscono e rendono insofferente. Soprattutto non capisco da dove vengono, quando penso che io non ero così, ma pacata e timorosa. È evidente che un figlio non è la nostra replica, è un'altra persona e come tale va accettato.
    Per fortuna di commenti non ne sento troppo spesso... In genere, se capitano, li gelo con lo sguardo. Mi dispiace però vedere nei miei genitori la disapprovazione, seppure in modo diverso (per mia madre, la bimba soffre - non si sa di cosa - e quando la vede così va in tilt, per mio padre bisognerebbe dare qualche ceffone che calmi gli animi) e questo per me è difficile. Ma qua si va sul rapporto coi nonni, sul mio bisogno di approvazione anche da adulta (su cui per fortuna ho molto lavorato negli anni) e sul sentirsi in colpa. Mia figlia fa "normali" capricci perché la trascuro lavorando, o al contrario perché non le dò un'educazione abbastanza dura, ignorandola o menando le mani. O magari non c'è un perché, o almeno non è una risposta così semplice.

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  32. Dimenticavo: in tutto questo, aspettando la seconda sono in preda all'ansia per essere capace di gestire qualcosa che ancora non so di e sarà. Mi piacerebbe ricevere qualche incoraggiamento, perché ho paura, semplicemente.

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    1. Non c'è niente di male ad avere paura, io ne ho molta!
      Sul fronte genitori temo di non essere la persona adatta a dare consigli perché i miei sono peggio di ciò che descrivi tu sul fronte critiche/consigli non richiesti, comunque sto meglio da quando ho detto chiaramente loro che non desideravo ingerenze. Ovviamente le cose non cambiano da un giorno all'altro ma io riesco ad essere più forte e a non lasciarmi ferire troppo.
      L'educazione che proviamo a dare ai nostri figli dipende da noi, certo, ma anche da loro e le ricette universali è meglio lasciarle perdere.
      Auguri per la tua nuova piccola in arrivo!

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  33. Son mamma di due bimbi di 5 e 1 anno. Per varie circostanze non lavoro da quando è nato il primo e sono stata una mamma a tempo pieno. Desideravo essere madre fin da piccola e sono stata una madre attenta premurosa e informata. La pazienza è da sempre una delle mie doti migliori. Ma non è servito a niente. Mio figlio ha distrutto tutto il mio mondo di buone intenzioni. A volte sa essere dolce e solare, a volte capisci già dal mattino che sarà una giornata pesante. Sa lavorarti ai fianchi, esasperarti piano piano finché non ti porta ad esplodere e a tirare fuori una parte di te brutta che nemmeno sapevi di avere. Una parte di cui ti vergogni. Ho scritto un post poco tempo fa a questo proposito:
    http://www.mammainoriente.com/bambini/perdere-la-pazienza/
    Quante volte mi sono chiesta dove ho sbagliato, sicuramente più di quelle in cui invece sono stata clemente con me stessa assolvendomi. La verità probabilmente è solo che mio figlio è così e di certo non lo amo meno per questo. Fa bene sapere di non essere sole...

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    1. Ciao, dunque gli stessi sentimenti in tutte le parti del mondo! Hai una storia bellissima, tornerò a leggere con più calma. E la fatica e i sentimenti altalenanti che hai descritto nel post le comprendo completamente.
      Occorre essere indulgenti con noi stesse, volerci molto bene anche quando il controllo è perso. Cosa facile a dirsi ma terribilmente difficile a farsi, comunque da quando ho relegato i sensi di colpa in un angolino sto molto molto meglio. Un abbraccio.

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  34. Cara, a volte basterebbe poco. In molte situazioni. basterebbe poco per non giudicare, per tendere una mano, per chiedere come stai o semplicemente scusa non avevo capito. Non so dove ho letto che alcune situazioni nascondono tanti segreti quanti sono i giudici. Ecco perchè si tace, a volte. Per paura delle incomprensioni, per paura di essere attaccati, messi in discussione anche nell'educazione, nel come ci poniamo verso i nostri figli. Parlare, parlare, parlare sempre, fa bene a noi stesse e a chi è solo nelle stesse difficoltà.
    Vi abbraccio
    Raffaella

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    1. Sì, spesso si tace per evitare i conflitti. Per fortuna talvolta si esce allo scoperto e sorprendentemente si finisce per ottenere più che con il silenzio. E' faticoso mettersi in discussione ma fa così bene.
      Un abbraccio a voi.

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  35. Cara Marzia,
    lo sai che con questo tuo post mi hai fatto rendere conto che c'è un'amica che ha bisogno d'aiuto? ha bisogno di qualcuno che le chieda: come stai? Sono andata a cena da lei mercoledì sera. Le nostre discussioni si sono sempre concentrate sui nostri primi figli, che hanno la stessa età e problemi comuni. Ma l'altra sera mi sono resa conto che lei sta avendo grossi problemi di gestione con la bimba più piccola...Mi ha detto che non se la sente più di uscire con lei, di andare a mangiare una pizza oppure a trovare un amico. E questo perchè la piccola fa mille capricci e la mette continuamente in imbarazzo in pubblico. Devo correre in suo aiuto! Sì i tuoi post sono sempre istruttivi, anche quando sembra che su alcuni argomenti ci siamo già dette tutto :-) Ti auguro di passare una Buona Pasqua! Flo

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    1. E tu mi hai fatto un gran piacere a raccontarmelo! Questo era esattamente ciò che desideravo scrivendo il post, far nascere un dubbio, far venire voglia di stendere una mano ... anche a chi è già abituato a farlo!
      Tanti auguri anche a voi, Flo.

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    2. Marzia, non so se leggerai questa mia risposta...per qualche strano motivo oggi ho riletto questo tuo post e voglio darti una notizia che mi riempie di gioia. La mia amica si è decisa a rivolgersi a una struttura consigliata proprio da "genitoricrescono" e che le ho indicato io. Quando ha preso l'appuntamento mi ha ringraziato tantissimo perchè si sente sollevata. Sono certa che troverà una soluzione, me lo sento...Non avevo ancora avuto il coraggio di darle alcun consiglio perchè odio dare consigli.Però l'altro giorno al telefono lei mi ha dato l'input (secondo me volutamente) e quindi...C'era la figlia che strillava in preda a una crisi isterica e lei mi raccontava che non sapeva cosa fare, se chiedere consigli ad altre mamme o farsi aiutare da qualche professionista. A quel punto ho colto la palla al balzo. Incrocio le dita per lei...Flo

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    3. Sono poco presente in questo periodo ma leggo sempre volentieri queste notizie!
      Una mamma aiutata oggi è un bambino più felice domani, grazie :)

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  36. manca: "Ci sono persone dal giudizio facile" in genere dipende dal fatto che è più facile giudicare che fare autonalisi, considerare gli altri diversi / sbagliati / peggiori, piuttosto che metter in discussione quanto considerano normalità.
    Non ho una bimba amplificata, ma da che ho iniziato a riflettere sul perchè si giudica con facilità e ad impegnarmi a non farlo più elargisco più sorrisi che mi riesca, specie quando vedo una mamma "sotto accusa" (ti ricordi il film con Jodie Foster? Come è facile giudicare...).

    Tanti abbracci a te, e a chi ne ha bisogno.

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    1. Quanto è vero! La normalità è ancora uno scoglio enorme, un peso sulle spalle di chi non vi rientra. E abbiamo ben da dire che tutto è soggettivo ma esiste - in ogni cultura e società - un range di comportamenti e abilità che definiscono la norma e starne fuori è già una condanna.
      Nel mio blog si parla di un tipo di "fuori target", ce ne sono moltissimi altri (e ben più pesanti del mio) e spero che parlandone sempre più diffusamente si possa scardinare il riflesso immediato alla paura e al rifiuto.

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  37. Che belle riflessioni!
    Quando mi capita di assistere -spesso, a dire il vero- a queste scene mi capita di cercare di intrattenere il bambino di turno, ma MAI mi permetterei di emettere giudizi, vista l'aria stremata che ha chi li accompagna. Mi verrebbe più da fare pat pat. La gente è fatta in tante maniere, per fortuna (e purtroppo)

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    1. Per fortuna ci sono anche le persone come te che riescono ad interagire per aiutare ma ti assicuro che non è così scontato, neppure tra coloro che ti stanno più vicino.
      Che poi sono la prima a sapere quanto un bambino che esplode possa suscitare le emozioni più negative, quello che chiedo è di provare a sospendere il giudizio e comprendere una reale difficoltà.

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  38. ciao,piacere, mi presento
    mazza da baseball sull' uscio...più o meno...oddio noi dopo una leucemia, stupri su minore, malasanità e malagiustizia, psicoterapia a uffa...non so forse ho più le ossa rotte sull' uscio che altro, nel mio blog ...in cui scrivo ogni ...nuovo papam... parlo d' altro, cmq piacere e un abbraccio !

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  39. Ciao e benvenuta. Le declinazioni del dolore sono ovviamente infinite e vedo che la vita non è stata tenera con te, mi dispiace.
    Per questo qui cerco anche di parlare di speranza e di evoluzione, nonostante tutto ... ho letto qualcosa della tua storia e mi pare che tu stia facendo lo stesso. Un abbraccio a te.

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  40. Arrivo in ritardo, ci sono poco ultimamente, dobbiamo organizzare la domenica al parco però, non me ne dimentico :)

    Sai, noi stiamo migliorando. Non voglio dirlo troppo presto, da brava scaramantica, ma i periodi di gestibilità si intensificano ultimamente. E mi sento quasi in colpa, dopo questi anni in cui ho visto quali sono le storie davvero pesanti. Ma soprattutto, per restare in tema, ho sviluppato (forse eccessivamente) il tuo pensiero. Sorrido, parlo, aiuto. Ma solo se si tratta di madri e di figli palesemente in difficoltà. Discrimino al contrario. Quelli "normali" mi irritano quasi. Come se fosse una loro colpa il non sapere - razionalmente so quanto sia idiota.

    Immagino sia l'inizio di un lavoro di accettazione luuuungo, ma che non ho ancora voglia di affrontare.

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    1. Brava, non lo dimenticare! Se almeno il clima smettesse di essere gelido ...
      Capisco cosa significa sentire irritazione per quella normalità che ci ritroviamo umanamente a desiderare, il cammino verso la vera accettazione è così lungo, speriamo di terminarlo ...

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...