mercoledì 16 gennaio 2013

Riflessioni da aeroporto

(Post scritto ieri e per buone ragioni pubblicato oggi :))

Questo post lo sto scrivendo in aeroporto a Parigi, al termine di una lunga giornata, per cui  scusate i deliri. Fare avanti e indietro in un solo giorno significa 18 ore di veglia pesante, con tanti spostamenti e nessun piacere per la bella città che mi ha ospitato (e che ho visto solo come un puntino dall'autostrada).
Però incontrare colleghi di 6-7 nazionalità diverse, parlare il noto inglese d'importazione, ridere per battute che solo chi conosce il nostro aziendalese può comprendere ... sì, non stato male. Per un giorno mi sono sentita parte del mondo, il mio mondo da ormai tantissimi anni.
Leggevo proprio stamattina su La Stampa il triste destino dei contratti a tempo indeterminato. Non si tratta solo della loro rarità attuale ma anche della durata media, fissata in 5.8 anni in una ricerca condotta dalla Provincia di Torino. Molto dipende dal settore e dall'età, non conforta sapere che oltre i 55 anni la durata media dei contratti scende a 2.1 anni. Insomma ci costringono a lavorare  almeno fino a 65 anni di cui l'ultima decade sempre con la valigia in mano. Accidenti, non dovrebbe essere il coronamento di una vita di lavoro?!
Quindi mio marito che sta nella stessa azienda da 25 anni e io nella mia da 12 siamo torinesi privilegiati, fortunati proprio. Che poi i nostri stipendi non siano al top e che il piacere di alzarsi al mattino scarseggi da tempo, bè diventano fattori secondari rispetto al 41% degli italiani che faticano ad arrivare a fine mese. Insomma facciamo un po' di tetris economico anche noi negli ultimi anni ma la paura, la vera paura del futuro prossimo, è un fatto nuovo che ci frena e ci impedisce di pianificare.
Credo che questo sia l'effetto peggiore di questa crisi, l'inerzia progettuale. Vale per le persone e anche per molte aziende. Il rischio, motore da sempre del cambiamento, non viene più contemplato. Sopravvivere diventa l'obiettivo primario, comprensibile ma drammatico nel medio-lungo periodo. Stiamo scendendo nella scala dei bisogni anche se dalle vendite di cellulari e tablet per Natale non sembrerebbe. Ma è il colpo di coda di quell'arte che è la rateizzazione compulsiva. Del resto i prestiti per acquisti più rilevanti ormai sono miraggi, le banche non si fidano, le finanziarie non si fidano, noi acquirenti non ci fidiamo. Almeno questo è ciò che appare nella mia realtà cittadina.
Parlando di questo con i colleghi europei mi pare di aver colto poca propensione all'ottimismo anche in loro, seppure mitigata dalla presenza di politiche sociali migliori.
Insomma lo so che sono tutte cose ovvie, banali. E ancora di più è legare tutto alla pessima politica del nostro Paese. Il fatto è che mi scoccia parecchio questo senso di impotenza, questa poca voglia di agire, questa paura che provo ogni volta che immagino un pezzetto di futuro. Mi scoccia e vorrei proprio partire da questa giornata tutto sommato positiva per grattare via un po' di calcare depositato sui miei neuroni.
L'altro giorno a casa avevamo di sottofondo un telefilm in cui l'eroe anziano teneva in braccio un neonato urlante e gli diceva tipo "Non piangere, sorridi, hai tutta la vita davanti a te. La mia ce l'ho alle spalle ma ti auguro di divertirti tanto quanto me". Ho fatto notare la frase a mio figlio e lui mi ha fatto ripetere il senso, gli ho detto che ha davanti a sè infinite possibilità, che può ancora diventare ciò che vuole, lavorando con determinazione e ascoltando cuore e inclinazioni. E che se troverà la sua strada speciale potrà anche divertirsi moltissimo.
E allora mi dico, non vale anche un po' per noi, pur nei limiti e nelle responsabilità che l'età adulta impone? Potenzialmente ho davanti a me altri 30-40 anni di vita attiva, perché non usarla per realizzare sogni, o almeno inseguirli? Al momento vedo nella mia testa troppi se e troppi mai, vorrei portarli almeno al livello di forse.
Per declassarli voglio credere di avere ancora tempo. Come il sole sopra le nuvole.


... Cavolo che effetto che mi fa l'aeroporto ...

33 commenti:

  1. Cara Marzia,
    leggerti è sempre piacevole.Sto nel mio ufficio al calduccio mentre fuori piove a dirotto. Sono anch'io una privilegiata. Faccio il lavoro che ho sempre sognato di fare e ho un contratto a tempo indeterminato in un ente pubblico. La gran parte dei miei progetti li ho realizzati con successo e anch'io da un pò di tempo sono in standby. E' ora che ricominci a sognare! In realtà, da quando ho raggiunto una maggiore consapevolezza della diversità di mio figlio, un progettino in testa ce l'ho..Ora sono in una fase di "stanchezza", ma appena recupererò un pò di energia mi riattiverò e spero che riuscirò a reallizarlo. Buona giornata e buoni sogni ad occhi aperti! Forza, che anche noi abbiamo ancora una vita davanti e possiamo divertirci
    :-)
    Flo

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    1. Io ne ho parecchi di sogni ancora il lista d'attesa quindi devo proprio darmi da fare!

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  2. Noi abbiamo un'idea, che non so bene come e quando realizzeremo, ma ce l'abbiamo: lavorare fino ai cinquant'anni, poi vendere casa, comprare un appartamentino (se non l'avremo già fatto) alla Purulla ormai ventenne e andarcene a invecchiare su una spiaggia in Africa, gestendo un B&B e godendoci la vita.
    E' solo un bel sogno, forse, ma è piacevole, molto più dell'idea di dover fare i conti per altri... quarant'anni!

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    1. Questa idea mi piace molto! Me la segno ;)

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  3. Parole troppo interessanti che, anche il solo commentarle, rischia di banalizzare il senso. Veramente un bel post, lo stampo perchè devo rileggerlo con calma e riflettere su ogni parola...stupendo l'effettto l'aeroporto!!!! :-)))

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    1. Brava, poi se trovi una soluzione più agevole e meno astratta delle mie fammelo sapere!

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  4. ... ne abbiamo parlato tante volte, a voce, e devo dire che leggere questo post mi ha riportato in mente tanti pensieri già condivisi con te. Concordo con l'opportunità di declassare il livello dei sogni e renderli meno impossibili, sono anche convinta che "chi non trova la strada, trova la scusa".... Purtroppo a volte è un preponderante senso del dovere, oltre alla paura, a frenare questo processo di rinascita. Purtroppo.....
    Lavoriamoci sù, però...

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    1. E lo so che lo sai. Il mio senso del dovere sta scendendo nell'ordine di priorità ... ora lavoro sulla top ten ;)

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  5. Leggere i tuoi post è sempre un esercizio di meditazione e arricchisce tanto, Marzia.
    Mi trovo concorde con le tue riflessioni...pur non avendole fatte io in aereoporto ma nel soggiorno di casa mia ;-)

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    1. Grazie Maris, solo che sono carente nella fase progettuale seria. Questo 2013 però mi stuzzica ...

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  6. Credo che tutti abbiano sogni, come prima. Ma è la speranza che è diminuita, si ha paura di rivelare i propri progetti, perchè la dura realtà sembra cassarli tutti. Ma voglio essere fiduciosa, è solo un periodo, cambierà, risplenderà il sole. :)

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    1. Hai ragione, è questione di ritrovare speranza e fiducia.
      Deve passare per forza, l'umanità ha sempre ripreso il filo.

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  7. mi sento mezza privilegiata: ho il posto fisso da secoli, e col vecchio ordinamento tra 10 anni sarei in pensione, ma non faccio il lavoro che avrei voluto fare, per una serie di motivi. E quando saremo in pensione io e mio marito saremmo abbastanza vecchietti a sto punto, che poi dipende tutto dalla salute 65 anni o giù di lì vuol dire pochino se non sai, e non puoi saperlo, come starai. Se ci sarai poi...
    Mi rimane il sogno della scrittura. E' che davvero sono una che si accontenta tanto, e che crede ancora nelle svolte epocali improvvise, forse perchè le ho sperimentate sulla mia pelle più di una volta, nel bene e ahimè nel male. Bel post, come sempre del resto. Ti leggo sempre molto volentieri. Baci

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    1. Il tuo sogno della scrittura è molto reale e hai già fatto molto per renderlo stabile e duraturo. Io sono certa che accadrà, certissima.

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  8. Pensa che io ho fatto l'assistente di volo e x un po' di tempo conoscevo meglio l'aeroporto di zurigo di casa mia...di sicuro ci passavo piu tempo e capisco il fascino che descrivi...

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    1. Già, sei solo in mezzo ad una folla, tanto tempo per riflettere e tanta umanità da osservare. Bello.

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  9. Quando il futuro stesso sembra un privilegio siamo veramente arrivati ad un punto morto.
    Penso, e ho sempre pensato, che nella vita ci voglia sempre almeno una dose di sogni. Ma mi rendo conto che dire certe cose quando c'è chi deve affrontare una realtà veramente dura ogni giorno, con la crisi e la precarietà che c'è, si rischia di sembrare di vivere fuori dal mondo...

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    1. Giustissimo. Io non dimentico mai la piramide dei bisogni perchè non si può parlare di idee astratte a chi non sa come sfamare i figli. Per questo, non avendo al momento quei problemi, mi pare assurdo e ingiusto buttare via il tempo ad avere solo paura.

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  10. hai ragione, facciamo fruttare al meglio questi anni e spendiamo un po' del nostro tempo per ripartire dai nostri sogni ancora da realizzare. sei a Parigi, secondo me un ottimo luogo per ripartire dalle conclusioni molto sagge del tuo post.

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    1. Io adoro Parigi, solo che questa volta non l'ho proprio vista, se non di sfuggita dall'autostrada. Però l'influsso l'ho sentito lo stesso ...

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  11. sono privilegiata perchè un lavoro ce l'ho. punto. non è il lavoro della mia vita, nè tantomeno quello per cui ho studiato così tanto... molto spesso mi chiedo cosa ci faccio qui ma poi ti senti dire "guarda che non sei da sola, tienitelo stretto". La mancanza di progettualità, di futuro, di possibilità è il male di quest'epoca. Io mi auguro di cuore che sia il mio caso e che mio figlio potrà davvero fare quello che vuole, senza troppi se e troppi ma...

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    1. E' proprio quello che spero anch'io per mio figlio.
      Vorrei che vedesse in me un esempio di persona che non si ferma, magari non raggiunge gli obiettivi ma non si ferma.

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  12. Credo che di songi possibili ce ne siano molti. L'importente è che, per paura di scegliere, non ci rassegniamo ad una vita insoddisfatta.
    Comunque se l'aereoporto ti fa questo effetto puoi sen'altro viaggiare di più.

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    1. Viaggiare molto di più non potrei e non vorrei (senza la famiglia). Però queste giornate fuori da tutto ogni tanto mi fanno proprio bene, allontanano davvero l'insoddisfazione di fondo.

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  13. Cara Marzia, è sempre bello leggere le tue parole. Queste mi colpiscono. L'anno scorso mi è stato preannunciato un taglio orario al contratto. Nel terrore di rimanere sotto la soglia mensile di mille euro, questo il mio guadagno, mi sono inventata Playdate. Poi, per caso, il mio orario è stato portato alla soglia del fulltime. Quindi la necessità non era più così stringente. Eppure... Solo la crisi imminente mi ha dato la spinta per pensare. E ho pensato, tanto. Quindi le novità si moltiplicano qui a casa nostra. NOn tutte portano da mangiare, non tutte designano un futuro. Qualcosa accadrà, prima o poi. Noi siamo pronti. E sai una cosa, ho già a vuto paura di perdere tutto, come si suol dire, e ora sono agguerrita. Non è che non abbia paura, ma non mi farò cogliere impreparata. :)

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    1. Vedi, tu hai messo in pratica quello che io sto dicendo solo a parole. E' una grande cosa, significa sentirsi vivi e reattivi, pronti per il futuro.
      A fuoria di scrostare forse anche la mia inerzia prenderà forma, lo devo prima di tutto a me.

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  14. Cara Marzia, nonostante tutto sei un'oasi di serenità. Le tue riflessioni sono sempre pacate e piene di saggezza. Per quel che mi riguarda, io sono in un turbine di emozioni, di paure e incertezze. Forse non perdo il lavoro, ma potrei cambiare vita. E mi chiedo se ne valga la pena di mettere in ballo altre due vite, e non so nulla, e tutto è incerto. E la mia megasocietà è gestita da peracottari. Scusa lo sfogo...

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    1. Serenità, davvero? Mi fa piacere :)
      La mia azienda è americana e solida ma hanno già dimostrato in Europa di non andarci per il sottile circa il contenimento spese (visto che il mercato è inesorabilmente in declino da anni). So di non essere la prima in lista in caso di taglio del personale ma le sicurezze di 12 anni fa sono un miraggio che non si realizzerà mai più. E comunque anche per mio marito vale la stessa cosa.
      Insomma avere un pò di progetti aiuta almeno a non farsi assalire dal panico distruttivo, almeno spero.
      In bocca al lupo per tutte le inceretezze.

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  15. come ci siamo già "dette" lavoro anche io nella tua città e conosco bene questo sentimento di "precario nell'animo" che si sta diffondendo a macchia d'olio, e non solo a torino...
    ci vuole forza e inventiva e spirito d'iniziativa, per re-invetarsi qualcosa di nuovo.
    io prometto che ci lavoro su, poi si vedrà.
    e comunque vada, in bocca al lupo per i piani b e c...

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    1. Magari anche d ... questa iniezione di energia mi fa bene, vi sento tutti ben determinati e questo mi aiuta a non perdermi in pensieri vuoti.
      In bocca al lupo a tutti noi!

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  16. Non sono ancora riuscita a considerare il mio lavoro un lavoro “fisso”, pur essendo entrata in ruolo da ben (!) sette (!!) anni: i fattori di rischio precarietà nella mia professione dipendono da talmente tante incognite e talmente tante persone che, francamente, non mi stupirei se dovessi passare gli anni futuri a viaggiare per le scuole tra città e provincia.
    In aggiunta, da mamma *tardiva* quale sono, quando Bambino avrà 20 anni io sarò troppo vecchia per realizzare il mio sogno di entrare nel cast del Cirque du Soleil. Forse è per questo che ho iscritto Bambino a un corso di giocoleria, nella miglior tradizione dei genitori che tentano di realizzare i propri sogni attraverso i loro figli. Meno male che per ora lui è felicissimo di fare il giocoliere-saltimbanco!!
    Un abbraccio,
    Monica

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    1. Ma io vi vedo benissimo come duo circense! Vedi che hai già trovato un ottimo piano b ;)
      Comunque voglio pensare che un'insegnante come te non se la lascino sfuggire, anche se so che la burocrazia spesso uccide il merito.

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  17. L'effetto aeroporto direi da non sottovalutare.
    Sì sono d'accordo che si dovrebbe coraggiosamente sempre inseguire sogni inclinazioni senza avere troppi "se" per non avere alla fine della propria esistenza troppi "mai"!!!!!!!
    Talvolta ci si sente depressi perchè si vive guardando solo al passato ed agli errori commessi.
    Altre volte si vive nell'ansia e nell'angoscia perchè si è protesi ad un futuro che non è possibile conoscere nè tanto meno prevedere.
    Dovremmo essere più in pace con noi stessi o più consapevoli vivendo il presente accettando ciò che la vita comunque sempre ci regala.

    E questo quello che cercherò (con fatica) di fare nei prossimi 40 anni .... cambiando tutto.... penso!!!!!

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