mercoledì 9 gennaio 2013

Mi hanno regalato un Guest Post ...

In questi giorni sento una grande urgenza di scrivere. E come sempre accade in questi casi, non scrivo.
Abbozzo frasi, le appunto su foglietti improbabili destinati a macerare dentro le borse, le rigiro tra i neuroni mentre faccio la doccia ...
Ma la polarità pare alterata e le parole non si aggregano.
Allora nel brodo primordiale mi permetto di ascoltarmi un pò, di crogiolarmi in una sensazione di benessere che non ha - a ben vedere - nè capo nè coda ma si allarga tra le vecchie pieghe e porta via spazio a dubbi e domande.
Sarà che questo piccolo blog vive da un anno e a rileggermi mi pare di aver fatto parecchia strada e di aver scandagliato fin troppo la mia anima, di aver attinto moltissimo da tutti voi che passate di qui e lasciate tracce importanti.


Un'amica, dopo il post di lunedì, mi ha chiesto "E tu come stai?" e mi sono sorpresa a risponderle "Bene!".
E sì, sto bene davvero.
Nella settimana di ritiro forzato dal mondo e di 24h al giorno sempre insieme alla mia famiglia mi sono resa conto che siamo una bella squadra. Ci siamo accuditi, ci siamo stati accanto, siamo anche stati ognuno per i fatti suoi a smaltire i malanni nei modi preferiti. Senza grosse tensioni, senza l'esigenza di essere altrove, senza sentire troppo la mancanza dell'esterno.
Mio figlio bellissimo nel suo pallore, spigoloso come sempre, in continua alternanza tra respigermi e cercarmi, affascinante come solo lui sa essere.
Che mistero, è. Che sfida.
Ne avrei fatto a meno per tanto tempo e ora invece mi ci si sto sistemando dentro proprio bene. Sono come la mia gatta, sto sdraiata in un luogo improbabile, dormo con qualche omino che mi si pianta nella schiena e con un tubo di metallo come cuscino ... eppure riposo e mi sento pure a casa, al sicuro.
La vita è strana, scappi e scappi e poi scopri che le risposte migliori le avevi lasciate sotto lo zerbino ad aspettarti.

Mi ci ha fatto pensare il commento di Roberta al post precedente: "La chiave dell'accettazione, che hai trovato e sperimentato, è il punto di partenza e secondo me vale per qualsiasi relazione umana. Sto cercando tanto di metterla in pratica con il mio primo bimbo, le cui reazioni mi spiazzano costantemente! Fa rabbia vedere che alcuni siano naturalmente sereni e allegri, come la mia seconda, mentre per altri si debbano mettere in moto strane alchimie per ottenere un semplice sorriso."
Non è così, forse? Il destino mi ha dato da crescere un essere umano difficile, scontroso, sempre sulla difensiva, aggressivo per paura, eccessivo, inflessibile, incorruttibile. Con lui ogni sì è una conquista, ogni buon momento va costruito, ogni contatto con il mondo va preparato. Alchimia, appunto.

Ho parlato così tanto con lui in passato, ho urlato, ho pianto.
Per questo ora taccio, la maggior parte del tempo.
Lui mi dice “Se mi vuoi bene dimostramelo”. E vuol dire “Non farmi la predica ma fammi vedere come si fa, sii disponibile e flessibile tu per prima.”
E così taccio. Molto ma molto più di quanto io non abbia mai fatto, di quanto sia nella mia natura di spezzo-il-capello-in-quattro-e-ti-spiego-anche-come-faccio.
Getto così nuovi ponti tra me e Alex. Prima li costruivo a forza tra noi e l’esterno.
E non funzionava.
Ora mi interessa solo di quello che succede tra noi. E il resto verrà, nei tempi e nei modi che la vita porterà. Perché la diversità mi fa meno paura, non credevo di arrivare a dirlo.

E in tutto questo mi ha aiutato davvero tanto Jessica, che su Baby Talk parla di comunicazione, nelle mille sfaccettature che questa parola può avere. Ho aggiunto così tanti tasselli e tracciato nuovi sentieri da seguire.
E oggi mi ha anche regalato un Guest Post ...

E sì, sto proprio bene.
Senza capo nè coda.

22 commenti:

  1. la diversità è ricchezza, nonostante tante cose...

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    1. Dovrebbe ... nonostante tutto, ma è un percorso che spesso si riesce a fare solo se costretti.

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  2. Viva la diversità e soprattutto viva i ponti familiari fatti d'Amore.

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    1. I ponti d'amore, bello :) Anche in questo mio piccolo mondo virtuale mi arrivano le sponde di tanti ponti e mi sento così fortunata, mi aiutano a gettare le basi della mia serenità in crescita.

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  3. ma che senza capo nè coda?! A me piace questo post. Guarda l'accettazione (vera non far finta) è una gran conquista, e anche il saper stare bene insieme eppure coi propri spazi di solitudine cercata.
    Quando è successo tutto il mio disastro dell'infertilità e della mancata genitorialità adottiva è stato proprio come tu dici "ora mi interessa solo cosa succede tra noi" dove tra noi era io e mio marito, l'esterno ficca naso che andasse a farsi friggere. Ti abbraccio.

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    1. Bravissima, chi non aiuta ma intralcia può andare a farsi friggere! E' dura pensare che debba esserci una sofferenza dietro ogni grande consapevolezza, però è così. Con il tempo si prende la giusta prospettiva ma ... col tempo.

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  4. L'importante però è "sto proprio bene", anche senza capo nè coda!

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    1. Già, non ho provato neppure un attimo di delusione rispetto ai risultati dei test, anzi. Alle volte occorre vedersi di fronte a ciò che succede per capire meglio i nostri reali sentimenti, bah!

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  5. Ho imparato a mie spese, e cerco di tenerlo sempre a mente, che qualsiasi nostra comunicazione viene "tradotta" attraverso in codice i chi la riceve, e non il nostro. Non servono le buone intenzioni. Anche la carezza più dolce può essere percepita quasi come un graffio.

    Posso dire di aver "imparato" a litigare grazie a mia moglie. Per me una cosa fuori dell'ordinario o comunque da riservare per eventi eccezionali, quasi da sbattere la porta ed andarsene. Mentre può essere un momento normale di chiarimento.
    Credo che lei con me abbia "imparato" ad apprezzare anche certi silenzi o che le emozioni non devono essere espresse necessariamente con l'elevamento alla potenza. Si può arrabbiarsi rimanendo calmi.

    Come per le vecchie radio, tra persone è necessario cercare di trovare la sintonia. Purtroppo non c'è una manopola da girare piano piano, un po' a destra e un po' a sinistra. E poi anche in quel caso, ogni tanto saltava tutto ed era necessario iniziare da capo.

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    1. Come la vorrei quella manopola ;)
      Io sto imprando a forza a controllare le parole, soprattutto a trattenerle. Non è facile per me, io che sono di natura pacata ma implacabile quando sento di dover comunicare qualcosa di importante. Ma con mio figlio non funziona, lui ha davvero dei codici di interpretazione molto differenti dai miei e devo ricordarmene sempre.
      Bellissimo commento, grazie!

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    2. Io sono un vulcano che quando esplode fa danni tremendi x poi pentirsene, ovvio. E x questo mi e' piaciuto molto il commento di babbonline

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    3. Kike, hai colto perfettamente il senso di quello che volevo dire. Per me che, di solito, peso quello che dico e quando dico una cosa è quella, con tutto la gravità che ci può essere, di fronte a chi esplode e poi si pente rimanevo sconcertato. Perché per me l’esplosione vale come tale, non c’è pentimento dopo perché se sono “esploso” vuol dire che in quel momento ero convinto di quello che facevo. Ma, come ho scritto, in realtà è solo una questione di diversa modalità di manifestare i propri sentimenti che ognuno ha. E pensare che io mi ricordo addirittura le parole, sia dette che quelle che mi sono state dette, in certe discussioni a distanza di anni.
      Il risultato è che io ho imparato a dare un po’ meno peso alle parole dette da certe persone in certi momenti e loro hanno imparato a pensare di più alle parole che mi dicono :)

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    4. Kike, hai colto perfettamente il senso di quello che volevo dire. Per me che, di solito, peso quello che dico e quando dico una cosa è quella, con tutto la gravità che ci può essere, di fronte a chi esplode e poi si pente rimanevo sconcertato. Perché per me l’esplosione vale come tale, non c’è pentimento dopo perché se sono “esploso” vuol dire che in quel momento ero convinto di quello che facevo. Ma, come ho scritto, in realtà è solo una questione di diversa modalità di manifestare i propri sentimenti che ognuno ha. E pensare che io mi ricordo addirittura le parole, sia dette che quelle che mi sono state dette, in certe discussioni a distanza di anni.

      Il risultato è che io ho imparato a dare un po’ meno peso alle parole dette da certe persone in certi momenti e loro hanno imparato a pensare di più alle parole che mi dicono :)

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    5. Ciao babbonline e grazie per il sostegno: hai proprio ragione, bisogna trovare la giusta sintonia :-)

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  6. Credo fermamente nei ponti. Uniscono rive diverse, luoghi distanti. Ogni forma di frattura ha dei passaggi obligatori, c'è la rabbia, il rifiuto, il tentare di venire a patti e l'accettazione. Alla fine l'accettazione da serenità, è luogo di riconciliazione.
    Sono contenta di questa tua nuova consapevolezza.
    Raffaella

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    1. Anch'io, sai. Sono stupita e grata. Sento davvero una nuova pace dentro e credo che qualcosa inizi a succedere anche fuori. I ponti, appunto.

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  7. sono felicissima di leggere le tue parole e di sapere che avete un nuovo punto di partenza... Vi abbraccio forte

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    1. Grazie! Io spero solo che duri, dentro di me. Perchè poi mio figlio ha il diritto di evolvere nei suoi modi. Per vuol dire saper osservare e sostenere, senza fare molto di più.

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  8. Grazie per la citazione! Facciamo meno ed accoccoliamoci nella nostra scomodità! Un saluto affettuoso Roberta

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    1. Grazie a te, gli scambi muovono idee, buone idee :)

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  9. Ti leggerò, anche a ritroso. Perchè è bello averti "incontrata".

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  10. Traggo forza e determinazione da queste vostre parole e le faccio mie a mio uso e consumo.....
    Accettazione. Assolutamente vero.
    Un anno fa circa ho conosciuto una persona che mi disse queste cose, difronte alle quali io fuggii a gambe levate.
    Ora so che aveva ragione e grazie ad una buona stella ancora è vicina a me .... questa Persona.
    Ogni tuo post è fonte grandi riflessioni.
    E pensare che "pochi" anni fa tu ed io eravamo sui banchi di scuola a disquisire se studiare sul Bignami la storia fosse sufficiente...ahahahh

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...