lunedì 7 gennaio 2013

La dolce terra del potrebbe


E sì, alla fine una risposta è arrivata.
Si tratta di una bella relazione, una quindicina di pagine di dati tecnici che mi hanno fatto meglio comprendere – nei limiti della mia scarsa competenza – cosa abbiamo vissuto in una assolata giornata di ottobre.
Immagino ci sia stato un momento dentro di me in cui ho sperato che quella eccessivamente lunga attesa avrebbe portato un embrione di “soluzione”.
Credo sia umano.
Per questo scorrendo velocemente le pagine non ho potuto fare a meno di sorridere davanti a ciò che vedevo, la nostra solita storia, solo svolta con la precisione della scienza.

Non desidero tediarvi con i dettagli, ma mi pare giusto dare una conclusione ad un percorso che ha accupato fin troppo spazio, per raccogliere le indicazioni utili e mettere da parte il resto. Per aggiustare il tiro e ripartire.

Mi risulta difficile interpretare o rielaborare la relazione quindi ne propongo qui alcuni stralci, che trovo particolarmente significativi.

Prima di tutto mio figlio, ai puri risultati, non è un bambino AP (ad alto potenziale):
(...) il punteggio ottenuto da Alessandro alle Matrici di Raven ed alla WISC-III rientrano in un range di normodotazione (QI = 110).
Alessandro ha mostrato, in generale, una certa resistenza nella somministrazione delle prove verbali, manifestando scarso interesse e un atteggiamento oppositivo-difensivo soprattutto durante la somministrazione del subtest del Vocabolario e di quello di Comprensione, inficiando così il punteggio totale della relativa scala. Il bambino si è invece mostrato più collaborativo durante la somministrazione dei subtest di performance, caratterizzati da un maggior investimento attentivo sui materiali proposti e da un minor coinvolgimento relazionale

Durante la valutazione sono state confermate le caratteristiche colte a livello qualitativo nel precedente colloquio con i genitori. Alessandro ha infatti mostrato una maggiore resistenza durante la somministrazione delle prove in cui era richiesta una maggiore elaborazione lessicale; presentando, in generale, una spiccata difficoltà nell’esprimere i propri stati emotivi e il proprio affaticamento derivante dalla valutazione stessa.

È davvero interessante che nessuno paia in grado di bucare le barriere di mio figlio. Nessuno degli psicologi che lui ha conosciuto è riusciuto ad eludere i suoi sofisticati sistemi di difesa, le emozioni restano ben chiuse dentro di lui. Perchè avrebbe dovuto essere diverso questa volta?
Pensare che Alex abbia avuto punteggi bassissimi in “Vocabolario” e “Comprensione” non può che farmi sorridere. Me lo rivedo, non ancora quattrenne, davanti ad una dottoressa che alla ennesima scena muta gli chiede “Mi dici solo se non capisci la domanda o se proprio non vuoi rispondere?” E lui “Non voglio rispondere”. Chiuso.

C’è poi anche la parte sull’anamnesi familiare, le centinaia di crocette infilzate pure un po’ a caso da me e mio marito. Qui temevo ci avrebbero segnalato ai servizi sociali, tipo “attenti a quei due”, invece tutto sommato non è andata malaccio.
I punteggi bilanciati di Coesione e Flessibilità ottenuti sia dalla madre sia dal padre di Alessandro indicano la presenza di un buon funzionamento familiare. In quest’ottica, la famiglia sembra avere le risorse per fronteggiare gli eventi stressanti e i cambiamenti evolutivi del ciclo di vita della famiglia. Sottolineiamo tuttavia come a questo funzionamento bilanciato si contrappone, in entrambi i questionari, un basso livello di soddisfazione familiare – che potrebbe essere indice di stress relazionale – e di comunicazione tra i membri della famiglia.

Certo la nostra serenità è spesso messa sotto assedio, quella che qualche riga sopra è stata definita “una certa resistenza” per noi è pane quotidiano, quindi niente di nuovo sotto il sole, neppure qui.

Salto l’analisi quantitativa/qualitativa delle nostre risposte e passo alle conclusioni.
E qui si apre meraviglioso il nostro mondo, fatto di mille opportunità e nessuna certezza. Leggendo queste frasi la mia autostima è schizzata alle stelle, perché avrei potuto scrivere quasi tutto già tre mesi fa, senza sbagliare di molto.
Perché la sensazione di non aver capito tutto, di non aver scoperto tutto, di non essere arrivati al nocciolo duro del problema è prima di tutto mia. Poi di tutti quelli che Alessandro lo hanno conosciuto, parenti o amici, insegnanti o medici.
Lui lascia tutti con la curiosità e il dubbio, fa questo effetto, non se ne esce.
Certo ogni potrebbe punge un tantino sotto pelle, in quello strato di stanchezza e impotenza che mi ha reso nel tempo restia ad accettare parole, sebbene dette con le migliori intenzioni.

I punteggi ottenuti al PSI dalla madre e dal padre suggeriscono l’importanza, per entrambi i genitori, di intraprendere un percorso terapeutico individuale e/o di coppia volto a fornire loro un supporto nell’esercizio del ruolo genitoriale. (...). Tale percorso terapeutico potrebbe inoltre consentire un accrescimento dei livelli di comunicazione intrafamiliare, permettendo, in ultima analisi, una più efficace e concreta messa in atto delle risorse possedute a livello familiare

Si sottolinea inoltre l’importanza dell’instaurarsi di una buona alleanza tra famiglia e scuola, volta a offrire – in entrambi i contesti – degli stimoli e delle risposte a livello sia cognitivo sia affettivo corrispondenti ai reali bisogni di Alessandro. Tale supporto potrebbe infatti parzialmente contrastare un’eventuale accentuazione delle manifestazioni di disaffezione e di disinvestimento nei confronti della scuola e può, in generale, rappresentare un fattore protettivo dello sviluppo di Alessandro.

Evidenziamo infine la necessità di sostenere Alessandro anche per quanto riguarda la socializzazione e l’inserimento all’interno di un gruppo di pari, in ambito sia scolastico sia extra-scolastico. A tal proposito potrebbe essere utile permettere al bambino di scegliere di praticare un’attività sportiva di suo gradimento.

Concludendo, ribadiamo come le caratteristiche comportamentali e relazionali presentate da Alessandro potrebbero aver influito notevolmente sulla prestazione ottenuta dal bambino durante la valutazione. E’ pertanto possibile che il punteggio relativo al QI totale di Alessandro sia, verosimilmente, più elevato rispetto a quello ottenuto in questa sede di valutazione. Il risultato ottenuto è infatti parzialmente in contrasto con alcune caratteristiche osservate a livello qualitativo durante la valutazione e che potrebbero far ipotizzare la presenza, in Alessandro, di capacità cognitive più elevate.
Il Laboratorio intende perciò rappresentare un punto di riferimento per Alessandro e per il suo nucleo familiare, rendendosi disponibile ad effettuare una nuova valutazione in un secondo momento, quando la condizione emotiva del bambino lo permetterà.

Ecco qui. Molto e niente. Il dubbio, che volendo resta.
Il Laboratorio ci proporrà un incontro per dettagliare meglio la relazione, per sapere come sta andando con Alessandro, per capire se possiamo comunque aiutarlo con qualche azione mirata.
Se parliamo di azioni io e mio marito ci siamo.
Per il resto basta test, basta parole, pasta condizionali.
  
Termino con alcune doverose precisazioni:
  1. Io non ho alcuna competenza in ambito psicologico, rispetto quindi chi questa competenza ce l’ha e le valutazioni inerenti.
  2. I test somministrati a mio figlio solo universalmente riconosciuti e applicati, funzionano, quindi non ho alcun motivo di dubitare dei risultati.
  3. Le persone che hanno somministrato il test sono state aperte e disponibili con Alex, hanno davvero a cuore il benessere dei bambini, e lui ha vissuto la giornata in modo piacevole.
  4. Mio figlio non ripeterà questi test, tranne che per propria volontà e in un età ben diversa da questa.
  5. I risultati dei test non cambiano la nostra quotidianità, non cambiano ciò che è mio figlio, non modificano la nostra volontà di trovare un sereno canale di comunicazione con lui.
  6. Non sono delusa per i risultati, davvero, lo sono molto di più per i condizionali che accompagnano la nostra vita da troppi anni.

Un’ultima nota. Da questo blog sono passate diverse mamme di bambini AP e per molte di loro la strada non è stata facile. Il termometro dell’interesse su questo tema me lo fornisce il mio unico post sull’argomento del potenziale cognitivo che è stato visualizzato più di 800 volte, un’enormità per un luogo piccolo come questo.
Significa che in Italia non se ne parla abbastanza, che i genitori si trovano soli davanti a questa sfida, come a molte altre del resto.
Il fatto che Alessandro probabilmente non sia AP non significa che smetterò di occuparmene, ma soprattutto mi farebbe piacere se qualche genitore volesse raccontare qui la propria storia, di come – con il supporto giusto – bambini in apparenza difficili abbiano trovato una propria dimensione.
Insomma, se posso (nel mio micro mondo) veicolare informazioni utili a qualche altro bambino, io ci sono.

Per il momento grazie a tutti voi che avete seguito questo pezzo della storia, che ci siete stati vicino. Pronti a risalire in sella?
Tranquilli, con calma :)


40 commenti:

  1. A volte mi domando se con mio figlio, sto affrontando anch'io la tua stessa situazione. Un bambino a tratti complicato ma a volte estremamente semplice, con gesti d'affetto che a volte, sfiorano la violenza e con una capacità di comunicazione che spiazza anche un adulto. Guardo i figli degli altri ed il mio mi sembra così diverso, come se non avesse i tratti del bambino, ma di un adulto, passa da estrema socievolezza al volersi nascondere perfino da noi, dal pronunciare frasi di una precisione accademica, coniugando verbi e articolando proposizioni, a dire cose incomprensibili quando si sente in difficoltà. Ha sviluppato alcuni comportamenti segno di stress psicofisico (detto dalla pediatra), piccoli tic ed altre difficoltà, ma nel contempo è estremamente precoce su tantissime altre situazioni. Il suo sonno è breve, ma la sua vitalità è sempre al massimo, una scheggia impazzita per il mondo direi. Lo guardo e lo amo, tanto, non lo vorrei per nulla diverso, ma costa fatica e spesso incapacità a comprendere. Non so se sono in grado di affrontare lui ed il suo carattere così complesso, a volte penso che l'amore non basti, poi lo guardo e so che non è così.
    Un abbraccio

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    1. Dopo otto anni di osservazione io sono certa che il mio amore e il mio impegno sono molto importanti ma non bastano. Alex ha bisogno di un aiuto diverso per arrivare nell'adolescenza più forte e strutturato a sopportare la vita sociale. Solo che è molto difficile arrivare ad averlo questo aiuto ... io comunque non mollo!

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  2. Uh, i potrebbe... potrebbe essere questa la chiave, forse: continuare a farsi (e a fargli) domande, affinché il dialogo cresca ogni giorno di più.
    Prontissima a risalire in sella!
    Ti abbraccio.

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    1. Infatti queste vacanze di reclusione hanno fatto molto sul fronte comunicazione, se sente di non essere giudicato Alex si apre un pochino e basta una breccia per fare grossi passi avanti. E' procedere per tentativi che talvolta mi snerva.

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  3. come sempre dimostri di essere una tipa proprio tosta. Hai ragione tu, azioni e non più condizionali. E continuate così. Un abbraccione

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    1. Tosta non so, certamente molto determinata.
      E quindi avanti! ;)

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  4. siamo pronti siamo pronti, ma non dire basta coi condizionali! Il condizionale e' un modo bellissimo, e' la salvezza dell'umanita', senza condizionali saremmo estinti da un pezzo :-P

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    1. Ahahaha ... forse hai ragione tu! Le sentenze perentorie possono anche uccidere.
      Diciamo che nell'apertura delle possibilità si può lavorare sui desideri.

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  5. Grazie a te per aver condiviso tante cose intime della vostra famiglia. Spero tanto che tutti questi condizionali si trasformino in altrettante serene certezze!

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    1. Mi accontento della serenità ... e di qualche certezza, anche piccola ;)

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  6. Ma questi bimbi un po' difficili, come il tuo e come altri, che non sembrano essere poi così pochi...hai idea di che adulti diventino? Hai trovato e letto qualcosa al riguardo? Gli psicologi ti hanno dato qualche prospettiva? Tu stai cercando di insegnargli ad amare il mondo e, come tutte le mamme, vorresti che tuo figlio fosse felice. E' più difficile che per gli altri? Sono d'accordo con te sul fatto che l'unica cosa sensata da fare sia cercare soluzioni pratiche. Un abbraccio Roberta

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    1. Oh Roberta, vorrei avere le risposte alle tue domande. Certamente questi bambini che possono diventare adulti equilibratissimi, con il giusto aiuto nella difficile fase dell'infanzia.
      Nel mio caso l'unica via è quella di sbloccare l'aspetto emotivo per poter acciuffare un pò di serenità. Questo è il mio obiettivo, sperando di ricevere qualche dritta utile.

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    2. Certo che si'. Tutt'al piu' sara' alessitimico, come tanti al mondo :D

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    3. Vedi quante parole imparo? Alessitimia è un concetto che non conoscevo e che rende molto la situazione ...

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    4. La chiave dell'accettazione, che hai trovato e sperimentato, è il punto di partenza e secondo me vale per qualsiasi relazione umana. Sto cercando tanto di metterla in pratica con il mio primo bimbo, le cui reazioni mi spiazzano costantemente! Fa rabbia vedere che alcuni siano naturalmente sereni e allegri, come la mia seconda, mentre per altri si debbano mettere in moto strane alchimie per ottenere un semplice sorriso.
      Adoro il tuo blog, a presto Roberta

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  7. Sono con te con e senza relazione.
    Raffaella

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    1. Grazie Raffaella, soprattutto senza relazione va!

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  8. Potrebbe, potrebbe...capisco che tu non voglia più condizionali nella vostra vita quotidina, Marzia.
    Purtroppo i risultati di questi test sono sempre da prendere con le molle secondo me, anche se sono test universalmente riconosciuti e applicati, per il fatto che (come in effetti hanno scritto nelle conclusioni quelli dello staff che li ha somministrati ad Alex) molte volte sono alterati dal comportamento tenuto dal bambino in quella circostanza, dalle sue barriere alzate e cose varie, che non gli consentono di dimostrare ciò che realmente è in grado di fare e soprattutto ciò che realmente e profondamente è. Quelo che Alex è lo sai tu e non lo sai neppure ancora del tutto, continuerai a scoprirlo nel corso degli anni, della quotidianità vissuta con lui.
    Hai fatto bene a fare il test perchè così comunque hai dei riferimenti e delle puntualizzazioni su cui riflettere e lavorare, ma questo non chiude nessun discorso, anzi...lascia aperte tante domande e tante possibilità.
    Armati di forza, pazienza e coraggio (ma tu già ti sei armata da tempo!) e continua così, che stai facendo un buon lavoro con il tuo splendido cucciolo.
    Ti abbraccio e ti mando un bacio!

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    1. Sì, Maris, hai ragione, ci sono ancora tante cose da scoprire. Mio figlio è un gran mistero ma piano piano mi sto infilando nei suoi pensieri ed è un viaggio bellissimo!

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  9. I condizionali portano ai gerundi. Ne sono più che convinta.
    Prontissima!

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    1. Belli i gerundi! Amando, vivendo, sognando ... li voglio tutti, grazie!

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  10. Allora, cerchiamo di leggere un po' tra le righe. Non mi occup(av)o di questo campo specifico, ma so leggere una relazione diagnostica. E questa e' gran bella, Marzia.
    Nessuno psicologo ha bucato la corteccia delle sue emozioni perche' non era questo l'obiettivo. Una valutazione testistica richiede in chi la conduce grandi capacita' osservative e una buona competenza clinica: deve separare l'oggettivo dal soggettivo, e assolutamente non deve essere coinvolto. Altrimenti non "vede" piu' nulla. La corazza si puo' scalfire con una terapia, eventualmente. In una relazione, insomma.
    E qui veniamo ai condizionali.
    E' clinica. Non ci sono certezze. Esattamente come in medicina, durante una cura, si va a vela e si vede passo dopo passo come le cose evolvono, e questo perche' ci sono le persone, e non i robot. Ma mi rendo conto che invece, giustamente, voi chiedete certezze.
    Ma io guarderei intanto a quei disegni di due settimane fa. Le sue emozioni, la sua comunicazione, sono li'. E secondo me avete fatto enormi progressi. Siete un bel team. Gatto compreso.
    Vi abbraccio forte.

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    1. Lo so che si tratta di persone preparate, grazie per averlo ulteriormente specificato.
      E' solo che quei numeri oggettivi avrebbero potuto dire molto di più, ma evidentemente non è la nostra strada. Questo un pò mi dispiace, vorrei sentire un po' di terreno solido sotto i piedi per una volta.
      Ma poi si procede, l'operazione di "gratto la superficie" continua ...

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  11. In qualità di gemella monozigota vengo sottoposta a un certo numero di test, fa piacere aiutare la scienza, ho anche donato la saliva per il dna. Tuttavia la fila di domande (a volte orali, a volte scritte e spedite per posta, tieni presente che seppur con lunghi periodi di assenza di indagine, la storia va avanti da oltre 20 anni) mi lascia sempre perplessa anche se io sono una che si scopre senza problemi.
    Alla fine, una delle ultime volte, volevo scrivere nei commenti: "sono la gemella scema di quella col codice etc." perchè comunque vada ti stremano un po', e la vita è un po' un'altra cosa. Scusa il commento autoreferenziale, ma ho preferito portare la mia esperienza piuttosto che parlare di cose che non so, se non per dire, e concludo, che ti ammiro tanto. un caldo abbraccio

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    1. Hai reso perfettamente l'idea, soprattutto per i test svolti da me e mio marito. Per questo non rifiuto a priori l'idea di un ulteriore incontro per poter parlare senza i filtri di un questionario e vedere se possiamo aggiustare un pò il tiro con il nostro alieno.
      Insomma io lo so che da soli è più dura, solo che trovare il professionista giusto non è così facile.
      Grazie Sandra.

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  12. E' da tempo che ti sento sulla strada giusta, sento che tuo figlio ti sta seguendo e il gatto ha avuto una certa importanza, ti abbraccio forte amica

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    1. Strada giusta è un parolone, diciamo che stiamo un pò più in carreggiata, gatta matta compresa ;)

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  13. Dev'essere stata dura e stressante per voi e vostro figlio e anche lui è bello tosto ;)
    spero davvero che troviate qualcuno che vi aiuti e vi sostenga seriamente :)
    un abbraccio

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    1. E' molto tosto! Alla fine non lo molla nessuno.
      Speriamo di tirare le fila, per il momento comunque ci stiamo muovendo bene, almeno mi pare per la prima volta dopo tanto tempo.

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  14. Come la capisco la tua sete di certezze. Tanti begli indicativi presenti e futuri a indicare la strada farebbero molto comodo in tante situazioni...
    Sempre in sella con te.
    Buon anno. POTREBBE essere un anno bellissimo! :-)

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    1. Sarà un anno bellissimo! Per voi certamente, per noi ... incrocio le dita ;)

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  15. Da tutto ciò ne deduco che la scienza non è esatta, ma "potrebbe" esserlo! ;)
    Scusa Marzia se sorrido, ma di fronte a tali esperienze, non si può che scrollare la testa e sorridere.
    In ogni caso, so che quando finalmente verrai a capo di tutto (e so che succederà, perchè credo tu abbia la giusta determinazione), allora sarai (sarete) un riferimento non solo per la tua famiglia, ma per chiunque ne avrà bisogno. :)

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    1. Grazie! Certamente mi piacerebbe poter chiudere qui il cerchio della nostra storia, perché sono certa che non sia l'unica.

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  16. Avere figli già ti obbliga a metterti in dubbio tra le tue mura domestiche. Immagino che non sia facile essere messi sotto esame da esterni alla famiglia, benché per il bene del proprio figlio.

    Buona risalita in sella! ;)

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    1. No, non è facile. Ma dopo un po' ci si abitua e si finisce per filtrare meglio le parole che arrivano ... o che non arrivano!

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  17. Cara Marzia,
    come sai io sono una di quelle mamme che ha visualizzato il tuo post sul potenziale cognitivo e che anche grazie a te ha iniziato un nuovo percorso. Non finirò mai di ringraziarti per questo. Capisco la tua sofferenza nel rimanere senza una chiave di lettura ma sono certa che prima o poi riuscirai a penetrare quelle barriere che portano al cuore di tuo figlio, un posto recondito a cui finora Alex non ha dato accesso a nessuno. Avanti così, coraggio!!!
    Flo

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    1. Magari prima o poi ti farò una bella "intervista", per raccontare quanto il riconoscimento del potenziale cognitivo possa essere utile per un bambino. Che dici?

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  18. Ero rimasta indietro con i blog che seguo, questo post lo leggo solo ora anche perchè quando l'hai pubblicato ero bloccata fuori casa da uno dei virus che girano. Volevo solo abbracciarti. Prontissima a risalire in sella!

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    1. Prendo l'abbraccio, eccome! A metà febbraio avremo noi genitori un "colloquio di restituzione" e poi la chiuderemo definitivamente. Più che altro desidero avere un consiglio su come riportare i risultati ad Alex, mi pare giusto che lui ne abbia informazione visto che ha vissuto l'esperienza sulla sua pelle. Solo questo.

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  19. "manifestando scarso interesse e un atteggiamento oppositivo-difensivo soprattutto durante la somministrazione del subtest del Vocabolario e di quello di Comprensione, inficiando così il punteggio totale della relativa scala"
    A me sembra che in questo punto abbiamo messo nero su bianco le loro perplessità sul risultato del test, dato che l'opposizione del bambino era evidente.
    Un risultato da rivedere in futuro...

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...