martedì 18 dicembre 2012

Da disappunti ad appunti


Ed è quasi Natale.
Ed è quasi un anno di blog.
E dopo più di due mesi non ho ancora un riscontro ai test fatti da Alex.
Il mio è un disappunto più formale che sostanziale, il desiderio di chiudere una parentesi che sta aperta da maggio. In fondo abbiamo investito tempo, speranze e denaro per seguire il filo di una sensazione che sembrava condivisa.
Ma, nella sostanza, sono certa che se avessero avuto qualcosa di rilevante da dirci lo avrebbero già fatto. Soprattutto perché, grazie ad una mamma molto carina di un bambino seguito dallo stesso Laboratorio, ho saputo che questo fine settimana c’è stato un convegno dedicato ad operatori, genitori e bambini quindi la risposta viene da sé.

Che dire, non ho bisogno di un certificato per sapere che mio figlio ha oggettivi problemi quotidiani, e noi con lui. E neppure mi serve per la scuola, dove lui è un soldatino, non prende iniziative ma svolge senza problemi tutto ciò che gli chiedono. È iper-adattato, se fossero trenta bambini come lui la vita della maestra sarebbe allo stesso tempo semplicissima e noiosissima. E non ho neppure più bisogno che qualcuno mi tolga di dosso responsabilità e sensi di colpa, con entrambi ci convivo discretamente bene.

Solo che, da ex maniaca del controllo, il mio foglio scritto lo pretendo, per archiviare la pratica e i pensieri. Mi sento di nuovo in partenza, anche se in effetti non mi sono mai fermata. Talvolta mi illudo che dando un nome al disagio di mio figlio, ne vedrei la forma e la potrei prendere a calci.
In realtà l'unica che dovrei prendere a calci sono io e la mia radicata incapacità ad alleggerire il peso che grava sul cuore e sulle spalle del mio bambino. Io che mi sforzo (disappunto!) di mantenere la calma davanti ai suoi soliti momenti di crisi, alle sue nuove ossessioni ai suoi tic.
Io che sbatto contro la sua smania di crescere (ma in alcune cose soltanto, eh!) perché adesso mi chiama Marzia e mamma lo archiviamo come un retaggio infantile ... come se ci fosse troppa intimità anche in quel nome che ho desiderato tanto portare.

E dire che ci proviamo tanto. Ogni giorno.
Nell'ultimo fine settimana abbiamo:

decorato improbabile frutta
 











disegnato angeli sulla neve












scivolato sulle piste












conosciuto il nuovo cane cucciolo della zia













E dopo avrei dovuto scrivere un post pieno di allegria e sorrisi, di entusiasmo e amore. E ci sono anche stati, infarciti però di mille gesti pesanti, di mille rimproveri, di mille dispetti, di tanta troppa fatica.
E io continuo a non capire e maledico i silenzi di tutti quelli a cui in questi anni ho chiesto aiuto. Quindi il disappunto oggi lo butto fuori, basta sorrisi e giustificazioni. Non mi sono mai nascosta dietro un dito, conosco tutte le mie mancanze e tutti i miei limiti, uno ad uno. Ma non ci trovo l’incuria e la resa, io ci ho provato tante volte, dannazione.

E ci riproverò ancora. Partendo da me, da noi.
Tra una settimana sarà Natale, io avrò dieci giorni da trascorrere a casa e inizio mentalmente a raccogliere pensieri positivi.
Sì, passo dai disappunti agli appunti, identifico i momenti di potenziale crisi e cerco di visualizzarne la versione migliore, le mie reazioni adeguate, la mia calma interiore.
Questo è il regalo che vorrei fare alla mia famiglia: vivere con serenità, quella che non provo da tanto tempo e che erroneamente ho atteso mi arrivasse dall'esterno.
Almeno ci proverò, e se butta male terrò stretta la boccetta di Alprazolam …

Felici preparativi a tutti! E che i buoni propositi siano con noi!

38 commenti:

  1. Il disappunto fai bene a buttarlo fuori, perché è liberatorio, e scrivendo aiuti te stessa a pensare, e vedere i tuoi punti di forza e le tue debolezze.
    Non essere troppo severa con te stessa
    Ti abbraccio e buoni preparativi, che sia un Natale sereno e pieno di gioia!

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    1. Io sono sempre troppo severa con me, ma alla fine mi perdono!
      Un bel Natale sereno ci farebbe un gran bene, come praticamente a tutto il resto del mondo. Grazie e un abbraccio anche a te!

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  2. A casa Piky è spuntato un prblema. Cestino da un pò di tempo sbatte ritmicamente gli occhi. Non ci sono cause fisiologiche, non apparenti e scoperte, almeno per ora....è un disagio. Un disagio dovuto da stress, stanchezza e bisogno di ritmi suoi. "Non si preoccupi signora, ai bimbi più sensibili queste cose succedono, non le dia importanza e passerà". A queste parole credo di essere crollata, mai mi sono sentita più inadeguata ed indegna. Mio figlio, non ha ancora tre anni, e viveun disagio da stress e stanchezza. Indubbio che è colpa mia, o nostra (ma non è questo che mi consola). Sono una madre che lavora, e su questo punto, ho adattato la vita di mio figlio. Lo fanno in molti lo so, quasi tutti direi. La necessità di un lavoro non lascia molte alternative, si divide tra asilo e nonni che lo amano e lo adorano sopra ogni cosa. Ma non sta con me, non quanto dovrebbe per lo meno, e così ecco il suo disagio. La sua stanchezza. Il suo stress. E' dura pensarci e ancor di più ammetterlo. Scusa lo sfogo. Un abbraccio grande

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    1. Proprio qui ti scusi? Questo è il luogo ideale per lo sfogo, capisco perfettamente il tuo stato d'animo, quante volte ho pensato che una vita meno frenetica (la mia) avrebbe aiutato anche Alex a vivere più sereno la quotidianità. Anche lui è sempre stato con persone che lo amano (tolgo giusto la materna, che frequentava solo part-time, che odieremo in eterno ...)ma non è bastato.
      Alex ha avuto vari tipi di tic nervosi, di solito passano durante le vacanze e ritornano a settembre, è la forzata vita sociale che lo mette in crisi. Sono tutti episodi temporanei ma ogni volta si entra in crisi, lo so bene. E' brutto pensare che essere sensibili debba essere un limite in questa nostra vita, vero?
      Vi abbraccio.

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  3. ... dai che la serenità arriverà, magari a piccoli boccconi ma forse suffieciente a illumiare istanti capaci di sanare il resto... un resto che non scomparirà ma che in queste feste combattilo con il Braulio Riserva, altro che Alprazolam ...

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    1. Ahahah ... hai ragione, un bicchiere di vino potrebbe far miracoli, magari due! Proverò a seguire il consiglio ...

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    2. ... il Braulio riserva è un grande amaro Valtellinese... ti assicuro molto più efficace del vino!

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  4. Ci avevi detto che ci sarebbero voluti un paio di mesi, ma ora che sono passati potresti provare a chiamare e chiedere se hanno idea di quando ve li daranno!
    Almeno puoi smettere di vivere in attesa... quella ti logora ancora di più.

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    1. In verità eravamo partiti da "un mesetto", poi ho chiesto informazioni e mi era stata data una nuova scadenza ... inutile dire che ormai le abbiamo superate tutte.
      Direi che ci ripenserò dopo le feste, ora proprio voglio liberare la mente tanto le mie risposte ce le ho già piuttosto chiare. Pazienza!

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  5. Capisco benissimo il bisogno di mettere un punto e di andare di nuovo, punto e a capo. Voltare pagina anche solo virtualmente, aiuta la mente. Chiamali e fatti sentire.
    Ho sentito che tanti bambini ad un certo punto chiamano per nome la mamma. Sembra che questo li renda più grandi. Non prendertela. O meglio, cerca di pensare che una delle tante fasi che attraversano.
    Amica cara, ti auguro tanta, tanta serenità.
    Che Ale possa tranciare i suoi silenzi.
    Abbraccio
    Raffaella

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    1. Sì, hai ragione, siamo in una nuova fase. Vorrei che ne passassimo anche una di unione più che accumulare quelle di distacco ma immagino si debba prendere ciò che viene e vederlo dal lato migliore possibile.
      Anche a voi tanta tanta serenità, che è quella che conta di più.
      Grazie Raffaella.

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  6. Anch'io proverei a sentire a che punto sono.
    Vorrei tanto sollevarti un po'...
    Ti abbraccio.

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    1. Tu ci sei sempre, questo solleva molto, te l'assicuro.
      Dovevo sfiatare un pochino, domani andrà già meglio.
      Baci a voi due belle donne.

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  7. Io anche sarei indispettita, però da un lato penso come te che se ci fosse qualcosa di importante da sapere ti avrebbero già contattato :)

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    1. Giusto, quindi svolta! E quale momento migliore della fine di un anno, e che anno ...

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  8. Carissima Marzia, io sono estranea a questi problemi, non li conosco e non sono neppure madre quindi spesso mi sento inadatta ed inappropriata quando entro qui, a casa tua, perchè penso che ciò che io posso dire sia banale, inutile e semplicistico però ti posso dire che sento quello scrivi e che provo emozioni ogni volta che ti leggo. Grazie per permettermi di provare a capire un mondo a me sconosciuto. Ti abbraccio

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    1. Grazie a te Diana, forse non sei ancora madre ma certamente la tua vita dimostra tutta la tua capacità di empatia e supporto.

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  9. Pure qui, sarà la sindrome da fine dell' anno, sono stanca. Non ho più le palle. Vorrei fare più cose carine con loro e invece, boh. Non mi va neanche più di cucinare, visto che da 4 gg. ho voglia di raviolare, e invece nulla, tanto loro i ravioli non li mangiano, a farli non mi aiutano e mi stresserebbero continuamente con: quando possiamo giocare con il computer? E non dormono fino a tardi. E io schianto accanto uno a caso e poi mi svegliano pure. Basta, sono stanca. Poi tanto lo so che passa.

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    1. Ci mancherebbe che non fossi stanca, stai facendo tantissimo in questo periodo! In più con due figli velocemente in crescita altro che schiantarsi nel letto ... Ma hai ragione, poi passa ;)

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  10. Mi sa che siamo tutti un po' stanchi a questo punto di un anno parecchio complicato un po' per tutti :)
    In quei dieci giorni spero tirerete il fiato tutti e tre :) vi divertirete, vi rilasserete, vivrete senza complicazioni.
    Parola d'ordine lasciare fuori di casa ogni disturbo...

    Per questo io proverei, al posto tuo, a fare l'ultima telefonata (o andarci? c'è una segreteria? qualcuno da guardare negli occhi cui spiegare con lo sguardo il tuo disappunto e cui chiedere attenzione perchè tu possa mettere la parola fine sulla questione?). Diversamente devi esser capace di non pensarci finchè non ti chiameranno loro.

    E capisco cosa significa chiudere e archiviare, ma poi lo sai che improvvisamente certe cose ce le dimentichiamo quando cambiano le scalette...

    Un abbraccio!

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    1. Sì, lasciare tutto fuori dal famoso uscio ;)
      Purtroppo sono troppo lontana per una visita e al telefono non riesco a trovare l'orario giusto, a quanto pare. Anche perché lungo la giornata (in ufficio) non mi viene agevole trovare un momento tranquillo per stare al telefono. Così oggi ho scritto nuovamente e quando ho visto arrivare un'email da quell'indirizzo mi sono emozionata ... erano gli auguri di Natale! Alla fine sono scoppiata a ridere!

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  11. Ti capisco, anch'io ho bisogno di sostanza concreta per fare punto e a capo. E soprattutto, ho sempre bisogno di sapere.
    Però ti auguro con tutto il cuore di mettere comunque da parte un po' di pensieri e di riuscire a godere di questi giorni a casa.
    Un abbraccio forte, forte.

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    1. Mi prendo tutto l'abbraccione e confermo di essere in modalità "Christmas on"! Del resto io adoro dicembre ..

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  12. La serenità può arrivarci solo da noi stessi. Se c'è neanche un uragano puà spostarci altrimenti è sufficiente un lieve soffio di vento.
    Prendiamci tutti i giorni liberi che ci daranno queste festività per "ripensarci" e goderci i nostri figli in vista di un nuovo anno che sarà impegnativo come, se non di più, del precedente ma anche ricco di momenti meravigliosi.

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    1. Sintesi perfetta! La serenità deve stare dentro di noi, altrimenti non funziona. Ho proprio intenzione di impegnarmi in questo.

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  13. Ti capisco, io sono fatta un po' come te.
    Anche io, come hanno già fatto le altre, ti suggerisco, se te la senti, di fare un'ultima telefonata.
    Poi archivia tutto e cerca di goderti queste feste. Ti abbraccio.

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    1. Fatto e ... fatto. Archiviato per le prossime tre settimane!
      Un abbraccio anche a voi.

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  14. Quella di non cercare la serenità all'esterno è una massima che faccio mia. Ti rignrazio davvero di cuore. Tanti auguri

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    1. Mi sono stancata di pensare "se accade questo allora starò meglio", non è servito. Quindi provo a fare il contrario.
      Tantissimi auguri alla tua bella famiglia.

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  15. Ti auguro un tempo di Natale come tu lo desideri. :)I
    Colgo in questo tuo post, però, qualcosa di diverso, una voglia di mettere un punto e di andare a capo, con più sicurezza. Se fosse così sono contenta per te, perchè significa che vivi le difficoltà con la grinta che serve. Un abbraccio.

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    1. Credo sia così, vedo piccoli mutamenti in me e in mio figlio, un modo più costruttivo di comunicare anche se ancora critico.
      Desideriamo entrambi mettere un punto e andare a capo, questo mi accende tanta speranza in fondo al cuore.

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  16. Capisco il tuo desiderio di sapere dei test, sarebbe un punto a capo ma percepisco da un po' di tempo un forte cambiamento nei rapporti con tuo figlio e anche vs te stessa, credo tu sia sulla strada giusta e adesso che arrivano le feste rilassati e... Non pensare che a stare bene!

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    1. Sì, ci sono cambiamenti tutto intorno a me. Li ho fortemente cercati ma mi stupisco un po' ... Ora devo solo staccare la testa e vivere!

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  17. Esatto! Brava, hai detto la cosa giusta: vivere!

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  18. Un caro abbraccio Marzia, non ho molto da aggiungere a quanto detto nei commenti precedenti. Credo che siamo in un momento storico particolarmente difficile in cui in molti ci guardiamo dentro. Non è il solito Natale. Auguri di cuore e sempre in gamba!

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    1. Vero, non è il solito Natale ma mi sento dentro molta più speranza che negli ultimi anni e voglio vederla come un segno.
      Tanti auguri anche a voi!

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  19. E' un passo importantissimo quello dai disappunti agli appunti, Marzia: sei sulla strada giusta, pur con i (naturalisssimi) limiti, pur con delle difficoltà, ma comunque sulla strada giusta.
    Buoni preparativi anche a te, a voi!

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    1. Grazie Maris, tanti auguri anche qui! E che la buona strada sia con noi ...

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