venerdì 14 settembre 2012

Io sbaglio

Inizio parafrasando il primo romanzo di Faletti.
Perchè io sbaglio.
Me lo sono sentita dire tante volte, me lo sono detta da sola mille altre ancora.
Se io mi estraessi dal mio corpo e mi guardassi agire da distante, mi criticherei moltissimo.
 
Da distante è così ovvio, così fluido, così ragionevole applicare regole di buon senso e far andare tutto liscio.
Da distante quel bambino è solo un bambino.
Da distante io sono solo una mamma stanca che dovrebbe sorridere di più mentre pianta paletti, transenne e qualche fiore.

Da dentro però si vedono i pezzi, quelli infranti in tanti anni, quelli che nessuna colla ha ancora rimesso a posto.
Da dentro ci sono le duemila notti insonni o quasi (il numero non è di fantasia ...).
Da dentro ci sono gli infiniti dubbi a cui - da distante - in realtà nessuno ha mai offerto una vera alternativa.

E dunque io sbaglio.
Qualche esempio?

IL SONNO
Da fuori: "dagli un rituale, mettilo nel suo lettino, lascialo piangere un pò, non tenerlo nel lettone, dagli un pò di camomilla, c'è anche il Noprom ..."
Da dentro: reflusso, apnea notturna, pavor nocturnus, effetto paradosso dei calmanti ... e il mattino dopo l'ufficio per nove ore in cui non posso permettermi di addormentarmi sulla scrivania. E allora va bene il lettone, va bene far dormire per un pò il papà nell'altra camera, va benissimo se a quasi otto anni ci addormentiamo ancora vicini (visto che ora la notte la si passa nei propri letti, quasi sempre ...) perchè è il momento in cui ci godiamo un pò di intimità e i racconti della giornata senza l'ansia del rientro post lavoro.

La rabbia

Da fuori: "Bisogna saper dire di no, ci vogliono più regole, stai crescendo un maleducato, i genitori devono farsi rispettare, stasera perchè non guardi SOS Tata?, basta che ignori i capricci e lo lasci da solo a smaltire..."
Da dentro: vedo mio figlio trasformarsi in un secondo, cambiare espressione e prepararsi ad esplodere. E lo so che non è un capriccio, lo so che il tormento interiore che lo divora può essere scatenato da un "no" (spesso di nessuna importanza) ma nasce da ben altro. Io lo so che un bambino di cinque anni non ti dice che vorrebbe morire e che non c'è niente di bello in questa vita solo perchè non ha mangiato un gelato prima di cena. E allora mi guardo dentro e non mi capacito, perchè io tutto quel nero non lo vedo, perchè vedo intorno a lui tanto amore ma allo stesso tempo sono stremata e mi capita di piangere davanti a lui, quando ho le braccia piene di lividi e niente in tutto ciò che ho letto e studiato mi ha preparato a una cosa del genere. E devo anche fare i conti con la mia di rabbia, perchè sono un essere umano, e soffro e non mi vergogno di dirlo. E allora provo a scegliere le mie battaglie e decido che si può dire molti più sì.

La socializzazione

Da fuori: "devi uscire di più con altre famiglie, deve stare più spesso con i coetanei, perchè non inviti i suoi compagni di scuola?, devi fargli fare uno sport, se non vuole devi insistere, non si sa proprio comportare con i bambini, non riesci a metterlo a suo agio, sembra già un vecchietto ..."
Da dentro: vedo mio figlio in uno stato di grande prostrazione ogni volta che sta in un gruppo di coetanei, soffre il rumore, le grida, l'entusiasmo. Talvolta c'è terrore nei suoi occhi, non sa cosa fare e quindi - spesso - fa la cosa sbagliata. O almeno quella che socialmente appare inadatta all'età e alla situazione. Lui tace, o esplode. E poi ci ripensa e gli spiace. Ma le attività che per un bambino della sua età rientrano nella norma (scuola, sport, catechismo, feste, serate con amici etc.) sono tutti momenti critici di condivisione in cui realmente lui non sa cosa/come condividere. E io lo so che c'è qualcosa da scoprire, che io non basto, ma gli "specialisti" non hanno aiutato, non ancora. E allora si cerca, ancora.
E nel frattempo non lo costringo a stare più fuori di quello che è in grado di sopportare, e chissenefrega di tutti. Ma un conto è dirlo un conto è fare pace con lo strazio che ristagna dentro, quando lo vorresti vedere correre felice insieme agli altri, quando vorresti per una volta vivere come loro. Diamine, gli altri! Io sono “gli altri”, lo sono sempre stata, questo ruolo di outsider lo detesto e ci provo ogni giorno a cambiare prospettiva, ci provo tanto.

L'accettazione

Da fuori: "con qualche regola in più si sistema tutto, è solo viziato mica malato, dovresti provare tu con un pò di terapia perchè non è il bambino il problema, è un bambino che deve solo essere lasciato libero di sperimentare, basta pensare di meno e farsi meno problemi sul futuro, prova a vedere le cose in modo positivo e ad essere più serena con lui ..."
Da dentro: mi guardo e penso che sì, potrei essere una madre infinitamente migliore. Potrei vedere solo i lati meravigliosi di mio figlio, potrei incoraggiarli e girarmi dall'altra parte quando invece mi verrebbe da disapprovarlo. Perchè se io incontrassi oggi mio figlio e ci facessi due chiacchiere probabilmente non ci troverei niente di così strano, mi starebbe simpatico. Ma sulla distanza non si resiste. Anche mia suocera, la donna più accettante e comprensiva del mondo, sta cedendo; la vedo spegnersi nei suoi tentativi di rendere il nipote più accettante e più sereno. Perchè non ci sono giornate davvero buone, abbiamo momenti speciali – certo e li racconto spesso qui - ma non bastano. Danno troppo poco ossigeno. Poi le nuvole tornano e anche l’impotenza.
Sull'accettazione sto facendo un lungo e doloroso lavoro, non sono soddisfatta dei risultati ma vado avanti, come posso.

Al fondo di tutto questo vorrei esprimere una considerazione di base. Banale e crudele come spesso è la quotidianità.
Le persone da cui ho ricevuto i consigli meno richiesti e le più pesanti critiche sono le stesse che, pur avendone l'opportunità, non si sono mai offerte in prima persona di prendersi carico di mio figlio negli aspetti più critici. Non lo hanno tenuto a dormire neppure una notte prima dei cinque anni, non lo hanno mai portato ai giardinetti o al supermercato nei primi tre anni, non lo hanno mai portato in vacanza. Qualcuno (e non si tratta di un parente alla lontana) non ha mai passato con lui neppure un'ora da solo.
La critica di chi è vicino ma pretende di pontificare da distante non le accetto più.
Le parole mai pronunciate, ma fin troppo chiare, sentite da amici sono le più rassicuranti “a me non sarebbe mai successo, io li so educare i figli". Mi rendo conto quanto sia difficile non pensarlo.
Ma ora chi è vicino deve agire, o tacere.

Mi serve qualcuno che si prenda cura di me, senza consigli e senza biasimo. Qualcuno che dica "tranquilla, stavolta ci penso io". E così potrei sbagliare con una sponda, rimbalzare e trovare un nuovo equilibrio. Almeno per un po'.


Questo post partecipa al blogstorming di genitoricrescono "Genitori contro tutti", molto molto utile come sempre.
Perchè come è stato detto in un bellissimo post, “gli altri siamo noi”, io per prima.
Ma io sono anche una madre che si trova “dall’altra parte” di una barricata invisibile e per questo mi permetto di chiedere comprensione, perchè ci sono vite in cui tutto l’amore e tutto l’impegno non bastano.

E per questo continuerò ad ascoltare i pareri di chi con umanità ed empatia desidera condividere con me pensieri e possibilità. Sono parole preziose, queste.
Perchè io sbaglio, non c'è dubbio, ma amo mio figlio infinitamente.

Grazie a tutti.

79 commenti:

  1. Marzia carissima, vorrei prenderti fra le braccia e cullarti e farti riposare e dirti le parole rifugio e riva. Ma non posso. Non so come poterti aiutare, non so come darti sollievo. Stai sostenendo una situazione pesante e hai bisogno di aiuto, non di critiche o consigli.Comincia a dire quello che pensi apertamente anche a costo di sacrificare delle persone. Se non capiranno, sarà un loro problema. Tu devi circondarti solo di persone che capiscono la vostra situazione.
    Nessuno meglio di te conosce tuo figlio, i suoi timori, le sue crisi, i suoi bisogni. Tu sei lucida e così intelligente da capire che stai facendo un ottimo lavoro, ma hai bisogno che qualcuno aiuti te.
    Elimina il superfluo, la non vicinanza e chiedi un aiuto esterno anche per te non solo per lui.
    Sento di amare un pochino anche io quel tuo bambino infinito.
    Raffaella, che sbaglia un pò ogni giorno.

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    1. Tante persone le ho sacrificate, per forza, ma non dovrei essere costretta a farlo con i miei genitori, almeno è quello che pensavo. Ma c'è un limite per tutto.
      E un aiuto lo troverò senz'altro anche per me, alla fine la più fragile sono io.
      Grazie per l'abbraccio.

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  2. Da un lato mi viene da dire che questo post potrebbero scriverlo quasi tutte le mamme. Chi più chi meno, siamo tutte soggette ai giudizi di chi da fuori pontifica. E va beh, questo va accettato con i denti stretti e si tira dritto, perché solo noi (e i papà ovviamente) conosce il proprio figlio e sa cos'è giusto per lui (e per noi): e gli sbagli, quelli ci saranno sempre, ma direi che "il metodo educativo" non può essere sbagliato in toto perché ogni madre lo cuce sul proprio bambino.

    Dall'altro capisco che per te (per voi) questo "scontro" è amplificato, perché il tuo, di bambini, ha una personalità e un carattere molto particolare, quindi la tua sofferenza di certo è maggiore di quella di una mamma "ordinaria".

    E poi, dulcis in fundo, un conto è il commento della mamma del parco o della signora al supermarket che non sa niente di voi, un conto è quello delle persone vicine: quelli fanno più male, soprattutto se, come dici, vengono da chi seppur vicino non ha mai alzato un dito per dare un amano o sostegno.

    E no, non mi viene niente di intelligente da dire, se non che tu devi continuare per la tua strada consapevole di una sola cosa: che nessuno ama e conosce tuo figlio piu di te, e questo basta.
    Secondo basta alla grande.

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    1. Hai ragione, è la fuga di chi invece dovrebbe sostenere che mi ferisce di più. E' ovvio che si possono avere opinioni diverse ma non posso più accettare il "o cambi o io non posso aiutarti". L'amore dovrebbe andare oltre le divergenze, ma non è per nulla scontato.

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  3. Tuo figlio non ha bisogno di una mamma che non sbagli, ma di una mamma che lo ami infinitamente, quindi sei perfetta. Non ti rimproverare nulla, e accetta prima di tutto te stessa, è il primo passo ma il più importante (da che pulpito!)... grazie di essere come sei.
    Un caro abbraccio da chi sa e condivide....

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    1. Verità infinita, prima o poi accetterò me e la mia incapacità di tenere tutto sotto controllo. Allora forse non avrò più tanti dubbi sulle mie scelte ponderate.
      Grazie <3

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  4. Io penso che tu sia bravissima, e che il vostro amore sia la soluzione a tutti i (non comuni, ed è questo che la gente probabilmente non capisce) problemi.
    Io sbaglio continuamente ma cerco di fare del mio meglio.
    Ti abbraccio.

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    1. Tu dici che l'amore basterà? Lo spero con tutta l'anima. Lo spero perchè a me sarebbe bastato ...
      Tu ed Elisa siete una delle coppie più carine che ho conosciuto in rete, sei bravissima.

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  5. Posso solo abbracciarti! SANDRA FROLLINI

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    1. Direi che è più che sufficiente. Grazie davvero!

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  6. per forza sbagli. perché scegli. perché fai. insomma, vivi. ummm. potrei dirti una cosa molto personale, un esempio e delle conclusioni che ho tratto. se ti va contattami.

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    1. Fatto.
      Un vecchio proverbio dice proprio "chi fa, sbaglia". E' quello che sostengo sempre ma pare non andare di moda ...

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  7. Non sbagli perché non ti arrendi... ho sempre trovato troppo facile chi arriva da fuori, e senza provare e senza "sporcarsi le mani", dispensa la sua "saggezza".
    Un abbraccio forte.

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    1. Quello no, non mi arrendo. Talvolta, come oggi, mi areno.
      Ma la posta in gioco è troppo alta, quindi si va ...<3

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  8. Il sonno.
    Ci sono culture (e ci sono state situazioni, momenti, anche nella nostra) in cui si dorme tutti in uno stanzone o in un unico spazio. I figli crescono (e sono cresciuti) perfettamente integrati e, se possibile, un po’ meno "bambacioni" di altri, allevati e addormentati a Noprom o Estivill.
    La camomilla, in alcuni casi, agita.

    La rabbia.
    Quello che per altri è un capriccio, per me a volte è di vitale importanza. Penso che la stessa cosa valga per mio figlio.
    Per inciso, mi piacerebbe vedere le Tate di SOS Tata alle prese con figli, SENZA l’aiuto di una tata (famosa o meno) e non so cosa darei per intervistare i loro figli su cosa pensano di loro come madri.

    La socializzazione.
    Ci sono persone che ben si adattano, stando perfettamente a loro agio nella società delle “little boxes, little boxes, all the same” di cui cantava (anche) Pete Seeger.
    Altri non si adattano. E allora? Che male c’è? Le omologazioni fanno rabbrividire. Globalizzazione vuol dire anche questo? Allora diamoci da fare per cambiare il mondo in bello perché (veramente) vario.

    La accettazione.
    Il problema di una madre non è di accettare il proprio figlio, ma di vederlo accettato (spesso per come è) e di essere accettata a sua volta. Le mamme non nascono “imparate”, imparano a loro spese. Mai risarcite.

    Sono diventata mamma piuttosto tardi. Questo però mi ha permesso di acquisire un po’ più di saggezza e di comprendere che, salvo quelli esplicitamente richiesti, le mamme non hanno bisogno di consigli, ma di persone su cui contare nei momenti del bisogno. Persone da cui ricevere un aiuto incondizionato e, il più possibile, sincero e rispettosamente silenzioso.

    Monica (and the cats)

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    1. Monica, che dire, sono come sempre ammirata dalla tua lucidità e dal buon senso che metti in ogni ragionamento. Abbiamo avuto modo di parlare di omologazioni e sai che sono d'accordo con te. Solo che qualche giorno è più dura.
      Grazie di ogni singola parola.

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  9. Io credo che ogni mamma sbagli, e ogni mamma lo fa in perfetta buona fede.
    Poi si invecchia e ci si dimentica di essere state mamme.
    Si sa che la gente da buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio.

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    1. Diciamo che mia madre si è mantenuta costante nel tempo, mai stata empatica. Figuriamoci adesso.
      Ma la sana abitudine di mettersi un pò in discussione non mi pare così diffusa, renderebbe tutto più facile. Ma forse non lo avrei fatto neppure io in circostanze diverse.

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  10. Marzia, grazie. Condividere è una bella fatica, vuol dire mostrarsi superando le paure e tu sei molto coraggiosa.
    Poi ti abbraccio forte, perché voglio trasformare in qualcosa di positivo la rabbia che provo verso chi dà consigli non richiesti. Che lo so, più le parole taglienti arrivano da vicino più fa male. E ti dirò, mi son convinta che più son parole di fuoco più nascondono il senso di inadeguatezza di chi le pronuncia per nascondere il dubbio: non sono io a sbagliare, è tuo figlio, sei tu.
    Ma i nodi vengono al pettine. I fatti contano: l'alieno si addormenta vicino a te :)
    Non sei sola.

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    1. Quando ho letto la penultima riga mi è venuto da piangere ... è così, mio figlio si addormenta tutte le sere naso a naso con me e in quel momento ci amiamo sempre tantissimo. Vorrà pur dire qualcosa, giusto?
      Grazie grazie

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  11. Ma perche' non vieni qui da me!!!!
    Sono una frana rispetto a te davvero, ma vorrei tanto esserti di conforto.
    Un abbraccio
    Scake

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    1. Stai attenta che prima o poi arrivo! Figuriamoci se sei una frana, ma dico tu hai 5 persone diverse che ti chiamano mamma e mantieni una forza e una vitalità che io me li sogno!
      Mi basta leggerti per avere conforto, davvero ...

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  12. Non puoi immaginare quanto sento mie le tue rimostranze verso chi sa dare solo consigli non richiesti e criticare. Tutti bravi a proclamare:"Io avrei fatto diversamente, avrei fatto meglio!".
    Sai invece cosa mi disse l'anno scorso di questi tempi la logopedista quando prese in carico la mia monella come paziente? Dopo avermi conosciuta, aver parlato a lungo con me e aver osservato la bambina, mi disse semplicemente."La fortuna di questa bambina è avere una mamma come lei!". E sono certa che non intendesse che io fossi perfetta, assolutamente. Io capii cosa voleva dire e mi commossi moltissimo.
    Ecco: io dico a te la stessa cosa che la logopedista disse a me: "La fortuna di tuo figlio è avere una mamma come te!".
    Ti mando un bacionhe e ti esorto ad andare avanti per la tua strada, che porterà senza dubbio lontano, come solo l'amore infinito di una madre come te può portare e non importa se ci sono degli sbagli ogni tanto....si piange magari, ma li si supera e si procede :-)

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    1. La stessa frase me l'ha detta la maestra di Alex, in effetti fa piacere se qualcuno arriva a capire i tuoi sforzi anche se magari i risultati stentano.
      Lo so che il vostro percorso è duro e sono davvero felice di leggere ogni progresso della tua Monella, che ormai potrebbe cambiare nome visto che sta sbocciando come un bellissimo fiore.
      Grazie, Maris.

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  13. Cara Marzia, anche se conosco il tuo blog da poco e verosimilmente non conosco bene la cronaca di quanto racconti, non mi serve sapere per capire e con-dividere.
    Ho imparato a mie spese che spesso gli altri sanzionano nel prossimo proprio quei comportamenti che temono di più per sé stessi e che a volte accettare la tua situazione gli è impossibile, perché questo li costringerebbe a riconoscere che magari hanno commesso gli stessi errori, o diversi ma sostanzialmente identici (e qui parlo di mia madre). Questo mi ha insegnato soprattutto cosa NON voglio essere, poi cosa sono e sarò cambia col tempo e con le necessità.

    L'unico libro che regalo alle neo-mamme è in realtà molto antico e si intitola "Le mamme non sbagliano mai" di Bollea. Non perché penso sia vero che non sbagliamo mai, ma perché spesso non esiste giusto o sbagliato uguali per tutti, esiste un giusto e uno sbagliato adatti a quel genitore ed a quel figlio.

    Come già altre prima di me, vorrei abbracciarti, vorrei potessimo stringerci l'una all'altra per portare insieme i nostri pesi, perché credo che la fatica più grande di noi madri di oggi è che siamo spesso troppo sole.

    Barbara

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    1. Barbara hai espresso proprio il mio peso più grande, la solitudine. Magari non fisica ma certamente morale. E le parole che mi sono state regalate da tutte voi sono vicinanza, una con-divisione che non pensavo possibile.
      Non so se per mia madre sia un fallimento personale non essere riuscita a forgiarmi a sua immagine, forse sì. Certamente per me lei rappresenta ciò che non vorrei essere mai, intransigente e priva di ogni capacità di autocritica.
      Non l'ho mai letto il libro di Bollea, credo che me lo procurerò.

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  14. Ciao. Come al solito ti capisco, anche se è una magra consolazione. C'è poco da dire, hai ragione tu. I parenti stretti e gli amici di sempre sono le persone che più ti deludono, in questi frangenti. Io ho provato a mettermi nei loro panni, e a ringraziare del fatto che questa fatica mi abbia resa più tollerante nei confronti delle boiate di chi questo peso non ce l'ha. Di chi ti racconta di un'otite come fosse una tragedia.

    Ma poi, chi voglio prendere in giro? E' solo tanta tanta incazzatura nei confronti del destino, e tanta tanta invidia verso i normali. Se scopri come se ne esce, insegnami, davvero.

    Ti abbraccio. E visto che siamo in zona, te lo dico davvero: io un sabato pomeriggio al parco te lo porto volentieri.

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    1. Vale anche per te, se scopri il segreto della perfetta accettazione io sono qui. A livello di incazzatura sto messa bene anch'io.
      Ma davvero siamo in zona? Al parco sono mesi che non riesco a trascinarci il figlio, sai troppi bambini in giro d'estate, ma io ci verrei volentieri, così prendo aria ...

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    2. Sono della provincia, diciamo mezz'oretta di macchina :) e direi che nei fine settimana è più che fattibile..

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    3. Allora quando ti va un'amica "da passeggio", sono a disposizione :)

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  15. Marzia cara, prendo il treno e vengo da te? Perche' ti voglio bene. Anche se non ti conosco. Perche' sei una persona meravigliosa. E questo blog lo dimostra. Perche' hai creato tuo figlio che e' forse diverso dagli altri ma dotato di un'intelligenza e sensibilita' rare. Allora dove ci vediamo? Ci sediamo a bere un caffe', spensierate e ridiamo dei nostri difetti, mandiamo al diavolo chi non ci capisce e andiamo avanti. Scherzi a parte, i tuoi genitori non li puoi cambiare, continua ad andare per la tua strada che mi pare tu stia facendo un grande lavoro. E come disse la psicologa di mio figlio a mio marito: perche' cio' che le diceva sua madre le fa cosi male? Da allora mio marito ha riflettuto parecchio xche' ha capito che di sicuro sua madre ha sbagliato con lui e suo fratello ma lui non ne e' colpevole e adesso sta imparando ad accettarla cosi com'e' ben consapevole di aver iniziato un percorso di allontanamento da lei. Anche doloroso ma necessario. Non so se mi sono spiegata bene. Sto scrivendo dall'iphone...un po' di tempo fa ho letto questa frase: "le madri devono limitarsi a fare le madri" mi aveva colpito, limitarsi a fare la madre. Io ci sto provando con mio figlio che vedo e sento piu' fragile e sensibile di mia figlia. Ma ascolto anche tanto mio marito che sul blog prendo un po' in giro ma che in realta' e' la mia sponda: lui ha una pazienza infinita e quando spiega, quando parla con nostro figlio mi commuove perche' si mette al suo livello e cerca di mantenere aperto il canale della comunicazione. Per un papa' e' piu difficile con il figlio maschio perche' cio che noi sentiamo e capiamo con la pancia loro lo devono esprimere con le parole. Ti sono stata d'aiuto? Non so ma sappi tu che puoi contare su di me, non sei sola, ci siamo tutte noi. Non potremo mai e poi mai sostituire la tua mamma ma ci siamo. Ti abbraccio forte

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    1. Ma magari! Altro che caffè, ci sarebbe da chiacchierare almeno per una cena intera! Se vi capitasse di fare una gita da queste parti davvero mi piacerebbe tanto conoscere te e la tua bellissima famiglia.
      La domanda della psicologa a tuo marito è illuminante, dovrei provare a trovare la risposta più sensata, credo sia un ottimo punto di partenza. Anche per me è iniziato l'allontanamento, avrei dovuto farlo da tempo, prima di essere madre. Ora è mio figlio che mi costringe e - come spesso accade - ha ragione. Sono stufa di sentirmi in colpa per quello che non sono, sono stufa di essere tenuta a distanza da mia madre come punizione per i miei errori. Una madre dovrebbe avere fiducia, ecco.
      Vedi che mi sei già stata d'aiuto? Un abbraccio anche te.

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    2. Siamo stati a torino due anni fa in una fuga a due... Arriveremo in 4 questa volta, sto preparando un tour torino-trieste-roma: indovina chi sono le altre due che ci tengo a conoscere , nella speranza che loro ci tengano a conoscere me? ;-)

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    3. Brava, ottimo tour!! E tutte aspetteremo moooolto felici, non c'è dubbio!

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    4. Ma qui stiamo crescendo di numero ... ci tocca organizzare una bella merenda tra mamme, sarebbe bello dare un volto e una voce a tante belle parole!

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  16. Hai ragione in certe situazioni l'amore e l' impegno non bastano, e condivido il tuo punto di vista sul fatto che chi non si cura di voi ed è bravo solo a pontificare da lontano non avrebbe diritto a dire niente, ma purtroppo gli altri hanno sempre da dire, sta a noi renderci conto che quelle parole fanno solo male e ignorarle e cercare di fare qualcosa per fare in modo che non arrivino più. È difficile, lo capisco, non ho parole di soluzione ma tu facendo questo lavoro su di te sei già tanto avanti perché ti metti il problema e cerchi di affrontarlo e di trovare delle soluzioni, continua così, non mollare. Quello che fai per lui e per voi è tantissimo e ricordati non esistono mamme perfette ma solo mamme sufficientemente buone e tu mi sembri una di queste ;)

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    1. Diciamo che ho avuto un'ottima maestra su quello che non voglio essere, è pur sempre un punto di partenza. Sono alla ricerca di un equilibrio duraturo e non mollerò tanto facilmente, stai certa.

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  17. Ti ammiro tanto, Marzia. Hai una lucidita' e una capacita' di analisi che a mio modo di vedere ti rendono gia' solo per questo una mamma perfetta. Impossibile non sbagliare. Impossibile non condividere tutti i tuoi punti di vista, di dentro e di fuori. Impossibile non riuscire ad immedesimarsi nella tua fatica, nella tua sensazione di impotenza e nella tua solitudine. Non credo, sai, ci siano altre soluzioni. Credo che il passo piu' grande sia quello di aver accettato un figlio imperfetto, come tutti, si', ma in modo speciale; con i suoi spigoli, i suoi limiti, le sue nuvole nere. Non passera', senz'altro, ma potrebbe trasformarsi in qualcos'altro. Ti abbraccio forte.

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    1. E' stato un pomeriggio scuro quindi stento a sentirmi lucida. Ma credo di esserlo, sì, sono sempre stata brava ad analizzare e analizzarmi. Accettare invece è più complicato, nel mio mondo banalmente razionale abita davvero un alieno di cui stento a comprendere la lingua.
      E mentre procedo a tentoni leggo di te e Picci e sento la serenità più a portata di mano ... grazie.

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  18. Cara Marzia, anche io sbaglio e tanto, secondo i saperi diffusi e condivisi. Tante persone pontificano senza sapere cosa dicono. Io ho una figlia senza grossi problemi, ma continua a fare la pipì la notte, alle feste fa fatica a integrarsi, non tocca verdura o frutta. Ho provato mille rimedi, ma poi quello che resta è che ci vogliamo un bene dell'anima e questo mi importa. Come molte prima di me ti hanno scritto, è umano sbagliare, ma l'interrogarsi, il chiedersi, il mettersi in dubbio sono una palestra che non dobbiamo mai abbandonare. Se poi fa parte della nostra natura, dobbiamo convivere con la mancanza di serenità (parlo per me!). Non sai quante persone dicono a parole di ammirarmi per la mia situazione familiare, ma solo un'amica una volta ha portato mia figlia al parco. La solitudine è una condizione che mi accompagna, per altri motivi, sicuramente, ma molte mamme sono davvero sole. Ti posso solo offrire la mia empatia, un abbraccio da lontano, una carezza, un cuore che ti ascolta e cerca di dirti parole possibilmente di conforto.
    Un abbraccio mia cara, scusami, se sono stata un po' confusa.

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    1. Ti ammiro molto anch'io per la forza che esprimi nei tuoi post, senza pietismi ma con la voglia di vivere la migliore vita possibile.
      E l'empatia e' la migliore medicina, stare vicino senza giudizio e' un regalo immenso.

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    2. Marzia, sei una persona speciale, peccato che viviamo così lontane. E' bello questo comprendersi con poche parole, ma ben dosate. Grazie per le tue belle parole, non so se le merito.
      Dici bene, il giudizio troppo spesso ammazza le relazioni. La comprensione del cuore, senza giudizi e senza sanzioni scalda il cuore. A me davvero manca l'empatia degli altri. Quando vado in giro con mio marito e mia figlia colgo stupore, spavento, anche oggi che eravamo in giro. Siamo "strani" e a me fa male dover giustificare una botta a una signora dopo che mio marito si è scusato e aggiungere "ci perdoni, non ci vede". La piccola è tenerissima, a volte va in giro per casa con gli occhi chiusi tastando i muri.

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  19. eppure secondo me il più l'hai fatto, ti leggo da un pò e noto tanti piccoli movimenti. Faccia a faccia con il tuo bambino, naso contro naso, la solitudine è acqua passata, per entrambi! Datti tempo e abbi fiducia: ce la farete.
    (Io faccio il tifo)
    Per quanto riguarda i buoni consigli di chi non può più dare il cattivo esempio (adoro De Andrè!): facci la pace. Toglile potere. E' solo tua mamma, una vecchia signora che probabilmente ha sbagliato un sacco, talmente tanto che per sopravvivere deve pensare di poter fare meglio di te...
    una che continua a sbagliare insomma...
    un abbraccio

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    1. Già, e'' un potere che le sto togliendo giorno dopo giorno, del resto non mi ha parlato per quasi tutta l'estate e io ho smesso di fare sempre il primo passo, non ritengo di dovermi giustificare con lei. E' un gran peccato, pero'.

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    2. Il nodo e' li, nel rapporto con tua madre, tu non la puoi cambiare, ma puoi cambiare il tuo rapporto con lei: come diceva quel saggio? Se non puoi cambiare le cose, cambia tu il tuo atteggiamento vs di esse. You understand? Ps: oggi ti ho pensata tanto, davvero

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    3. Sono cambiata tanto negli ultimi mesi, per cambiare me, non ho mai pensato di poter cambiare lei. Soffro sempre meno ...
      I pensieri oggi li ho sentiti tutti e ne avevo proprio bisogno, mio figlio ne ha combinata una delle sue e ci e' voluto tutto il mio autocontrollo!

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    4. Io non ho più mia madre, ho avuto con lei un rapporto difficile, ma in punto di morte sono riuscita a dirle che le volevo bene e lei si è finalmente sciolta. Il punto è che anche le nostre madri sono come noi, che magari le abbiamo idealizzate e invece sono/erano fragili, deboli, fredde, incapaci di relazioni. La madre è la madre, ma è anche un'essere fallace. E non necessariamente è la madre che pensavamo o che avremmo voluto. E noi siamo qui, ora tocca a noi.

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  20. "chi è vicino deve agire, o tacere".
    questa frase, questo post e i pensieri dentro.
    mi tengo tutto.
    non per tornare a rileggerti, ma per rileggerMI attraverso le tue parole.
    grazie, Marzia.

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    1. Veramente grazie a te, la tua estate di rinnovamento, di poesia, di natura, di soddisfazioni "diverse" e' stata una continua ispirazione. Io sto facendo ancora poco ma inizio a muovermi, dopo tantissima immobilità.

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    2. La mia estate è stata pienissima e sono felice che ti sia stata di ispirazione.
      I primi movimenti, come sempre, anche qui, sono i più dolorosi, poi si va, vittoriosi sull'inerzia.

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  21. Vorrei poterti scrivere che ho trovato la soluzione per districare la matassa dei sentimenti e dei pensieri dei nostri figli, ma in realtà sto cercandola anch'io.
    Quando ho partorito, 5 anni fa, mio marito ed io abbiamo perso il 90% degli amici (che poi a ben guardare, così amici non erano se ci hanno lasciati soli...) ed in questi anni anche noi abbiamo avuto un mucchio di pedagogisti dell'ultima ora, sia in famiglia che fuori, che hanno distribuito consigli e pareri non richiesti.
    Un bambino ipercinetico e con qualche disturbo cognitivo e comportamentale come il mio, viene spesso scambiato per un bambino violento ed ineducato.
    Per noi per ora ha funzionato l'insistere molto con le situazioni che lo mettevano in crisi: il mangiare e il dormire con noi fuori casa, la spesa ed in generale tutti i posti con luci e suoni forti che lo iperstimolavano.Sbagliando e cadendo cerchiamo di imparare.
    La mia belva cinquenne poi, sente anche molto i miei stati d'animo, quindi cerco sempre qualche trucco per distendere i nervi: cucino un dolce, ascolto un po' di musica ecc...
    Non è una passeggiata, te lo dice una che va al parchetto e passa le ore a discutere con gli altri genitori sugli spintoni del proprio figlio ai loro tesori proprio in quei 5 secondi in cui l'ho perso di vista , ma finché ce la faccio vado avanti a tutto spiano.
    Ti lascio con la frase che abbiamo inserito nei portachiavi che distribuiremo alle famiglie che parteciperanno al convegno della nostra associazione il prossimo week end: "Mai ti è concesso un desiderio senza che ti sia dato anche il potere di farlo avverare.", quindi se vogliamo che i nostri bimbi siano sereni, da qualche parte avremo sicuramente la forza per realizzare questo obiettivo. Un abbraccio!

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  22. Oh Anna, che frase meravigliosa! Voi state facendo un lavoro fantastico, per tante persone.
    Il tuo Raggio e mio figlio hanno entrambi una sensibilità enorme che li porta a "sentire" tutti i sentimenti di chi li circonda, noi per primi. E a questi reagiscono. Ecco perché non gli mento mai, tanto non serve.

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  23. Ciao cara Marzia, volevo ripassare dopo averti letta via mobile in un momento tranquillo e con una vera tastiera davanti, e ne sono contenta perchè i commenti sono così ricchi!

    Non posso aggiungere molto, se non la mia solidarietà, empatia, e tanto affetto!

    Sicuramente il rapporto con tua madre è importante. Possiamo raccontarci quello che vogliamo ma di tutti gli amori negati o vissuti con incomprensioni sospese questo è quello che fa più male. Forse potrebbe aiutarti pensare che anche lei ha nodi molto grandi irrisolti probabilmente, magari non ha sentito l'amore - nella sua vita, nei suoi affetti - come avrebbe voluto e ha interiorizzato che si ama così, con misura, entro certi schemi, con certe regole (sintesi brutale), a giudicare da cosa riporti del suo comportamento. Così dal di fuori - che è sempre più facile, e che si basa solo su impressioni - mi viene da pensare che probabilmente lei è incapace di relazionarsi a qualcosa di così diverso da se'. E probabilmente è una persona molto chiusa e arroccata sui suoi schemi, come protezione, come risultato di qualcosa. Forse ha paura inconsciamente che il suo mondo crolli se si muove da dove è, o forse semplicemente non è capace, non ha strumenti emotivi, non ha esperienze e forza, per fare altro.
    Te lo dico perchè io nel cercare di vedere le difficoltà delle persone con cui sono in difficoltà per un attimo riesco a mettere da parte il mio dolore, il mio disagio, il mio esser triste per quello che mi manca in un rapporrto e di cui avrei bisogno, e riesco a capire che non dipende da me, ma da loro. Nel rapporto coi genitori c'è un carico di sensi di colpa che può distruggere. La distanza che stai cercando di mettere te ne libererà, a quel punto - che forse è quello in cui sei - serve trovare un ponte tra il tuo nuovo mondo emotivo (in divenire) e il suo (statico) per non soffire più.

    Conosco la solitudine profonda delle mamme (nel mio caso quelle un po' fuori dagli schemi), perchè anche con un figlio senza particolari criticità arrivano consigli non richiesti e se li rifiuti in tronco perchè il tuo sentire (di mamma e prima di essere umano senziente) crei il deserto intorno a te. La solidarietà della rete è fantastica, perchè ci si incontra tra affini e spesso non solo virtualmente.

    In futuro vorrrei fare una gita a Torino (è la città di origine di mia nonna materna) e mi piacerebbe molto incontrarvi, se vi va... :)

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    1. Si sente in tutto quello che scrivi la tua capacita' di metterti "nelle scarpe" degli altri sospendendo il giudizio. Io piano piano leggo i libri che consigli sul linguaggio e presto sarò più brava ad esprimere i miei bisogni.
      Per la gita a Torino ... noi ci siamo con grande piacere! Tanto sei preparata ;)

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    2. Per come ti leggo, hai già fatto un passo molto importante: riesci a comunicare a te stessa i tuoi bisogni, hai chiarissimo che hai bisogno di ascolto, di accoglienza (senza se e senza ma), di riconoscimento per un percorso che non è quello degli altri (è molto bello il link di eroLucy sul suo meglio della settimana http://erolucyvanpelt.blogspot.it/2012/07/alberi-e-pianticelle.html).
      I libri di comunicazione nonviolenta che tanto mi piacciono offrono qualche strategia per condividere cosa in noi desidera, anzi necessita, ascolto.
      Insomma strategie per essere più felici, secondo me. Anche provare a reale empatia lo è, perchè se ti metti nelle scarpe altrui davvero capisci che il problema non sei tu (spesso ci sentiamo "sbagliati"), ma molto spesso è in chi non ci da ascolto, e credimi questo alleggerisce tantissimo.

      Tanti abbracci.
      ps: Che bello! Coi nostri tempi biblici ma vedrai che ariveremo :)

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  24. Hanno già detto tutto le altre...... Io ti do un abbraccio e, se ti va, passa da me a ritirare un premio

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  25. "Io lo so che un bambino di cinque anni non ti dice che vorrebbe morire e che non c'è niente di bello in questa vita"

    Errore. Lo dicono. Eccome.

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    1. Alle medie avevo una compagna che ad ogni contrarietà dichiarava "che avrebbe preferito non essere mai nata", pensavamo tutte che sarebbe diventata una grande attrice. Forse c'era qualcos'altro, chissà. Mio figlio non ha alcuna attitudine al dramma, esprime sempre i sentimenti in modo scarno ma lucido, li butta giù come un dato di fatto. Io avrei preferito non sentirmelo dire, ecco, non con i suoi occhi.

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    2. a me invece queste cose non toccano piu' di tanto, io per prima sono una che parla per parlare, quando ci sono i momenti topici devo far uscire la melma che sta stagnando la mia testa, e poi non ci penso piu', mio marito si e' abituato :-) e quando boy-two fa cosi' (o i vari I hate you, I wish I had another mum, etc) a me non fa ne caldo ne' freddo

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    3. Ma quando dichiara di volere un'altra famiglia va bene! Se si oppone vuol dire che e' pronto a difendere un'idea. Ma non sopporto vederlo con l'autostima sotto le scarpe (e succede troppo spesso) e la convinzione di non valere abbastanza. Lui non odia la vita per punire me, so bene che da arrabbiati si dicono cose assurde. Lui in quel momento non vuole affrontare se stesso, qualche volta ci sta ma ora e' in un momento di grossa regressione e sono io che non ci sto ... spero di non essere stata troppo confusa.

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    4. come le riconosco queste cose

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    5. Già, il tuo post è stato così illuminante. Speriamo di trovare le risposte che cerchiamo per i nostri bambini.

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  26. Veramente bello questo post. Molto umano. E l'umanità aiuta sempre ad alzarci ed andare avanti

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    1. Grazie, umano è una definizione che mi piace parecchio. Vorrei sapermi esprimere con la tua ironia, gioverebbe senz'altro a ridurre il mio lato oscuro.

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  27. Ti conosco così da questo post, dove tu, alla fine, ringrazi tutti, per le preziose parole che ti dicono, per i presunti consigli che tu ascolterai e per i momenti che vorranno condividere con te. Io da questo post ho imparato molto e sono io che ti ringrazio. Un abbraccio e piacere di conoscerti sono Mamma Piky

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    1. Benvenuta e piacere mio. Mi spiace per questo incontro un pò crudo, avevo accumulato troppa tensione e l'ho liberata tutta in una volta. Ma questi messaggi mi hanno davvero riempito il cuore ...

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  28. Mia mamma dice che sono diventata acida! Ha ben ragione! Ma c'è troppo pressapochismo in chi ti dice che è meglio questo o quell'altro e alla fine quello che provo è solo fastidio. Sono stanca, molto stanca, e non mi faccio problemi a dirlo. E non dovresti fartene nemmeno tu. Nessun senso di colpa a dire che sei stufa della tua situazione, lo sono tutte le mamme a volte, e se tu vivi una situazione ancora più pesante, a maggior ragione.
    Non ho confidenza col tuo problema, ma credo che le sicurezze siano alla base di tutto per un bambino. Se lui si sente sicuro nel tuo letto è giusto che stia lì,non ama gli eventi di socializzazione? Come li hai citati tu, sport, corsi, catechismo, feste, non sono necessari ad un bambino, vive a scuola e poi ha bisogno di elaborare le sue esperienze nella tranquillità della sua casa... alle mie bimbe non faccio fare le corse tra un "evento" e l'altro. Io trovo che il senso comune non sia mai sensato. Uno fa quello che si sente! In bocca al lupo!

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    1. Ciao Caterina, sei stata molto più diretta e lineare di me! Hai ragione, non dovremmo lasciarci condizionare troppo dal comune agire ma in alcuni giorni a me piacerebbe farne parte. Io e mio figlio siamo molto molto diversi, per questo faccio tanta fatica a comprenderlo, però non lo forzo ad essere qualcosa che non è, almeno ci provo.

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    2. E' buffo e paradossale se ci pensi... tu che senti la diversità vorresti essere "normale" e io che odio essere normale faccio di tutto per essere "diversa". Comprendo la tua necessità anche perchè le persone che ci stanno attorno sanno benissimo come farci stare male, anch'io quando dico che non bisogna ascoltarli so benissimo che è difficile. A parole sai che è la cosa giusta ma poi c'è sempre chi riesce a ferirti, soprattutto chi dovrebbe capire. Alla fine ci si trova più a proprio agio a parlare tra sconosciute sui nostri blog che con parenti e presunti amici. Sarà perchè noi i problemi ce li poniamo e gli altri no... ti faccio ridere... mio marito discute un giorno si e uno no con sua madre perchè non lasciamo rincretinire le bambine (di 3 anni e 14 mesi) davanti alla televisione... la guardano tutti i bambini, ci dice, anche per ore... questo argomento è stupido ma ti fa capire come la gente alla fin fine ha solo un difetto, delega il pensare alla società.

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  29. Mamma mia che sfilza di commenti!! non li ho letti tutti... magari ripeto quello che hanno scritto anche le altre.
    Volevo dirti che sono esattamente nella tua situazione, ed è pure da un po' che volevo scriverci su un post, ma leggendo il blog le persone direttamente coinvolte ho preferito la diplomazia.

    Mi permetti una divagazione? scusa, il tuo post è serio e molto intenso, ma quando ho letto che i pezzi non si attaccano con nessuna colla mi è venuta in mente la tua allergia... e mi sono messa a ridere! :)

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    1. Hai fatto bene a ridere, in effetti la mia allergia ai collanti è talmente stramba che spesso me ne dimentico!

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  30. Si può voler bene a qualcuno che non sai che faccia abbia, che non sai dove abita, dove lavori, come si vesta, che voce abbia? Penso di si! Cara Marzia, ti voglio bene! Alla mamma che è in te, alla tua forza, alla tua fragilità, alla tua solitudine, alla tua sensibilità e intelligenza . Un abbraccio! La mamma di A

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    1. Sei sempre così dolce, davvero. Leggerti è così rasserenante, credo tu sia molto brava nel tuo lavoro ...

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  31. Grazie marzia per le tue parole su un tema (la guerra) che sta uccidendo vittime innocenti e i nostri sogni x un mondo migliore.

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    1. Figurati, è proprio il minimo. Grazie a te che ne hai parlato.
      Se riesco a fermarmi a scrivere metterò anch'io qualche link ...

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  32. ti ho conosciuta col blogstormig!io detesto quelli che danno consigli non rendendosi conto che non hanno neanche capito qual'è l'argomento.continua a fare come hai sempre fatto.grazie per questo post,grazie per quello che fai.

    francy

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    1. Benvenuta Francy, ho letto qualcuno dei tuoi post in questi giorni ma non sono ancora riuscita a fermarmi. Questo fine settimana conto di prendermi un pò di tempo ...

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...