mercoledì 18 luglio 2012

Gli strati della mia sabbia

In questi giorni sono a strati come le bottigliette piene di sabbia colorata che si comprano nelle località turistiche. Niente di complicato solo depositi dalle sfumature cromatiche improbabili che passano dal giallo limone al nero pece.
I mesi estivi per noi sono sempre piuttosto complicati, soprattutto luglio che di solito vede mio figlio stazionare in casa con mia suocera, due vecchietti che si tengono compagnia a forza di baruffe.
Quest'anno abbiamo allungato la scuola con due settimane di campo estivo ma di più Alex non avrebbe retto. Era al limite di se stesso. Solo che anche l'abbuffata casalinga non gli fa particolarmente bene, meno sta nel mondo e più aumenta l'insofferenza. Eppure non accetta le alternative, io posso combattere solo per un pò, l'energia non basta.

Ci sono strisce scure scure in cui ogni granello di sabbia pesa come un macigno.
Le parole eccessive, i gesti rabbiosi, la disillusione. La rabbia, sempre quella, che non vuole andarsene.
La mia lotta vacilla, il lavoro svolto viene travolto dall'uragano e pare non restino altro che macerie. Sono come il porcellino che costruisce la capanna di legno, un poco tiene ma poi il soffio del lupo vince. E io non so dove rifugiarmi, dove sta la mia casa di mattoni?

Poi ci sono i pomeriggi in piscina, le amiche ritrovate, i libri leggeri da leggere nel caldo delle serate estive. E le strisce si colorano di tonalità vivaci.
Sono linee sottili, si passa in fretta oltre. Però ci sono, ingannano lo sguardo e creano profondità e movimento.
Per qualche istante torna la speranza che duri, che la chiave sia quella giusta per aprire la porta e far entrare la luce.

Poi c’è la mia mente azzurra che si concentra. Cancella le aspettatire disattese e ne crea di nuove.
Perchè sono arrivata di nuovo troppo in basso, ho pianto di nuovo tutte le mie lacrime, ho odiato di nuovo me e soprattutto noi.
Io ancora non accetto. Non comprendo e non accetto.
Ma se il nero nei vestiti sfina, d’estate nelle bottigliette di sabbia stona.
Quindi accolgo la mia non accettazione, la libero dal senso di colpa e la rendo parte del viaggio.
Ridimensionare i confini delle proprie possibilità incredibilmente li dilata, li rende meno fisici.

E alla mia mente racconto bugie a fin di bene, le ore in cui non dormo abbellisco la mia casa immaginaria tra i monti e sulla mia scrivania irreale scrivo pagine e pagine.
Ovviamente nella mia fantasia scrivo bene, seppellisco il passato e il futuro, lasciando tutto lo spazio al presente.

La mia bottiglietta è colma, la sabbia cade, resisto alla tentazione di tirare fuori l’aspirapolvere.


P.S. Non chiamate la neuro, mi riprenderò presto :-)

32 commenti:

  1. La casa di mattoni sta nella vostra bottiglia tra le strisce, le nere e le colorate. A volte è forte come il cemento altre sottile come il vetro e tu sei l'azzurro. Oggi meno luminoso. Domani andrà meglio.
    Alti e bassi Marzia, niente neuro è solo la normalità di un legame speciale come il vostro. C'è un detto"Dio manda i panni secondo il freddo". E tu sei ben equipaggaia. L'azzurro dei tuoi vestiti brilla sul nero.
    Raffaella

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    1. Ogni tanto ci penso al destino che lega figli e genitori, forse c'è davvero un senso o forse occorre pensarci meno, come dice mio marito. Solo che io non ci riesco ...

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  2. Non c'è bisogno di chiamare la neuro: questo post è scritto benissimo e mi piace molto la metafora.
    E ogni giorno mettiamo e togliamo la sabbia dalla bottiglietta, speriamo che sia sempre più colorata.

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    1. E' così, oggi ad esempio è già più colorata, basta una serata tra amici e il sole torna.

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  3. Mi piace molto questa tua riflessione anche se avverto quanta fatica costi questo percorso.
    Per continuare la tua metafora, tutti i colori fanno parte di questo viaggio e alcuni prevarranno su altri La difficoltà eè quella di trovare o creare un equilibrio che ci faccia stare bene.
    Il tuo azzurro: sei stata un po' definitiva nel giudizio verso te stessa:) e mi permetto di ammorbidire. Sei ad una battuta d'arresto nel tuo percorso verso l'accettazione, ma non vuol dire che tu non stia proseguendo, coi tuoi modi e i tuoi tempi. La cosa migliore che puoi fare è proprio quella di liberarti da un inutile senso di colpa e guardare il tuo impegno, la grinta che stai dimostrando.
    L'estate è un periodo impegnativo a prescindere, questo è universalmente risaputo. Un bacio

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    1. I momenti di astio verso me stessa mi permettono di aprire la valvola prima che scoppi, so di esagerare. L'equilibrio ancora non c'è ma finchè riesco a stare in movimento ho speranza di raggiungerla. Un bacio a voi!

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  4. Che bella metafora!
    Ti abbraccio. I mattoni ci sono già tutti, vedrai che andranno al loro posto.

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    1. Spero di incontrare un buon muratore che mi insegni un pò di arte della costruzione ... tanto per continuare la metafora. Diciamo che già solo leggendo le esperienze di tutte voi mamme speciali io sto imparando molto.

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  5. Cancellare le aspettative disattese e crearne di nuove, seppellire passato e - soprattutto, aggiungo io- futuro per centrarsi sul presente. Come ti capisco. Problemi diversi, ma stessa fatica di crescere un figlio. Ti stringo la mano, facciamoci forza e andiamo avanti sulla strada che ci aspetta. Camminare insieme non risolve, ma solleva.
    Io sono qualche passo avanti a te, solo perché mio figlio è nato prima del tuo. A volte, a te posso dirlo, la fatica è così grande che mi manca il respiro. Fatica di aiutarlo, fatica di non correre troppo col pensiero, fatica di vederlo soffrire e non poter cambiare se non poco, fatica, lo confesso, anche di amarlo senza condizione. Sì, l'estate è una specie di tirocinio estenuante che però noi e i nostri figli supereremo, un passo avanti, due indietro andremo avanti e saremo più forti, più grandi, più consapevoli. Elenuccia

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    1. Hai espresso il senso di questo blog, un modo per esorcizzare paura e tristezza, perchè so bene di esprimere sentimenti forti e anche esasperati dalla stanchezza ma so anche di non essere sola in questo viaggio che comunque - come dici tu - va avanti. Grazie.

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  6. ciao Marzia,
    mi sa che stiamo tutti in casette di legno costruite in modo tale che basterebbe un soffio, credo sia la vita...
    il segreto, per me, è imparare ad arrampicersi sopra gli alberi.
    Concentrati sull'azzurro, vedrai che funziona.
    (le casette di mattoni sono per porcellini creduloni ;-))
    bacini

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  7. Ma allora va bene, io sono bravissima ad arrampicarmi! E poi i porcellini creduloni non mi piacciono :)

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  8. Almeno la tua mente è azzurra, è già qualcosa! Focalizzarsi su questo per andare avanti!
    Come ti capisco. L'estate per me è un tormento, per me e per lui, prigionieri in questa casa troppo piccola senza sfogo alcuno fuori, attimi di libertà dai nonni in cui comunque ci sono attriti e oggi vorrei tanto avere una mente azzurra come la tua. E pensare che adoro l'estate, adoro uscire, stare fuori, essere libera e mio figlio con me!

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    1. E anch'io d'estate vorrei stare più fuori e caricare le energie ma con Alex e' così difficile. Sono già spaventata per la settimana al mare di meta' agosto, a parole sembra contento ma poi sarà dura farlo star fuori dalla stanza ...

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  9. Passo di qui e rifletto, metto in fila i pensieri e leggo di quell'azzurro. La mente azzurra dilata i contorni e ci mette la magia necessaria per continuare a sperare.
    Come mi piace leggerti.

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    1. Sperare ... diciamo che ci provo. Non tutti i giorni ci riesco. Ci vorrebbe quella sedia che guarda il mare che hai messo in uno dei tuoi post, tanto silenzio e il nulla che ammorbidisce i pensieri ... se vuoi unirti a me so che non ci disturberemmo :)

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  10. Sabbia colorata. Bella la tua idea. Nella mia bottiglietta ci sono tante bellissime sfumature di colore, e anche qualche striscia nera. Spero si colori presto.

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    1. Forse ci vuole anche il nero per apprezzare i colori, basta che rimanga in striscioline molto sottili ...

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  11. Dando uno sguardo d0insieme al tuo post, Marzia, l'occhio mi è subito caduto su quelle pochissime parole colorate tra tante altre parole nere. E' così anche nella vita: le "cose colorate" sono molto meno di quelle nere in fin dei conti...se fai la somma degli attimi veramente felici sono sempre di meno di quelli in cui si è sofferto un dolore più o meno grande, un disagio, una difficoltà.
    Però le cose belle e felici sono colorate e saltano all'occhio, proprio perchè non sono la normalità ma sono delle belle sorprese, dei doni che la vita ci fa e che spesso siamo noi stessi a conquistarci con sacrifici di ogni genere, grandi e piccoli, ma pur sempre sacrifici.
    Allora io dico che quelle strisce o anche solo i granelli di sabbia colorati sono quelli su cui devi concentrarti, a fronte di tanti momenti difficili.
    E sono quelli che rendono bella la bottiglia.
    Forza, un bacione!

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    1. Hai certamente ragione, la mia battaglia quotidiana è proprio quella di concentrarmi sugli spazi di luce allegra e trascurare la fatica. Prima o poi i riuscirò, che dici?

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  12. Una poesia questo post, mi hai incantata....

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    1. Grazie Kike, le parole mi aiutano a tenere a bada i demoni ...

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  13. Ma quale Neuro? Questo post mi ha letteralmente incantata. E' bellissimo, Marzia. Sei riuscita a dipingere di riflessione e poesia qualsiasi colore, anche il nero. Il nero, sì. Che poi non è altro che la somma assoluta di tutte le cromie. Credici: costruirai la tua solida casetta e, affacciata alla finestra, ti godrai lo splendido panorama di tutti i colori nascosti nell'oscurità.
    Baci grandi.

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    1. Grazie! Vero, il nero è poi il compendio di tutto, forse talmente pieno di luce da soccombere. Mi piace l'idea del panorama dalla casetta solida.

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  14. Mi spiace sentirti così malinconica e scarica (parlo del colore azzurro)... mi dispiace davvero.
    Mi sembri una donna profondamente sensibile e che vive tanto col cuore in mano.
    Io credo che in tanti si sarebbero messi su una corazza da guerra mondiale e sarebbero diventati molto più cinici. Quando si è così sensibili, anche le gioie vengono vissute con molta più forza, vedrai che arriverà la luce e sarai la donna più leggera e felice del mondo.

    Posso strapparti un sorriso con questa chicca colorata della signora delle pulizie che andava da mia mamma?
    a proposito del nero nei vestiti...
    "A capodanno mi vesto di nero, perché si sa, il nero SFINISCE!"
    Un bacio

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    1. Il nero in effetti alla lunga sfinisce! Non ho mai pensato di essere così trasparente nel mostrare i miei sentimenti ma forse e' questo che talvolta crea problemi con Ale, lui legge tra le righe e reagisce in eccesso.

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  15. Ciao Marzia. L'azzurro della tua mente e' quel pezzetto di cielo che ho visto nel cielo di Scozia oggi. E' li' puro e terso, ma a volte troppo spesso le nuvole lo coprono, lo nascondono. Ma c'e' e quando rispunta fuori ti senti un'altra persona: piu' sana, positiva e felice!
    Un abbraccio
    sei forte
    Scake

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    1. Mi piace l'idea di assomigliare al cielo di Scozia! Magari si vede poco ma dev'essere davvero bello con il sole che spende!

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  16. Il nero sfina ma nasconde. Ci sono giorni in cui mi da persino fastidio vestire di nero, un tempo un colore che consideravo addirittura sexy, quel pizzico di mistero che nasconde promesse stuzzicanti ora non lo reggo: meglio vedere tutte le imperfezioni che i colori chiari mostrano, così ci si può lavorare su. E a volte ci si guarda allo specchio pure soddisfatti. Tu sicuramente puoi farlo, perchè se conta l'impegno, potrai ammirare il riflesso di un arcobaleno che si muove nell'aria fresca del mattino, è solo mattina, hai tutta la gioranta davanti per mettere a posto quello che non ti fa sentire a tuo agio...
    Un abbraccio
    ps: piacerebbe anceh a me il corso zen, anche se non ho, al momento, un lavoro pagato fuori casa...

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    1. Bello, bello e bello. E arrivi addirittura dall'altra parte dell'oceano!

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    2. :) baci al profumo di oceano... (non siamo sulla costa ma è comunque vicino)

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  17. senza il nero non potremmo apprezzare la poesia, la bellezza e la magia degli altri colori.

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...