giovedì 21 giugno 2012

Diversità,# terza parte: il mio bambino spirited

L’estate è un momento molto delicato per la mia fragile serenità familiare.
In effetti dovrebbe essere più facile, dovrebbe essere riempito di momenti allegri e senza lo stress dell’orologio. Eppure non funziona. Senza i ritmi serrati della scuola l’alieno sbanda, sbanda di brutto, e io più di lui. Diciamo che spesso proprio non lo sopporto.
E così siamo anche quest’anno, l’estate ragazzi è partita alla grande ma ci siamo arenati già al terzo giorno. Perchè le gite vanno bene ma stare a scuola per giocare e divertirsi tutto il giorno (laboratori, piscina, cinema ... tutto all’interno dell’istituto che ben conosce e con la sua maestra a seguilo, eh!) quello è troppo!
L’illusione quindi finisce e la delusione per aver fatto il solito passo avanti e tre indietro ricompare.
E io non sono abbastanza forte per parare il colpo senza spezzarmi e continuo a pensare a quei cento bambini che giocano felici mentre mio figlio si richiude nel suo bozzolo.
E così mi torna in mente cosa scrissi ormai due anni fa, come ospite.
E mi fa bene ripercorrere tutta la storia, rileggere frasi, ristrutturare i miei sentimenti negativi.

Circa due anni e mezzo fa, in un serata di ricerca disperata sul web, arrivai in un luogo speciale in cui mi si aprì un mondo intero. Era Genitoricrescono. In particolare iniziai a leggere tutto ciò che parlava di “bambini amplificati”, termine meravigliosamente coniato proprio da Serena e Silvia.
Dopo una settimana avevo in mano il libro-culto (per me) “Raising your Spirited Child” di Mary Sheedy Kurcinka. E così inizio la mia seconda vita di madre.
Ai link di cui sopra ci sono tutte le informazioni e tantissime fantastiche riflessioni. Ci siamo – appunto - anche io e Alex, in un post che porto nel cuore perché mi ha segnato e insegnato tanto, mi ha fatto soffrire e riflettere, mi ha fatto conoscere una persona molto speciale.
Ero nel pieno delle crisi quotidiane, nel pieno della stanchezza, nel pieno dell’incomprensione. Da quel momento abbiamo fatto grandi passi avanti (so di averne fatti!).

Oggi qui non voglio ripetere malamente ciò che è stato ben approfondito per anni da Serena e Silvia ma vorrei riflettere su ciò che incontrare il termine “spirited” ha significato e significa per me, perchè ha cambiato il mio modo di vedermi come madre incapace.

Riprendo qualche stralcio del libro (per ora è disponibile solo in inglese, io ne ho riassunto e tradotto le parti essenziali perché potessero leggerle facilmente anche mio marito e i nonni) che mi hanno aiutato a prendere coscienza di ciò che avrei potuto fare e di ciò che avrei semplicemente dovuto accettare in mio figlio. In questo frangente vorrei soffermarmi soprattutto sul fronte genitore, perché il primissimo passo per affrontare un bambino “spirited” è proprio trovare un equilibrio interno, buttare alle ortiche molto di quanto appreso nei migliori manuali per genitori e ristrutturare il rapporto con il bambino.

Prima di tutto – in una delle prime pagine del libro – campeggia ben in evidenza il concetto:

YOU ARE NOT ALONE

Banale e fantastico.

Nessuno parla mai di cosa si prova ad essere il genitore che riesce ad attraversare il check-in all’aeroporto mentre suo figlio gira vorticosamente sul pavimento lanciando lamenti raccrappiccianti. Nessun libro ti insegna come chiedere scusa per un ritardo dovuto al rifiuto di tuo figlio di salire in auto. E le storie delle vacanze evitano di descrivere come il vostro bambino di 8 anni si è disperato in lacrime per ore perchè la nonna aveva tagliato le zucchine in una forma diversa dal solito. Solo i genitori dei bambini spirited possono capire cosa significa sopravvivere ad una tale intensità.

E ancora (e oggi me lo tatuo sul braccio, giuro):
Fate attenzione al vostro livello di stress. I bambini spirited sono il barometro della famiglia, quindi percepiscono la vostra preoccupazione e la vostra paura ancora prima di voi. Ma la paura è il vostro nemico, non dovete farvi sommergere. Il vostro bambino è eccezionalmente sensibile quindi assorbe tutto lo stress e l’eccitazione che sente attorno a lui; il risultato è che il suo cervello gli dice di tenersi pronto per la lotta o per la fuga. Ma la situazione non è fuori controllo, potete cambiare la vostra reazione e di conseguenza cambierete la sua. Gestendo il vostro stress allungate una mano in soccorso di vostro figlio. Riconoscendo che state perdendo il controllo capite che il vostro comportamento non funziona e scegliete di fare qualcosa di diverso.

Quindi è naturale arrivare a perdere il controllo, è umano. Ma ci si può e ci si deve lavorare sopra.
Così come occorre agire sulle parole che “definiscono” il bambino.

Le etichette possono avere terribili effetti sui bambini. E’ impossibile costruirsi un forte senso di autostima quando vieni sempre definito cocciuto, esasperante, eccessivo.
Anche i genitori ne diventano vittime, quando cercano di reagire alle etichette provano sentimenti molto forti:
·         Paura: “ditemi che non rovinerò tutto, che non sono un pessimo genitore”
·         Confusione: “se sono in una brutta giornata, non basta dirmi di guardare cosa faceva mia madre”
·         Risentimento: “Alle volte mi chiedo: perché a me? Cosa ho fatto per meritare questo?”
·         Biasimo: “Mi chiedo se sto sbagliando. Vedo in mio figlio i lati peggiori miei e di mio marito. E mi sento in colpa”
·         Imbarazzo: “Non posso andare in un negozio con questo intenso e difficile bambino senza sentirmi addosso gli occhi giudicanti dei presenti. Faccio il possibile per ignorarli ma immagino cosa pensano di un genitore che non riesce a mantenere il controllo di un bambino”
·         Fatica: “Alle volte penso: quanto manca prima di sera? Quanto manca prima che mi faccia impazzire sul serio?”
·         Rabbia: “Dal primo giorno di vita questo bambino ha preteso attenzione. Più dai più chiede. Perché ha più necessità degli altri bambini?”

Noi non abbiamo il controllo sul temperamento di nostro figlio, è il suo tratto di nascita, ma possiamo scegliere come rispondere a questo temperamento. Possiamo smettere di pensare al nostro bambino come “il problema” e iniziare a scoprire le modalità di relazione più efficaci, per godere della reciproca compagnia.

La cosa più importante è rendersi conto che i bambini non si comportano così per irritarci e farci arrabbiare. Questo è il punto più difficile da credere. Ma una volta realizzato che non si tratta di un complotto, si riesce a vedere certi comportamenti da un diverso punto di vista.  Spesso la reazione non ha nulla a che fare con il fatto presente ma con la stanchezza, l’aver vissuto molti eventi stressanti, etc. Riconoscere questo aiuta a lavorare insieme e non mettersi uno contro l’altro. Biasimare o mettere in ridicolo accende ancora di più l’intensità. Occorre lavorare in squadra. Se in quel momento non ci riuscite, chiedete aiuto a chi vi sta intorno. Talvolta basta l’intervento di un papà calmo per spegnere l’incendio in corso.
Se avete bisogno di urlare, fatelo ma in modo costruttivo. Non lasciatevi andare in frasi distruttive come “Ti odio” “Sei stupido” “Vorrei non aver mai avuto figli” “Ti manderò via”. Meglio un urlo privo di senso ma liberatorio come quello di Tarzan!
E questa è una cosa che – a freddo – io sono disposta a firmare col sangue. Tante volte io e mio marito abbiamo sottolineato ad Alex che erano i suoi comportamenti a non essere accettabili e non lui. Ma poi ci sono le crisi inaspettate, quelle che arrivano proprio mentri tiravi il fiato e pensavi “sto uscendo dal tunnel”. Quelle sono le peggiori perchè in un attimo precipiti da un grattacielo e stai male come un cane e il fatto che stia male anche tuto figlio – almeno per un attimo – passa in secondo piano.
E può essere un attimo fatale. Lo so bene, lo so che non dovrei offuscarmi così tanto, però lo faccio e rinnego tutti i bei libri e i bei metodi. In quel momento desidero disperatamente avere di fronte uno dei 100 bambini che giocano contenti nel cortile o fanno castelli di sabbia al mare.
Desidero disperatamente non dover guadagnare ogni fetta di quotidianità.

Poi tiro il fiato e penso anche a questo:
La persistenza è il tratto del temperamento che gioca il ruolo principale nelle battaglie di potere. I bambini spirited hanno bisogno, vogliono e cercano potere. Ma noi possiamo imparare a scegliere le nostre battaglie saggiamente. Non dobbiamo combattere ogni giorno. Riconoscendo ai nostri figli il loro orientamento all’obiettivo, possiamo insegnargli a canalizzare la loro persistenza positivamente, da usare come vantaggio non come arma.
I buoni genitori dicono sì
Una chiave per fermare le battaglie continue con i nostri bambini spirited è quella di smetterla di rispondere automaticamente “No, non puoi” e iniziare a cercare il modo per dire “Sì, potresti”. Ogni volta che diciamo di no ci dobbiamo aspettare una battaglia. Potrebbe essere una battaglia evitabile. Cambiando i meccanismi famigliari, sarà molto più facile arrivare ai “sì” e creare una fiducia nelle proprie possibilità che sosterrà i bambini per tutta la loro vita.

Ecco direi che per oggi ho ripassato abbastanza. Mi sono ricordata che non sono sola, che pensare di essere un pessimo genitore è normale, che mio figlio non esplode per farmi un dispetto, che addossargli il peso di un’etichetta non è giusto, che non tutte le battaglie vanno combattute.

Oggi pensare di amare ed accettare senza “se” e “ma” appare raggiungibile.

21 commenti:

  1. Ho letto tutto con calma.
    Ora comprendo meglio quanto sia difficile.
    Siete una bella squadra, noi facciamo il tifo!

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    1. Grazie per il tifo e soprattutto per aver letto tutto! Nell'ultima pagina del libro i bambini spirited vengono definiti 'le rose del giardino', se si capisce come gestire le spine sono fiori davvero speciali!

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  2. Marzia, ti stavo per scrivere, poi ho pensato di passare di qui per vedere se c'era qualche "indizio" sui tuoi ultimi giorni... Ora ho le lacrime agli occhi, perchè ho riletto quel post, e ho riletto i miei e i tuoi commenti. Quella persona che hai conosciuto credo di essere io, e a ripensarci di strada ne abbiamo fatta proprio tanta, anche insieme, compresi il corso condiviso e i tentativi di frequentazione (a volte anche riusciti) dei nostri due spirited children. Come dici tu, un passo avanti, tre indietro. Continua ad essere così anche per me. Ma l'altalena ha diradato la frequenza, io mi sento un tantino più stabile, anche se la fatica è ancora troppa. Cara amica, credo che certe esperienze uniscano al di là di tutto, io ti voglio bene come ad una sorella, e ti auguro il meglio, a te e ai tuoi due uomini ovviamente. Ogni tanto mi farà bene andare a rileggere il nostro primo incontro! A quando il prossimo? ;-)

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    1. Vedo che tornare un po' alle origini non ha fatto bene solo a me, mi fa piacere! Trovare qualcuno che condivide gli stessi sconforti e le stesse gioie non e' facile ma e' una meravigliosa consolazione. E adesso abbiamo anche un appuntamento, wow!

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  3. Lessi i post sui bambini amplificati quando Deddè aveva 3 mesi, lui aveva un temperamento e una personalità così spiccata già all'epoca! Non è ai massimi livelli certo però è molto sensibile, vive tutte le emozioni molto intensamente e a volte mi fa arrabbiare come nessun altro!
    Però l'impostazione del libro e i consigli che da mi sono stati di grande aiuto, ho imparato a guardarlo e a cogliere tutti i suoi lati positivi. Ed è vero che quando diciamo no si ingaggiano delle battaglie senza fine. Lui ragiona, se gli si spiegano le cose e il loro perché è un bambino bravissimo.
    A volte non è facile però, proprio come dici tu. In teoria è facilissimo in pratica è la cosa più difficile del mondo soprattutto se noi stiamo male o nervose. Lui riesce a capire benissimo i miei stati di nervosismo come se su di lui si amplificassero :(
    Anche se forse sono io che riesco a capirlo bene per cui la maggior parte delle volte riesco a prevenire o comunque a non peggiorare la situazione (si a volte capita che la peggiori con il mio atteggiamento :() ma è solo un momento poi tutto passa. La cosa piu frustrante la maggior parte delle volte è quando c'è altra gente che non capisce perché si comporta così e pensa che tutto si possa risolvere con uno sculaccione :( oppure si mette a infastidirlo ancora di piu o a dare consigli non voluti.
    Ricordati comunque che non siamo pessime mamme perché ce la stiamo mettendo tutta e siamo sufficientemente buone :)

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    1. Hai ragione siamo abbastanza brave! Io diciamo "in progress", devo recuperare un po' di anni bui. E le persone intorno spesso, come dici tu, non aiutano per nulla.

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  4. Ho letto tutto, fino in fondo.
    Un abbraccio :)

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    1. Coraggiosa ... un abbraccio anche a te!

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  5. Che belle cose, tu, mannaggia.
    E che bello qui.
    Io ci passo, leggo di te che sembra un'altra casa, poi vado nella mia ed è uguale, a volte.
    Prendo coscienza di questa cosa un po' per volta, non sempre miglioro, ma certo capisco.
    Quindi, come oggi, torno anche a ringraziare.

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    1. Veramente sei tu che sai sempre dare immagini positive, di natura, libertà, musica e poesia. Da te leggo e sto meglio. Qui di solito cerco di togliermi qualche sassolino per arrivare a casa meno pesante ...

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  6. Ciao Marzia, grazie. Questa riflessione inizia come 'diversità' ma mi sembra possa estendersi a tutti. Come figlia ho sempre sentito il condizionale e il giudizio e non fa per niente bene. Per i genitori dei bambini 'amplificati' immagino sia un percorso necessario, che anch'io però mi auguro di riuscire a mettere in pratica, senza 'se' e senza 'ma'. Un abbraccio, Jessica

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    1. I se e i ma sono sempre in agguato, per questo li tengo sotto controllo "ripassando" i buoni propositi!

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  7. Sappiamo che non siamo sole. E non è poca cosa. Che potrei farti l'esempio di mille momenti in cui mia figlia ha dato prova del suo essere amplificata, ma siamo tutte su una barca, una soluzione definitiva non c'è. crescendo impareranno ad ascoltarci a non voler fare figuracce, a costruirsi una propria identità che fa i conti con tutto quello che li circonderà.
    per me è così, chiamala consolazione. ma dopo aver letto tanto, dopo aver sperimentato di tutto e ancora oggi devo inscenare strategie su tutte le proposte che faccio a mia figlia, mi consolo così.
    questo post me lo tengo in memoria, è molto piacevole leggere quel che scrivi.

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    1. Ci sono periodi in cui mi consolo anch'io pensando che passerà, altre volte mi prende il panico immaginando scenari di vita adulta di emarginazione. Vorrei far vincere l'ottimismo ma ancora non ci sono riuscita ... Comunque condividere mi fa un gran bene, scarico una certa fetta di sensi di colpa irrazionali. Grazie!

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  8. Leggendo questo tuo post ci ritrovo molto mio figlio.
    Anche se è in inglese (ARGH), proverò a leggere questo libro sui bambini amplificati che non conoscevo.
    Sino ad oggi per capire meglio mio figlio infatti mi sono orientata più sui libri sull'ADHD ma forse appunto sono stata - spero - troppo pessimista!

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    1. In effetti Anna si tratta di un modo diverso di guardare bambini "ad alto bisogno". Spesso la discriminante rispetto ad una dignosi ADHD è la capacità dei bambini spirited di restare concentrati a lungo se l'argomento o l'attività li affascinano. Io credo che questo libro, come quello sui bambini esplosivi, sia in ogni caso utile - qualunque sia l'origine del comportamento - perchè diventa importante come noi reagiamo. A me è bastato sapere che ci fosse qualcuno in grado di capire come mi sentivo per farmi stare meglio ... Se ti potesse essere utile io ho un "riassunto casalingo" in italiano delle parti rilevanti del libro (mio marito non lo avrebbe mai letto tutto in inglese, per quanto scorrevole!).

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    2. Scusate la mia ignoranza ma questi bambini "amplificati" hanno avuto una diagnosi fatta da uno specialista oppure il tutto viene deciso dopo un'attenta lettura di un libro o da alcuni consigli scritti in un blog? Non si può fare confusione con una diagnosi ADHD fatta un NPI dopo varie valutazioni... Esiste anche una diagnosi di autismo borderline con alcune caratteristiche simili a quelle dei bambini amplificati... Ho paura che alcune mamme in difficoltà gestionale (e capita un po' a tutte) iniziano a fare diagnosi "casalinghe" per i propri pargoli vivaci...

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  9. Sì, infatti, questo tuo post mi ha aiutata molto, anche se nel nostro caso molti guai sono naturalmente provocati dall'ACC.
    Sto acquistando il libro su Amazon (l'ideale per me sarebbe stato google play per poterlo leggere sia da pc che da smartphone, ma non ce l'hanno) ma se hai tempo e voglia di spedirmi i tuoi riassunti tradotti ecco la mia mail ilnostropiccoloraggiodisole@yahoo.it
    Grazie mille!

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    1. Ciao mi chiamo Ilaria e sono mamma , Secondo me , anzi SOLO. Seconfo me di una bambina amplificata..... Mi mandate la vostra email o il vostro profilo Fb ho bisogno di aiuto più di quanto crediate .... Grazie

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    2. Ciao Ilaria, nella pagina "perché qui" del blog trovo il mio indirizzo e-mail ... Per ora coraggio, l'istinto di una madre spesso ha ragione ...

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  10. eccomi qui a leggere questo post, chiaro e che mi serve moltissimo, e si perchè certi atteggiamenti capitano anche da noi a casa di mio nipote, il problema non è solo per il bambino ma anche per la mamma che si sente incapace di essere una brava mamma
    come io mi sento di essere un incapace madrina
    ti ringrazio per questo scambio di idee e consigli
    grazie un bacio a Alessandro
    dalla amica degli "asinelli"

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