lunedì 11 giugno 2012

Bambine e bambini maestri: # Le aspettative (altrui)

Nelle ultime settimane ho usato come spunto l’iniziativa di Baby Talk per parlare – usando “l’alieno-pensiero” – di quanto possiamo apprendere dai bambini e quante riflessioni riescono a generare senza rendersene conto.
Questa settimana Jessica propone un post come sempre illuminante, dove alcune ragazze molto speciali ci mostrano come il loro futuro (e il nostro) lo costruiscono e lo modificano con creatività e nuovi punti di vista.
Per combinazione avevo già buttato giù alcune riflessioni, molto meno poetiche di quelle che troverete nel post di cui sopra, ma che hanno la stessa filosofia di base: i ragazzi vanno avanti comunque, se li lasciamo immaginare senza grossi interventi, lo fanno meglio.
Ecco qui.
Negli ultimi giorni ho fatto molta più vita sociale di quella che avrei desiderato. In verità io amo stare in compagnia, quella di amici, mentre agli impegni formali sono diventata piuttosto intollerante.
Uno di questi impegni e' stato il pranzo di fine anno della classe dell'alieno. Il posto scelto decisamente adatto, un grande giardino pieno di giochi per i bambini, il cibo accettabile, quasi tutti i compagni presenti, clima allegro tra i bambini.
Premessa. Mio figlio frequenta una scuola paritaria e religiosa, scelta per tante buoni ragioni e nella quale ha fatto passi da gigante rispetto agli anni oscuri della materna.
Non rimpiango la scelta ma la verità e' che abbiamo poco da spartire con molti dei genitori presenti al convivio. Tra adulti la conversazione latita, rari gli argomenti a cui io e mio marito ci sentiamo affini. Più che altro assistiamo. Con stupore ascoltiamo un drappello di mamme in aperta - per quanto accuratamente cordiale - critica verso alcune insegnanti dei nostri bambini. Una sta cercando da settimane di convincerci ad unirci per avere un corso supplementare di inglese ("perché con questo ritmo in quarta non potranno mai sostenere l'esame Cambridge" come la sua figlia più grande). Un'altra ha confermato la sua stima verso la maestra "donna assolutamente meravigliosa" ma - ecco che arriva - un po' troppo morbida, che assegna pochi compiti, che non procede nel programma nel modo sperato, "in questo modo alle medie sarà terribile, terribile".
Più tardi, in un drappello di padri, si parla invece di sport, di come in Italia non lo si supporti abbastanza, di come negli USA venga addirittura prima dello studio (“e assegnano belle borse di studio agli atleti”), di come sono orgogliosi dei loro piccoli campioni (con sequenza di dettagli su squadre di calcio giovanili, possibilità di carriera, etc.)
Mio marito mi guarda spiritato e si allontana verso i bambini che giocano. Io continuo ad assistere senza proferir verbo, ho imparato che ci sono battaglie che non serve combattere. Sono parole senza sostanza.
Per me la sostanza della giornata sta in mio figlio che dopo due minuti dall'arrivo ci chiede di tornare a casa e poi si decide a seguire qualche compagno. E’ il poter stare seduta mentre i bambini mangiano al loro tavolo senza troppa confusione e poi escono a giocare senza tornare anche per mezz'ora di seguito. Bambini diversi, divisi, chi sfigurato dal sudore e chi seduto a disegnare. Bambini che giocano come piace a loro, e basta.
La mia reazione emotiva a quei genitori mi ha fatto capire che non sento la necessita' di tante nozioni e di tante attività, non sento l'urgenza di far correre il tempo e infarcire mio figlio di competenze. Ho già detto che ritengo fondamentale l'analisi precoce di se stessi e dei propri talenti ma non la considero una corsa all'accumulo, anzi, direi che la immagino più come un’operazione di scrematura.
Forse e' perché con Alex dobbiamo ancora salire tanti gradini, dobbiamo arrivare a dare per scontate cose 'normali'. O forse perché io ho studiato tanto e letto tanto e pensato tanto, per ritrovarmi a ripassare dal via senza capire dove fosse l'arrivo. O forse perchè – a dispetto delle giornate nere – io ho una fiducia smisurata nel mio bambino e nella sua capacità di combattere per ciò che sente meglio per sè.

Semplicemente quei bambini hanno saputo utilizzare la giornata in modo molto più proficuo degli adulti. Quelli che vedono la vita dei figli come una gara in cui non si può restare indietro, quelli che misurano il loro futuro contando le parole inglesi che sono in grado di scrivere, o scegliendo la squadra di calcio in cui farli giocare.
E allora mi crogiolo beata nella mia assenza di ansia da prestazione.
E ripenso alle ormai famosissime parole di Steve Jobbs “Stay Hungry. Stay Foolish.” e a come potrò, goccia dopo goccia, far comprendere a mio figlio che le barriere e i limiti sono tali solo se glielo permettiamo.

Oggi sono felice di essere madre di un alieno, perchè per tutta la vita mi sono conformata a schemi imposti e invalidanti, mi sono nutrita a sensi di colpa e senso del dovere. E lui scardina tutto, mostrandomi che si può anche fare diversamente.
Oggi sono affamata e folle come non sono mai stata prima ... sto imparando, diciamo.


24 commenti:

  1. Se frequentassi anche per sbaglio genitori del genere diventerei matta... i bambini per fortuna sono più saggi di chi li mette al mondo.
    Buon inizio di settimana!

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    1. E infatti non li frequento a parte Natale e fine scuola! I bambini sono davvero saggi!

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  2. Quelli che vedono la vita dei figli come una gara in cui non si può restare indietro, quelli che misurano il loro futuro contando le parole inglesi che sono in grado di scrivere, o scegliendo la squadra di calcio in cui farli giocare.
    E allora mi crogiolo beata nella mia assenza di ansia da prestazione." Ti condivido al 100%. In questi giorni sto combattendo (metaforicamente ovviamente) su se anticipare la prima elementare di Anna - lei è di febbraio - o no. L'istinto dice no, semplicemente perché vorrei darle un anno in più di gioco, spensieratezza, leggerezza. Chi mi è più vicino - i miei genitori ad esempio - spingono per il sì, perché lei è sveglia e sarebbe "un bel vantaggio"(?). E anche qualcosa dentro di me dice sì, perché forse questa ansia da prestazione, questa spinta a voler primeggiare, questa cultura del non restare indietro anche non volendo mi è rimasta appiccicata.

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    1. Per fortuna non ho dovuto fare la stessa scelta, mio figlio e' di dicembre, altrimenti avrei anch'io avuto qualche dubbio. Penso che un po' di leggerezza in più nei bambini non guasterebbe, anche se poi a me ne e' capitato uno poco 'leggero' :)

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    2. Scusate, mi intrometto. Per dire (da insegnante) no, non anticipate. Lasciate vivere l'infanzia ai bambini. Vale molto di più di tutto ciò che potranno imparare a scuola.
      Marzia: ti seguo spesso silenziosamente e ogni volta penso che tu abbia un figlio straordinario.
      Monica

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    3. La maestra di Ale si chiama Monica e io l'adoro ... Grazie per questo e qualsiasi commento futuro, il mio alieno in effetti non e' male se si escludono gli eccessi ... già stamattina non e' che fosse proprio straordinario!

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  3. L'ansia da prestazione degli altri mi fa venire l'orticaria...
    E pensa che mio figlio viene considerato avanti (dagli altri) ... e mi tocca pure "giustificarmi", e tentare di spiegare che ogni bambino fa storia a sé :(
    Non trovo giusto avere, per noi e per loro, sempre un metro di paragone.

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    1. Infatti anche 'essere avanti' può essere un problema, un motivo per instaurare una gara inutile. Spero solo non ne vengano troppo intaccati i bambini.

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  4. Ecco, adesso mi affeziono anche al marito per quello sguardo spiritato!
    Ho scritto diverse cose in passato su questo tema...o forse è una posizione che è rimasta tra le righe, ora non ricordo. La penso come te e forse registro anche una mia reazione all'eccesso di documentazione e giochi pedagogici, un'abbuffata che mi sono fatta in rete negli ultimi due anni.
    Guardo G. giocare autonomamente, con tutta la fantasia che può, cerco di rispondere alle sue domande in modo preciso ma la lascio fare...dopo tante ore di asilo, non me la sento proprio di proporle attività strutturate a meno che non me le chieda lei. Un'amica mi parlava di bimbi in età d'asilo che non sapevano giocare se non guidati da un adulto. l'ho trovata una cosa orribile di cui non hanno alcuna colpa. Cosa è stato loro fatto per ridurli così già a 4-5 anni?

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    1. E infatti la reazione al surplus di informazioni e' normale, capita anche a me. Mio figlio ha imparato senza aiuto tante cose e forse molte altre avrebbe potuto apprenderne se lo avessi 'indirizzato', ma proprio non mi e' venuto. Io a domanda rispondo e le curiosità le assecondo, tutto qui.

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  5. Il problema è che a volte nei figli si cerca quello che non si è riusciti ad essere... si disegnano e immaginano carriere per vincere la propria frustrazione. Il figlio diventa una specie di rivincita del proprio non aver raggiunto risultati. A qualche amico un po' invasato l'ho detto apertamente. E mi hanno guardato male. Se un bambino avrà delle qualità emergeranno, ma che possa crescere sereno, libero e senza ansie da gara o da prestazione. Se diventerà uno sportivo passabile (ma niente di più) come il padre (me) mi auguro che sappia gioire ti tante altre cose che la vita offre. E sinceramente a me interessa la sua (me lo auguro) felicità, non i risultati sportivi. L'importante è che non mi batta subito.... uè ho una dignità da difendere!
    W lo sport come possibilità di movimento, mezzo di socializzazione, esperienza di crescita, ma soprattutto come spazio di divertimento e, perchè no, anche di un po' di fatica!

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    1. Certamente sia la scuola sia lo sport sono importanti, ci mancherebbe. E qualche ragazzo troverà in essi la realizzazione di se'. Mi rattrista pensare che possano realizzare il sogno di un altro, ecco.

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  6. mi trovo perfettamente d'accordo con te, anch'io non ho nessun tipo di ansia da prestazione nei confronti dei miei figli, l'unica cosa che vorrei davvero è insegnargli a essere se stessi, conoscersi e combattere per quello che sentono giusto per loro stessi, proprio come fai tu per lui :)

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    1. Tu sei molto più brava di me ad insegnargli l'indipendenza, io mi alleno tanto :)

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  7. Sono d'accordissimo con te.
    Io pero' alle cene questa tipologia di genitori di solito mi diverto a scioccarli ("Ah!Ah!Ah! Davvero gli fai frequentare quel corso? Beato te che ne hai la possibilita' io per motivi economici non me lo posso permettere sai e quindi ho paura proprio che i miei figli in inglese saranno delle capre!!!Ah!Ah!Ah!") Mi guardano tutti come se fossi una stralunata, ma almeno la piantano di darsi tutte quelle arie e di solito passano ad altri argomenti.
    E' ovvio che nella profondita' del mio animo nascondo la speranza che i nostri figli non diventino delle perfette trasparenti nullita'.
    Sarebbe una falsita' ammettere il contrario.
    Anch'io tento di sviluppare in loro creativita', curiosita', inventiva ma per loro stessi senza dover primeggiare a tutti i costi.
    Gia' il fatto che siano in 5 stimola la competizione a volte devo frenarli!!
    Detto questo tre ore a settimana di pallavolo le femmine e tre di basket i maschi per questione di salute.
    Ma quando cerco di spiegare loro che la partita di basket deve essere un'occasione per divertirsi anche se quel cretinetti di ragazzino li spintona sempre buttandoli a terra o li offende se davanti alla rete non fanno canestro....
    Al papa' del ragazzino lo sfascerei!!!!!

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  8. Hai ragione dovrei farlo ma mi sono messa io nei guai, e che amo la maestra non ci posso fare niente! Pero' mi spiace pensare che quei bambini già a tratti poco sensibili lo diventeranno del tutto tra pochi anni, seguendo l'esempio che si ritrovano davanti. Ma magari mi sorprenderanno, hanno tutti gli strumenti per essere migliori di noi.

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  9. Io mi trovo bene con le mamme della classe del Grande. Forse perchè siamo simili. Abbiamo organizzato una cena verso la fine della scuola, eravamo,in 12. Non abbiamo parlato di maestre o di scuola, ma di noi e delle cavolate che combinano i nostri figli. Madri come le tue le mando a xxxxxx senza troppi complimenti

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    1. E che me le sono andate a cercare queste ... però in effetti non ho mai avuto troppa fortuna, per assurdo alla materna (praticamente sotto casa) è andata molto peggio. Prima o poi troverò una "mamma gemella"!

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  10. Ciao Marzia, grazie per aver partecipato, la tua riflessione è bellissima e condivido anch'io lo spirito alieno (e quello surreale)! Mi confronto spesso con questo tema e la parola guida che ho scelto per noi è: felicità. Felicità di crescere, di realizzare i propri talenti, di condividere, di stare con gli altri e anche di imparare... Un abbraccio a tutti e tre! Jessica

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    1. Felicità è un bellissimo progetto! Un abbraccio anche a voi.

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  11. questo post mi è quanto mai affine. mi ci ritrovo proprio. ho avuto una situazione simile alla tua. e mi sono raggelata. mia figlia che correva e giocava felice ed io costretta a sentire di come la maestra secondo il loro parere non abbia tartassato i bambini con conti e tabelline, di come una bambina arranchi su alcuni conti, su come questa mamma per questi motivi vorrebbe approfondire e chiedere un consulto ad un logopedista. io che di problemi con logopedisti ne ho avuto con la prima figlia, non mi sognerei mai di andarci per chiedere come mai mia figlia per fare 34-17 ci sta a pensare qualche minuto e non lo fa in automatico. a dirla tutta ci sono conti che in automatico nemmeno io faccio. dovrei preoccuparmi? alcune mamme impazziscono se il figlio non ha tutti 10, se arriva un 9 chiedono mille colloqui per capire le "lacune". si, certo, bisogna sempre migliorarci ma a tutto pongo dei limiti. io non passerò tutta l'estate a stressare le mie figlie!
    ti sono vicina e mi piace come hai scritto questo post diritto al punto, anche io mi sento spesso un'aliena!

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    1. E' tutto esattamente come dici! Lo scorso anno ho tentato di partecipare di più nella vita scolastica ma ricevevo solo sfoghi su banalità quindi ho capito che mi va bene salutare chi vedo la mattina e le due feste comandate che organizzano. Punto. Oltre scoppierei e francamente ho altre priorità.

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  12. Sempre intensi e belli i tuoi post, Marzia.
    Io sono un pò latitante per il troppo correre avanti e indietro per sgomberare la casa dei miei genitori che pochi giorni fa è stata venduta eentro pochi altri giorni io e mio fratello dobbiamo consegnare le chiavi ai nuovi proprietari....non immagini che cosa sia, un caos praticamente e psicologicamente parlando.
    A casa mia pure ho mille cose da fare...e il tempo è pochissimo per stare seduta al pc a navigare.
    Però un passaggio per un saluto da te ho voluto farlo. Sai che condivido molti dei tuoi pensieri e delle tue situazioni pur se con delle peculiarità magari un pò differenti e quindi voglio solo mandarti un bacione e spero di tornare a trovarti con regolarità tra non molto.
    Ciao!

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    1. Grazie Maris, ho letto da te e so che hai un nuovo periodo duro. Volevo lasciarti un pensiero ma poi mi pare sempre di non avere parole adeguate ... sono sciocca lo so, stare vicine anche solo con una frase e' così importante. Mi rifarò, prometto! Un abbraccio forte.

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