lunedì 4 giugno 2012

Bambine e bambini maestri: # la consapevolezza


Approfitto dell’iniziativa di Baby Talk che ormai conoscete, “Bambine e bambini maestri”, per fare un po’ di riflessioni sulle mie ultime settimane.
Siamo in una situazione di allerta, io e Alex ci scontriamo spesso, con i nervi suoi tesi e miei scoperti. La fine dell’anno scolastico porta una grande stanchezza, il pesante autocontrollo a cui si sottopone mio figlio alla fine tracima e si riversa su di me, come già accaduto mille volte prima.
Certo abbiamo fatto entrambi molti passi avanti, reagiamo meglio, parliamo di più, smaltiamo più in fretta. Però è dura, non sto bene a vederlo così.

Qualche sera fa stavamo appunto uscendo da un momento di crisi, mi sono seduta accanto a lui senza dire più niente, solo spalla contro spalla. Respiravo e cercavo di pensare non alla mia stanchezza ma alla sua.
Alex a bruciapelo mi chiede “Mamma, sii sincera, ma è difficile fare la mamma?”.
La risposta non mi viene subito, prendo fiato, lo guardo.
E allora lui aggiunge “Essere la mia mamma un po’, vero?”
Non ho l’abitudine di mentire con mio figlio, lui tanto lo capisce comunque quando dico qualcosa di cui non sono convinta. E allora gli dico “Qualche volta è più difficile. Ed essere mio figlio è difficile?”. “Qualche volta”.
Il dialogo pare un po’ paradossale ma è stato un momento molto speciale per me. Il mio bambino che non pensa come un bambino, che non parla come un bambino ma che soffre come un bambino, adesso mi apre il suo cuore. Lo fa a suo modo, con piccole frasi buttate così, oppure con lunghissime conversazioni piene di fantasia nelle quali occorre interpretare le immagini per estrapolare i fatti rilevanti.
Lo ammetto, ancora una volta, per me è molto difficile essere sua madre, vederlo sempre fuori dagli schemi (come dice mio marito), guardarlo con i suoi tic variabili, sentire la sua fatica, non comprendere il suo bassissimo livello di frustrazione.
Ma soprattutto mi spaventa la sua consapevolezza.
Spesso mi dice “tu guardi sempre cosa fanno gli altri”, lo fa quando mi innervosisco delle sue stranezze, del suo rifiuto a partecipare a tutto ciò che diverte i suoi compagni, del nostro scappare da cinema e teatri prima della fine. Ha ragione, io qualche volta vorrei essere una delle tante, vorrei avere il bambino che corre e urla e ride insieme a tutti gli altri. Ci provo ma non riesco del tutto a smettere di desiderare la “normalità” che vedo intorno a me, almeno nel vivere sociale quotidiano.
I bambini hanno una incredibile capacità di empatia, perché non hanno idee preconcette ma se le creano osservando e vivendo il presente. E ti restituiscono una immagine molto chiara, da cui non puoi sfuggire.
Vorrei non mostrare così tanto di me a mio figlio, vorrei che lui si vedesse sempre meraviglioso attraverso i miei occhi. Ma quando la stanchezza sale, l’accettazione scende. E lui me lo ricorda.

Mi rendo conto di ripetere spesso le stesse cose, un disco rotto che gira su se stesso producendo sempre lo stesso suono. Mi arrovello pensando a cosa fare per aiutarlo ad essere più sereno, più allegro, più accettante. Poi penso che il grosso del lavoro debba farlo da solo, col nostro sostegno ma con la sua forza. Ha tutte le possibilità, le capacità, le energie.
Io continuo ad ascoltare e ad aspettare.
E ad annoiare chi ha la bontà di passare di qui … ma prima o poi l’allegria tornerà!


30 commenti:

  1. non annoi affatto. semmai mi riporti a riflettere sui temi del compito di noi genitori. che non viene facile e scorrevole il più delle volte e che avvertono anche i figli.
    non ho consigli, come sempre, ma solo che ti capisco profondamente, avendo la mia piccola credo molto simile a tuo figlio... non è semplice ma poi ti stupiscono con frasi come quella di tuo figlio sul tuo essere sua madre e ti ridanno una lettura completamente nuova, una chiave di accesso diversa, una consapevolezza che non tutti hanno..

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  2. continuo a trovarvi bellissimi, tutte le volte

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  3. scusa, ti seguo da poco e quindi non conosco la tua storia. leggendoti non capisco...sembra che tuo figlio abbia dei problemi. intendo problemi grossi, di quelli che richiedono cure e diagnosi mediche. se non è così, dove sta la difficoltà? siamo noi genitori che vogliamo i figli in un certo modo e non siamo capaci di accettarli per come sono. questo loro lo sentono e si comportano di conseguenza.
    un abbraccio
    iva

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  4. Questa consapevolezza sarà la sua forza, e non una scusa dietro la quale barricarsi.

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  5. Ciao Marzia, anche io mi accodo a Iva, se non ti dà fastidio, nel chiedere quale sia il problema di tuo figlio.
    Ho guardato nei post passati ma non ho trovato risposte, forse ho perso il post giusto?

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  6. Dove sta la difficoltà? Caspita Iva come la fai facile... Davvero è così semplice accettare il carattere dei propri figli, sei in grado di metterti nei panni di tutti i genitori che fanno fatica a dialogare con i loro piccoli, a risolvere ogni situazione con "dove sta la difficoltà?"
    Io, per esempio, ho un bimbo di 19 mesi e ho già delle difficoltà, se vuoi venire ad aiutarmi e a spiegarmi come fai sono a disposizione :)

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. @NinaNina72: sono d'accordo con te, non potevi dirlo meglio!

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    3. le conosco bene le difficoltà...sono mamma di tre bimbi e non è mai facile, ma spesso ci "aggiustiamo" su quello che la società si aspetta da noi. Nel mio caso: una casa in ordine un figlio ben educato (buon giorno, buona sera, NIente rutti grazie...), la sottoscritta sempre in ordine depilata pulita e sorridente...no...era troppo. Ho rischiato l'esaurimento ed una totale disconnessione dalla famiglia e dalla realtà.Che è fatta di disordine, maglie infilate senza essere stirate, pappe sul pavimento, peli sulle gambe degni di un uomo e figli che salutano ringraziano, ma che ogni tanto il ruttin gli scappa, che ogni tanto escono dalla casa dei nonni salutando frettolosamente (niente bacio sulla guancia ma nonni vi vogliamo bene lo stesso!).
      Ho accettato i miei limiti e quelli dei miei figli.
      un ragazzo timido che da piccolo non socializzava, graffiava ed era attaccatissimo a me. mi sono chiesta dove avessi sbagliato.Pretendevo troppo. ero nervosa ed insoddisfatta perchè lui non rispondeva alle mie aspettative...
      Anch'io mi scontro quotidianamente con i rimorsi, i sensi di colpa...ma sto lavorando su me stessa per dare a loro tutto l'amore il sostegno e la fiducia che si meritano.
      no, non è facile
      iva

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  7. Di certo non mi annoi. Mi fa sempre piacere leggerti. Un abbraccio

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  8. Leggo, rifletto. Di certo non mi annoio!
    Un bacio.

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  9. Ciao Marzia,
    Se lui ha tutte le possibilità, le capacità ed energie è proprio perchè tu stessa lo hai sostenuto , aspettato ed ascoltato.
    Dici che vorresti la normalità ma anche la cosiddetta normalità non fa si che automaticamente i figli si vedano sempre meravigliosi ai propri occhi.
    Anche noi genitori siamo fragili e se anche i nostri figli lo percepiscono potrebbe darsi che riescano anche a percepire che anche noi abbiamo bisogno di essere in qualche modo protetti e questo rende forti noi e loro.
    Comunque ciò che dice Ivi nel suo secondo commento rispecchia molto la "normalità" e sicuramente anche per lei (come per la stragrande maggioranze delle mamme) quando la stanchezza sale ...l'accettazione scende. Credimi, questo è normale. Ma poi l'accettazione risale ancora e anche più in alto di prima.
    Le nostre esperienze di mamme ci rendono uniche e i nostri figli lo sanno bene!

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  10. la normalità? con i figli ho imparato che non esiste, e anche con me stessa tra l'altro. fare la mamma è difficile, fare la mamma di bambini difficili è ancora più difficile, pensa che la maestra di mio figlio è già tre volte che mi dice "si, suo figlio ha fatto amicizia a modo suo" io non rispondo mai, ma so che in fondo vuol dire perchè non è molto socievole ed è uno di quei bambini che basta a se stesso, non ha bisogno degli altri per sapere chi è o cos'è, è come il padre e come me, io sono un animale sociale però ho solo amici intimi, speciali e mio figlio, e lui è tale e quale a noi, abbiamo bisogno di fidarci per considerare amici gli altri.
    credo che il volere la normalità sia perfettamente naturale, però anche nella normalità ci sono i pro e i contro, non è tutta verde l'erba del vicino.
    ho imparato ad accettare mio figlio così come viene, così come ho imparato ad accettare me stessa, le mie stranezze e le sue stranezze, e poi che gusto ci sarebbe a non avere stranezze? il mondo è bello perchè è vario! non ci sarebbe gusto se fossimo tutti uguali, tutti dei perfetti soldatini! io combatto un giorno si e uno no con mio marito per fargli capire che il figlio non è normalizzabile a soldatino perfetto che risponde agli ordini e io non vorrei mai che fosse così!

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  11. Mi spiace arrivare alla fine della giornata ma avevo impostato il post pur essendo fuori per lavoro. E vi ringrazio davvero per ogni commento. Prima di tutto una breve risposta a Iva e Rachele, mio figlio non ha una patologia conclamata, ha uno sviluppo cognitivo molto precoce e difficoltà emotive e relazionali con i coetanei molto marcate. Non si tratta di una nostra sensazione o di eccessive aspettative, mio figlio ha difficoltà oggettive rilevate da chiunque abbia a che fare con lui (soprattutto se lo si vede insieme ad altri bambini), solo che non abbiamo un nome con cui chiamare questo disagio. Stiamo cercando altre strade per capirlo e aiutarlo ma per ora questa e' la situazione. Mi piacerebbe poter dire di gestire sempre la situazione con calma, accettazione ed empatia ma non e' così. E so bene che la parola normalità può non voler dire niente, ma io sono stata bene con me e con gli altri per tutta la vita e capire Alex e' un processo, non qualcosa che sento naturale. Ogni genitore si trova davanti a dubbi e a difficoltà e a limiti, chi può dirsi perfetto? E lo accetto. Solo che talvolta vorrei una pausa, vorrei vedere mio figlio essere felice di essere bambino, vorrei sedermi e guardarlo giocare con gli altri sapendolo sereno e soddisfatto, vorrei tornare a casa e non subire lo sfogo delle sue frustrazioni giornaliere, vorrei poter pensare che è 'solo' un bambino un pò viziato e che basterebbe una Tata per risolvere le sue crisi. Sono cose 'normali' e io le vorrei semplici per una volta, sarò superficiale ma e' così che mi sento, non sempre ma succede. E poi vado avanti, adesso anche grazie a vostri commenti! Ops ... ho fatto un altro post!

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  12. Ciao Marzia, grazie per aver partecipato! Alessandro è un maestro molto tenero in questo racconto, penso che questa sua empatia saprà guidarlo pian piano a trovare un punto di incontro anche con gli altri. Penso che tu e il papà siate la sua 'scuola' di incontro e che le vostre frustrazioni e difficoltà siano fondamentali per aiutarlo a prendere le misure. La realtà spesso non è all'altezza dei bambini con doni speciali, ma alessandro ha la forza di gridare i suoi bisogni e questo mi sembra un altro ottimo segnale! Un carissimo abbraccio, Jessica

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    1. Sì, è vero, lui si fa sentire forte, almeno da noi. Speriamo che abbia voglia di farlo anche con il mondo prima o poi.

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  13. E' bellissimo questo racconto di incontro tra una mamma e il suo bambino....speciale. Forza Marzia, ce la farete. Noi stiamo andando in questo consultorio familiare e devo dire che ci è servito molto.

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    1. Sto cercando anch'io nuove strade per un supporto mirato, non è facile ma speriamo di incontrare finalmente le persone giuste.

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  14. Ciao Marzia, ciao a tutte, ogni tanto capito qui di sfuggita, questa volta rubo un attimo per commentare, per aggiungere il mio, perchè ne sento il bisogno. Conosco Marzia e Alex da un pò di tempo, e riesco a leggere i suoi post al di là delle semplici parole. La "normalità" di cui parla (Marzia, correggimi se sbaglio) non è la "perfezione" della famiglia da Mulino Bianco, che chiunque di noi sa per certo che non esiste, nè il proiettare le proprie aspettative su un figlio che si vorrebbe "bambolotto" e invece è "alieno". Alex è un bellissimo bambino, e molto intelligente, ma nasce e cresce davvero arrabbiato con il mondo, con frequenti esplosioni di rabbia che non si possono nemmeno lontanamente paragonare ai capricci infantili. Crescendo, e con l'aiuto dei genitori, ha maturato questa consapevolezza e si tratta ora di imparare (e insegnargli)a gestirsi, e scoprire che la vita non è poi tanto brutta e noiosa. Il rapporto con i bambini con questi problemi, non è un naturale rapporto affettivo, implica uno studio approfondito, sia di se stessi, sia del figlio, studio a cui Marzia non si è mai sottratta, anzi, ne ha fatto il suo cavallo di battaglia. Io, come lei, so perfettamente come ci si sente a vedere il proprio figlio sempre in tensione, anche nelle situazioni ludiche, sapere che per lui ogni occasione di gioco rappresenta uno scoglio quasi insormontabile, e se anche riuscisse a lasciarsi un pochino andare, la sera a casa sfogherà tutte le sue frustrazioni e ansie. Alcuni figli sono oggettivamente più problematici di altri, ed è perfettamente normale che una mamma possa desiderare di vederlo più sereno e spensierato. Non "perfetto", nè "normale", ma semplicemente "felice".

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    1. E' proprio così, so che sai e so che capisci. Raccontato da te mi fa sempre lo stesso effetto, tengo a bada i sensi di colpa e mi acquieto. Grazie.

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  15. Ciao Marzia, quando i figli ( io parlo da figlia perchè ancora non sono mamma) vedono le deboleze dei genitori imparano che proprio nei momenti in cui si più fragili viene fuori la vera forza. Ti abbraccio

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    1. Spero sia così, di debolezze ne ho molte! Un abbraccio a te.

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  16. Grazie Marzia per il chiarimento.
    Mi sembra che tu non abbia nulla di superficiale, anzi! Il bisogno di un po' di "normalità" è più che lecito... poter ogni tanto tirare un sospiro e rilassarsi è una esigenza, non un capriccio di cui devi giustificarti.
    Ti abbraccio

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  17. Tutti abbiamo bisogno di una pausa e di una tregua, di tanto in tanto.
    Hai un bambino sano, che ti ama in un modo speciale e per il quale sei l'asse del mondo. Guarda il lato positivo, perchè c'è, e respira.
    Questo è il tuo viaggio con tuo figlio.
    (quello con il bambino "perfetto" è solo il viaggio con un fantasma....)
    un abbraccio grande

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    1. "sei l'asse del mondo" ... è una bellissima frase, non so se questo asse sbilenco possa aiutarlo nel viaggio ma cerco di stare il più salda possibile. Grazie!

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  18. Ciao Marzia, questa mattina ho pensato un po' a voi e mi è venuta in mente una cosa. Sai, i pensieri delle 6.15 del mattino, quando hai già passato la notte insonne con un bimbo malato...
    Comunque ho pensato, se mi permetti, a questo "gioco" da fare con Alex: ogni 2 o 3 cose di cui si lamenta con te, devi fargli raccontare almeno una cosa bella che gli è successa e che lo ha reso contento.
    Poi il rapporto diventerà 1 a 1. Mi sembrava una cosa simpatica per "costringerlo" a notare che non tutto è negativo quello che ha intorno!
    ... psicologia da strapazzo?

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    1. Mi spiace infestare i tuoi pensieri alle 6 del mattino :) Comunque grazie, ogni pensiero e' prezioso. Potrei provare anche così, vediamo se ottengo qualche risposta (sai, Ale tende a non rispondere alle domande che non gli piacciono!). Ti faro' sapere ...

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  19. "con il nostro sostegno ma con la sua forza", è la chiave. Sei sempre così precisa e onesta nei tuoi racconti, così calda. E bravissima con lui...

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    1. Onesta credo di si' ma bravissima con lui ... qualche volta gli arrivo vicino, quel tanto per salire un altro gradino. Poi c'è la lotta per non scendere più ...

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  20. E' bellissimo quando dici "Il mio bambino che non pensa come un bambino, che non parla come un bambino ma che soffre come un bambino,...". Hai colto l'essenza profonda del problema, quello che anche io colgo in mio figlio ma che non sono mai riuscita a esprimere a parole. Grazie per i bei pensieri che tutte le volte mi regali...
    Flo

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...