lunedì 18 giugno 2012

Bambine e bambini maestri: # La sottile arte della manipolazione (o empatia)

La scorsa settimana ero in coda per il ritiro della pagella. Prima di me due genitori con al seguito la figliolanza composta da due bambine una ottenne (compagna di scuola dell'alieno) e una cinquenne. Quando i due adulti entrano soli nella classe per il colloquio con la maestra le bimbe prima corrono un pò lungo il corridoio poi si sistemano accanto a me. La sorella più piccola ha due braccialetti di plastica, uno per polso e di colori differenti. La più grande ne chiede uno e stabiliscono che una conta deciderà quale. La piccola inizia la cantilena della conta ma la sorella punta in modo evidente ad uno dei due colori e le fa ripetere la procedura almeno tre volte, adducendo necessità di aggiunte-specifiche-numeri.
Alla fine la maggiore ottiene - con un sorrisetto di soddisfazione - il braccialetto desiderato.
Entrambe contente riprendono le scorribande.

Sono rimasta molto colpita dal modo intelligente e tutto sommato tranquillo utilizzato dalla sorella maggiore per ottenere qualcosa di desiderato senza indurre l'altra a sentirsi obbligata o attaccata. Il risultato - come in statistica - è stato un perfetto metodo di risoluzione del conflitto "vinci-vinci" che si contrappone al "vinci-perdi" che si ottiene con la forza (o la violenza). Certo in questo caso non si è propriamente provveduto ad una contrattazione, la sottile manipolazione era evidentemente frutto di decine di esperienze pregresse e mirava ad evitare alla ottenne la lamentazione della piccola. Eppure tutte e due ne sono uscite felici, senza recriminazioni.
Io non amo e non utilizzo un linguaggio sessista, non mi piace scusare o accusare sulla base del genere. Però mi sento di dire dire che questa modalità di gestione dei momenti complessi sia molto meglio sfruttata dal mondo femminile. Non so se questo sia un retaggio culturale e non mi addentro in terreni che non conosco e non sono in grado di esplorare, però la vedo come una ricchezza.
Con una precisazione: aggirare piuttosto che combattere è un'opzione valida solo per alcune battaglie, non certo per tutto. La capacità di mediazione però ha effetti sulla nostra vita quotidiana, ci spinge a guardare le cose dal punto di vista di chi ci sta di fronte, ci costringe a mettere da parte desideri e valori di cui possiamo senza troppa fatica fare a meno. La mediazione è empatia, e l'empatia è profonda comprensione, non necessariamente accettazione.
Mio figlio ad esempio ha un'empatia incredibilmente sviluppata ma una simpatia molto bassa. L'etimologia delle due parole me ne ha fatto comprendere la differenza. Ciò che all'apparenza è una banalità linguistica nasconde invece il nodo critico che vivo come madre, io che sono molto più "simpatica" che "empatica", ossia tendo a prendere su di me ogni emozione e a vivere producendo il minimo impatto su chi mi circonda per non creare problemi. Esattamente il contrario di Alex che recepisce ogni minima variazione di umore ma poi non riesce a non abbattersi sugli altri come un tifone. Salvo poi dispiacersene, a posteriori.

Il filo di questi pensieri è complesso, qui ci sono solo spunti sparsi ma che tira tira producono una bella matassa da utilizzare.
E i bambini continuano ad insegnare.

La rubrica settimanale "Bambine e bambini maestri" di Baby Talk propone anche questa settimana un post davvero interessante e pieno di riflessioni importanti "I diritti dei bambini".


11 commenti:

  1. Ciao Marzia, grazie per aver partecipato con questo bellissimo post. Mi sto interrogando sulla terza 'sorella' linguistica, la compassione, e la tua riflessione mi porta a chiederti se non possa esserci lì, in qualche modo, un principio di soluzione... spero che ne riparlerai!

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    1. Della "sorella" ho parlato nel post di cui ho messo sopra il link (ora forse anche visibile :-)), è un tema molto affascinante e in cui mi sento a mio agio più che nella religione. Ci sarà sicuramente modo di riparlarne ...

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  2. È una bellissima osservazione! Pur non avendo fratelli o sorelle con cui confrontarmi, ricordo di aver usato quelle "strategie" dozzine di volte, da bambina, e in modo diverso le uso ancora. Infatti riesco a far fare al MioAmore quello che desidero, facendo sì che resti convinto di aver scelto e deciso tutto da solo ;)
    Un abbraccio e buon inizio di settimana!

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    1. Allora sei davvero brava! Io dopo 22 anni ancora non ci riesco ... però mi alleno parecchio con l'alieno, che se si convince di aver deciso lui tutto va molto ma molto meglio. Buona settimana anche a te.

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  3. Le strategiche "buone maniere" non sono mica acqua.....

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    1. Hai ragione ... in fondo è sempre questione di buon senso, quello che manca molto più da adulti!

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  4. grazie post davvero interessante e pieno di spunti di riflessione, la questione empatia/simpatia è molto interessante, grazie perchè ora ci devo riflettere meglio. Credo di essere molto più empatica che simpatica proprio come tuo figlio, e mio figlio è come me, c'è da lavorare :) grazie!!

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    1. Certamente capendo tuo figlio puoi essergli maggiormente di aiuto, io onestamente lo capisco poco e mi ingarbuglio!

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    2. io lo capisco molto, anche perchè è molto simile a me, però mi ingarbuglio lo stesso! deve far parte del mestiere di mamma ;)

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  5. Mi hai fatto fare un tuffo nel passato, e rivedo me e mia sorella (che veniva puntualmente "fregata" anche lei con questi trucchetti da sorella maggiore, eheheh!)

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    1. I figli unici mancano in effetti di una palestra molto importante, io ho compensato scegliendo amici fraterni, mio figlio ... vabbè, vedremo :)

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