mercoledì 2 maggio 2012

L'oscillazione immobile


La scorsa settimana mi è capitato di leggere diversi post con riflessioni legate al tema del cambiamento. In particolare mi sono soffermata su questo di Cì  e su quello di Baby Talk dove si include il saper affrontare i cambiamenti tra le abilità essenziali per i bambini.

Ecco, diciamo che questa è una delle principali abilità che Alex non possiede. Le transizioni sono il punto dolente delle nostre giornate, sia nelle azioni quotidiane sia nell’affrontare le novità più rilevati.
Un esempio dei nostri momenti critici:
- prepararsi per uscire di casa (la destinazione spesso non è rilevante, che sia la scuola o un negozio di giocattoli)
- arrivo in casa di persone (vale anche quando rientro a casa e lui è con la nonna, o siamo io e lui e rientra il papà)
- addormentamento e risveglio

Ovviamente le cose peggiorano quando si tratta di affrontare una vera novità, un luogo mai visto, una persona mai incontrata, un’esperienza fuori dall’ordinario.
Un esempio tra mille. Sabato sera avevamo i biglietti per il teatro (regalati dalla nonna) per vedere uno spettacolo per ragazzi. La cosa era risaputa da mesi ma il pomeriggio – quando ormai l’evento era alle porte – è stato terribile. Dopo un milione di “io non ci vengo” alla fine si è deciso ad uscire. Lo spettacolo non era poi così entusiasmante (lo ammetto) ma di mille persone presenti siamo stati gli unici a lasciare il teatro durante l’intervallo, “Scusa mamma, ma io mi sono stufato e poi ho un sonno che non avrei potuto vedere il seguito, mi sarei addormentato. Comunque bello,eh”.
Immagino avrei dovuto vederne l’aspetto positivo - il fatto di aver resistito per un’ora - non mi è riuscito e sono stata anche un po’ acida. Essere sempre “gli unici su mille” mi pesa, non sempre, alcune volte tanto.

Quello che mi ha colpito, leggendo il post di Baby Talk, è stata la correlazione tra capacità di affrontare i cambiamenti e la possibilità di sviluppare una mente flessibile e creativa. E’ un collegamento quasi ovvio, eppure non ci avevo mai pensato. E sono rimasta interdetta, stupita. Come può convivere in mio figlio una rigidità assoluta nei confronti delle transizioni con una capacità impressionante di reagire agli stimoli?
Insomma, Alex risponde con una velocità incredibile e con un senso delle cose che sorprende e lo ha sempre fatto, fin da piccolissimo. Non si tratta solo delle sue capacità cognitive, quelle sono un’altra storia, ma della capacità di sviluppare soluzioni utili per lui, del senso dell’umorismo, della fantasia con cui racconta – arricchendolo parecchio – il suo vissuto quotidiano. Lui ha dei limiti mentali irrisori ma viene frenato dalla sua emotività. Lui desidera fare esperienze nuove ma arrivati al momento di viverle entra in crisi. E’ come se due forze uguali e opposte lo tirassero e finisce per soccombere ed esplodere.
Sono sincera per me è molto difficile affrontare questo aspetto di mio figlio, io che ho sempre adorato sorprese, cambiamenti, nuove esperienze, nuove persone da incontrare. La mia infanzia è stata assolutamente il contrario della sua e per questo navigo a vista in acque sconosciute e perigliose. Sbaglio spesso, arrabbiandomi per la fatica che accompagna la nostra vita sociale. Certo ora è meglio, molto meglio anche solo di un anno fa. Negli anni ho affinato la tecnica per evitare gli scontri peggiori: lo coinvolgo nelle scelte ogni volta che questo risulti possibile e ragionevole; spiego e rispiego cosa faremo, dove andremo, chi incontreremo; fingo di non vedere l'ansia e sorrido rassicurante; offro sempre una via d'uscita.
Eppure funziona a metà e io resto con un retrogusto amaro di impotenza di fronte alle reazioni fuori controllo di un bambino inflessibile. Vorrei davvero saper fare di più, vorrei mantenere un maggior distacco e la calma che nel profondo non riesco a provare, vorrei dare ad Alex degli strumenti migliori per vivere sereno.
Sono giorni di nuovo in salita, nuovi tic, la stanchezza dell’anno scolastico agli sgoccioli che pesa. Il suo continuo muoversi fisico pare bilanciare l’immobilità della sua emotività.
L’oscillazione immobile, io la chiamo.

E poi qualcosa sorprendentemente cambia, ha chiesto di poter partecipare alle due settimane di “Estate Ragazzi” organizzate dalla sua scuola, perchè ci saranno ben sei gite in dieci giorni. A sentirlo dire “quest’anno ci voglio andare, sai che quando dico una cosa poi vado fino in fondo” mi viene da sperare ma già so che il 17 giugno sarà una dura giornata. E domani vado ad iscriverlo e insieme faremo un altro passo verso una flessibilità che stenta, verso un’indipendenza emozionale che tarda, verso il cambiamento.

E magari da domani proverò a cambiare anch’io, per essere più flessibile e comprensiva rispetto ad un piccolo equilibrio che ha un baricentro così distante dal mio.
Io che sono il suo specchio, perchè non si veda nei miei occhi così complicato come io lo vedo, perchè il cambiamento parta dalla mia fermezza nell’accettazione.
Questo è il momento di mettere alla prova la mia reale capacità di cambiamento.
Questo è il momento in cui affronto la mia possibilità di andare oltre le sue barriere.
Questo è il momento di dare l’esempio.

Il grigio provo a lasciarlo alle nuvole che sbircio dalla finestra.
Oggi penso in bianco o nero. Come il mio bambino.

27 commenti:

  1. Lo so che ogni bambino è diverso dall'altro, ma se ti può consolare sappi che il Gormitone ha le stesse reazioni davanti alle novità. Quest'anno è arrivato a giurare che avrebbe smesso di mangiare se avessimo perseverato nell'idea di iscriverlo all'Estate ragazzi sotto casa per una settimana d'agosto.
    E' terrorizzato da ogni cambiamento, da ogni cosa che influisca sull'andamento standard del suo tempo. E le sue paure non si manifestano solo nel giorno fatidico, ma riescono a caricarlo d'ansia per settimane.
    E' dura, ogni volta impiego ore per parlargli, spiegargli, tranquillizzarlo ma l'unico metodo che funziona è quello di mostrarsi fermi e inflessibili, a costo di sembrare crudeli. Tanto poi lo capiscono subito che non lo siamo.

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    1. Lo sciopero della fame non è male, l'alieno preferisce buttarla sul tragico altrui ossia "se voi non ci foste sarebbe più facile" (assenza che prevede anche l'eventuale morte, ovviamente), salvo poi urlare "rimani qui" al primo tentativo di allontanarmi. Sì, le scene madri mi provano sempre un pò, a dirla tutta mi fa arrabbiare parecchio. Ci devo lavorare.

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  2. Tante cose ho rimproverato a mia mamma, ma mai che non fosse accogliente. Credo che sia la cosa più importante per un bimbo.
    Sei brava.

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    1. La mia non lo è stata per niente, accogliente, per questo tremo ad ogni riproporsi di certi atteggiamenti miei ... l'inconscio torna.

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  3. il tuo bambino è fortunato ad avere accanto una mamma/donna disposta sempre a mettersi in discussione per lui. Non è facile per niente e tu sei davvero brava a pensare, ragionare e riflettere!
    un abbraccio

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    1. E che poi quando sono davanti a giorni e giorni di crisi tutte le mie riflessioni rischiano di sfumare in un attimo. Devo metterci tanto autocontrollo mentre a me piacerebbe vivere in maniera un pò più naturale. Ma non è ancora venuto il momento, temo.

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  4. Grazie Marzia per essere passata sul mio blog e avermi così fatto scoprire il tuo. Ogni post mi interroga profondamente sul mio essere genitore.
    Sono giorni difficili anche per noi, e mi sento uno specchio appannato, ma passerà :)

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    1. Specchio appannato, descrizione perfetta. Hai ragione, passerà, ma che fatica! Pacca sulla spalla anche a te.

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  5. il titolo, l'andamento del post, le necessità tue che esprimi: tutto mi fa pensare al tai chi, a cosa ti potrebbe suscitare. hai mai provato?

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    1. Sinceramente no ... e ora che lo dici mi tornano in mente le foto e le descrizioni di mio padre, a lungo per lavoro in Cina a metà degli anni '80. Uomini e donne si riunivano in strada per fare esercizio insieme, in silenzio. E' molto più di una ginnastica, dici che il flusso di questi movimenti potrebbe placare un pò quello dei miei pensieri? Sarebbe una buona cosa.

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    2. io ho praticato due anni e ho smesso solo per mancanza di tempo. l'esercizio porta ad una riflessione sull'equilibrio, ma è un equilibrio dinamico. porta anche a smontare gli automatismi del corpo e di conseguenza quelli della mente, perché per cercare quegli equilibri compi movimenti spesso contrari a quelli che ti verrebbero istintivi. la conseguenza che mi ha portato è uno sblocco della creatività. tutto il primo anno del mio blog è conseguenza del tai chi...
      diciamo che o lo ami o lo odi...spesso le scuole permettono una lezione di prova...
      ho anche approfondito con la mia insegnante il tai chi insegnato ai ragazzini, ma nella sua scuola sono giunti alla conclusione che è una pratica di meditazione in movimento più adatta agli adulti maturi, per la necessità di ripensarsi ed equilibrare l'energia (i ragazzini invece devono "sfogare")

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    3. Ma che bello! Io inizio ad informarmi subito, che magari a settembre rincomincio l'anno di fatica con uno spiraglio. Se mio marito e' riuscito a trovar pace con i duelli con le spade laser di Star Wars figurati con questa meraviglia. Ma grazie davvero del consiglio!

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    4. ahahahah se ti appassioni e diventi brava, puoi avere anche qui le spade. di legno!!! :D bacio!

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  6. in tante cose (e fatiche) mi ritrovo in questo post. nella difficoltà di mia figlia piccola di vivere diciamo con più slancio le novità, di accogliere anche un commento su di lei senza che se la prenda troppo. ci lavoro ma non trovo la via, è come se tutte le volte fossi ad un passo dalla meta e ritornassi sempre al principio. con lei è sempre stato così. e mi è sempre costato tutto fatica e strategie psicologiche e salite infinite. alle volte mi sfinisce questa lenta progressione, così leggerti, mi aiuta a capire che non sono sola e che forse uno spiraglio, seppur lieve, c'è.

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  7. E' vero, la condivisione aiuta, alle volte c'è troppo silenzio attorno a queste emozioni. Eppure stare sempre in mezzo ad una potenziale tempesta e' proprio dura, talvolta vorrei avere una stanza per urlare e sfogarmi. Per ora la stanza e' questa, aperta a chiunque abbia necessita' di un grido in santa pace!

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  8. Cara Marzia desidero solo dirti che apprezzo davvero ciò che stai facendo e la tua umiltà dalla quale dovremmo tutti imparare! Complimenti

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    1. Sei gentile, credo che tu di sana umiltà ne veda intorno ogni giorno. La mia e' più impazienza, voglia di arrivare a qualche traguardo fisso, non so se riesco a spiegarmi.

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  9. Mi aiuti a capire sempre più certi atteggiamenti di mio figlio, soprattutto quando parli dell'immobilità delle emozioni....oh marzia se non ci fossi bisognerebbe inventarti!

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    1. :-) parli con la mamma del giovane Mr. Spock, sui limiti emozionali inizierò a scrivere trattati!

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  10. Marzia cara, ci sarebbe da scrivere un poema epico su questo tema... La monella ha tra i suoi problemi anche questo di non accettare con facilità i cambiamenti. Anzi, adesso posso dire che non li accetta con faciltà, ma fino ad un anno, un anno e mezzo fa avrei detto "di non accettare affatto i cambiamenti". Quindi diciamo che un miglioramento c'è stato, per fortuna.
    Prima scappavamo da feste e compleanni o anche dai negozi troppo affollati o diversi da quelli soliti, lei non voleva restare in luoghi "estranei" e piangeva a dirotto strillando e disperandosi fino a che non entravamo in macchina per tornare a casa.
    Adesso tutto si è ridimensionato molto. Andiamo ovunque con una certa serenità, siamo stati anche al circo, al teatro (spettacolo dei burattini) o a matrimoni vari senza alcun problema. Ma comunque conserva la difficoltà a cambiare le cose "in corso d'opera" dico io. Cioè, se le ho detto che dobbiamo uscire e ci siamo avviate alla porta di ingresso e poi per caso le dico di aspettare un minuto perchè ad esempio devo fare prima una telefonata urgente...ecco che piange, non urla come un tempo, ma piange perchè oramai per lei stavamo uscendo e il cambiamento anche temporaneo la disorienta.
    Va beh, non mi dilungo oltre.
    Ti dico solo ancora una cosa e cioè che le tue parole finali del post sono le più dense di significato a partire da "E magari da domani proverò a cambiare anch’io, per essere più flessibile ecc.". Ripeterò a me stessa queste cose, ti ringrazio di averle messe per iscritto così da darmi modo di meditarci sopra e farle mie.
    Un abbraccio davvero pieno di comprensione...
    Maris

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  11. Le fughe sono la nostra specialità! Grazie per l'abbraccio, mi ci voleva.

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  12. Posso solo mandare un abbraccio, c'è un immenso lavoro incessante in te e da voi in generale, tanto impegno costa tante energie immagino, ma porta sicuramente risultati. Le emozioni sono così difficili da frnteggiare, specie per chi è molto sensibile, ma il tuo bambino è determinato vedo e tu anche.
    ciao

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    1. Oggi costa energie supplementari, il periodo non è felice per lui che deve fronteggiare gli altri e se stesso. Oggi mi sento senza strumenti, poi verranno fuori lo so, ma ora ...

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    2. mi spiace sinceramente,
      ma per come ti leggo anche se non ci conosciamo immagino ne troverai.
      é dura certi giorni (per tutti, ognuno coi suoi piccoli o grandi problemi. so che non ti comsolerà ma io per esempio oggi ho un'emicrania terribile che mi devasta in un giorno in cui vorrei invece essere felice e spensierata) ma poi passano e le situazioni evolvono spesso in meglio.
      mi comforta sempre questo pensiero, un abbraccio

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  13. Ti scopro solo ora e ringrazio la rete per questi piccoli regali che ogni tanto ci concede....di trovare persone che sanno esprimere le proprie emozioni e le proprie difficoltà con parole così belle e paragoni così calzanti.
    Essere mamma e' difficile, a volte molto più' difficile e delicato di quanto avremmo mai potuto immaginare. C'e' chi si dispera, chi prova ad ironizzarci su e chi si mette in questione ogni giorno crescendo e cambiando con le necessita'. Grazie per l'ottimo esempio che dai!

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    1. Grazie a te per esserti fermata. Esprimere le emozioni con le parole è una grande terapia, credo che tutte le mamme lo sappiano bene quando decidono di aprire un blog.

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    2. Condivido assolutamente! E' l'unica ragione per cui ho aperto un blog....sperando che la DPP sto giro non mi becchi come un cecchino :-)

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