lunedì 21 maggio 2012

Bambine e bambini maestri: #volontà di scegliere


Oggi vado a rilento come se la forza di gravità si fosse decuplicata sulla mia testa. Il fine settimana è stato tragico, pieno di paura, rabbia, tristezza. E questo lunedì è iniziato molto male anche nel nostro piccolo microcosmo.
Però la scorsa settimana ho deciso di aderire ad una iniziativa molto bella di Baby Talk, sul tema “bambine e bambini maestri”. E oggi vorrei inaugurare la mia partecipazione con un piccolissimo contributo.


Premessa. Io credo di aver imparato su di me, sui miei punti di forza e sui miei (moltissimi) punti deboli, più in questi 7 anni e mezzo di maternità che in tutti i 34 anni precedenti. Mio figlio ha scardinato ogni idea, ogni immagine, ogni sogno, ogni astrusa idealizzazione. Lui è stato lui, immediatamente.

Una delle lezioni più grandi che mi insegna ogni giorno è la sua fatica a seguire le regole sociali, quel “sentire” e “agire” comune al quale io mi sono sempre adeguata tranquillamente. Trovandomi benissimo, peraltro.
Venerdì ha portato a casa un quaderno speciale a cui hanno lavorato a scuola sia in prima che in seconda, tutto sulla storia dell’Italia. Per ogni concetto o avvenimento i bambini potevano esprimere i loro pensieri e la maestra li ha riportati sui fogli e li ha inseriti nel quaderno, accanto alle nozioni storiche. Mio figlio raramente partecipa, alzare la mano o la voce per esprimersi non è una cosa che ama fare a scuola. Ma arrivati alla domanda “Io mi sento libero quando … “ ecco che non riesce a trattenersi. Quindi campeggia sul quaderno la sua filosofia “quando nessuno mi comanda”.
Questo mi ha messo nella condizione di ripensarmi bambina, senza troppa voce in capitolo, con tante regole da rispettare, con tempi e luoghi non sempre adatti, con una volontà talvolta inespressa o inesprimibile. Non sarebbe facile tornare a sentirmi così, sebbene poi la vita quotidiana di qualsiasi adulto sia piena di cose da fare comunque, non per semplice volontà.
Lui non ama essere bambino, ma questo non posso cambiarlo.
Però posso cercare capire il suo disagio e cercare di mettermi di più “nelle sue scarpe”. Non è una cosa facile ma lui non si stanca mai di insegnarmelo!

Allora alla prossima settimana. E se qualcuno/a volesse condividere qualche lezione di vita "dal basso" ...


29 commenti:

  1. Mio figlio combinazione odia essere comandato salvo poi essere lui il primo a comandarci, soprattutto la sottoscritta...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo e' un must direi! Se fuori non riescono mai a tirar fuori le proprie preferenze allora dentro sfogheranno con eccessiva tracotanza. Questo e' l'aspetto su cui lavoriamo di più ...

      Elimina
  2. Ci viene insegnato dalla nascita: Bisogna obbedire alle leggi, bisogna sottostare alle regole. Ci si dimentica che è il principio quello che conta e va rispettatato poi mossi dalla logica edal ragionamento si obbedisce. Ce ne dimentichiamo spesso con i nostri figli.
    Tra la legge (o regole) e il principio ho sempre usato questa illustrazione: La legge ci impone di fermarci quando il semaforo è rosso, quindi obbediamo a questa giusta legge altrimenti potremmo causare notevoli danni. In un incrocio senza semafori o segnali che facciamo? Il principio entra in gioco ed è più alto della legge.
    La legge della natura ci impone di respirare per vivere e su questo non c'è un principio, benvenga l'obbedienza. Le regole o leggi dei genitori se impartite con e per amore molte volte sono vita per i figli. Ci sono bimbi che darebbe tutto quel poco che hanno per avere genitori che impartiscano loro regole, qualcuno almeno si interesserebbe del loro benessere.
    Un abbraccio cara Marzia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carla, hai ragione e in effetti non mi sono spiegata bene, oggi ho le emozioni caotiche. Le regole umane e civili non sono in discussione, prova a passare col rosso con lui! Noi lo chiamiamo 'il moralizzatore'. Io parlo di scelte possibili ma non condivise dalla maggioranza, come non partecipare a giochi popolari o non guardare la tv o non sopportare il chiasso (festoso certo, ma pur sempre gran rumore) dei bambini in mensa o non capire i litigi perché dai la mano a un compagno piuttosto che a un'altra ... Oppure - come stamattina - dover vagare come un'anima in pena in una palestra piena di grida durante prove sportive basate solo su giochi con la palla ... Alcune volte il fare 'perché tutti lo fanno' e' un macigno che un bambino o si accolla o ne viene schiacciato. Questa e' la sofferenza del mio pulcino e tutto sommato talvolta sarebbe evitabile.

      Elimina
    2. Su ciò che hai appena spiegato io non posso fare altro che condividere. Anzi voglio dirti di più, chi fa ciò che fai tu e come lo fai tu è una forza della natura.
      Ciao cara Marzia!

      Elimina
  3. E' difficile essere bambino quando sai quello che vuoi e non sei bravo ad accettare tutte le regole che ti impongono....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo si senta impotente e questo lo fa arrabbiare fuori misura ...

      Elimina
  4. Marzia carissima, io posso dire al volo che la maternità mi ha insegnto a non dare nulla, e dico proprio nulla, per scontato. In particolare parlando della mia primogentia, tutto ciò che lei ha conquistato finora se l'è sudato e io e il suo papà insieme a lei. Permettimi di dire "soprattutto io", anche già solo per via del tempo materiale trascorso con lei molto più lungo di quello del suo papà, che sta fuori buona parte del giorno per il lavoro.
    Anche nel caso della mia monella, mettermi nelle sue sarpe non è sempre facile...ma ci provo, come certamente fai tu.

    Un bacione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ed e' così, sudano ogni passo avanti ... alle volte vorrei che qualcosa scorresse più facile, che non dovesse vedere battaglie ad ogni angolo. E' dura per me ma molto di più per lui.

      Elimina
  5. la maternità mi ha completamente cambiata. sono maturata e mi sono conosciuta nel profondo come forse non avrei potuto fare. perché educare vuol dire spesso ripartire da noi, dalla nostra esperienza, dal nostro io inespresso, dall'infanzia nostra.
    anche la mia grande fa fatica a raccontarsi, a mostrare le proprie emozioni, impressioni, ma lei vive quel momento all'inizio dell'adolescenza in cui non ci si conosce ancora e forse un po' di insicurezza non aiuta.
    è proprio vero che dobbiamo prenderli per mano, aiutarli, donare a loro tutta la sicurezza e farsi da parte perché loro hanno un carattere, una indole che potrebbe essere lontanissima dal nostro modo di essere...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravissima, io vorrei aiutarlo ad amarsi di più e a sentirsi sicuro delle cose che decide per se stesso. E' che spesso faccio fatica a vedere le cose dal suo punto di vista e allora sto male, diventando un sostegno instabile.

      Elimina
  6. L'espressione del tuo bimbo -che doveva avere pochi mesi, in quella foto: la dice lunga sulla sua maturità.
    Un bacio e buona settimana, che prosegua meglio di com'è iniziata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lui ti guarda sempre con la stessa intensità ... per questo vacillo spesso! Buona settimana anche a voi.

      Elimina
  7. Ciao Marzia, grazie di aver partecipato e di questa tua preziosa testimonianza... hai ragione, i bambini 'de-naturalizzano' ci fanno vedere come nuove le cose che davamo per scontate. Immagino che potrebbe essere una bella esperienza se tutti intorno potessero fare una giornata nelle 'sue scarpe', per tornarne un po' più ricchi e magari trovare un compromesso tra l'isolamente e l'omologazione. Virtualmente, grazie al tuo blog, ci provo anch'io :) Jessica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te, le parole a me piacciono molto e da te imparo molto sul linguaggio dei bambini, riuscire a trovare il modo più adatto per comunicare è davvero importante.

      Elimina
  8. sai credo che a nessuno piaccia "farsi comandare", il fatto è che il comando è tale quando è inserito in un rapporto di potere ed è il rapporto di potere che schiaccia e genera (per fortuna) ribellione.
    Una mia insegnante diceva: dovete immagginare il cordone che lega voi agli altri, chi lo sta tirando?
    Per alcune persone la vita è tutta una questione di tiraggi, ed è ovvio che se sei una persona sensibile questa roba qua ti manda in bestia.
    Con wildberry, sprattutto, che è un tipo a modo suo molto ribelle io lavoro tanto su questo, sul mollare la corda uscire dalla dinamica, smettere di sentirsi tirato.
    Scegliere
    Bellissimo spunto di riflessione
    grazie
    a presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'immagine del cordone è potente, mi piace molto. I tiraggi non sono il forte di mio figlio, o molla troppo o strattona. Un altro fronte di lavoro mi attende, bello!

      Elimina
  9. Io non so proprio cosa dirti, perche' e' cosi' difficile dare opinioni, consigli non se ne parla.
    Sono mamma di due bimbi maschi, diversissimi tra loro,e la difficolta' sta nello scegliere ogni giorno il giusto atteggiamento, le giuste parole da usare con uno o con l'altro...devo mettermi nelle loro diverse scarpe ogni giorno e tra due mesi, in quelle del terzo(maschio again).
    E' una sfida stupenda, difficile e vitale...tante volte mi rivedo io a 3-4 5 anni, e' come se mi portassero nel passato con una speciale macchina del tempo...un grande abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io ogni tanto provo a rivedermi bambina, il problema è che ero l'opposto di mio figlio. Questo mi crea una duplicità di emozioni che devo razionalizzare per poter essere utile a lui e dimenticare ciò che vorrei io, se fossi lui. Che pasticcio, non oso immaginare per te che devi moltiplicare il tutto per tre (quasi).

      Elimina
  10. I miei bambini mi stanno insegnando il valore della lentezza. Mi costringono a rispettare i loro ritmi, i loro tempi. Ad apprezzare di più lo scandire del tempo perchè per loro non esiste il concetto di ritardo, di fretta: esiste il loro modo di porsi di fronte a quello che avviene con la loro disarmante semplicità.
    ... i mie figli sono una specie di aggiornamento umano continuo... e ammetto che a volte non me ne dispiace... altre ... mi taccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bella la lentezza, io con Ale ho dovuto imparare a correre invece, in ogni senso sia letterale che non. Lui corre con piedi e pensieri, solo che con i piedi non cade ma con i pensieri sbatte spesso contro muri pesanti. Purtroppo talvolta io sono uno dei muri, devo riuscire a "tacermi" di più come fai tu!

      Elimina
  11. Non ho letto tutti i commenti per mancanza di tempo, scusa quindi se dico cose già dette :)
    Io ero così, mai sopportato il fatto di fare delle cose perchè le fanno tutti o essere obbligata a farne delle altre, mai sopportato nemmeno io chi comanda, mio marito e i miei figli sono tale e quale a me.
    Imporre delle regole di vita e cercare di farle capire ai bambini non è facile.
    Però ricordo una cosa dell'insegnamento dei miei genitori che mi è tornato utile nella vita, se io dicevo questo bambino lo fa perchè non posso farlo anch'io? e loro mi dicevano "tu sei tu e gli altri sono altri" questo mi ha insegnato a ragionare con la mia testa, a essere un individuo fuori dal gruppo, nonostante avessi anch'io le mie amicizie però sempre "particolari" speciali, non ero e non sono mai stata una voce dentro al coro, ma sempre e solo fuori dal coro! Capisco tuo figlio quando si sente così. Per me è la stessa cosa ancora oggi, adeguarmi alle regole del gruppo mi infastidisce non vedo perchè devo essere uguale agli altri e pensare nello stesso modo!
    Per un bambino credo che sia abbastanza rompiscatole sta roba :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vorrei avere un pò della tua esperienza, forse riuscirei a far meno errori e ad arrivare meglio a capire cosa sente mio figlio ... stare fuori dal coro non dev'essere facile, specialmente da piccoli. Grazie per i tuoi racconti!

      Elimina
    2. oh io faccio un sacco di errori, a volte sono un vero disastro in certe cose, soprattutto con lui che è preciso a me :( ma cerco sempre di mettermi nei suoi panni, parto sempre dal presupposto che sia una persona come me con pari diritti, non una bambola o un soldatino che deve per forza obbedire alle leggi (odio la parola obbedire!!). Anche se il fatto che io abbia spesso la testa fra le nuvole non mi aiuta coi figli, anche se in genere mi aiuta a col resto del mondo, nel senso che seguo le mie regole e il mio modo di pensare e avere la testa fra le nuvole aiuta a non sentire ciò che dice il gruppo (non so se mi sono spiegata bene).

      Elimina
  12. La lezione dal basso di mio figlio è stata quella di rispettare le sue scelte e preferenze.
    Ad esempio quando vengo contattata per organizzare un incontro tra amichetti, rispondo sempre che prima devo chiedere a lui se vuole. E spesso l'interlocutore rimane stupito! Ma secondo me i bimbi non sono nè bambolotti né pacchi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo anch'io. A me piace l'idea di avere un confronto con mio figlio e che lui non sia una mia estenzione. Ci sono scelte che devono fare gli adulti ma molte possono davvero farle da soli, bambini e non pupazzi appunto.

      Elimina
  13. Anche per me la maternità ha significato un cambiamento radicale e una nuova conoscenza di me stessa, che a tratti mi ha sconvolta.
    Bambini maestri nel farci vedere il mondo con i loro occhi e ricominciare a crescere. ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dovresti partecipare a questa iniziativa, tu sei proprio brava ad ascoltare quanto i bambini hanno da insegnare ...

      Elimina

Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...