mercoledì 4 aprile 2012

Pazzo

Stanotte ero sveglia, i pensieri e la tosse a tenermi in un torpore fastidioso e infinito.
Stralci di vita, pezzi di conversazioni, sensazioni e sentimenti, tutti pressati e confusi.
Poi mi sono soffermata su una parola, una sola ma forte. Assordante.
Pazzo. 
Per chi come me (e mio marito) ha vissuto tutta la vita a due passi dal più grande e famoso manicomio d'Italia, la pazzia non suona estranea. Ci addentriamo oggi in quel luogo immenso trasformato in parco stupendoci talvolta di cosa fosse, una città parallela e indipendente che si è autogestita per almeno 120 anni. C'erano i dormitori certo, le celle, ma anche la centrale elettrica, i laboratori artigiani, la lavanderia, la cappella ... Ora troviamo scuole, edifici comunali, l'ASL, i vigili, un teatro di danza e tantissimo altro.
Tra il 1978 e 1979 la legge 180 decide di far piazza pulita di quei posti assurdi ma non crea i presupposti, vengono abbattute le mura del manicomio e si riversano in strada centinaia di persone segregate fino al giorno prima, incapaci - è ovvio - di lasciarsi tutto alle spalle.
Io ero bambina, non così tanto da non ricordare. Le strade erano teatro di incidenti e di strambi incontri, per anni la convivenza è stata difficile e la pazzia - tale o presunta - era lì, nei gesti, nelle urla, nei vestiti gettati, nelle richieste di aiuto silenziose.
Ero una bambina ma ho capito che c'era qualcosa di cui si preferiva non parlare. Noi "normali", almeno.
Quando Cristicchi è venuto a visitare i luoghi, dopo il successo della sua canzone a Sanremo, tanti lo hanno ringraziato, anche ex medici che lì dentro avevano trascorso probabilmente i peggiori anni della loro carriera. Il silenzio e le parole.

Ieri la parola è tornata, buttata lì quasi a caso, nella conversazione concitata che seguiva una serie di serate pesanti. Un buon pomeriggio terminato malissimo, l'incapacità di vivere il momento e la rabbia - sempre quella - che sfoga la frustrazione di lasciare un momento felice, l'incapacità di apprezzare i ricordi. Perchè dopo aver giocato serenamente due ore a casa dell'amichetto preferito, non accetti che tuo figlio possa prenderti letteralmente a botte per il fatto di essere riaccompagnato a casa.
"Ti comporti come un pazzo!" gli ha urlato esasperato il padre.

E la parola mi è rimasta lì a girovagare, perchè pesante, eccessiva, istintiva e dannatamente vera. Io me lo ricordo.
 Allora ho cercato, giusto appena appena, e ho trovato alcune cose interessanti, a partire dall'etimologia:
"incerta; assai probabilmente dal greco: [pathos] sofferenza; oppure dalla radice latina [pact-] da cui [pattume]"

E ancora:
"Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini." (Alda Merini, L'altra verità. Diario di una diversa)
"Voler essere come tutti gli altri e temere di essere sé stessi è il primo passo verso la follia." (Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza)
"Pazzo: razionalista in anticipo per i suoi tempi." (Georges Elgozy, Lo spirito delle parole o l'Antidizionario)

Ho scelto queste tre frasi perchè mi dicono qualcosa, un sussurro, qualcosa da tenere lì per le prossime notti insonni. Perchè le riflessioni nascono così, partono da un suono e arrivano così lontano da ritrovarti stranito in un luogo in cui ricordi di essere già stato ma con altri bagagli. Quelli di oggi pesano, ma ne lascio parecchi per strada, come pollicino, solo che a me non servono per ritrovare casa ma per non ripercorrere le vie usurate.
La mia pazzia di oggi è prendere parole pesanti e colorarle di giallo, di rosso, di verde. Tutto l’arcobaleno a fronteggiare quei corridoi bianchi e grigi della memoria e del dolore, a cacciare la rabbia dell’incomprensione.
Oggi coloro, svuoto armadi, faccio spazio per domani e per la brezza di primavera.
Mi sento meglio.
La pazzia è oltre il muro.

34 commenti:

  1. Difficile commentare, dovrei tornare. Così di getto, come tutto quello che scrivi, mi è entrato dentro.
    La prima cosa che ho pensato è che è fortunato ad averti.

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    1. Anche sulla parola fortuna dovrei scrivere qualcosa, mi piace l'idea che faccia parte della nostra stramba storia. Lo faro' presto, grazie.

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  2. C'è tanta fatica in queste parole ma anche tanta speranza, impegno, azioni, voglia di felicità.
    Vi auguro di essere avvolti dai colori che rendono lieve anche ciò che e pesante e grigio come il piombo e rendono memo faticoso il percorso quotidiano.
    Un abbraccio

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    1. Hai ragione, servono colori e allegria. A forza di fare e dire mi auguro che resti tutto il buono possibile.

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  3. questo bellissimo post sarebbe una meravigliosa introduzione all'opera omnia di janet frame.
    se non hai mai letto nulla ti consiglio la trilogia autobiografica o, per le vie spicce, il film "un angelo alla mia tavola" della campion (che è il film sulla trilogia di cui sopra).

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    1. Ricordo vagamente il film ma in effetti non ho letto nulla della Frame, grazie del consiglio, magari pero' aspetto l'estate e la testa più leggera!

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    2. sì, la testa più leggera ci vuole, anche se non troppo!

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  4. Tu scrivi cose terribili in modo meraviglioso. Vorrei abbracciarti, comprenderti in senso etimologico, alleggerire la densità delle tue giornate. E abbracciare anche il piccolo furioso.

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    1. Hai detto parole bellissime, sono già un abbraccio. Il "piccolo furioso" e' qui che si rigira nel sonno, lo guardo e penso che non riesca mai a fermarsi veramente, se potessi guardare nei suoi sogni ...

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  5. La pazzia a volte è un rifugio, un modo di difendersi dalla disintegrazione totale. Vivere in un mondo non condiviso con gli altri significa non potere essere toccati dal dolore e dalla cattiveria degli altri, ma nemmeno dall'amore; però per chi ha sperimentato un amore divorante e terribile, questa è l'unica difesa possibile.
    Per questo non c'è niente di più umanamente appagante e gratificante che riuscire piano piano a far sentire a un pazzo che gli vuoi davvero bene e che di te si può fidare. Perchè, nonostante tutto, sotto sotto, anche i pazzi hanno conservato la capacità di amare e di sentire l'amore degli altri. Ma non è per niente facile raggiungerli là dove si nascondono per proteggersi: ci vuole solo e davvero tanto e tanto amore.

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    1. La pena e' quella di non capire da cosa sente di doversi difendere un bambino desiderato e amato. Ma non smetterò mai di andargli incontro con tutto l'amore che ho.

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  6. La pazzia a volte è un rifugio, un modo di difendersi dalla disintegrazione totale. Vivere in un mondo non condiviso con gli altri significa non potere essere toccati dal dolore e dalla cattiveria degli altri, ma nemmeno dall'amore; però per chi ha sperimentato un amore divorante e terribile, questa è l'unica difesa possibile.
    Per questo non c'è niente di più umanamente appagante e gratificante che riuscire piano piano a far sentire a un pazzo che gli vuoi davvero bene e che di te si può fidare. Perchè, nonostante tutto, sotto sotto, anche i pazzi hanno conservato la capacità di amare e di sentire l'amore degli altri. Ma non è per niente facile raggiungerli là dove si nascondono per proteggersi: ci vuole solo e davvero tanto e tanto amore.

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  7. Senza pelle, questo appare leggendovi, anche se ovviamente non vivendo con voi e' solo una considerazione superficiale. Un ragazzino sensibile che vive tutto senza riuscire a dosare ma immergendosi nella vita con tutto se stesso. Grazie a te ce la fara', perche' tu hai pazienza, metodo e lo sostieni sempre. E anche tu ce la farai, perche' la tua soddisfazione e il tuo risultato e' vedere ogni suo piccolo progresso! Non deve essere facile, pero'....chi puo' dire di non essere pazzo scagli la prima pietra. Monica

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    1. Senza pelle ... non ci avevo mai pensato ma ha un senso, non ha filtri che medino tra lui e il mondo quindi spesso invece che incontrare lui si scontra col mondo. Grazie per la riflessione, ci tornerò sopra.

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  8. Credo che tu sia una donna e una mamma meravigliosa...ti leggo così sensibile, così attenta, così piena di comprensione.
    Davvero tuo figlio è un bambino fortunato

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  9. Diciamo che ci provo ma un conto e' riflettere a mente ferma e in solitudine e un altro e' reagire correttamente nei momenti duri. Con gli anni va meglio ma devo imparare a far scivolare un po' più, mio marito me lo dice sempre.

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  10. "Perchè quando lui esplode io finisco per sentirmi attaccata personalmente e quando ci si sente in pericolo per la reazione fisiologica umana non fa differenza se davanti c’è uno sconosciuto o tuo figlio. Lui attacca e tu ti difendi".

    Io credo che in questa tua frase ci sia l'essenza dei tuoi problemi con tuo figlio. Credo che lui continuerà ad esplodere ciclicamente fino a quando tu non la smetterai di sentirti minacciata nella tua capacità di essere una brava madre e, semplicemente, LO ACCOGLIERAI ANCHE QUANDO ESPLODE O DOPO CHE E' ESPLOSO.
    Perchè tuo figlio, secondo me, è solo questo che desidera con tutto sè stesso, che tu sia forte, che tu sia in grado di accogliere, senza avere paura, le sue esplosioni. Le esplosioni gli servono per misurare la tua accoglienza per lui.

    Io al giardinetto gli avrei detto: "sì, è vero, non si va coi pattini con lo scivolo; sì è vero, le mamme guardano poco i loro figli; sì, è vero, certi bambini urlano molto. Cosa facciamo, vuoi stare qui o andare da un'altra parte?" Gli avrei fatto sentire che davo valore ai suoi stati d'animo e magari qualcuno lo condividevo pure. Perchè non devi avere paura di ciò che gli piace, di ciò che sceglie come cosa migliore per sè. Perchè quello è lui, perchè è la sua verità, e se tu non gli dai valore, non lo accetti. E lui si incazza PERCHE' SI SENTE LASCIATO SOLO DA TE (e poi ti viene a cercare perchè HA BISOGNO DI TE, sente che tu stai male e SI PREOCCUPA PER TE).

    Leggi meno libri, partecipa a meno corsi, e ascolta di più tuo figlio e stagli vicino SEMPRE col cuore, stai sempre dalla sua parte, e anche quando lo devi arginare o sgridare, fallo con amore, fagli sentire che sei dalla sua parte anche in quei momenti o subito dopo, fagli sentire che non sei CONTRO di lui. Vedrai che tuo figlio pian piano non avrà più bisogno di esplodere.

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    1. Ovviamente sono tutte considerazioni condivisibili e sensate ma è pur sempre teoria. Come quella dei libri o dei corsi o dei consulti psicologici. Sono un essere umano e soffro, e pure sbaglio, non ho intenzione di negarlo. Ma non certo nel non dare valore ai sentimenti di mio figlio o peggio a negarli. Vivendo con un bambino avverso alle transizioni ho imparato a lasciargli sempre vie di fuga, a spiegargli in anticipo cosa accadrà, a dirgli che andrà bene in ogni caso. Ma le sue esplosioni nascono da competenze non sviluppate, forse a causa mia o forse no, quelle di non saper gestire le frustrazioni e i cambiamenti. Non esplode sempre e non solo per vedere cosa farò io, altrimenti non lo farebbe ad esempio con la nonna, che lo accudisce fin da piccolo e che è la persona più amorevole e accettante che io conosca. Lui esplode quando i suoi percorsi interni non coincidono con l'esterno, quando la sua volontà è contrastata da quella di un altro, quando le competenze sociali devono essere dimostrate, quando il suo non essere adulto lo limita. Ripeto, faccio tanti errori, ma non lascio mio figlio da solo con i suoi demoni, ogni giorno c'è almeno un'occasione per dirgli che a me interessa quello che pensa e che dice, che posso non essere d'accordo ma che non è sbagliato provare una certa emozione. Spesso mi sono sentita dire che lì sta il problema, che devo "staccarmi" da lui, che devo lasciarlo gestire da solo le sue frustrazioni.
      Ma in tutto questo non posso neppure dimenticare che il mio ruolo di genitore sta anche nel preparare mio figlio alla vita sociale, esistono regole e modalità che avrebbe dovuto apprendere in modo spontaneo, come accade alla maggior parte dei bambini, ma non ha ancora fatto. Non gli assegno una "colpa" e ho smesso pure di assegnarla a me, ma una modalità di gestire i sentimenti in modo adeguato dobbiamo trovarla. Perchè è giusto che ognuno di noi abbia la propria verità e che questa venga accettata da chi ci ama, ma il percepire ciò che sta "fuori" come tutto brutto e sbagliato per sè non aiuta molto un bambino di 7 anni ad iniziare una vita serena. Perchè è in questo mondo reale che lui deve stare tutto il giorno, senza teorie e senza bugie, e io desidero che lui veda anche il bello e il buono.
      Mi spiace aver dato l'impressione di essere "contro" mio figlio, ma questo è anche uno spazio che mi serve da valvola di sfogo, non può rappresentare la mia quotidianità al 100%. In ogni caso ogni riflessione è ben accetta e avrà i suoi effetti positivi. Grazie.

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    2. Ti ho scritto di getto quello che ho scritto perchè provo un sentimento di affetto per te e tuo figlio, sono un vostro fan e spero di cuore che le cose andranno sempre meglio. Non ho dubbi sul fatto che ce la hai sempre messa tutta. Un abbraccio. Giorgio

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    3. E continua a farlo tutte le volte che ti verrà voglia! Io apprezzo le persone sincere, senza confronto non si va da nessuna parte. Come dico sempre a mio figlio "se non ti volessi bene non userei tutto questo tempo per discutere con te". A presto.

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  11. Per caso ho scoperto il tuo blog, Marzia, credo ti ricorderai di me, la tua ex collega casinista Cinzia, però ci siamo anche tanto divertite!
    Sei proprio brava, scrivi benissimo ma questo lo sapevo già, quello che non sapevo è tutto il resto, sono certa che Alex non avrebbe potuto trovare genitori migliori, per questo è speciale.
    Un abbraccio, Cinzia.

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    1. Ciao Cinzia! Quanto tempo e un bambino a testa, giusto? Vedo che anche tu hai iniziato una bella esperienza nel mondo blog, certamente più impegnativa della mia. Appena ho un po' di calma vengo a leggere. Grazie per esserti fermata.

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  12. credo veramente che il bello della rete è sedersi e leggere queste parole così cariche di significato senza aspettarselo. ora io sto qua e credo che lo rileggerò per metabolizzare meglio.
    sei una di quelle persone che mi piacerebbe conoscere dal vivo :)

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    1. Le parole talvolta prendono forme difficili oppure facili, come le tue cosi' accoglienti. Anche a me piacerebbe incontrare molte delle persone che ho conosciuto in rete, perché tutto non si può scrivere e un bel sorriso e' insostituibile.

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  13. Sono passata per augurarti Buona Pace, ciao.

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  14. Grazie, qui gli auguri di pace sono sempre benvenuti e direi che oggi stanno anche funzionando. Io sto facendo pochi auguri, son giorni fatti di attimi e non di programmazione ma mi rifarò. Un abbraccio ai tuoi cioccolatini!

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  15. * Grazie per essere passata da me ed avermi così dato l'opportunità di conoscere questo tuo bellissimo blog che passerò a leggermi con calma.
    * Grazie infinite ad Ale per aver continuato la mia favola una PASQUA piena di... dolci sorprese... digli da parte mia che Piopio ha gradito moltissimo ^____^
    Auguroni a tutti per una gioiosa e serena Pasqua
    nonnAnna

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    1. Grazie a te per essere passata! Ale è stato molto orgoglioso della tua risposta "da parte di Piopio" ... non gli piace molto scrivere i pensierini a scuola ma ai libri e alle storie non può proprio resistere.

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  16. ciao Marzia,
    ancora una volta arrivo tardi ma arrivo.
    Da ciò che scrivi (e anche da quello che non scrivi)la tua fatica mi arriva tutta. E anche la sofferenza.
    Vorrei dirti che da quanto ho avuto modo di osservare io la maggior parte dei bambini di sette anni fa spesso i capricci e qualcuno "sbatte" pure, vorrei dirti che le parole che a volte scappano dette agli adulti sono solo espressione di stanchezza, frustrazione, rabbia e non delle diagnosi.
    Vorrei dirti che se non hai fiducia tu nel tuo bambino e in te stessa come madre, chi altri mai potrebbe averne. Vorrei dirti di smetterla di aver paura di aver fatto, fare, poter fare danni perchè è la paura il danno maggiore con i figli.
    Vorrei dirlo e te l'ho detto e so anche che tu già lo sai.
    Così che te lo dico a fare....

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    1. Ma meglio dire che non dire! So bene che le parole segnano un momento, però segnano e mi piace ricordarmelo. Cambiando parole spesso cambia anche la realtà, per questo mi sforzo. E continuo ad avere fiducia, in me e in lui.

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  17. Ciao Marzia! Ho scoperto il tuo blog leggendo un tuo commento da Claudia & Topastro. Ho girovagato un pò qua e là nel tuo blog per conoscerti un tantino e capire anche meglio la situazione difficile che vivi con il tuo bambino.
    Sai, io posso capirti perchè la mia monella di 4 anni e 7 mesi ha un disturbo pervasivo dello sviluppo, che è un disturbo dello spettro autistico. Sta uscendo adesso (da un paio di mesi o poco più) da un mutismo che sembrava impossibile da "scalfire" e sta facendo progressi in campo relazionale, ma i problemi ci sono ancora e sono penosi per molti versi (ha ancora il pannolino, difficoltà estrema ad accettare i cambiamenti, stereotipie ridotte ma ancora presenti...) e vanno affrontati man mano, cercando di appianarli nella misura in cui sarà possibile.
    Ho anche un secondo bimbo di 15 mesi e mezzo e non è semplice gestire entrambi, anche con i via vai per le terapie che la monella deve fare, ma faccio del mio meglio.
    Tornerò senza dubbio a trovarti e ti seguirò, perchè credo che leggere le storie degli altri, confrontarsi (specie se si hanno problemi in qualche modo simili) non può che fare bene.
    Intanto ti saluto e ti abbraccio,
    Maris

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  18. Ciao Maris, grazie per essere passata! Sono andata a leggere un pò tra le tue storie e sei una persona davvero forte e piena di pensieri meravigliosamente scritti. Hai tanti pesi nell'anima ma c'è sempre una base di serenità nelle tue parole. Anch'io inizierò a seguire le vostre avventure, che di esempi positivi non ce ne sono mai abbastanza. A presto!

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  19. Ciao Marzia, questa parola fa parte anche della mia vita e non sono riuscita a colorarla, lo ammetto. Da vicina la pazzia è incontenibile, sfugge anche all'amore, può renderlo inutile. Forse per questo, tutto quello che ci risulta difficile lo 'rinchiudiamo' lì, in quel nome che quindi arriva ad essere positivo, come la ribellione dei tuoi colori alla paura che ci fa ciò che ci sfugge... Un messaggio che accolgo e con cui provo a lavorare... Un abbraccio a tutti e tre, Jessica

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    1. I colori arrivano e poi sbiadiscono, è proprio che ci sono troppe cose che ancora mi sfuggono. E' un dolore senza nome, per questo mi fa più paura, come dici tu. Un abbraccio anche a te.

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