martedì 24 aprile 2012

Anniversario di vita

Oggi è una giornata particolare, ogni anno mi tornano gli stessi pensieri e questa volta provo a scriverli. Il 24 Aprile per la mia famiglia rappresenta un doppio anniversario. Sei anni fa mia madre veniva ricoverata per un tumore al cervello. Diciotto anni fa mio padre usciva dall'ospedale - dopo quasi due mesi - dopo l'invasiva asportazione di un carcinoma alle corde vocali.   
Siamo fortunati
Questa è la prima cosa che mi viene in mente. Assurdo, forse. La fortuna sarebbe stata non veder mai scritto nero su bianco quelle sentenze, non entrarci mai in quegli stanzoni bianchi, non passare giornate infinite in mezzo al dolore di uno spalmato su tanti.
Ma i miei genitori sono vivi, stanno ragionevolmente bene, hanno visto nascere mio figlio, hanno pensieri e progetti. Per molti di quelli che con loro hanno percorso un pezzo di viaggio non è andata così. Per questo ringrazio, e ancora ringrazio.
Ricordi
Ho davvero tanti ricordi.
Alcuni teribili. Una sera un "compagno" di stanza di mio padre ha deciso di non poterne più di sofferenza e incertezza. E' entrato in bagno e non ne è mai uscito. Vedo ancora quelle pantofole azzurre lasciate sotto la finestra da cui si era lanciato nel vuoto e ancora mi chiedo perchè, in quell'ultimo gesto, avesse deciso di lasciarle lì, macabro addio alla sorella entrata per prima a cercarlo.
Alcuni piacevoli, mia madre si è ritrovata nella stessa stanza con una mia ex-collega, odiata da tutti per il suo carattere terribile. Gli anni l'avevano trasformata in una donna diversa, aveva un compagno amorevole e persino dei nipotini acquisiti che adorava. E' stato bello vedere come una vita piena di astio si fosse traformata in una vita piena di amore. Ogni tanto con la mia mamma si sentono ancora.
Priorità
Avevo 23 anni quando mio padre si è ammalato. Volevo partire con l'Erasmus e vedere un pò il mondo fuori dalla mia città. Avevo ottimi voti e una borsa di studio. Avevo un fidanzato. Andava bene.
Poi le priorità sono cambiate, sono diventata grande in fretta. Non mi è piaciuto molto, lì per lì. Una delle cose di cui sono più orgogliosa nella mia vita è stato sostenere un esame il giorno dopo l'intervento di mio papà. Sapevo che lui ci teneva che io non scombinassi la mia vita, che io mantenessi gli obiettivi. Avevo il cuore spezzato ma ne uscii con un 30. Vedere il suo sorriso tra bende e tubi è stato meraviglioso, non potevo togliergli il suo enorme dolore ma mi bastava avergli dato un pensiero buono per un minuto. Era la sola cosa che potessi fare.
Non sono mai più stata la stessa persona, ci sono pieghe che non si stirano. Talvolta mi spiace ma come essere umano mi piaccio più così.
Forza
Mio padre è il mio eroe. Lui è forte. Sempre. Fatalista quanto basta. Un sostegno per tutti e per tutto. Lui ama la vita in modo esplosivo.
Mia madre è l'opposto, da sempre. Il nostro rapporto è stato difficile, ben prima di qualsiasi malattia. Questa non ha migliorato il suo carattere e neppure le ha reso meno ostile la vita. Lei ha paura di vivere. Io ho deposto le armi da tempo ma la sofferenza dell'incomprensione talvolta torna. Allora io ho scelto di essere forte, come il mio papà e questo è un regalo che mi tengo stretto e provo a passare anche a lei, goccia a goccia.
Auguri
Questi sono per tutti quelli che si trovano a vivere la malattia, quella che da un giorno all'altro spazza via tutto il resto. Perchè le sentenze talvolta ti sorprendono e le carte del destino sono sempre complicate. Non ci sono certezze e non ci sono strade facili. Solo un piede dopo l'altro con tutta la volontà che si riesce a trovare.

30 commenti:

  1. Mamma mia Marzia, non hai avuto una vita facile. Siamo il risultato delle nostre esperienze, tu hai forza e sensibilità da vendere.
    Anche per quello che hai visto e vissuto.
    Quel compagno di stanza di tuo padre mi lascia una gran malinconia: ci si toglie le ciabatte prima di andare a dormire.

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    1. Purtroppo quando affronti certi momenti senza una tua famiglia accanto e' più difficile, quell'uomo temeva di pesare troppo sulla sorella e ha deciso di liberare se stesso e lei. Ma in verità non ci e' riuscito, se ci penso ancora io chissà quella povera donna. Talvolta l'amore produce effetti terribili.

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  2. Queste esperienze di vita ti hanno formato come persona, e forse ti hanno reso più forte per quello che ti aspettava. Chissà se guardandoci indietro riusciremo a vedere questo filo rosso.
    Un abbraccio.

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    1. Confesso che talvolta mi capitano giornate di lagnosa lamentazione, tra genitori e figlio. Poi riprendo il filo rosso che descrivi tu e la strada si fa più agevole.

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  3. tre anni fa ad una persona a me cara hanno diagnosticato un tumore al cervello e dopo un anno di sofferenze ci ha lasciato.
    Come dici tu, ci sono pieghe che non si stirano.
    Chi ha vissuto accanto ad un malato non rimane lo stesso, anche se come nel tuo caso è stato graziato dalla falce crudele!
    Un abbraccio
    Monica

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    1. Per questo metto al primo posto la parola fortuna, le lacrime non sono state vane. Accade troppo spesso il contrario, come per voi. Un abbraccio.

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  4. Ho letto tutto di un fiato questo intenso post, Marzia.
    Oh si, siete fortunati davvero! Io non ho più i miei genitori, che sono andati via uno dopo l'altro a distanza di soli 17 mesi. Non avevano tumori, ma malattie comunque serie e debilitanti,specie a livello neurologico.
    Hai fatto bene a mettere per iscritto i tuoi pensieri, ricordi, priorità, auguri....tutto ciò che hai in cuore.
    Sei una donna forte e sensibile, una bella persona.
    Io ti auguro di avere dalla vita possibilità nuove di gioia e serenità, magari anche dove non te le aspetti.
    Ti abbraccio.

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    1. Maris, posso solo lontanamente immaginare il tuo vissuto, il tuo coraggio. Ho letto le parole della tua mamma e credo tu abbia ereditato tantissimo cuore. I ricordi possono fare male ma anche tanto bene, vero?

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  5. E come si commenta un post così? Con gratitudine per la condivisione e immensa ammirazione per le palle e la chiarezza, nella vita e nei pensieri. Fortunato è tuo figlio, che una mamma meglio equipaggiata per maneggiare la sua infanzia non poteva trovarla da nessuna parte.

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  6. Equipaggiata, e' una bella parola e mi piace! Spero di esserlo, almeno per la maggior parte del tempo. Grazie Why!

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  7. Bellissimo post e il titolo è geniale nella sua semplicità, un inno alla vita. Mi piaci sempre di più!

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    1. Il titolo mi e' venuto prima di tutto il resto, non volevo iniziare con un pensiero negativo. In fondo e' una buona data.

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    2. Hai ragione a sottolineare la fortuna, al di là del dolore e della sofferenza.
      Ho anche io pieghe che non si stirano e non ho mai trovato definizione più bella.
      Mi sento fortunata anche se ho vissuto alcune delle cose che racconti e anche se il mio finale è diverso.

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    3. Allora un abbraccio a te e alle tue pieghe Barbara. So di descrivere sentimenti purtroppo molto comuni, e' che sono stata arrabbiata per tanto tempo e oggi avevo finalmente voglia di dire grazie.

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  8. cara Marzia,
    ora capisco meglio il tuo commento al mio post
    ti mando una carezza
    e un abbraccio

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    1. Mi prendo volentieri l'abbraccio, chiudo in un bel modo una buona giornata, dopo tutto. Grazie.

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  9. Cara Marzia, non hai idea di come le tue calde parole abbiano toccato il mio cuore. Mio papà non ce l' ha fatta e ci ha lasciati a 51 anni. SOno passati due anni ma la ferita non si sana e credo non lo farà mai. Quelle sentenze scritte nero su bianco cambiano la vita per sempre. Vorrei non avesse dovuto soffrire, vorrei tante cose che purtroppo non sono state... grazie per averne parlato! Ti abbraccio. Ti aspetto da me.

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  10. Cara Diana, mi dispiace molto per la vostra storia e per un finale che non si vorrebbe mai dover vivere. Dalle tue parole si sente tanto amore e non e' una cosa scontata.

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    1. Ti ringrazio per aver percepito cosa provo, so che per chi ha vissuto questi terrori, anche se finiti in modo diverso, nulla è scontato. Ti abbraccio e grazie per essere passata da me.

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  11. Rileggo il tuo post e lo rileggo. A volte piangere e ricordare fa bene.
    Hai scelto di essere forte e le gocce arrivano fino a qui.

    Buon anniversario, vi auguro di festeggiarne altri 100.

    Baci

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    1. Grazie Owl, mi fa bene questo anniversario un po' strano, mi tiene con la mente sulle cose importanti.

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  12. ...le storie di guarigione e di rinascita...
    ...le storie di perdite e morte...
    ...le storie delle nostre stesse esistenze...

    fa piacere leggerle, e festeggiarle è un doppio piacere per l'anima!

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    1. Ciao Patalice, benvenuta. Hai ragione, c'è sempre qualcosa per cui vale la pena festeggiare.

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  13. Sono venuta qui per ringraziarti di essere uscita allo scoperto nel mio blog, ma ora devo ringraziarti doppiamente: anche per questo post così intimo. Ti abbraccio

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    1. Grazie, davvero. Nel tuo blog tutto ha un senso molto intimo e sincero, mi piace la schiettezza e l'ottimo uso delle parole. Infatti non mi pareva di aver mai qualcosa da aggiungere ai tuoi post ma poi ... partecipare alla felicita' e' in dovere!

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  14. C'è un piccolo premio per te, passa a ritirarlo, ti abbraccio

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  15. Ciao Marzia, dopo questo post, mi restano dentro le tue immagini, a dirmi qualcosa di te, e anche qualcosa nuovo di me... Un abbraccio, a presto

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    1. Grazie per la visita e per il dolcissimo pensiero.

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  16. Sei una donna molto forte e la trasmetti questa forza. Grazie.

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    1. Benvenuta e grazie. Ho letto velocemente da te e abbiamo un po' di cose in comune. Tornerò con più calma.

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