giovedì 8 marzo 2012

Il mio corpo

Quando ho letto il tema del mese su genitoricrescono.com - “La nuova questione femminile”  - invece di immergermi nell’intricato mondo delle diversità, delle non pari opportunità, della lotta tra generi, delle lotte mai dichiarate ma reali “mamma vs papà” o “mamma vs lavoro”, ho stranamente visualizzato me stessa.
Non tanto in quanto anima ma in carne e ossa.


Si parla di corpi in esposizione, sfruttati spesso più da chi li possiede che da chi li guarda. Si parla di ostentazione della fisicità e delle allusioni sessuali. Si accetta la volgarità con noncuranza.
Però ci si dimentica del proprio corpo, della propria fisicità, della propria sessualità.
Non lo considero una conseguenza della maternità. Ho parlato di recente con amiche senza figli in cui la coppia, superati i quarant'anni, ha affievolito il reciproco coinvolgimento nel corpo dell'altro finendo per scivolare in pacato affetto.
Le donne ne parlano talvolta, spesso solo con le amiche più intime … intime appunto, come quei pensieri che rileghiamo al fondo di un elenco infinito di priorità. Non vale per tutte, certo, ma negli ultimi anni è un tema ricorrente tra le donne che mi è capitato di ascoltare, quello del corpo che se ne sta in sordina.
Ci sono i chili di troppo, la cellulite, le gravidanze. E poi le notti insonni, il lavoro che c’è troppo o che manca, i conti da pagare, il pediatra, la scuola. E poi ci sono i compagni, presenti o assenti, partecipi o latitanti, coinvolti o in fuga. E ci sono quelle frasi mancate, quei regali un po’ forzati, quella mano che stenta a trovare l’altra quasi che quello spazio da percorrere – tra me e te – fosse diventato troppo da percorrere quotidianamente.
Il supporto reciproco assume significati profondi, si trasforma certo negli anni e con gi eventi della vita. Non possiamo restare sempre gli stessi. Si passa da giovane coppia, a coppia consolidata, a famiglia talvolta. Ci sono figli piccoli, genitori anziani, problemi adulti. Non si scappa più. Eppure quel bisogno primario di unione occorrerebbe non perderlo mai, ma è difficile. Devi stare bene con l’altro ma prima devi stare bene con te.

Io sono fortunata, ho un marito che certe frasi le dice ancora, che manda messaggi di apprezzamento, che non si è arreso.

E allora oggi io mi sento corpo. Di nuovo. Ed è una sorpresa, una sveglia che suona e mi riporta indietro nel tempo e nei pensieri.
Dieci anni fa io ero quella foto. Avevo 31 anni, un corpo poco bisognoso di ritocchi, divertita all'idea di posare per un calendario casalingo, un uomo accanto - sempre lo stesso ma da poco ritrovato - altrettanto divertito, domeniche lente a prendersi cura uno del corpo dell'altro.
In quel momento stavo bene con me stessa, non per un fatto estetico ma di accettazione. Da ragazzina ad esempio il mio corpo lo coprivo sempre troppo, mi pareva eccessivamente femminile per il mio stile di vita. Sono stata una quattordicenne pelle e ossa, senza curve, come quelle ballerine classiche che adoravo. Mi piaceva essere una studentessa intelligente e capace, non volevo essere notata per nient’altro. Il mio ideale di donna era Audrey Hepburn  ma nel giro di un paio d’anni mi trasformai in Sophia Loren (giusto per rendere l’idea, ovvio). Senza goffi maglioni non avrei più potuto passare inosservata, non a quella età.
Ci ho messo del tempo per scrollarmi di dosso la corazza, per apprezzarmi vestita da donna, per allineare la mente e il corpo.
E poi sono tornata indietro.
Per anni non ho avuto l’energia sufficiente per occuparmi di me. Come persona e come donna.
Per anni ho pensato di avere cose più importanti da fare.
Per anni sono ingrassata lentamente senza neanche la soddisfazione di mangiare molto di più, il metabolismo sballato da una vita in bilico.
Per anni sono stata moglie presente ma distratta.
Per anni ho trascurato il mio corpo con mille scuse.
Poi ho ricominciato con i maglioni e i jeans senza forma. E allora driiiiiiiin! Il campanello di allarme finalmente ha funzionato.

Non tornerò ad essere quella foto, lo so. Però in questa giornata piena di significati io ho consapevolmente deciso di tornare in me, come corpo vivo e desideroso di dare e ricevere attenzione. Voglio riprendermi tempo e spazio, non solo per nutrire la mia mente e la mia anima, non solo per riposare, non solo per pensare, non solo per lottare in ciò che faccio ogni giorno perché la società di domani sia a misura di essere umano, senza genere.
Anche per amare. Me per prima.

Questo post partecipa al blogstorming



10 commenti:

  1. Io ho odiato il mio corpo per la maggior parte della mia vita: troppo tutto.
    Troppo alta, troppo grossa, troppo vistosa.
    Dopo il primo figlio mi ero completamente lasciata andare. Poi mi sono guardata allo specchio e ho avuto pena di me. Mi dicevano "che ti frega, tanto a tuo marito piaci lo stesso", ma ero io che non mi sopportavo più.
    Io non sono mai stata come te in quella foto, ma ho preso le redini in mano e adesso posso permettermi di essere donna, dentro e fuori.

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    1. E' proprio l'atteggiamento che sto cercando di recuperare io, sentirmi bene come donna e non dire "tanto va bene lo stesso".

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  2. Bel post. Da quando sono diventata mamma non ho affatto tempo per il mio corpo, e con due figli temp che sarà ancora peggio. Non so nemmeno come mi vesto... cercherò di tenere presenti le tue parole, mi hanno colpito.

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    1. Come ti capisco! E' proprio aver realizzato di non sapere neppure più come sono conciata che mi ha spinto a reagire. Diciamo ancora "work in progress" ... Grazie della visita.

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  3. e io che invece mi ritrovo in balia della confusione e dell'attesa, forse sono incinta ed è la prima volta che lo scrivo.

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  4. Confusione e attesa, me lo ricordo bene. Qualsiasi sia il tuo desiderio spero si realizzi e che sia l'inizio di un nuovo cammino ... di confusione e attesa! Fammi sapere!

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  5. non so se ritroverò il corpo di 10 anni fa, ma la corsa mi ha fatto ritrovare me.

    minchiaragazzacheculocheavevi:-)

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  6. non so se ritroverò il corpo di 10 anni fa, ma la corsa mi ha fatto ritrovare me.

    minchiaragazzacheculocheavevi:-)

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    1. Avevo, avevo ... questo è il problema! E mi venisse voglia di correre pure a me, ma sono atletica come un bradipo, uffa.

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  7. Guarda ti capisco moltissimo.
    E' interessante e condivisibile cosa hai scritto. In tutto questo discorso si perde di vista questo punto di vista importante.
    Complimenti in quella foto sei in formissima :) deve essere un bel ricordo. Anche io ho foto che riguardo con soddisfazione e mi sono di stimolo. Possiamo farcela. :)

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