lunedì 5 marzo 2012

Bambini esplosivi

Dopo mesi di relativa calma questo è stato un fine settimana decisamente difficile. Non sono stupita, delusa credo, ma non stupita. Una settimana a casa da scuola, con la nonna per la maggior parte del tempo, isolamento, nessuna incombenza se non stare al caldo e prendere le medicine, poi il pensiero di dover tornare alla solita routine ... il mix per Alex è micidiale. E alla fine l'esplosione è arrivata. Un pretesto qualsiasi e un click nel suo cervello, nel giro di 30 secondi cambia espressione del viso, diventa fisicamente aggressivo, attacca verbalmente, ci chiede di andarcene ma poi non ci lascia, ci accusa di essere la causa della sua rabbia e poi neppure si ricorda quale sia.
Il copione è conosciuto. Nel periodo 3-5 anni avevamo settimane in cui si ripeteva quotidianamente lasciandomi nella più totale prostrazione. E fu allora che scovai in rete il sito del dr Ross W. Green, Center for Collaborative Problem SolvingSM. E il suo libro fantastico The Explosive Child. Era proprio lui, il mio bambino esplosivo!

Alcuni concetti mi hanno aperto un mondo e certamente mi hanno aiutato a scrollarmi di dosso una massa di sensi di colpa ormai puro fardello.

                                                        "Kids do well if they can"


Ho tradotto le frasi che hanno colpito primariamente la mia attenzione (sottolineo che si tratta di mia traduzione, non professionale, visto che al momento questo libro non è ancora diaponibile in lingua italiana).

Così come alcuni bambini hanno difficoltà ad acquisire competenze di tipo accademico o sportivo, altri – i bambini esplosivi – hanno difficoltà in altre aree cruciali: flessibilità, tolleranza alla frustrazione, capacità di risoluzione dei problemi.
Alcuni bambini, spesso definiti di difficile temperamento, sono inflessibili e facilmente frustrabili fin dal momento della nascita. Da neonati possono soffrire di coliche e difficilmente consolabili, avere dei ritmi di sonno irregolari, avere difficoltà nell’alimentazione, reagire esageratamente ai rumori, alle luci, alle difficoltà (fame, caldo, pannolino bagnato). I problemi crescono con l’età quando crescono le esigenze di capacità di comunicazione sociale, di controllo degli impulsi, di modulare le emozioni.
C’è un punto importante: questi bambini non scelgono di esplodere così come un bambino non sceglie di avere delle difficoltà nella lettura. E’ molto diverso nel vedere le esplosioni come una falla nel processo di sviluppo piuttosto che come azioni pianificate, intenzionali e mirate ad uno scopo.
Se siete i genitori di un bambino esplosivo sarete stati spesso biasimati per il suo comportamento. L’idea comune è che i bambini esplodono perché i loro genitori sono passivi, permissivi, insegnanti inconsistenti. Ma questo assunto porta a strategie convenzionali destinate a far comportare bene i bambini e ad insegnargli chi è il “capo” (es. premi e punizioni). Queste strategie con i vostri bambini non hanno funzionato quindi prendete la saggezza antica e buttatela via, scegliete un diverso punto di vista: i vostri bambini sono già motivati a comportarsi bene, i bambini si comportano bene se possono, le loro esplosioni riflettono un ritardo nello sviluppo di alcune competenze di cui abbiamo detto sopra.
Per ridurre le esplosioni è importante capire perché e quando il bambino esplode.

Competenze mancanti:
·         Difficoltà di gestire le transizioni, di passare da uno schema mentale ad un altro
·         Difficoltà nel considerare diverse soluzioni di un problema
·         Difficoltà di considerare le conseguenze di un’azione
·         Difficoltà di esprimere le motivazioni, i bisogni, i pensieri con le parole
·         Difficoltà di gestire la risposta emozionale alla frustrazione per pensare razionalmente
·         Irritabilità cronica e\o ansietà che impedisce la capacità di risolvere i problemi

L’irritabilità e l’ansia hanno il potere di limitare il pensiero razionale. Quando un bambino è ansioso per qualcosa avere la mente chiara è essenziale. Ma per alcuni bambini questo non succede. La combinazione di irritabilità e ansia porta alcuni bambini (i fortunati) a piangere. Ma altri (gli sfortunati) li porta ad esplodere. Chi piange è fortunato perchè il pianto è una stuazione meno grave e più accettabile dagli adulti che hanno la tendenza ad essere più empatici verso un bambino in lacrime che con uno che esplode. Eppure entrambe le reazioni hanno la stessa origine.

Questi bambini sono pensatori in bianco e nero in un mondo grigio.

Quest’ultima frase mi ha davvero stupito, ha una profondità incredibile ed esprime in poche parole una grande verità. Mio figlio non riesce ad essere flessibile, nè con se stesso nè con gli altri. E’ tutto assoluto, esasperato. Non riuscire a sfumare se stesso nelle mille gradazioni che richiede la vita gli crea un disagio costante, una fatica senza soluzione.

Il libro contiene poi una serie di esempi pratici su come aiutare genitore e figlio ad ottenere una riduzione degli episodi di crisi attraverso un metodo chiamato Piano B e che non è altro che la III via di Thomas Gordon: ascolto empatico per l’identificazione del problema, confronto su ciò che ogni parte pensa del problema evidenziato, ricerca di una soluzione soddisfacente per tutti.

Ora i nostri più grandi problemi sono certamente la “difficoltà di gestire le transizioni” e la “difficoltà di gestire la risposta emozionale alla frustrazione per pensare razionalmente”. Quando è “costretto” a vivere in comunità regolarmente, gli intoppi di sciolgono lentamente, si crea un’abitudine, il rifiuto a partecipare affievolisce.
Ma se resta isolato per troppo tempo, accudito con fin troppa sollecitudine e libero di chiudersi nel proprio guscio comodo, ecco che ogni segnale di ritorno alla socialità diventa per mio figlio un attacco personale a cui reagisce esplodendo.
Parliamo spesso di questo, gli descrivo a parole ciò che vedo e le emozioni che immagino lui stia provando. Non posso chiedergli di cambiare se stesso e neppure di evitare di provare la rabbia che prova. Ma posso chiedergli di controllare le reazioni e le modalità di espressione della rabbia stessa. Nel corso degli ultimi 2 anni queste modalità sono decisamente migliorate e anche in lui trovo una maggiore consapevolezza.
Il punto cruciale per me è sempre andare oltre i gesti e pensare a quel click incontrollabile nel suo cervello. Perchè quando lui esplode io finisco per sentirmi attaccata personalmente e quando ci si sente in pericolo per la reazione fisiologica umana non fa differenza se davanti c’è uno sconosciuto o tuo figlio. Lui attacca e tu ti difendi. In passato spesso non riuscivo a far altro che piangere. In quei momenti essere madre era una maledizione che non riuscivo ad accettare. Ora va meglio, almeno dentro di me, combatto e soffro meno.
Spero valga anche per Alessandro.
E tra una rilettura e una riflessione, ci rimettiamo in pista per le prossime sfide, tipo le vacanze estive ... sì, una bella sfida!

18 commenti:

  1. ma lo sai che grazie a questo post mi hai dato la chiave di lettura per interpretare alcuni adulti?
    che brava che sei (in generale)

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  2. Ecco, Stima mi ha tolto le parole dalle dita.
    Che brava che sei, davvero.
    Mi piace tanto come scrivi e gestisci questo blog (e anche i commenti da noi sono sempre tanto costruttivi).
    Grazie.

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  3. Com'è vero: kids do well if they can. E vale proprio per tutti, non solo per quello esplosivi.. Ma quanta pazienza..!
    Sottoscrivo stima e ammirazione dei commenti che mi precedono.

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  4. Grazie davvero a tutte! In verità non ho la più pallida idea di come si tiene un blog "come si deve", come i vostri per intenderci. Però ho voglia di raccontare un pò della nostra storia perchè per tanto tempo ho navigato in mari bui bui, se capitasse a qualche mamma di trovarsi nel mezzo della stessa tempesta e passasse di qui forse potrebbe sentirsi meno sola.
    A me questo ha aiutato tanto.

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  5. io ti ringrazio, ho letto di sfuggita perchè adesso non ho tempo di approfondire ma credo che ci tornerò su questo post. anche io ho problemi con mia figlia piccola (7 anni) che spesso esplode, per lei è tutto o bianco e nero e le sfumature sono ben poco congeniali al suo temperamento.
    grazie Marzia ;))

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  6. Grazie. Da adulta che è stata esplosiva che adesso è mamma di un esplosivo. Forse. Forse è ancora troppo piccolo per dirlo.

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    1. Owl, esiste una via speciale per raggiungere il vostro cuore senza sembrare dei goffi intrusi? Io ho sempre amato far parte del mondo, la paura di mio figlio stento a capirla e quindi temo di tuffami nel suo essere con troppa irruenza. Sono giorni di nuovo difficili, mi ripongo tante domande ...

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    2. Bella domanda... Sai che non aiuta per niente esserlo io stessa?
      Con il proprio figlio la cosa diventa immediatamente più delicata.
      Quello che posso dirti, da adulta, è che la voglia di far entrare è tanta, ma la voglia di proteggersi altrettanta. Certe volte ho sperato in qualcuno che mi prendesse per mano e mi accompagnasse e allo stesso tempo lo rifiutavo. Il contatto fisico stempera gli animi sempre. Con Di quando mi si scaglia contro (non sempre ci riesco) cerco di abbracciarlo. Altre volte vedo che tendo a comportarmi come lui :-(
      Non ti ho aiutata per niente vero?
      Ciò che ti posso dire è che la voglia di aprirsi è tanta davvero. Non stancarti di farlo mai, per lui sei una risorsa.
      Ma prendi queste considerazioni con le pinze, ognuno alla fine ha la sua storia.

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    3. Questi pensieri sono molto utili, mi aiutano a continuare il mio difficile puzzle. Dopo giorni di tensione l'altra sera ci siamo fatti un gran pianto liberatorio insieme, abbracciati. Ha aiutato tanto tutti e due, io sono una gran "abbracciona" e hai ragione a dire che il contatto fisico migliora tutto.

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  7. mammaatorino6 marzo 2012 22:29

    Cara marzia...questo e piuttosto il mio ritratto...ahi ahi...splendido post!

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    1. Mi dai speranza, leggo i tuoi post e mi pare che tanti nodi li hai sciolti. Io cerco di non pensare a mio figlio adulto, faccio un passo alla volta, però talvolta il tarlo ...

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  8. Dio Marzia mi si sta aprendo un mondo....Dio ti benedica...adesso sto iniziando a capire tante cose del mio piccolo grande uomo...

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    1. Sai kike, questo tuo commento da' senso al mio blog, perché ci ho messo tanto tempo a trovare risposte e tante ancora mi mancano. Ma ora va meglio, molto meglio e vorrei farlo sapere alle mamme che possono avere problemi simili ai nostri. Grazie!

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  9. Grazie, ho un nuovo libro da leggere ;)
    mamma esplosiva di figlio esplosivo, anche se posso dire che il mio con gli anni si è un pò affievolito, è sempre molto esplosivo però più gestibile, anche se le mie reazioni (essendo molto simile a lui) sono altrettanto forti quando sono stanca o sotto stress :(

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  10. Penso che mio figlio abbia lo stesso disturbo. Lorenzo ha 3 anni ed è soggetto spesso ad attacchi di rabbia. All'inizio pensavo fosse tipico dell'età ma ora mi rendo conto che la sua intolleranza non gli permette di vivere la socialiità. Non possiamo invitare nessuno in casa perchè non vuole condividere i suoi giochi e come reazione picchia gli amici che vengono a casa nostra. mi piacerebbe confrontarmi con te per capire come comportarmi.

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    1. Immagino che ogni caso sia a sé ma certamente noi abbiamo fatto molta esperienza circa le esplosioni di rabbia e la difficoltà a condividere. Molto è migliorato, qualcosa ancora critico ma Alex ha quasi 9 anni.
      Se vuoi scrivermi, trovi l'e-mail nella pagina "perché qui", ti risponderò molto volentieri.

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...