mercoledì 1 febbraio 2012

Stress da pediatra

Premessa: io adoro la pediatra di Alessandro. E' un donnino ultrasessantenne, burbera il giusto, meticolosa, disponibile. In caso di urgenze viene a casa anche di sabato mattina.
Non è una di quelle che puoi scegliere all'ASL, no lei ha sempre il numero massimo di piccoli pazienti, devi metterti il lista. Esce un quattordicenne ed entra un nanetto. Se sta sulla sua lista.
Lei è entrata nella mia top ten di frasi celebri quando - Alex aveva dieci giorni di vita e piangeva trattenendo il fiato fino a farsi diventare paonazzo - lei mi diede una pacca sulla spalla "Si faccia coraggio, io ne ho visti tanti, quando iniziano con questo carattere non è facile ...". La presi sul ridere lì per lì. Poi smisi di ridere.
Il problema però è la modalità di accesso alla visita. La sua sala d'attesa assomiglia spesso all'anticamera dell'inferno. Orario 9-11 tutte le mattine. Per poter sperare di avere un posto da podio in graduatoria occorre però arrivare davanti al suo cancello prima delle 8. Ieri eravamo sotto zero e cadeva ghiaccio da cielo (e io ero là). Essere tra i primi non significa solo sperare di arrivare in ufficio entro mezzogiorno ma anche risparmiare al pargolo già provato di suo (e sennò chi te lo faceva fare sto tour de force?!) un'attesa infinita in una stanzetta 3X3 stipati con altri tossitori-starnutitori-febbricitanti, ossia insieme a milioni di virus e germi che magari mancano al portfolio del tuo piccino ... ancora.
In sette anni di onorata carriera abbiamo fatto ospitate anche da tre ore, perchè la segretaria ti assegna un'orario, poi ci sono le urgenze (???), poi c'è il famigerato telefono che non smette mai di squillare. Per i primi anni era un incubo ricorrente, al primo accenno di tosse iniziavo a sudare.
Per questo mi sono cercata anche un pediatra "privato", da chiamare quando non ero in grado di sopportare e far soportare la trafila dell'ambulatorio.
La scoperta dell'apnea notturna e quindi la tonsillectomia di urgenza (non aveva ancora compiuto quattro anni) ha portato, dopo un periodo di assestamento ai successivi tre inverni di relativa pace. Un malanno all'anno direi che è accettabile.
Ma ieri mattina, in attesa sotto forma di pupazzo di neve, un pò di stanchezza l'ho accusata.
 
P.S. Eravamo secondi ma siamo comunque passati alle 10.00 ...

2 commenti:

  1. La mia pediatra è splendida. Meticolosa, disponibile, si relaziona bene con i bambini. Quanto alla situazione dell'ambulatorio potrei fare un copia-incolla di quello che hai scritto tu. Però non ho scelto un pediatra privato, perché innanzitutto siamo soci Aci, e in caso di necessità ci mandano in pediatra a casa h 24 e 365 giorni all'anno.
    Se hai bisogno durante il fine settimana sappi che la Croce Verde ha attivato una guardia medica pediatrica.

    RispondiElimina
  2. Grazie, per fortuna gli ultimi anni sono stati una pacchia. Devo dire che siamo stati anche buoni clienti del pronto soccorso del Martini, dove ci siamo sempre trovati benissimo (date le circostanze). Anche il pediatra privato lo abbiamo visto 2 volte negli ultimi 3 anni ma prima mio figlio, come tutti i bambini, aveva questa fantastica capacità di star male sempre nei momenti migliori, tipo esplosione di varicella il 31 dicembre ...

    RispondiElimina

Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...