lunedì 6 febbraio 2012

Metti che abbia ragione lui


Metti che tuo figlio abbia passato una settimana a casa con l’influenza.
Metti che lui non sia affatto dispiaciuto, nonostante i reiterati malanni.
Metti che tu non sia più abituata a farti le nottate insonne ma febbre, tosse e svenimenti abbiano riempito i tuoi incubi.

Metti che la convivenza diurna con la nonna abbia risvegliato qualche scatto di rabbia di troppo.
Metti che la neve abbia abbellito la città ma sfiancato i pendolari da traffico impossibile, te inclusa.
Metti che arrivi a sabato e tuo figlio, ancora ragliante di tosse, decida che dovete assssolutamente andare in montagna.
Metti che i tuoi corsi sull’ascolto attivo ti stiano improvvisamente antipatici e tu non abbia voglia di dirgli “Vedo che hai proprio voglia di fare una gita oggi”.
Metti che tu non abbia voglia di questionare ogni dettaglio, tipo ci sono -15° fuori e, che cavolo, 24 ore fa giocavi all’opossum ferito per farmi decidere di tenerti a casa da scuola un altro giorno.
Metti di aver vissuto il fine settimana come sulla punta di un sismografo giapponese, su è giù tra “mamma ti voglio troppo bene” a “trovami un’altra famiglia”.
Metti che la tarda domenica pomeriggio per evitare di finire in cronaca nera ci muoviamo verso uno dei suoi posti preferiti, l’Ikea.
Metti che il povero papà, sempre in difficoltà sulla scelta del parcheggio, dica “Mettiamola qui che il posto è spazioso e siamo anche riparati dal muro”.
Metti che in un nanosecondo il figlio risponda in tono sarcastico“Perché? Pensi che ci spareranno addosso?”.
Metti che quando lo metti a letto e lui ripropone la solita lagna del “non-voglio-andare-a-scuola-domani-mi-annoio-scrivo-tutto-il-giorno”, ti torni in mente la scena del parcheggio e ti venga da ridere sguaiatamente invece di partire con la solita tiritera sull’importanza della scuola.
Metti che abbracci tuo figlio e gli dici solo che lo sai che si annoia, lo sai che a volte i suoi pensieri sono troppo veloci ma che ci tocca dare ancora una spintarella al suo cuore.
Metti che senti la sua anima pesante farsi piccola e addormentarsi nel tuo abbraccio.
Metti che per una sera ti concedi di pensare che forse ha ragione lui. 

11 commenti:

  1. Ciao, sono rimasta molto colpita nel leggerti. Perche' anche io ho un bambino speciale, diverso, complesso, meravigliosamente unico e posso dirlo, faticoso.
    Ha manifestato sin da piccolo peculiarita' diverse dagli altri, ma non sono spiccate come quelle del tuo alieno, per cui la mia e' una lotta quotidiana e silenziosa, perche' vedo le sue difficolta' e gli altri non le riconoscono in quanto talii....
    Per lui qualsiasi cosa sia socializzante e' un tormento, una fatica, un complicato esame che ritiene di non superare mai. Anche Lui ha imparato da solo a leggere a tre anni e si esprime come un nano nel corpo di un bambino, tra l'altro minuto, per cui ancor piu' impressionante. Lui parla, ma attenzione, e' come sentire la coscienza di un vecchio di novant'anni....polemico, ipersensibile e pessimista. Ora ha 11 anni, ed e' migliorato tanto, ma ricordo le ricreazioni passate da solo, a camminare nel cortile, senza amici, a leggere, a fare disegni pieni zeppi di dettagli, ma che non finva mai e non consegnava alle maestre....ci sono stati momenti brutti, bulli che si approfittano di animi scoperti, e belli, quando ti accorgi che migliora sempre piu'....pero' e' faticoso, e ti mando un abbraccio perche' solo una mamma conosce quanto!
    Loro da Roma

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    1. Grazie per esserti fermata! Immagino che anche tu abbia sperimentato il grande senso di solitudine e impotenza che generano i nostri figli. Quando lo descrivi con la "coscienza di un vecchio di 90 anni ... polemico, ipersensibile e pessimista" è come rivedermi allo specchio. Oggi Alex è tornato a scuola dopo una settimana di convalescenza e il suo commento più carino è stato "se avessi una pistola mi sparerei" ... Ecco non è che sia un gran inizio di settimana. Spero che passando gli anni la testa e il cuore si avvicineranno un pò, perchè possa godere la giusta serenità della sua età.
      Spero di risentirti.

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  2. Passavo a ricambiare la visita e mi ha molto colpita il tuo post. Appena ho tempo torno a leggerti per conoscerti un po' meglio. Un abbraccio

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  3. ciao Marzia ma farebbe piacere seguirti sistematicamente ma nel tuo blog non ci si può inscrivere nei lettori fissi e tanto meno per email. Magari può essere utile per tanti che ti vogliono leggere

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  4. ciao ti ho appena scoperta, mi piace qui e mi sono aggiunta ai lettori (per giorgia: c'è la voce segui in alto a sx)

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  5. Grazie per la visita e i suggerimenti. Questo blog-embrione necessita di qualche revisione e nel fine settimana conto di farmi aiutare dal marito tecnologico!

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  6. bellissimo post. così vero, così tanto simile a certi miei pensieri di qualche giorno fa e che mi ha fatto sorridere pensando "quanto ci sia di simile in ogni famiglia!"

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    1. Ogni tanto occorre mollare il pilota automatico della mamma "educatrice" e guardare le cose dal loro fantastico punto di vista, vero? Il senso delle cose è sempre così complicato per noi adulti ...

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  7. L'erede avrebbe risposto con la stessa frase all'Ikea.
    L'erede mi chiede a che età si può avere il permesso di avere armi.
    L'erede mi dice che sparerebbe alle maestre e a una lunga lista di compagni.
    L'erede ha detto alle maestre che ha capito perchè in ufficio del papà c'è una sciabola (da esposizione): per uccidere le maestre.

    E se dopo questo non mi chiamano i servizi sociali sono fortunata

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    1. Che ridere! Allora siamo entrambe destinate ad essere madri di serial killer! Ale spianerebbe l'intero edificio scolastico, non ti dico come è felice in questi giorni di essersi beccato la quinta malattia ... un pò di prurito a fronte di poter stare a casa non ha prezzo!

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