giovedì 9 febbraio 2012

Le cose che avrei voluto sapere prima n. 1 : reflusso

Il secondo giorno di vita di Alex una solerte infermiera lo volto' per cambiarlo e lui rigurgitò quel poco colostro che era riuscito a ciucciare. La solerte si affrettò a dirmi che era tutto normale, poverino, era lei a non aver considerato la possibilità che avesse appena mangiato. Tranquilla.
Dopo tre giorni a casa avevo già capito che era tutto normale un par di ... Soffrire di reflusso è un pessimo modo per scoprire il mondo!
Insomma se ne dice molto, ti parlano delle cause, dei sintomi, delle "soluzioni". E addensa il latte, e metti il lettino a 30°, e tieni il bambino alzato dopo la poppata, e infilagli in bocca goccine e sospensioni, e consolalo col ciuccio. Ma se a dispetto dei continui rigurgiti e delle contorsioni e del sonno orrendo, il tuo nanetto continua a prendere peso ... Tranquilla, passa tutto nel giro di 10-12 mesi ... Bene!
Ma non va bene per niente. Perché a distanza di 6 anni e tanti guai una psicologa-psicomotricista sessantenne ci dice che nella sua esperienza sono tanti i bambini con problemi comportamentali che sono stati neonati sofferenti. E il reflusso pare essere tra i disturbi (non entro certo nel campo delle possibili gravi patologie) più dolorosi per un neonato.
Ci ho messo del tempo per elaborare quel concetto, ho provato a cercare informazioni, studi al riguardo, opinioni. Un deserto o quasi. Sembra tutto finire lì, con i sintomi, come il periodo dei dentini o delle bronchiti ricorrenti. Passa e basta.

Ma poi il pensiero ritorna e lo scenario pare credibile:
§       un esserino nasce, speranzoso, parte ad alimentarsi attaccato a questa persona calda e dall'odore rassicurante , e poi inizia a star male
§       prova fame, ma associa latte (quindi mamma) a dolore e nessuna vera consolazione viene a rompere questo circolo vizioso, il senso di solitudine aumenta
§       normalmente il reflusso porta il bambino ad avere sonni interrotti e brevi, ipermotricità nel resto del tempo, pianti frequenti
§       normalmente quanto sopra porta la neo-mamma a sentirsi in colpa, a cercare disperatamente il modo di interrompere quella catena di eventi nefasti, a dormire pochissimo, a non apprezzare così immensamente come avrebbe immaginato il suo adorato fagottino
§       il rapporto madre-figlio che prevede sguardi adoranti durante le poppate e amorevole simbiosi nei primi mesi di vita potrebbe, dico potrebbe, subire qualche scossone imprevisto

Ma cosa vuoi che siano 10 mesi a fronte di una vita, si dimentica tutto.
Ma può accadere che il piccino abbia in sè anche altre caratteristiche, magari un temperamento più difficile, scarsa capacità di adattamento, facile caduta nella frustrazione, sviluppo motorio e cognitivo accelerato, varie ed eventuali. E allora possono rimanere dei segni, invisibili ma palpabili. Può rimanere la rabbia, di un bambino e di una mamma sofferenti.

E allora capisci che quei primi mesi dannati, quelli in cui sobbalzare ad ogni rumore perchè temevi tuo figlio si soffocasse nella culla, quelli in cui tenere in braccio e cullare un polipo urlante ti facevano scendere lacrime amare, quelli in cui lavare decine di bavaglini e tutine vomitati era forse uno dei momenti più rilassanti della giornata, bè quelli avresti potuto affrontarli con uno spirito diverso.

Forse.
Forse avrei chiesto più aiuto nella gestione quotidiana.
Forse avrei preteso che a quel “disturbo” venisse dato un peso emotivo più rilevante.
Forse avrei dato più spazio alle mie stanchezze, alle mie tristezze, alle mie delusioni.
Forse avrei accettato da subito che quell’enorme impegno era davvero più di quanto avessi sperato.

Mio figlio non è stato un neonato facile, neppure simpatico. Sorrideva solo se fotografato. Strano.
Ora provo a visualizzare la sua frustrazione di allora, la sua sofferenza e la mia assenza di fatto, di soluzione, di comprensione profonda.
Ora sono vicina a lui come mai prima e cancello ogni giorno un pezzo della sua rabbia e della mia.
Ora scrivo per ricordarmi che la vita che nasce è come un solitario, non conosci le carte nascoste e non conosci l’esito. Però nel tempo affini la tecnica ...

8 commenti:

  1. ci sta, ci sta tutta la tua analisi, credo.
    giorni fa raccontavo ad un'amica che mia figlia non è mai stata una di quelle pupazzette che sorridevano a tutti. confesso, la cosa mi inquietava. anche ora non è espansiva con chiunque, va molto a pelle. mattiamola così, saprà essere selettiva quando occorrerà...
    anche loro, nel tempo, affinano la tecnica...

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    1. In effetti e' solo uno di mille aspetti, prima o poi li sviscererò tutti, perché penso sia un viaggio utile per me. Tutti evolviamo, piccoli e grandi, talvolta l'evoluzione dura più di quanto ci aspettassimo e allora viene voglia di tornare alle origini. Magari e' un errore ma io ci provo.

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  2. Non credo che esistano neonati simpatici. Tutti, anche i nostri adorati figlioli, hanno il vizio di dormire quando dovrebbero stare svegli e ballare la tarantella, di riempirsi di cacca tracimante appena li hai cambiati e messa loro la tutina più bella. Di piangere disperatamente e tu non sai perché, e li culli, li ninni, gli canti tutte le canzoncine e poi ti fai prendere da quel senso di sconforto e inadeguatezza che ti lascia prostrata più di dieci notti in bianco. Il Gormitino, per esempio, dal terzo mese in poi strillava come un'aquila appena provato ad attaccarlo alla tetta, di conseguenza è seguito il senso di inadeguatezza, è il mio latte che non va, il mio seno che è guasto, non lo so tenere, non lo so nutrire.
    A volte darsi la colpa equivale a trovare una ragione, ma non sempre la ragione serve. Sono una tifosa dell'istinto.

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    1. Hai ragione, i neonati sono fatti cosi'! E anche a me piaceva l'idea di andare ad istinto ma non avrebbe funzionato. Io non l'ho capito per tanto tempo mio figlio, ancora adesso vado spesso e tentoni. Per aiutarlo non bastava amarlo, non bastava cancellare i sensi di colpa.
      Siamo tutti nella stessa barca ma poi non e' proprio cosi' e va bene lo stesso, ma della scala che sto salendo voglio conoscere tutti i gradini perché a me fa bene. Per me usare la ragione vuol dire andare oltre i sintomi e avvicinarmi al cuore, un po' contorto lo so ... magari prima o poi mi sgarbuglio!

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  3. Anche mia figlia grande ne ha sofferto. non era proprio una questione normale o simpatica. ma alla fine ci fai l'abitudine e dopo la poppata la tenevo un'ora in braccio! per fortuna era la prima! e lei aveva davvero un buon carattere e così fin'ora, per cui siamo riuscite a tener duro insieme. la seconda, invece, è più complicata, una bambina che sorrideva anche lei a quei pochi, testarda e capricciosa, a volte cedevo perchè sfinita. anche noi ora stiamo procedendo verso un cammino che ci ha aiutate a comprenderci e lei a smussare certi suoi lati un po' difficili. la salita a volte è dura, lo ammetto.

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  4. Carissima Marzia, piano piano sto leggendo i tuoi racconti, peccato averti conosciuta solo adesso! Sono una delle tante mamme che ti stima e non sai quanto! Tra tutti i tuoi racconti che ho letto ho scelto di risponderti sotto questo perché sembra la mia storia col mio primo figlio. Ancora devo smaltire quel periodo e da quando è nato e lo guardo negli occhi sembra leggermi l'anima... Ogni mio stato d'animo... Io non so se è o sarà uno spirited child ma è un tipetto davvero vivace, che non si è mai fatto problemi a farti capire se era felice o triste, che ha sempre avuto l'argento vivo addosso e passa da una cosa all'altra e ha uno sguardo davvero sfuggente, non è mai stato coccolone e sembra leggermi negli occhi da sempre le mie ansie, vuole avere sempre ragione lui e tenerlo è davvero difficile e spesso la sera mi scappa qualche piantino forse dallo stress. Ho avuto da poco il secondogenito che lui non può vedere salvo alcune volte che sembra accarezzarlo e appena mi giro gli stritola le mani e io svengo per il piccolo. Ma il pediatra dice che se la gelosia è manifesta non c'è nulla da temere... Ora scusa il dilungamento ma da quando è nato ho sempre pensato che avesse qualcosa di diverso dagli altri bambini, mia mamma e marito non mi sopportano più, dicono che voglio vederlo come un bambino "diverso" ma che guarda caso era identico a me da piccola che ero la disperazione dei miei genitori che a suon di sgridate mi hanno messa in riga eppure non si capacitavano di alcune risposte assurde quali: "nonno non voglio le tue mille lire per il gelato, tu non mi devi comprare devi volermi bene" e avevo 4 anni. Eppure ho sempre avuto molti amici e una vita piena e ho vissuto bene gli anni della scuola dove per la gioia dei miei genitori mi sono calmata e seguivo le regole degli insegnanti a cui non ho mai risposto male... a parte però gli ultimi anni di crisi esistenziale depressione e persino il giorno della mia laurea col massimo dei voti ero la persona più triste della Terra. Ma sono felice, ahimè senza lavoro e la cosa mi terrorizza ma ho una bella famiglia e in questo mi sento realizzata. Scusa la mostruosa noia in questo commento, il succo è che mi piacerebbe capire se mio figlio è uno scricciolo amplificato oppure no, perché sono davvero in crisi con l'educazione e spesso con mio marito discutiamo sul come perché a detta di esterni siamo troppo permissivi e in effetti mio figlio con un po' di disciplina e vociona a si applica a quello che gli chiedo. Il guaio è questa sua iperattivita che lo fa passare da un gioco o una cosa all'altra nel giro di due secondi. Se sapevo che era così e soprattutto che l'arrivo del fratello fosse stato così doloroso per lui avrei aspettato eccome ( altro che farlo ora perché è piccolo e non capisce!). Non so davvero da che parte girarmi, pensavo di educatlo in un modo e invece forse dovrei essere più rigida anche se non amo esserlo. E ovviamente lui mi sfida con me ha odio e amore, mai dato un bacio o abbraccio nei miei confronti, mai. Non lo terrorizza nulla eccetto i cani che abbaiano o le urla forti delle persone. E ha sempre sempre sorriso a tutti e ancora adesso lo fa. Vorrei davvero entrare nella sua mente per poter muovere i passi nel modo giusto perché ho davvero paura di educare nel modo sbagliato facendogli più male che bene. E soprattutto se fosse un piccolo speciale vorrei iniziare da subito perché cedo che la strada sia lunga e dura e io mi sento male e ogni sera credo di non farcela specie perché i figli sono ben due di cui uno che non riesco nemmeno a gestire e ho la dannata paura che un domani sia solo anche se forse proietto una mia paura... Spero però che con un fratello solo non lo sia mai! Ti ammiro moltissimo Marzia e spero tu possa aiutarmi a capire se ho preso un abbaglio e consigli preziosi. Grazie per questo tuo illuminante blog. Elena

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    1. Ciao Elena, benvenuta. Posso ovviamente comprendere i momenti di sconforto e la stanchezza davanti ad un bambino che richiede molte più energie di quanto ci saremmo aspettati.
      Non posso dirti io se tuo figlio è amplificato ma quasi mai una madre si sbaglia, la diversità può essere una grande risorsa ma in ogni caso difficilmente può essere ignorata. Più tuo figlio crescerà più lo vedrai rapportarsi con se stesso, suo fratello e gli altri ... a quel punto la sua personalità e il suo temperamento diventeranno ancora più evidenti e allora vale la pena stare in ascolto perché i nostri bambini hanno bisogno di essere riconosciuti, compresi ed accettati. E non è facile per nulla!
      Se vuoi scrivermi in privato posso mandarti qualche consiglio di lettura, anche se molto lo puoi trovare qui e là nel blog.
      Purtroppo non ho ricette che possano risolvere i dubbi o i momenti di crisi, magari ce ne fossero, ne ho sempre bisogno anch’io! Però la comprensione fa molto, è il primo passo per creare il proprio stile educativo, spesso in totale contrapposizione con quello che siamo stati abituati a considerare.
      Per ora ti abbraccio e ti auguro il meglio con i tuoi piccoli.

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  5. Grazie della tua preziosa risposta. A volte mi domando se sono solo paranoie e dovrei vivere serenamente l'educazione di mio figlio o pre-occuparmene già adesso... Nel mentre leggerò il tuo blog!

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...