venerdì 27 gennaio 2012

Scelte e ritorni


 In questo periodo ascolto e leggo molto sulle scelte, forse perché è il mese decisivo per le iscrizioni scolastiche.
Mi sono sempre considerata una persona decisionista, nel senso che non mi piace star lì a tartassarmi il cervello per giorni e giorni, metto sulla bilancia pro e contro e zac! Fatto. Se poi i risultati non sono quelli sperati, pazienza, si aggiusta.

Poi però è arrivato Alessandro e il concetto di scelta ha assunto un significato molto differente. Il concetto di "se sbaglio aggiusto" mi è diventato stretto, quindi giù di strizzate di meningi e notti a ragionare (tanto comunque ero sveglia, il nanetto non dormiva mai!).
Nonostante questo mi pareva di non azzeccarne mai una. I miei primi anni da mamma mi si ripropongono nei ricordi come nebbiolina autunnale in cui mi aggiravo, pallida copia di me stessa.
Poi arrivò il momento della scelta della scuola primaria. Stavo vivendo un tale incubo alla materna che per me divenne un pensiero ossessivo. Iniziai con mesi di anticipo perché non sapevo esattamente cosa mi aspettasse e non volevo arrivare all’ultimo. Nonostante lo scoramento, partii dal nostro distretto scolastico. Avevo avuto modo negli anni di frequentare la psicologa dell'istituto e varie altre figure. Come madre di un bambino socialmente muto mi si offrì come unica via quella di un ipotetico insegnante di supporto.
Sigh!
Ok, non è un chiacchierone ma diamine mi legge dai 4 anni, mi saltella sulle tabelline come un grillo, mi sa formattare un PC (e sì, ha fatto anche quello, più di una volta!), vogliamo tentare prima con un pò di empatia e magari un aiutino nella scelta delle maestre?
Sigh!
Allora sono partita alla selezione delle possibili scuole paritarie/private/affini in un raggio geografico ragionevole che andasse da casa al mio ufficio. Ho fatto molte telefonate ma pochi colloqui. "Il bambino è già in lista?" "Ehm ... no, perchè è tardi?" (eravamo a settembre e Alex avrebbe iniziato la scuola esattamente un anno dopo).
Sigh!
Ma come spesso accade e' la prima telefonata che fai a portare fortuna. Ho sempre creduto nella guida sottile del destino e qui ha proprio funzionato. Ho avuto il primo colloquio a scuola, poi abbiamo partecipato all'Open Day, poi abbiamo avuto il secondo colloquio con quelle che sarebbero state le maestre delle prime.
Ero stata del tutto onesta circa i problemi di mio figlio, per questo eravamo sotto analisi. Ma non mi importava, io volevo entrare in una squadra più che in una scuola, volevo avere la possibilità di ascoltare ed essere ascoltata, volevo onestà. Avrei accettato anche mille no, consapevoli, ma mai recriminazioni future.

Certo questa scuola ci ha sollevato anche riflessioni di tipo non didattico.
Primo: non è una scuola pubblica e non avrei mai pensato di prendere in considerazione qualcosa d’altro prima di Alex, prima della dannata scuola materna, prima di essere diversi.
Secondo: è una scuola cattolica e né io né mio marito siamo praticanti.
Terzo: la retta, che comunque non è da sottovalutare dato il periodo privo di certezze e che ci ha richiesto diversi aggiustamenti sulle abitudini di consumo.
Quarto: la paura di trovarci in un posto eccessivamente fuori dal nostro mondo reale.
Abbiamo valutato tante cose, abbiamo superato le critiche, abbiamo pensato solo a nostro figlio.
E così noi e la scuola, passo dopo passo, ci siamo scelti. Ed è stata una scelta felice.
Abbiamo incontrato una maestra speciale, una persona che insegna con una passione unica e che ama i bambini per quello che sono e per quello che possono dare.
Con Alessandro è stata meravigliosa. Ha accettato un bambino silenzioso, che rispondeva solo a domanda diretta, che spesso passava l’intera giornata immobile e distante. Ha aspettato pazientemente sette mesi e poi piano piano lo ha visto uscir fuori dal suo guscio. Poco, certo. Ma è stata una grande gioia per noi e per lei.
Mi invita spesso per due chiacchiere sui progressi di Alex, mi scrive bigliettini, mi tira su il morale nelle giornate più nere. Insomma … ci ha adottati! Forse ha capito l’amore, la fatica, il lavoro che sta dentro la nostra famiglia e non si tira indietro, ben oltre quello che richiederebbe il suo ruolo. Lei non ha bambini suoi ma una donna così materna io non l’ho mai incontrata.

La seconda scelta importante è stata la psicomotricità. L’unica cosa utile della materna è stato incontrare un’associazione che si occupa di psicomotricità e sostegno alla famiglia. Avevano organizzato un piccolo corso per i bambini dell’ultimo anno ed ero rimasta affascinata dalla signora sessantenne che guidava il gruppo. L’ho ricontattata l’anno successivo, Alex era ancora così chiuso e così arrabbiato, e così abbiamo iniziato le sedute individuali. Io stavo fuori dallo stanzone pieno di materassi, di giochi, di palle, di tamburi e sentivo mio figlio parlare, parlare, parlare. Mi veniva da piangere. Lì dentro lui riusciva a lasciarsi andare, a raccontare, a far fluire un po’ delle sue emozioni represse.
Gli effetti di questi incontri sono stati evidenti soprattutto a scuola, hanno supportato il lavoro della maestra e hanno aiutato Alex ad aver voglia di vedere un po’ di più, ad aver voglia di conoscere qualcuno dei suoi compagni. Da allora le cose sono andate meglio, lentamente ma meglio.

La terza scelta è legata alla prima. E non l’ho fatta io, ma diciamo che l’ho influenzata insieme ad Alessandro. La maestra doveva scegliere un corso opzionale da svolgersi all’interno dell’orario scolastico, ne aveva diversi a disposizione ma ha deciso per il teatro. Così è arrivata un’insegnante bravissima, coinvolgente, che ha organizzato uno spettacolo meraviglioso nel quale mio figlio aveva la parte del frigorifero (non è geniale!!) e ballava la tarantella. Ero seduta in quel teatro da sola perché Alex aveva voluto solo me quel giorno, e piangevo silenziosa stringendomi nella penombra, mentre il mio bambino ballava la tarantella a braccetto con i suoi compagni e sorrideva, realmente soddisfatto. E’ stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita di mamma. Intorno a me c’erano tanti genitori orgogliosi ma per una volta io li battevo tutti, io assistevo ad una specie di miracolo e ne assaporavo ogni istante, come un dono inatteso.

Ieri tutte e tre queste scelte si sono unite, incredibilmente. La maestra mi ha consegnato un foglietto in cui si presentava un piccolo progetto davvero unico dal titolo evocativo “Emozioni in scena”. Si tratta di un percorso di 8 incontri per bambini della primaria che utilizza i principi dell’intelligenza emotiva per dare un nome e un movimento alle emozioni. Una delle insegnanti è la maestra di teatro di Alex e il luogo è l’associazione di psicomotricità. Quindi in una sorta di telefono senza fili la maestra di scuola, l’insegnante di teatro e la psicomotricista si sono parlate di Alessandro per includerci in questo progetto.
Tante persone diverse che hanno imparato ad amare mio figlio e che hanno pensato a lui.
Inizieremo la prossima settimana e mi aspetto grandi cose da questa comunione di intenti e competenze!

Insomma la fine della mia lunga riflessione è che alle volte tessiamo dei fili invisibili ma tenaci, che si muovono e si compongono fino a creare un maglione caldo in cui trovare rifugio.
Le scelte sono importanti e occorre tanta fiducia nel fatto che produrranno nel tempo effetti stupefacenti.
Questa rete di amore e di aiuto che vedo intorno ad Alessandro oggi mi rende un po’ più serena.
Oggi per me è di nuovo su quel palco con gli occhi gioiosi di bambino, uno come tutti gli altri.

8 commenti:

  1. Noi Sbullonati abbiamo un piccolo amico speciale. E per noi è stata una gioia immensa vederlo ed aiutarlo mentre piano piano è uscito dal suo guscio.
    Perché i gusci sono fatti per essere rotti, qualcuno ha bisogno di un colpo violento e qualcun'altro di essere limato piano piano. Ma prima o poi cedono.

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  2. E noi limiamo ogni giorno un pezzettino! Ed e' bello avere qualcuno che aiuta e sostiene, non e' cosa da tutti.

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  3. bene, avanti così!! Per il gatto c.(commento sul mio blog) io direi di sì, è sicuramente un passo in piu, un amico di cui si fiderà..prendilo almeno di un paio di mesi pèerò, altrimenti il gatto..rischia!!! un bacione!

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    1. Allora, se riusciremo a non essere definitivamente inghiottiti dalla neve :? , mi metterò alla ricerca di un gatto. Povera me! Però devo dire che Alex è molto gentile con gli animali, una nostra cara amica ne ha due e lo adorano perchè li fa giocare ma sempre con modi e tono di voce pacati.

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  4. Che bel post! Non so dire altro. Anzi, sì: sono contenta che abbiate trovato persone accoglienti e amorevoli a cui affidare Alessandro.

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  5. Meraviglioso questo Post, ho le lacrime di commozione.Ho conosciuto solo oggi questo tuo blog e sto leggendolo dall'inizio. Io ho un bimbo di 4 anni a breve, ed ha manifestato parecchie difficoltà nella socializzazione. Ovviamente hanno limitato molto anche la mia da quando sono mamma. Mi ritrovo tanto in quello che dici, avevo proprio bisogno di qualcuno con la tua storia per aiutarmi...Noi abbiamo scelto una scuola materna Steinerina/Walford e lo sta aiutando, di certo non sarebbe sopravvissuto un intero anno in una materna pubblica.
    Grazie Marzia
    Letizia

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    1. Grazie a te Letizia per il tuo commento.
      E' stata proprio la mia solitudine a farmi decidere a scrivere in questo blog. Se quello che dico può essere di aiuto a qualche mamma avrò raggiunto il mio scopo.
      Torna quando vuoi!

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  6. Mi pareva giusto iniziare da qui... A parte che ho pianto e sta diventando una costante -.-'... Forse noi siamo un filo meno silenziosi, invero mi sarebbe piaciuto godere di tuoi post in presa diretta di quando il tuo Alessandro aveva l'età di Simone, per capirne le similitudini (Simone fa 4 anni a fine agosto ed ha iniziato a scrivere...) che posso dire... Che per fortuna sono riuscita a trovare per lui una scuola materna in cui è amato;in cui viene un po' tarpato, questo sì, nel senso che per esempio la maestra dice "Facciamo un bel disegno libero" e lui chiaramente fa un numero gigante... Al che Sara lo invita a portare quel foglio a casa ed a fare "un disegno vero"... In cui comunque tentano di integrarlo... Mah, ora mi leggerò tante cose sulla plusdotazione e poi vedremo... Di certo ho alcuni momenti di sconforto ed altri di paura...

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...