domenica 8 gennaio 2012

Riflessioni tra inizio e fine anno

Devo essere sincera, non è che per me e a mio marito il Capodanno sia mai stato sinonimo di feste e balli. Da ragazzi avevamo la nostra piccola combriccola di amici con cui organizzavamo un mini cenone e qualche gioco di società a casa di chi riusciva a buttar fuori i genitori.
Poi ci siamo un po’ dispersi, chi lontano per lavoro, chi risucchiato dalla voglia di veglione … Noi ci siamo ritrovati il primo capodanno da genitori – ormai 7 anni fa – con un neonato di 20 giorni che già mostrava tutti i segni del suo complicato carattere!

Quindi da allora abbiamo tenuto un bassissimo profilo festaiolo, mettendo ogni anno tra i buoni propositi quello di riuscire ad aprirci di più al mondo.
Negli ultimi 3 anni abbiamo casualmente instaurato una “tradizione di famiglia” per il 31 dicembre. La giornata la passiamo in uno di quei grossi Outlet commerciali, pieni di negozi di scarso interesse per un bambino, se trascuriamo lo store della Ferrari. Eppure è proprio mio figlio ad insistere per proseguire questa bislacca tradizione, lui che fa così fatica a stare in mezzo alla gente ma che adora avere abitudini.
Questa giornata mi serve a misurare i suoi progressi nell’acquisizione delle competenze sociali.
A 5 anni dopo mezz’ora si dichiarò già stufo, non riuscimmo a farlo entrare in più che in un paio di negozi, fece una scena isterica perché acquistassimo una inutile macchinina, non mangiò quasi nulla.
A 6 anni tollerò 2 ore senza lamentele, mangiò seduto al tavolo per ameno 10 minuti, entrò in diversi negozi … salvo poi correre come un matto tra gli scaffali!
Quest’anno – 7 anni -  quattro ore di negozi, risate, pranzo e regalino al negozio Ferrari di nostra stessa iniziativa, vista la serenità della giornata.
Insomma il Capodanno è un po’ per tutti un momento di analisi, riepilogo, somme tirate, e noi non facciamo eccezione. La sensazione per ora è piacevole, la strada va nella direzione giusta, lentamente andiamo avanti.

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