mercoledì 18 gennaio 2012

Mal di scuola

Ci risiamo. Come scafati altleti eccoci pronti a presentarci nella nostra specialità: il balzo all'indietro. Il male ritorna, non più così sottile ma costante, la lagna serale e mattutina senza tregua, la tosse fintamente accentuata, le frasi buttate lì senza neppure la ricerca dell'originalità "Non voglio andare a scuola".
Lo scorso anno ho ascoltato, accettato, capito e sostenuto. Si arrivava da una materna disatrosa, senza appigli, senza visi conosciuti, senza voce. Per sei mesi la maetra ha accettato che Alex rispondesse solo a domanda diretta, che si sciogliesse solo nella lettura ad alta voce ai compagni, che rimanesse nel cortile a parlare da solo e passeggiare aventi e indietro come una tigre in gabbia. Quando chiedi al tuo bambino di 6 anni cosa gli piace meno della scuola e lui ti risponde l'intervallo, allora hai la certezza che il mondo è ancora fermo, che sei al finestrino e chi si muove è l'auto accanto.
Ma ad un certo punto ci siamo mossi.
Il cortile finalmente esplorato, talvolta di corsa.
Un amico trovato, buono e tranquillo.
La maestra a nascondere bigliettini nel diario per comunicarmi i progressi.
La recita a fine anno con me in lacrime davanti ad una tarantella affrontata col sorriso migliore.
Poi le vacanze.
E si rincomincia con piglio deciso, senza arretramenti.
Ma poi si rallenta.
Le mattine più pesanti.
Le domeniche sera angosciose.
Fino a questo lunedì mattina, una crisi di pianto mai vista.
 
Mio figlio non piange. Lui urla, strepita, picchia, graffia, offende. Ma non piange. Le lacrime sono emozione profonda, quella che lui comprime e nega. Un bambino che piange si consola, ma lui finge di non aver bisogno di consolazione. Ma alla fine è crollato.
E io non so perchè.
 
Questa mattina è stato ad una visita dal dentista. E' stata una cosa rapida e quindi è stato costretto a rientrare a scuola. La nonna che lo accompagnava si è stupita del calore con cui i compagni lo hanno accolto, tutti ad informarsi su come stava, tutti ad abbracciarlo. E lui col suo solito sorriso muto, fisso e apparentamente vuoto. Per questi bambini lui va bene così ma è Alex che non va bene a se stesso. Almeno non a scuola. Almeno non in mondo fatto di sbarre che lui stesso ha fissato.
 
E domani colloquio con la maestra.
E' di nuovo una brutta giornata.

2 commenti:

  1. come e' andata poi con la maestra? Ci diciamo che e' un momento che e' stanco, e tiriamo dritto? hugs

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  2. Diciamo cosi' ... e andiamo avanti. Grazie del pensiero!

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