venerdì 20 gennaio 2012

L'altalena

Dopo un paio di giorni di testa-sotto-la-sabbia-a-riflettere, mi permetto una mattina di ottimismo anche perchè è venerdì e per almeno un paio di giorni potrò non occuparmi delle turbe scolastiche dell'alieno.
Ieri la conversazione con la maestra è stata come al solito pacata, rinfrancante, rinsaldante, deprimente. Insomma io l'adoro e lei - non so dire perchè ma è così - mi adora. Questo fa un gran bene al bambino che ci dividiamo lungo la giornata. In fondo durante la settimana lo vede quasi più lei di me ...
Per fortuna non ci sono segnali di regressione rispetto alla modesta apertura sociale di Alex. Parla poco ma parla, gioca con i campagni quasi ogni giorno per tutto l'intervallo, chiacchera con un gruppetto selezionato, prende qualche modesta iniziativa.
Insomma, rispetto allo scorso anno siamo molto ma molto avanti.
La maestra mi ha chiesto di segnalarle le mattine particolarmente nere, per permetterle di fare un pò più di attenzione. Ieri gli ha chiesto da 1 a 10 quanto stava bene (è una cosa che ha l'abitudine di fare con i bimbi in giornata storta), lui non ha risposto ma quando lei ha iniziato a contare l'ha fermata sull'8. In prima difficilmente si superava il 5, quindi successone!
Quello che mi stupisce sempre sono invece le sue performance di lettura in classe. Quando legge si trasforma, interpreta, spesso i compagni lo applaudono (la mestra dice spontaneamente, senza che lei li inviti a farlo). Allora penso che approfondire il corso di teatro che già stanno facendo a scuola sarebbe una buona cosa. Forse mettere una maschera lo rende meno vulnerabile, anche se in realtà non riesco a farlo veramente mascherare neppure per Carnevale ... non esageriamo con gli infantilismi!
Ciò che non posso evitare è di uscire da quella stanza sempre con un retrogusto amaro, quello di sapere che il nostro viaggio è ancora dannatamente lungo e non è neppure detto che ci porterà in un porto sicuro. Quando la maestra mi dice che "abbiamo ancora più di tre anni per prepararlo ad affrontare le medie", io mi irrigidisco. Insomma devo aiutare mio figlio a crearsi un'ossatura resistente a ciò che sarà avere addosso una moltitudine di professori e di ormoni, e sono terrorizzata.
Guardo il passato e mi conforto, guardo il futuro e mi illudo.
Penso proprio che inizierò dal conforto, ho bisogno di ritornare un pò indietro e rivedere le scene di un film che ho vissuto senza quasi guardarlo.
Ho bisogno di ritrovare qualche radice e farne l'albero a cui attaccare la nostra altalena. In volo verso qualcos'altro.

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