giovedì 12 gennaio 2012

Il dolore senza voce 1

Ieri rientrando a casa mi sono imbattuta in una delle maestre di Alex della scuola materna. Avrei voluto defilarmi ma mi sono ritrovata invischiata nei soliti convenevoli. Pensavo di essermela cavata quando, inevitabile, arriva la domanda: "Ma adesso parla?". Boom! Il macigno atteso è arrivato.


Mi sorprendo di due cose: 1) mio figlio deve essere proprio un caso raro per continuare a destare curiosità; 2) dopo diversi anni questa persona ancora non sa gestire le peculiarità dei bambini che le affidano.
Nei fatti mio figlio e' stato per i primi anni accudito da me e dai nonni. Da subito si e' mostrato difficile, ribelle, ostile verso i coetanei, ipercinetico e a suo modo loquace.
Sapevo che l'ingresso alla materna sarebbe stato difficile, avrebbe sconvolto i suoi ritmi e aumentato l'aggressivita'. Mi credevo pronta ma non lo sono stata. Passata la porta di ingresso il mio frugolino di nemmeno 3 anni diventava un pezzo di ghiaccio, quasi immobile e avvolto nell'assoluto silenzio. Si rifiutava di giocare con gli altri, si rifiutava di disegnare, non rispondeva neppure si' o no. Se i bambini lo approcciavano con troppa insistenza reagiva, male ovviamente.
Le maestre ci chiesero di farlo "vedere" per escludere disturbi di spettro autistico. Nulla. Poi la psicologa consigliò di analizzare meglio i rapporti mamma-figlio. Nulla. Poi si parlò di bambino plusdotato, perchè pareva inconcepibile che mio figlio a 4 anni avesse imparato da solo a leggere e fare di conto ma non fosse in grado di gestire normali relazioni sociali.
Nessuno mi parlo' mai del mutismo selettivo.
Si tratta di un disturbo dell'ansia infantile misconosciuto e sottovalutato, un pò come talvolta accade in altro ambito con la dislessia, che lascia senza voce i bambini in certe circostante, soprattutto nell'ambiente scolastico. Lo scorso novembre si è tenuto un convegno a Torino (a cura della associazione A.I.MU.SE) a cui purtroppo non ho potuto partecipare ma che mi avrebbe interessato molto soprattutto sul tema "la scuola davanti ai bisogni educativi speciali e il rapporto con le famiglie". Per quanto riguarda la mia esperienza personale gli anni della scuola materna sono stati terribili, di solitudine immensa, penosi per il mio bambino. E' stato decisamente più semplice cercare di addossare la "colpa" dei comportamenti di Alessandro sulla famiglia, su presunte carenze di stile educativo, piuttosto che una soluzione che lo aiutasse ad integrarsi secondo i suoi tempi.
Ricordo quando la mattina, al nostro ingresso, la maestra chiamava a raccolta i bimbi presenti "Guardate è arrivato Alessandro, venite a salutarlo!" ... Boom! La giornata era destinata alla catastrofe e l'orsetto si rintanava ancor più nel suo rifiuto di comunicare.
Per questa ragione la scelta della scuola primaria è stata per me una missione. Missione riuscita, per fortuna. Ma ne parlerò più avanti.
Per concludere, io non ho mai saputo se mio figlio realmente soffrisse di mutismo selettivo o se si trattasse della forma estrema - data dall'età - del suo immutato scarso interesse per i coetanei e per la vita di gruppo in generale. Ci sono tante domande a cui non ho avuto risposta e che, ad un certo punto, mi sono semplicemente lasciata alle spalle. Perchè dare un nome al dolore non sempre aiuta ad eliminarlo e quindi ho scelto di concentrarmi su come far star meglio mio figlio e con lui noi.
Talvolta, come ieri, torna il ricordo della sofferenza di quegli anni bui. Credo che qualcosa ci potesse essere risparmiato.

14 commenti:

  1. Bei post, la rete ci regala delle belle sorprese.
    Tornerò a trovare te e Alex, le vostre gite e le persone che incontrate.
    A presto!

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    1. Grazie per la visita, ricambierò con piacere!

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  2. Ciao, arrivo da Stima a te. Ha ragione luciebasta: i fili sottili della rete portano lontano e regalano preziose connessioni... Mi ha incuriosito il tuo cestino per le idee, anche io provo una simpatia spontanea per il tuo bambino, buona avventura nel web anche da parte mia!

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  3. Grazie del meravgilioso commento che mi hai lasciato.
    Ora mi scorro il tuo blog; questo post, il primo che leggo, mi ha interessato tanto.
    Grazie.

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  4. Caspita, è una storia peculiare la vostra ma allo stesso tempo credo sia anche una storia molto comune. Mi posso solo immaginare quante difficoltà...e come te mi piacerebbe sapere che cosa passa nella testa dei bimbi quando ci manifestano comportamenti che non consideriamo "normali". Mi immagino la frustrazione della mamma che vorrebbe far star meglio il suo piccolo... Devi essere una persona molto molto speciale. Meno male davvero che c'è la rete che ci fa incontrare!

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  5. @Cì: hai ragione, in effetti l'alieno è piuttosto simpatico, quando dimentica di essere arrabbiato!

    @ Mamma F: grazie a te, più persone mi ricordano cosa conta davvero e più o speranze ho di riuscire a mantenere i propositi.

    @ Pellons: è vero, probabilmente ci sono molte storie come la mia in giro, solo che pare difficile farle uscir fuori, si teme sempre il giudizio e lo dico perchè ci sono passata. In effetti la rete permette di conoscersi e sentirsi meno isolati. E' strano che risulti più difficile farlo con chi frequentiamo ogni giorno. Grazie della visita!

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  6. "Perchè dare un nome al dolore non sempre aiuta ad eliminarlo e quindi ho scelto di concentrarmi su come far star meglio mio figlio e con lui noi."

    Quanto lo condivido, quanto ti capisco!
    E' la mia stessa conclusione.
    Il percorso è lungo, non ci sono risposte, momentaneamente.
    Ma sapere quale sia la verità, alla fine non m'aiuta.
    Mi devo aiutare da sola.

    L'idea di aprire un blog sottolineando i progressi o i regressi del mio piccolo, un simil diario di viaggio, è da tanto che la rimugino. Forse, un giorno.

    P.S. vengo pure io dalla nostra amica comune Stima.
    Giuliana

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    1. Grazie per la visita. In effetti questo cesto di pensieri sparsi me lo permetto oggi che passo giornate mediamente buone. Fino all'anno scorso non ne avrei avuto la forza. E che il viaggio e' stato pesante e non vorrei perdermi dei pezzi.

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  7. certo che la maestra dell'asilo, sapendo cosa sapeva di alex, che chiamava a raccolta tutti i bambini per accoglierlo in classe, un premio speciale se lo meritava :-)

    (ciao Marzia, vengo da GC... e credo che rimarro' qui un pochettino a leggerti)

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    1. Ciao Supermambanana, benvenuta. Ti seguo sempre su gc perché sei una persona di molto buon senso e dotata del dono della sintesi. Qualsiasi commento sarà apprezzato.

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  8. Io credo semplicemente che quella maestra, quelle maestre, non sapessero affrontare e gestire il tuo bambino.
    E non erano qualificate per tenere quel posto, ma purtroppo di gente se ne trova di tutti i tipi.
    Un bambino di questo tipo è senz'altro più impegnativo di una bambino cosiddetto normale, porta più fatica.
    Io lo so per esperienza, anche mio figlio ha questi scatti improvvisi e molto spesso incontrollabili, le persone che ha davanti reagiscono nei modi più disparati, nella maggior parte dei casi la reazione è eccessiva (e purtroppo anche io a volte ci pecco), però se presi bene sanno dare il meglio da tutto!

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  9. Come capisco la tua ansia ,il timore e il dolore di vedere tuo figlio comportarsi così. E' un'esperienza che ho vissuto anch'io con mia figlia Chiara,oggi splendida ragazza ( scusa il cuore di mamma ),psicologa e impegnata con bambini affetti da problemi.

    E' stata una bambina alle gra e socievole.ha iniziato a parlare a sei mesi e non si è più chetata...salvo quando entrava nella scuola materna. Scuala gestita dalla suore,dove aveva frequantato con grande soddisfazione il mio primogenito. I primi giorni mia figlia ha pianto disperatamente quando la lsciavo. ma dicevano ,è normale,poi le passerà. Infatti,dopo qualche tempo smise. Però smise anche di parlare ( dentro la scuola ) non ci mangiava perchè vomitava il cibo E la mattina quando l'accompagnavo e la suora portinaia dedicava ad ogni bambino un complimento,con lei doveva ignorarla,altrimenti la piccola avrebbe reagito male.Non ero al corrente che la bimba non parlava una volta entrata nell'edificio.Quando l'andavo a prendere mi raccontava quello che accadeva a scuola. Quando arrivammo all'ultimo anno,la madre superiora mi chiamò e mi consigliò di far "vedere" la bambina da una psicologa,perchè secondo lei a scuola avrebbe avuto dei problemi. Puoi immaginare la mia preoccupazione ,anzi,la nostra,perchè tutta la famiglia fu coinvolta!!

    Prendemmo subito appuntamento con una psicologa specializzata in problemi infantili e dopo breve colloquio,ci fece uscire dalla stanza per restare da sola con la bimba. Queste sedute ,di circa due volte la settimana andarono avanti per un paio di mesi.Arrivò il giorno che la dottoressa mi fece entrare e con mia grande gioia mi comunicò che la bimba stava benissimo.Non aveva niente.Solo non accettava le suore.Il suo silenzio,dopo essersi disperata i primi giorni,era una protesta,un castigo per noi adulti che non eravamo stati capaci di ascoltarla. Mi disse di stare tranquilla,non avrebbe avuto nessun problema alle elementari. Purchè comunali!!!!

    Così è stato...

    Vedrai,andrà tutto bene. Ti faccio tanti auguri! Scusa se mi sono permessa.

    Vitty.

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  10. Scusa gli errori di battitura,ma ho scritto tutto divolata senza neppure rileggere!!!

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    1. Vitty grazie per questo racconto e complimenti per tua figlia! Vorrei tanto pensare che prima o poi arriveremo in un luogo dove mio figlio si sentirà abbstanza al sicuro ma per ora combatte ancora troppo contro se stesso per apprezzare il bello che ha intorno. Credo sarà un viaggio lungo, cerco di non perdere la speranza e pensarlo un adulto finalmente sereno.

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Scrivere è bello ma leggere è anche meglio. Grazie per il tuo commento ...