sabato 18 maggio 2013

Generazione che vai, rivoluzione che trovi (o magari no)


Qualche giorno fa mi sono imbattuta in questo articolo de La Stampa che parla dei “Millennials". 

Mi si è aperto un mondo sconosciuto, che è molto più aderente alla cultura statunitense ma – magari nel solito ritardo temporale – tocca anche noi.
I “Millennials” sono i nati tra il 1980 e il 2000, è la prima generazione a crescere senza lo spettro della guerra fredda, hanno grande familiarità con le tecnologie digitali e la comunicazione di massa, sono stati educati in modo tendenzialmente liberale. Sono i figli dei “Baby boomers” degli anni ’60, impegnati nel rifiuto e nella ridefinizione di poteri e valori.

sabato 11 maggio 2013

Il tempo presente


Mio figlio da quest'anno studia le declinazioni dei verbi, e io con lui talvolta.
Poiché butta a memoria facilmente non mi tocca disperdere troppe energie nel ripescare ricordi scolastici ultratrentennali.
In ogni caso, che sia il sereno modo indicativo o il furbetto congiuntivo, il tempo che scivola meglio risulta sempre il presente.
Basta provare con un verbo a caso:
- Io ho amato
- Io amai
- Io avrei amato

Quanto suona meglio un semplice “Io amo”.

venerdì 3 maggio 2013

3° regola: ringraziare

Avevo iniziato lo scorso settembre una serie delle regole di vita che mi apprestavo a cambiare. I' agire e il dire mi hanno aiutato moltissimo.
In entrambi i casi si è trattato di azione pura, di dare una scrollata ad abitudini radicate, mettere un punto e andare a capo.
Gli effetti si stanno vedendo nel lungo periodo, nella mia mente che si scuote e si apre all'imprevisto.
Sto bene. Dentro.
Non guardo il fuori. Quello prosegue la sua corsa, lo osservo mantenendo il necessario distacco.
L'energia inizia a canalizzarsi, si massimizza laddove serve. A me.
Non pretendo più di controllare tutto, di entrare in tutto, di specare le forze in cose che non mi competono.
Chiedo aiuto, in modi inaspettati.

E ringrazio.

domenica 28 aprile 2013

Premio Tartaruga lenta (ma felice!)



La foto rende l'idea.
La mia capacità di gestire i premi è quella della mia tartaruga di legno che si dirige verso una pianta grassa spinosa: sono lenta ai limiti dell'immobile.
La cosa bella è che probabilmente resterò sotto i 200 followers per sempre, quindi potrò continuare a ricevere premi (ammesso che qualcuno abbia ancora la gentilezza di farlo) e a bistrattarli in questo modo. Perdonatemi!
E che non sono brava a rispondere alle domande, vado sempre fuori tema e mi imbarazzo.
Poi, credo lo abbiate ampiamente capito, non potrei assegnare i premi a qualcuno in particolare, io per carattere temo sempre di arrecare disturbo. Quindi oggi qui sistemo tutti i premi come in un paniere profumato, a disposizione degli ospiti.

mercoledì 24 aprile 2013

Irrazionale

Sto leggendo molto, e molto ancora ho felicemente in attesa.
E quindi sto scrivendo poco, è una primavera di azione più che di rflessione.
Ho rivoltato mezza casa con le pulizie di primavera, togliendo il superfluo e ancora molto toglierò.
L'ordine mi aiuta, mi consente di far spazio a cose buone che in realtà non necessitano di luogo fisico ma si nutrono dei dettagli.
L'ordine mi ha permesso di ridare accesso alla veranda, negletta in inverno, e così adesso Alex ha ricominciato a saltare e a saltare (mio marito aveva trovato una irrinunciabile offerta su di un "discreto" tappeto elastico ... :)).
 

mercoledì 17 aprile 2013

La rotella insubordinata

Nel post precedente avevo annunciato che la promessa n. 6 avrebbe meritato una riflessione più articolata.
Prendo spunto da due letture.
La prima mi è stata fornita dal collega compagno di mille avventure con cui tentiamo talvolta di sollevarci dalla mediocrità delle nostre esistenze di grigi impiegati.
Si tratta di un trafiletto apparso su La Stampa qualche tempo fa in cui si parla del diffondersi della depressione sul posto di lavoro.

venerdì 12 aprile 2013

Perchè le promesse di primavera non diventino da marinaio

Il titolo non rende onore all'iniziativa, ma Fioly mi perdonerà.
Parto dal suo post "10 promesse di primavera +1" e dalla voglia di condividere alcuni buoni propositi, così da fissarli nel tempo e nello spazio.
Perché ce la raccontiamo bene ma poi ci sono sempre cose più urgenti, più importanti. E disperdiamo le energie migliori ad inseguire obiettivi fittizi, fissati da altri e poco costruttivi.
Per la prima volta da anni mi sento combattiva, davvero disposta a cambiare la mia razionale struttura mentale in favore del sogno.
E mi ripeto stile mantra la solita strofa Jovanottiana "Non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò".